LA CONTINGENZA CI GUIDA E CI RENDE LIBERI E RESPONSABILI
Siamo frutto delle scelte che facciamo anche se spesso preferiamo il caso. Il futuro è aperto e tocca a noi saperlo costruire

Nel gioco del calcio ci sono molti spettatori convinti che gli eventi, il goal, le vittorie, le sconfitte, siano frutto del caso; o della fortuna; o dell’arbitro. Dopo ogni partita c’è chi analizza una sconfitta attribuendo la colpa a qualcuno o qualcosa. Non abbiamo ben capito cosa sia esattamente la contingenza nel nostro mondo, non solo nel calcio, per distinguerla… Leggi tutto » LA CONTINGENZA CI GUIDA E CI RENDE LIBERI E RESPONSABILI
Siamo frutto delle scelte che facciamo anche se spesso preferiamo il caso. Il futuro è aperto e tocca a noi saperlo costruire

AVVISAGLIE NEL NUOVO GOVERNO DI DIVISIONI E CONTRASTI TRA I PARTITI ED I MOVIMENTI CHE LO COMPONGONO
Riuscirà Mario Draghi, come De Gasperi, a dare una svolta decisiva all’Italia? Speriamo di si, ce l’auguriamo di tutto cuore. Ne abbiamo tutti bisogno, l’Italia ne ha bisogno!

Anche nel governo diretto da Mario Draghi cominciano a fare capolino divisioni e contrasti, tra i vari partiti e movimenti che lo compongono alla guisa di un traballante mosaico. Le divisioni sono una costante strutturale e storica della cultura civile, sociale, e soprattutto politica, della società italiana. Fin dai tempi più antichi ci siamo sempre divisi su tutto: tra guelfi… Leggi tutto » AVVISAGLIE NEL NUOVO GOVERNO DI DIVISIONI E CONTRASTI TRA I PARTITI ED I MOVIMENTI CHE LO COMPONGONO
Riuscirà Mario Draghi, come De Gasperi, a dare una svolta decisiva all’Italia? Speriamo di si, ce l’auguriamo di tutto cuore. Ne abbiamo tutti bisogno, l’Italia ne ha bisogno!

IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA E’ L’ATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DEL GOVERNO DRAGHI
Ridurre i divari, capacità di spesa e politica fiscale sono le sfide che ci attendono. I programmi ci richiedono di ripensare il modello PAESE, dando impulso alla pubblica amministrazione, al potenziamento delle strutture ospedaliere e della scuola pubblica. Senza dimenticare la riforma della giustizia e della burocrazia. Da non sottovalutare il ruolo del meridione nel nuovo processo di sviluppo: o ci si salva tutti insieme o i danni supereranno i benefici.

Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha illustrato il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che  le Camere hanno approvato a larghissima maggioranza. Il Piano rappresenta l’atto più significativo del Governo Draghi, promosso dal Presidente della Repubblica in merito a due urgenze: uscire dall’emergenza sanitaria indotta dalla pandemia e procedere all’auspicata ripresa economica del Paese con… Leggi tutto » IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA E’ L’ATTO PIU’ SIGNIFICATIVO DEL GOVERNO DRAGHI
Ridurre i divari, capacità di spesa e politica fiscale sono le sfide che ci attendono. I programmi ci richiedono di ripensare il modello PAESE, dando impulso alla pubblica amministrazione, al potenziamento delle strutture ospedaliere e della scuola pubblica. Senza dimenticare la riforma della giustizia e della burocrazia. Da non sottovalutare il ruolo del meridione nel nuovo processo di sviluppo: o ci si salva tutti insieme o i danni supereranno i benefici.

