REGIONE CALABRIA: CI DOVREBBERO FARE DEI NOMI PIUTTOSTO CHE PROPINARCI ASTRATTEZZE
Se paragoniamo la Regione Calabria ad una squadra di calcio che si deve salvare è facile capire che non abbiamo bisogno di discettare su moduli tattici ma di giocatori. Non abbiamo bisogno di enumerare i problemi con le possibili o impossibili soluzioni ma soltanto di scegliere bene i professionisti più adatti ad affrontarli (si chiama problem solving). Ma, se ci fate caso, nessuno ne parla, nessuno li cerca, perché il merito non è categoria che la politica possa prendere in considerazione. Prima prendere i voti e poi Dio provvede. Ma la domanda vera è: chi è Dio?

Cerchiamo di capire nella maniera più semplice e chiara possibile la “questione Regione Calabria ” che i grandi giornali in questi giorni stanno analizzando attraverso i ritratti dei quattro candidati alla Presidenza ed un elenco sterminato dei nostri problemi atavici. Riporto come esempio (mi scuso per la lunghezza) quanto scrivono su “Repubblica” Alessia Candito e Giuseppe Smorto (Amministrative Calabria: Sanità,… Leggi tutto » REGIONE CALABRIA: CI DOVREBBERO FARE DEI NOMI PIUTTOSTO CHE PROPINARCI ASTRATTEZZE
Se paragoniamo la Regione Calabria ad una squadra di calcio che si deve salvare è facile capire che non abbiamo bisogno di discettare su moduli tattici ma di giocatori. Non abbiamo bisogno di enumerare i problemi con le possibili o impossibili soluzioni ma soltanto di scegliere bene i professionisti più adatti ad affrontarli (si chiama problem solving). Ma, se ci fate caso, nessuno ne parla, nessuno li cerca, perché il merito non è categoria che la politica possa prendere in considerazione. Prima prendere i voti e poi Dio provvede. Ma la domanda vera è: chi è Dio?

LE GRANDI NARRAZIONI: VIVIAMO NELL’EPOCA DELLA COMPLESSITÀ
Occorre pensare ad una nuova politica europea. Non si può far finta che nulla è cambiato. Saranno i futuri cambiamenti degli equilibri politici a farci pensare in modo nuovo.

Viviamo nell’epoca della complessità. Nel tempo della globalizzazione diverse visioni del mondo, tutte con uguale diritto a considerarsi valide, sono ormai presenti contemporaneamente nelle società avanzate. Ormai si diffondono anche quelle meno accreditate di gruppi occasionali che si incontrano sui social e si aggregano sulla base di convinzioni più o meno fantasiose, sotto il comune denominatore dell’urgenza di apparire in… Leggi tutto » LE GRANDI NARRAZIONI: VIVIAMO NELL’EPOCA DELLA COMPLESSITÀ
Occorre pensare ad una nuova politica europea. Non si può far finta che nulla è cambiato. Saranno i futuri cambiamenti degli equilibri politici a farci pensare in modo nuovo.

I NONNI RICORDANO ED I NIPOTI RACCONTANO
L’iniziativa didattica di natura socio, culturale ed affettiva, messa in cantiere dalla Lega Spi Cgil lametina è finalizzata a colmare il distacco umano che si è creato tra le generazioni dal momento che sono venuti meno dialogo, partecipazione emotiva e trasmissione valoriale tra nonni e nipoti. Coinvolti nella iniziativa i dirigenti degli istituti scolastici lametini e quelli dell’area del Reventino. Il tutto regolamentato da un bando di concorso di Idee e Sentimenti.