UN’ANALISI SU COME DISTINGUERE I RIFORMISTI DI DESTRA O DI SINISTRA
Tutti i politici italiani da Meloni a Fratoianni giurano di essere riformisti. Eppure il riformismo nella storia italiana è un pensiero e un movimento politico e culturale inequivocabilmente socialista che nasce e si afferma in opposizione al socialismo rivoluzionario e massimalista (o estremista). Caduti i sistemi comunisti e fascisti il sistema liberale non è più un menu fisso con sei pietanze costitutive ma è diventato una sorta di “buffet” dal quale ogni Stato decide cosa assumere

L’iniziativa in corso “Unire i riformisti” animata da varie personalità, associazioni e circoli, segnatamente da Marco Bentivogli, Emma Bonino, Giorgio Gori, Irene Tinagli, Ivan Scalfarotto, Claudio Martelli e Christian Rocca, è un evento così prezioso in Italia che va segnalato. Il presupposto è capire cosa significa in Italia nel 2021 dichiararsi riformisti. Infatti tutti i politici italiani da Meloni a… Leggi tutto » UN’ANALISI SU COME DISTINGUERE I RIFORMISTI DI DESTRA O DI SINISTRA
Tutti i politici italiani da Meloni a Fratoianni giurano di essere riformisti. Eppure il riformismo nella storia italiana è un pensiero e un movimento politico e culturale inequivocabilmente socialista che nasce e si afferma in opposizione al socialismo rivoluzionario e massimalista (o estremista). Caduti i sistemi comunisti e fascisti il sistema liberale non è più un menu fisso con sei pietanze costitutive ma è diventato una sorta di “buffet” dal quale ogni Stato decide cosa assumere

MALAPOLITICA ED ARRICCHIMENTI ILLECITI… MENTRE L’ITALIA VA A ROTOLI
E’ veramente vergognoso quanto accade perché il disfacimento ed il degrado morale è sotto gli occhi di tutti. I partiti hanno degenerato, è questa l’origine dei mali italiani

“Comme d’habitude”, leggiamo, su quotidiani locali e nazionali, di casi di malapolitica, di finanziamenti illeciti, d’arricchimenti personali a danno dello Stato, di evasione fiscale, di comportamenti censurabili da parte di dirigenti, di collusione con ambienti mafiosi da parte di personaggi politici. Per non parlare delle molte ore dedicate da emittenti locali e nazionali a commentare questi fenomeni tristi e vergognosi.… Leggi tutto » MALAPOLITICA ED ARRICCHIMENTI ILLECITI… MENTRE L’ITALIA VA A ROTOLI
E’ veramente vergognoso quanto accade perché il disfacimento ed il degrado morale è sotto gli occhi di tutti. I partiti hanno degenerato, è questa l’origine dei mali italiani

TRA UN VENTENNIO LA CRISI IDRICA SARÀ UN PROBLEMA CHE CI AFFLIGGERÀ
Mettiamoci in riga è il programma adottato dal Ministero dell’Ambiente per implementare la governance multilivello degli enti periferici. I comuni calabresi chiamati a razionalizzare capacità tecniche ed amministrative nell’ottica di indirizzare le scelte e facilitare i processi decisionali attraverso l’applicazione di pratiche e nuove soluzioni sotto l’attenta supervisione della Sogesid. Il mancato adeguamento comporterà l’esclusione dal Recovery plan. La Lamezia Multiservizi dovrà scindere il servizio idrico da tutte le altre attività gestite.

Sostiene il World Resources Institute, che monitora domanda e disponibilità di acqua in 167 Paesi che il prezioso liquido, tra un ventennio, circa sarà un problema sistemico che ci affliggerà. Se ne parla ancora poco ma sicuramente esploderà, anzi i ricercatori sono del parere che lo stress idrico comporterà, e probabilmente già comporta, pericoli globali dal momento che fra le… Leggi tutto » TRA UN VENTENNIO LA CRISI IDRICA SARÀ UN PROBLEMA CHE CI AFFLIGGERÀ
Mettiamoci in riga è il programma adottato dal Ministero dell’Ambiente per implementare la governance multilivello degli enti periferici. I comuni calabresi chiamati a razionalizzare capacità tecniche ed amministrative nell’ottica di indirizzare le scelte e facilitare i processi decisionali attraverso l’applicazione di pratiche e nuove soluzioni sotto l’attenta supervisione della Sogesid. Il mancato adeguamento comporterà l’esclusione dal Recovery plan. La Lamezia Multiservizi dovrà scindere il servizio idrico da tutte le altre attività gestite.

LA POESIA DEL SACRO DI DON GIULIO FAZIO
Tre le raccolte di liriche in dialetto feroletano che evidenziano una religiosità poco dogmatica e vicina ai problemi della gente comune

Don Giulio Fazio (1940-1999) apparteneva alla generazione di don Pasquale Luzzo e don Vittorio Dattilo, vicini per sensibilità e impegno sociale a don Saverio Gatti. Era la prima generazione di sacerdoti postconciliari e questo fu determinante nel loro apostolato.  Piccolissimo, era rimasto orfano di padre quando Beniamino Fazio, militare, annegò in mare il 28 febbraio del 1942, mentre tornava da… Leggi tutto » LA POESIA DEL SACRO DI DON GIULIO FAZIO
Tre le raccolte di liriche in dialetto feroletano che evidenziano una religiosità poco dogmatica e vicina ai problemi della gente comune

LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

Quando vedo in tv Bersani – ogni quindici giorni Floris gli concede una conferenza stampa di 90 minuti – o de Magistris riabilitato da Giletti ogni santa domenica, mi rendo conto del cul de sac in cui la vecchia sinistra novecentesca è finita. Come questi due scienziati anche l’intera Ditta massimalista italica si è convinta che bisogna dare in eterno… Leggi tutto » LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

IL GOVERNO DRAGHI, OSSIA IL REDDE RATIONEM DELLA POLITICA ITALIANA
Riflessioni sulle riposte speranze ed i solenni fastigi irradiati dalla grande impresa draghiana

   Con scatto decisamente tardivo e cionondimeno puntuale rispetto alla stagnante oblivione medioitalica, strappo dal mio taccuino di dannato queste esigue notazioni sulle riposte speranze e i solenni fastigi irradiati dalla grande impresa draghiana.    Pare ieri l’anno in cui, steso ormai il tappeto rosso alla giunta militar finanziaria di Monti e degli altri liquidatori della finanza internazionale, le maggiori testate invocavano… Leggi tutto » IL GOVERNO DRAGHI, OSSIA IL REDDE RATIONEM DELLA POLITICA ITALIANA
Riflessioni sulle riposte speranze ed i solenni fastigi irradiati dalla grande impresa draghiana

CONTINUANO LE MANOVRE PER TENERE L’OSPEDALE LAMETINO FUORI DAL MEGA HUB SANITARIO
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le due leggi che regolamentavano l’integrazione delle due aziende ospedaliere del capoluogo di regione.

Da parte dei componenti il Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, riceviamo e pubblichiamo: “Continua senza ritegno l’attivismo del Sindaco di Catanzaro sulle maggiori tematiche economico-sociali decisive per la città di Lamezia. E come al solito si tratta di un pressing niente affatto disinteressato. Ora è il turno del destino del nostro ospedale in seguito alla sentenza della Corte Costituzione… Leggi tutto » CONTINUANO LE MANOVRE PER TENERE L’OSPEDALE LAMETINO FUORI DAL MEGA HUB SANITARIO
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le due leggi che regolamentavano l’integrazione delle due aziende ospedaliere del capoluogo di regione.

COME VIVONO 4 ITALIANI SU DIECI SE SONO INVISIBILI?
Abbiamo un esercito di riserva composto da oltre 15 milioni di persone tra i quali una folta schiera di giovani disoccupati o che non studiano o non lavorano.

In Italia abbiamo una popolazione in età di lavoro (età 20-64 anni) pari a 35.861.000 persone. Sommando anche i giovani che hanno abbandonato la scuola arriviamo a 37 milioni. Poichè l’età di pensionamento è di 67 anni, quasi un milione di pensionati lavora ancora. Quindi abbiamo 38 milioni di potenziali occupabili. A fine 2018 gli occupati totali erano 23.215.000. Possiamo… Leggi tutto » COME VIVONO 4 ITALIANI SU DIECI SE SONO INVISIBILI?
Abbiamo un esercito di riserva composto da oltre 15 milioni di persone tra i quali una folta schiera di giovani disoccupati o che non studiano o non lavorano.