Nella Società contemporanea si verifica un distacco sociale, culturale ed in generale anche umano, tra le generazioni. Nelle popolazioni meridionali un tale distacco è aggravato dal fatto che intere generazioni vivono fratturecausate dall’emigrazione. Accade che nelle comunità sono venute a mancare quasi del tutto intere classi anagrafiche. La popolazione vede pertanto, accresciute in forme socialmente degenerative, le fasce degli indici… Leggi tutto » I NONNI RICORDANO ED I NIPOTI RACCONTANO
L’iniziativa didattica di natura socio, culturale ed affettiva, messa in cantiere dalla Lega Spi Cgil lametina è finalizzata a colmare il distacco umano che si è creato tra le generazioni dal momento che sono venuti meno dialogo, partecipazione emotiva e trasmissione valoriale tra nonni e nipoti. Coinvolti nella iniziativa i dirigenti degli istituti scolastici lametini e quelli dell’area del Reventino. Il tutto regolamentato da un bando di concorso di Idee e Sentimenti.

ELEZIONI REGIONALI IN CALABRIA: NON È FINITO IL TEMPO DELLE SUPERCAZZOLE!
Non c’è un nuovo che avanza, anzi il vento del rinnovamento si è fermato probabilmente nelle gole del Pollino. La colonia calabrese è stata solo merce di scambio sullo scacchiere politico delle segreterie dei partiti. Pd e pentastellati pur consapevoli di andare incontro ad una sonora sconfitta hanno rinunciato a mettere in campo una compagine riformista. Vecchie glorie, gregari e prestanomi popolano le liste elettorali. Sapranno i calabresi esprimere un voto che metta fine al sempiterno clientelismo?

Se esiste una maniera con la quale il paese può tornare a sperare in una classe politica, è proprio in questo ritorno dello schietto, spostando di nuovo l’asse dal Politicamente Corretto, verso un concetto antico, il Politicamente Connesso. Così Cosimo Pacciani, qualche giorno fa scriveva sull’HuffPost. La nota calza a pennello non solo con quanto sta avvenendo a livello nazionale,… Leggi tutto » ELEZIONI REGIONALI IN CALABRIA: NON È FINITO IL TEMPO DELLE SUPERCAZZOLE!
Non c’è un nuovo che avanza, anzi il vento del rinnovamento si è fermato probabilmente nelle gole del Pollino. La colonia calabrese è stata solo merce di scambio sullo scacchiere politico delle segreterie dei partiti. Pd e pentastellati pur consapevoli di andare incontro ad una sonora sconfitta hanno rinunciato a mettere in campo una compagine riformista. Vecchie glorie, gregari e prestanomi popolano le liste elettorali. Sapranno i calabresi esprimere un voto che metta fine al sempiterno clientelismo?

AMALIA BRUNI, L’ALLEATO PENTASTELLATO E IL VOTO D’OPINIONE
Come sono arrivati in parlamento gli sconosciuti avv. D'Ippolito e Frugiuele? Con l'ondata del voto d'opinione. Salvini intende replicare quel film pertanto si gira in lungo e largo la Calabria mente Letta si fa vedere lo stretto indispensabile. Letta ha inglobato la Bruni dentro lo schemino nazionale "Pd + 5Stelle" perché non ha mai pensato di poter vincere, l'importante è poter dire alla fine come in Umbria: abbiamo perso insieme.

Consentitemi un rapido sguardo sul nostro quotidiano “Beautiful” politico. Il governo Draghi appare in questi giorni da tutti i sondaggi ottenere un crescente favore degli italiani anche dopo le intemperanze ed i distinguo per le scelte sul green pass. La campagna vaccinale grazie alla svolta impressa da Figliuolo si sta dimostrando agli inizi di settembre certamente un successo e sia l’estate turistica che la ripresa economica fanno intravedere se non una svolta un deciso cambio di rotta.
E tuttavia per Enrico Letta “questo non è il nostro governo” e Franceschini, che è il vero padrone misterioso dei dem oltre che il capo delegazione al governo, non ha mai pronunciato sin qui un solo apprezzamento per l’azione del suo premier Draghi. Proprio mentre il dem Bettini, Giuliano Ferrara sul Foglio e il duo Meloni-Salvini convergono sulla proposta di mandare Draghi al Colle per avvicinare le elezioni anticipate, Letta appare (F. Cundari) “intento piuttosto a cercare ogni giorno motivi per distinguersi e condurre piccole battaglie identitarie di cui finisce sistematicamente per dimenticarsi una settimana dopo, una volta esaurita la giostra delle interviste e dei tweet di rito, dando così l’immagine di un partito capriccioso e desideroso soltanto di far casino”.

LA STORIA SI RIPETE…IL RAMMARICO DI UN EX CONSIGLIERE COMUNALE
Frustrata ogni speranza di una Calabria migliore dai “temerari ed opportunisti” della politica. Tra poco si andrà al voto per eleggere il nuovo consiglio regionale. Peccato che tra puledri e puledre nessuno sia un purosangue.

“Terra patrum”, la terra degli antenati. Amare la propria terra significa onorarla ed essere pronti a difenderla, anche a costo di grandi sacrifici. Sin da piccolo, per motivi familiari (mio padre era un imprenditore edile), ho visitato la mia Calabria, soggiornando spesso e per molto tempo in borghi arroccati e splendide spiagge dorate. Una regione, la Calabria, che, grazie alla… Leggi tutto » LA STORIA SI RIPETE…IL RAMMARICO DI UN EX CONSIGLIERE COMUNALE
Frustrata ogni speranza di una Calabria migliore dai “temerari ed opportunisti” della politica. Tra poco si andrà al voto per eleggere il nuovo consiglio regionale. Peccato che tra puledri e puledre nessuno sia un purosangue.

APPROVATO IL PROGETTO INTEGRATO LAMEZIA SPAZIO GENERAZIONE 2021
Afferma il dott. Pasquale Luzzo, capogruppo di RTP Spazio: è un grande onore aver contribuito a dotare la mia città di un progetto così ambizioso e importante per il rilancio economico-sociale e posizionare Lamezia Terme ai primi posti a livello nazionale.”

“L’approvazione del progetto integrato “Lamezia Spazio Generazione 2021” nell’ambito dell’Avviso pubblico del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) di cui al Decreto Interministeriale n. 395 del 16.09.2020 è motivo di grandissima soddisfazione e orgoglio, frutto esclusivo di un impegno collettivo orientato al raggiungimento del difficilissimo obiettivo di rigenerazione urbana”. È un grande onore aver contribuito a dotare la mia città… Leggi tutto » APPROVATO IL PROGETTO INTEGRATO LAMEZIA SPAZIO GENERAZIONE 2021
Afferma il dott. Pasquale Luzzo, capogruppo di RTP Spazio: è un grande onore aver contribuito a dotare la mia città di un progetto così ambizioso e importante per il rilancio economico-sociale e posizionare Lamezia Terme ai primi posti a livello nazionale.”

LA CONSULTA BOCCIA IL COMMISSARIAMENTO, PER SALVARE LA SANITA’ C’E’ BISOGNO SOLO DI UN MIRACOLO DI SAN FRANCESCO DI PAOLA
Il dramma di una regione angariata da politici opportunisti, oppressa dalla mafia ed asfissiata dalla massoneria; la pantomima dei governi, avvicendatisi nell’ultimo decennio, che attraverso il commissariamento pensavano di poter risolvere la crisi dell’unica fiorente fabbrica del sud, inesauribile fonte di cospicue fortune, elettorali e non, per pochi eletti; di malasanità, di dolore, di ingiustizie sociali, di disagi, di viaggi della speranza per circa due milioni di calabresi, da sempre, in balia di un destino avverso.