QUEL CHE IL BIPOPULISMO PERFETTO NON INTENDE VEDERE
L’Italia spiegata con i numeri e non con le chiacchiere

Il 55 per cento degli italiani in base alle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 6 anni non paga imposte o ne paga poche e insufficienti per sostenere almeno la propria spesa sanitaria. Fateci caso, tutti i politici, di destra e di sinistra, per capirci Salvini e Bersani, quando parlano degli evasori si trovano d’accordo su un unico concetto: certo che… Leggi tutto » QUEL CHE IL BIPOPULISMO PERFETTO NON INTENDE VEDERE
L’Italia spiegata con i numeri e non con le chiacchiere

DIMINUITA DEL 70% L’ATTIVITA’ DI ROUTINE DELL’OSPEDALE LAMETINO
Inspiegabile il silenzio dell’Asp di Cz sull’offerta di Ambulatorio solidale Prima gli Ultimi di partecipare  gratuitamente con la sua equipe di medici ed infermieri alla campagna vaccinale in affanno

E’ vero, un po’ dappertutto è così. L’emergenza Covid costringe a trascurare e rinviare alcuni servizi ospedalieri non urgenti. Ma ci chiediamo se quanto sta avvenendo nell’ospedale di Lamezia rientra nella media italiana o quantomeno calabrese o se rinvii e ritardi sono più accentuati, tanto da mettere a rischio la tenuta stessa del nostro servizio ospedaliero. Certo, va riconosciuto ed… Leggi tutto » DIMINUITA DEL 70% L’ATTIVITA’ DI ROUTINE DELL’OSPEDALE LAMETINO
Inspiegabile il silenzio dell’Asp di Cz sull’offerta di Ambulatorio solidale Prima gli Ultimi di partecipare  gratuitamente con la sua equipe di medici ed infermieri alla campagna vaccinale in affanno

LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

Mentre stavo leggendo il libro di Gianni Speranza (Una storia fuori dal Comune, Rubbettino, 2021) mi ha molto interessato un articolo di Boeri e Perotti su Repubblica. I due economisti scrivono “A leggere il Pnnr sembrerebbe che tutti i problemi della Pubblica amministrazione siano nella mancata digitalizzazione. La vera riforma della PA consiste nello scegliere bene i suoi dirigenti, fissare… Leggi tutto » LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

COME IL SUD È PASSATO DAL TURISMO AI TURISMI
Idee, proposte e progetti emersi in 40 anni di politiche turistiche nel Mezzogiorno. Una disamina di Costantino Fittante che mette a fuoco errori pervicaci e proposte illuminanti.

Un saggio di Costantino Fittante ripercorre idee, proposte e progetti emersi in quarant’anni di politiche turistiche della sinistra nel Mezzogiorno. Un “Rapporto Turismo” lungo quattro decenni, una vera e propria radiografia che scandaglia in profondità problematiche e slanci positivi. Mette in luce errori pervicaci e proposte illuminanti, svela lucidamente acute valutazioni critiche ma anche molte illusioni venate di ingenuità e… Leggi tutto » COME IL SUD È PASSATO DAL TURISMO AI TURISMI
Idee, proposte e progetti emersi in 40 anni di politiche turistiche nel Mezzogiorno. Una disamina di Costantino Fittante che mette a fuoco errori pervicaci e proposte illuminanti.

LA VACCINAZIONE DEI SOGGETTI FRAGILI E L’INIZIATIVA DI AMBULATORIO SOLIDALE
Lettera aperta inviata alla Commissione straordinaria Asp di Catanzaro, al Commissario al Piano di Rientro Regione Calabria, al Presidente f.f. Regione Calabria, a S. E. Vescovo di Lamezia Terme ed al Presidente Fondazione Caritas.

E’ indubbio che la Calabria e anche l’ASP di Catanzaro siano in affanno nella campagna di vaccinazione di massa anti Covid. In questi giorni, per cercare di recuperare il ritardo, codesta ASP ha stipulato convenzioni con le UCCP della provincia disponibili a somministrare il vaccino ai loro assistiti ultraottantenni e, immaginiamo, anche a quelli rientranti nell’ampia categoria dei cosiddetti soggetti… Leggi tutto » LA VACCINAZIONE DEI SOGGETTI FRAGILI E L’INIZIATIVA DI AMBULATORIO SOLIDALE
Lettera aperta inviata alla Commissione straordinaria Asp di Catanzaro, al Commissario al Piano di Rientro Regione Calabria, al Presidente f.f. Regione Calabria, a S. E. Vescovo di Lamezia Terme ed al Presidente Fondazione Caritas.

IN CALABRIA ANCHE I VACCINI SONO CAUSA DI DISEGUAGLIANZA E DISPARITA’
Innescata la solita lotta tra soggetti deboli ed enti che non fanno il loro dovere. I media di stamane pubblicano titoloni per niente rassicuranti sulla gestione dei vaccini nella nostra regione. Parrebbe - a dire dell’Asp - che Cosenza li abbia finiti dopo aver appena iniziato la vaccinazione degli over 80enni. Se, però, si va sul portale del Governo dedicato alla vaccinazione si apprende che in Calabria sono state inoculate 119.224 mila dosi a fronte delle 193.580 mila a disposizione. Pur dando esistenti il 30% delle dosi conservate per il richiamo, mancano all’appello 38.000 preziosi flacconcini sui quali, allo stato, nessuno sa dare indicazioni. Non si sta qui a soffiare sul fuoco ed a formulare ipotesi assurde, però una considerazione è d’obbligo farla: è possibile che in tema di sanità, ieri come oggi, i preposti alla bisogna siano così sprovveduti da non sapere che, aritmeticamente, due più due fanno quattro, tranne che non ci siano incognite inespresse. Intanto ecco quanto scrive la commissaria del Psi lametino.

I vaccini avrebbero dovuto rappresentare la luce in fondo al tunnel, invece, in una Regione come la nostra, rischiano  di diventare l’ennesima causa di diseguaglianza e disparità di trattamento, innescando la solita lotta impari tra soggetti deboli ed Enti che non fanno il loro dovere. È veramente vergognoso dover prendere carta e penna e denunciare pubblicamente la lesione del sacrosanto… Leggi tutto » IN CALABRIA ANCHE I VACCINI SONO CAUSA DI DISEGUAGLIANZA E DISPARITA’
Innescata la solita lotta tra soggetti deboli ed enti che non fanno il loro dovere. I media di stamane pubblicano titoloni per niente rassicuranti sulla gestione dei vaccini nella nostra regione. Parrebbe – a dire dell’Asp – che Cosenza li abbia finiti dopo aver appena iniziato la vaccinazione degli over 80enni. Se, però, si va sul portale del Governo dedicato alla vaccinazione si apprende che in Calabria sono state inoculate 119.224 mila dosi a fronte delle 193.580 mila a disposizione. Pur dando esistenti il 30% delle dosi conservate per il richiamo, mancano all’appello 38.000 preziosi flacconcini sui quali, allo stato, nessuno sa dare indicazioni. Non si sta qui a soffiare sul fuoco ed a formulare ipotesi assurde, però una considerazione è d’obbligo farla: è possibile che in tema di sanità, ieri come oggi, i preposti alla bisogna siano così sprovveduti da non sapere che, aritmeticamente, due più due fanno quattro, tranne che non ci siano incognite inespresse. Intanto ecco quanto scrive la commissaria del Psi lametino.