Potrei fare a meno di proseguire avendo già compendiato, nel sottotitolo di questa nota, cosa alberga nel mio animo e cosa mi frulla per il capo. E di più… senza inutili piaggerie richiamare alla mente quanto su questo argomento ho scritto sul finire dell’anno scorso e nei primi mesi di quello in corso.
Però la conclusione alla quale è giunta la Corte Costituzionale – nella sentenza depositata una settimana fa, bocciando “il commissariamento di facciata” adottato dal Governo a proposito della sanità calabrese, senza aver dotato il commissario ad acta di una struttura amministrativa all’altezza del delicato compito assegnatogli – è esattamente quanto questo web journal sosteneva, non motivandolo in punto di diritto, bensì per fatto e logica stringente.
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ADDIO FRANCO PAPITTO, FUORICLASSE
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La scomparsa del giornalista maidese Franco (1943-2021) mi lascia tanti ricordi che resteranno privati perché non è giusto divulgare confidenze, chiacchierate, pensieri fatti insieme ad una persona col quale potevi parlare di tutto con leggerezza ed acume. Il nostro privato cominciò con un invito a cena per conoscermi che mi fece appena tornò in Calabria da pensionato, dal quale scaturì… Leggi tutto » ADDIO FRANCO PAPITTO, FUORICLASSE
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COSA UNISCE BERSANI D’ALEMA e TRAVAGLIO
Travaglio osannato dai compagni bolognesi straparla di Draghi "figlio di papà" che "non capisce un c...". Dice Gianni Cervetti, uno degli ultimi comunisti, amico di Napolitano e Macaluso, che il giornalismo di Travaglio è "un giornalismo da orbi". La vera domanda è: perché la sinistra lo invita? Cosa non abbiamo capito in questi anni se il partito fondato da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema si è unito al mondo grillino e paragrillino, anche sui social, vale a dire proprio con quelli che nel 2012 Bersani definiva «fascisti del web», identificando nell’antipolitica il principale nemico della «riscossa civica» che il Partito democratico si proponeva di suscitare?

Comincio dai fatti perché non è che oggi tutti possano seguire tutto. E’ accaduto domenica 25 luglio alla festa di Articolo Uno a Bologna. Travaglio era l’ospite d’onore. Ha dato del “figlio di papà” a uno come Mario Draghi che è rimasto senza padre a 15 anni e senza madre poco dopo. La sua colpa è che in classe al liceo stava… Leggi tutto » COSA UNISCE BERSANI D’ALEMA e TRAVAGLIO
Travaglio osannato dai compagni bolognesi straparla di Draghi “figlio di papà” che “non capisce un c…”. Dice Gianni Cervetti, uno degli ultimi comunisti, amico di Napolitano e Macaluso, che il giornalismo di Travaglio è “un giornalismo da orbi”. La vera domanda è: perché la sinistra lo invita? Cosa non abbiamo capito in questi anni se il partito fondato da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema si è unito al mondo grillino e paragrillino, anche sui social, vale a dire proprio con quelli che nel 2012 Bersani definiva «fascisti del web», identificando nell’antipolitica il principale nemico della «riscossa civica» che il Partito democratico si proponeva di suscitare?

UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE
L’Italia oggi è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel “campo rom”, uno “spazio-contenitore” all’aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a partire dall’abitare, appaiono culturalmente incapaci di intraprendere percorsi di inclusione. Il “sistema campo” parte dal container dove sono concentrati i rom per irradiarsi in tutta la città plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all’inadeguatezza dell’alloggio o alle criticità di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensità e gravità. (Associazione 21 luglio. Comunita' rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019) -Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus 6 parallelo-

Personalmente condivido ogni parola di quello che ha scritto Stasolla. Una sola cosa vorrei chiedergli, se anch’io e tutti i lametini abbiamo dei diritti umani da far valere, il primo dei quali è quello di non esser vittima di una guerra chimica “ufficiosa”, cioè non dichiarata. Se lo Stato ci riconosce questo diritto, vale a dire il diritto di non… Leggi tutto » UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE
L’Italia oggi è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel “campo rom”, uno “spazio-contenitore” all’aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a partire dall’abitare, appaiono culturalmente incapaci di intraprendere percorsi di inclusione. Il “sistema campo” parte dal container dove sono concentrati i rom per irradiarsi in tutta la città plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all’inadeguatezza dell’alloggio o alle criticità di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensità e gravità. (Associazione 21 luglio. Comunita' rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019) -Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus 6 parallelo-

BASTA CON I FUOCHI ED I FUMI ALLA DIOSSINA NELLA BIDONVILLE DI SCORDOVILLO
La protesta di Rete Civica (40 associazioni), Ambulatorio Solidale ed Associazione Senza Nodi