SE LA CALABRIA FOSSE UNA IMPRESA TURISTICA, PIÙ O MENO COME LA LIGURIA…
Per amministrare la Regione continuiamo ad affidarci ad un personale politico che non ha le competenze necessarie per puntare su un solo settore, il turismo. Con la sanità abbiamo esaurito i pozzi, per vaccinare non abbiamo nessuno che sappia cosa sia la logistica. Per tutto il resto noi non abbiamo bisogno di reclamizzare e raccontare le nostre bellezze, ma di fare della Regione un’impresa che invece di dare le mance ai soliti noti e di scendere a patti con la ‘ndrangheta, punti decisamente sul turismo, come fa più o meno la Liguria.

Un mio amico mi dice che questa estate ha scoperto la meraviglia del fiume Lao, che lo ha percorso in gommone ed è stato spettacolare. A settembre 2020 una turista dopo aver visitato la grotta del Romito a Papasidero scrive su Tripadvisor: “Consiglio a quanti soggiornano in questa parte della Calabria di abbandonare per un giorno la tranquillità della spiaggia e di fare una gita in questo luogo meraviglioso. Risalente a 12.000-14.000 anni fa qui sono, su di un grande masso liscio, incisioni rupestri di una qualità assolutamente meravigliosa. L’immagine di un “bos primigenius” ritratto con tutti i particolari e gli attributi del caso.
Un’opera meravigliosa che testimonia le abilità pratiche ma al contempo anche una notevole qualità intellettiva dei primi uomini che abitavano questa zona. Ingresso al sito:4 euro. C’è anche un piccolo museo che testimonia degli scavi e brevi note sull’evoluzione umana. NOTA = l’abbigliamento non richiede accorgimenti particolari, bastano un paio di comode scarpe!”. Cose analoghe potrei dire per le Valli Cupe di Sersale, Il Pollino, l’Aspromonte (si veda Montagne di Calabria di Francesco Bevilacqua, Rubbettino), così come un semplice sguardo all’Atlante dei Beni Culturali della Calabria con la sola ubicazione dei siti archeologici ti fa capire quali tesori sono sparsi per tutta la Regione.

IL CONFERIMENTO DELLA LIGEA AL PERSONAGGIO DELL’ANNO HA RISVEGLIATO L’AMOR PROPRIO DEI LAMETINI
Ha avuto luogo, come programmato, l’evento mediatico relativo alla consegna di una targa ricordo al lametino Personaggio dell’anno da poco trascorso. Come è noto il riconoscimento, consistente in una scultura in bronzo, opera unica del lametino Franco Cimino, è andato all’avv. Gennaro Masi, presidente della Fondazione Terina, società in house della Regione Calabria, per avere sanato i bilanci aziendali, da tempo immemore sempre in profondo rosso, in solo tre anni di sana e avveduta gestione. Poiché le richieste di intervento erano considerevoli il Comitato “Lamezia 4 gennaio”, è stato costretto a rinunciare all’apporto del pubblico iscritto a partecipare, per consentire ai relatori designati di svolgere la propria relazione. Per tal motivo essi hanno deciso di ritrasmettere il webinar anche su You Tube per cui vi indichiamo il link sul quale cliccare per prenderne nota e riformulare le domande ed avere risposta.

Non è mia intenzione fare un excursus dietrologico sulla travagliata storia della città di Lamezia Terme. Questo è un compito che lascio agli storici ed alla loro analisi rigorosa degli accadimenti, pur avendone, io stesso da cronista, ampiamente scritto ieri come oggi.
Ciò, però, non mi esime dal fatto che per trattare l’argomento a me assegnato debba fare qualche riferimento alla salomonica decisione che sancì Catanzaro capoluogo di Regione e sede della giunta e Reggio Calabria sede del consiglio regionale, perché è da qui che ha inizio la storia infinita di Lamezia Terme, la più grande fiction messa mai in scena. Attori principali Mancini, Misasi, Antoniozzi, Vincelli accompagnati dallo stuolo dei locali vassalli e valvassori.
Ricordare ciò non è, pertanto dietrologia, bensì rimarcare quanto le risse scatenate dal bieco campanilismo e dalla mollizia governativa – incline al compromesso, al quieto vivere ed al volemese bene – abbiano nociuto allo sviluppo dell’intera regione costituendo, di contro, linfa vitale per la rigogliosa crescita degli egoismi paesani, in una guerra tra poveri, purtroppo ancora in atto.
In questo mare procelloso la città lametina, principessa sul pisello, là era e là è rimasta in trepida attesa del principe azzurro che la impalmasse, ma sic stantibus rebus, non è azzardato ipotizzare un acido zitellaggio.