Continuare con i fuochi ed i fumi alla diossina nella bidonville di Scordovillo non è più tollerabile. Si tratta della salvaguardia della salute non solo dei lametini di adesso, ma anche di quelli delle future generazioni. E si tratta di danni incalcolabili all’ambiente; all’agricoltura, convenzionale o biologica che sia; alle nostre riserve idriche; al turismo; all’effervescenza spontanea della nostra movida;… Leggi tutto » BASTA CON I FUOCHI ED I FUMI ALLA DIOSSINA NELLA BIDONVILLE DI SCORDOVILLO
La protesta di Rete Civica (40 associazioni), Ambulatorio Solidale ed Associazione Senza Nodi

PENSIERI IN LIBERTA’: RINUNCIARE AL VOTO O VOTARE IL MENO PEGGIO?
Per triste che possa sembrare il voto non rappresenta più lo strumento in mano all’elettore per condizionare e circoscrivere il potere politico

Se dovessi su due piedi stilare un giudizio di valutazione in merito alla soglia utopica del cittadino medio lametino, trarrei la seguente prognosi: palude stagnante. Ma quali sono le cause circostanziali che fanno retrocedere le lancette fino ai tempi che precedevano la bonifica fascista? Certo la politica comunale (o meglio commissariale) degli ultimi decenni non ha molto incoraggiato il nostro… Leggi tutto » PENSIERI IN LIBERTA’: RINUNCIARE AL VOTO O VOTARE IL MENO PEGGIO?
Per triste che possa sembrare il voto non rappresenta più lo strumento in mano all’elettore per condizionare e circoscrivere il potere politico

LO SPOILS SYSTEM ED IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
La pratica politica, nata e tuttora in uso negli Stati Uniti, secondo la quale gli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del governo, assume sfaccettature diverse ed addirittura una connotazione negativa laddove venga utilizzata dalle cariche istituzionali per garantirsi i propri interessi politici ed elettorali. Fondazione Terina è l’esempio lampante della degenerazione di un sistema che assume la coloritura del più becero clientelismo.

Imperversa, lo spoils system, negli Stati Uniti da almeno duecento anni, una prassi riconosciuta ed applicata che non fa specie a nessuno: le forze politiche governative, liberamente elette, affidano la guida dei vari enti amministrativi a dirigenti che esse ritengono idonei a garantire il raggiungimento degli obiettivi politici ed economici programmati. Rientra, pertanto nella normalità che al cambio di governo… Leggi tutto » LO SPOILS SYSTEM ED IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
La pratica politica, nata e tuttora in uso negli Stati Uniti, secondo la quale gli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del governo, assume sfaccettature diverse ed addirittura una connotazione negativa laddove venga utilizzata dalle cariche istituzionali per garantirsi i propri interessi politici ed elettorali. Fondazione Terina è l’esempio lampante della degenerazione di un sistema che assume la coloritura del più becero clientelismo.

BEPPE PROVENZANO, IL DISEGNO DI LEGGE ZAN ED IL PIANO DECENNALE PER IL SUD 2030
Ancora una messinscena e fumo negli occhi dei meridionali e dei calabresi

Peppe Provenzano, ex ministro per il Sud ed esponente di spicco del Pd targato Enrico Letta, ha dichiarato ai microfoni di Omnibus a proposito del percorso accidentato del disegno di legge Zan che: «I numeri mancano al Senato perché Renzi li fa mancare; siamo di fronte a un voltafaccia [….] Italia Viva aveva votato il ddl Zan in questa formulazione… Leggi tutto » BEPPE PROVENZANO, IL DISEGNO DI LEGGE ZAN ED IL PIANO DECENNALE PER IL SUD 2030
Ancora una messinscena e fumo negli occhi dei meridionali e dei calabresi

LA GUERRA PER LA SOPRAVVIVENZA TRA GRILLO E CONTE
Spasmodica l’attesa nel Pd su come andrà a finire e su chi ne uscirà vincitore.