CONSEGNA LIGEA AL PERSONAGGIO LAMETINO DELL’ANNO 2020
Il riconoscimento istituito dal Comitato 4 gennaio per la ricorrenza della costituzione della Città di Lamezia Terme

Sabato 27 febbraio p.v. alle ore 17.30 avrà luogo la consegna della Ligea in bronzo –  opera originale dello scultore Franco Cimino – al Personaggio Lametino dell’anno 2020, individuato nell’ avv. Gennaro Masi, Presidente della Fondazione Terina, per gli alti meriti conseguiti nella gestione e rilancio della fondazione in house che nell’arco di un triennio ha raggiunto il pareggio di… Leggi tutto » CONSEGNA LIGEA AL PERSONAGGIO LAMETINO DELL’ANNO 2020
Il riconoscimento istituito dal Comitato 4 gennaio per la ricorrenza della costituzione della Città di Lamezia Terme

IN DEMOCRAZIA C’E’ POSTO PER TUTTI, SAGGI E GONZI.
Ma non si può buttare la croce addosso agli altri, vestire panni sacrificali senza guardare prima dentro noi stessi. L’ Homo Lametinus ed il compiacimento narcisistico della propria persona

Sicuramente andrei al di là delle mie conoscenze se, colto da raptus, mi accingessi a scrivere un pistolotto sulla comparsa dell’homo sulla terra. Mi limito, pertanto, senza tema di sbagliare, ad affermare che il primate è l’uomo di Neanderthal, affine all’homo sapiens, che visse nel periodo paleolitico medio. Il fatto poi che dei neanderthaliani siano stati ritrovati resti anche in… Leggi tutto » IN DEMOCRAZIA C’E’ POSTO PER TUTTI, SAGGI E GONZI.
Ma non si può buttare la croce addosso agli altri, vestire panni sacrificali senza guardare prima dentro noi stessi. L’ Homo Lametinus ed il compiacimento narcisistico della propria persona

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria?  Perchè la politica consociativa è semplice ma sbagliata, quella riformista invece ti costringe a studiare a fondo i problemi per trovare la soluzione giusta e non quella conveniente. Solo ora nel 2021 con i vaccini cominciamo a capire che la politica non può essere circoscritta al sistema dei partiti ma neanche affidata a sprovveduti

Istruttivo fu il dibattito dentro il Pci successivo ai moti dell’Aquila del 1971. Aprì le ostilità il vecchio Longo, osservando amareggiato che «c’è molta gente che è insofferente verso quelli che comandano, tra cui mette anche noi»; altri presero malinconicamente atto che «siamo confusi nel mucchio» (Alinovi), o che «c’è la tendenza al Sud a dire: i comunisti sono come gli altri» (Minucci); e altri ancora annotarono – a più riprese – che al Sud si diffonde la tendenza a dire «facciamo come a Reggio», di fronte all’inefficacia della lotta sindacale e politica per le riforme (Romeo e altri).
Nel caso di Lamezia “l’università subito al posto giusto” altro non era che l’ennesimo privilegiamento degli accordi di vertice. Non a caso Pajetta – ancora in relazione al disastro dell’Aquila – disse:  «si crede che basti mettersi d’accordo con i Dc e il Psi per risolvere tutto».

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università subito al posto giusto». Alla domanda (scusa, ma qual è il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni più grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 12 febbraio 2021 Seconda parte La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università subito al posto giusto». Alla domanda (scusa, ma qual è il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni più grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 11 febbraio 2021 Prima parte Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.