Mentre si va facendo sempre più violenta la “Sfida all’O.k. Corral” tra Grillo e Conte per impossessarsi del Movimento 5-stelle e raggiungere l’obiettivo che ciascuno dei due si è prefissato, il Pd – ispirato dall’ideologo Goffredo Bettini – resta in ansiosa attesa, sperando naturalmente che vinca Giuseppe Conte. Per chi non lo sapesse, chiarisco subito che il su citato Bettini è… Leggi tutto » LA GUERRA PER LA SOPRAVVIVENZA TRA GRILLO E CONTE
Spasmodica l’attesa nel Pd su come andrà a finire e su chi ne uscirà vincitore.

L’ASSALTO ALLA DILIGENZA
La Regione Calabria sul piede di guerra per annientare l’ultima sacca di resistenza: la Fondazione Terina egregiamente gestita, peccato mortale, dalla sinistra. Costituita una commissione d’accesso che dovrà accertare criticità ed irregolarità malgrado la partecipata, per la prima volta nella storia, presenti per il quarto anno consecutivo bilanci in attivo. Quali sono i veri motivi della defenestrazione del lametino avv. Gennaro Masi? Forse ci sono ancora i soliti rigurgiti campanilistici?

Continua da parte degli attuali “inquilini” della Cittadella la preparazione della prossima campagna elettorale che, grazie anche allo scellerato patto tra Letta e Conte – soprannominato Patto di Bisceglie, perché molti protagonisti della vicenda sono pugliesi – fa presagire la grande vittoria dell’altrettanto grande destra. Ad oggi in vista della kermesse elettorale autunnale, fermo restando che tutto potrebbe esser messo… Leggi tutto » L’ASSALTO ALLA DILIGENZA
La Regione Calabria sul piede di guerra per annientare l’ultima sacca di resistenza: la Fondazione Terina egregiamente gestita, peccato mortale, dalla sinistra. Costituita una commissione d’accesso che dovrà accertare criticità ed irregolarità malgrado la partecipata, per la prima volta nella storia, presenti per il quarto anno consecutivo bilanci in attivo. Quali sono i veri motivi della defenestrazione del lametino avv. Gennaro Masi? Forse ci sono ancora i soliti rigurgiti campanilistici?

LA LAMEZIA DI PARIDE LEPORACE
Sul Quotidiano del Sud Paride Leporace (con Pasqualino Rettura) ha pubblicato “Vent’anni dopo risolto il delitto Ciriaco. Anatomia di Lamezia intorno a un cadavere eccellente”.

Nonostante la stima incondizionata che nutro verso Leporace (che non conosco) e Pasqualino (che conosco), il ritratto di Lamezia mi è sembrato stereotipato. Posso solo fornire a chi non l’ha letto, dell’intero articolo, tre piccoli esempi. Il cinema, il comune, Gianni Speranza e Doris Lo Moro. Oggi si vede il cinema a Lamezia grazie all’acquisizione fatta dal Comune nella gestione… Leggi tutto » LA LAMEZIA DI PARIDE LEPORACE
Sul Quotidiano del Sud Paride Leporace (con Pasqualino Rettura) ha pubblicato “Vent’anni dopo risolto il delitto Ciriaco. Anatomia di Lamezia intorno a un cadavere eccellente”.

L’INGIUSTIZIA E LA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA. CHI SONO I RICCHI, CHI SONO I POVERI. E’ TUTTO CONFUSO, NASCOSTO, SIMULATO
Un paese di evasori, furbi e delinquenti favoriti dalla peggiore politica. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire, diceva un antico proverbio. La vera ingiustizia, che il nostro sistema fiscale evidenzia e illustra, non interessa ai politici di tutti i colori, costretti ad inseguire i voti della maggioranza e pertanto a non interessarsi mai alle minoranze. Quindi se la maggioranza dei cittadini italiani paga poco o nulla di tasse è ormai una realtà immodificabile con cui la politica non intende più misurarsi. Soprattutto quelle forze politiche di sinistra che sbandierano sempre e comunque il vessillo dell’ingiustizia contro cui, a parole, combatterebbero, mettono la testa nella sabbia come gli struzzi per non vedere quello che l’ingiustizia fiscale dimostra.

Nel nostro paese chi vota a sinistra quasi sempre lo fa protestando contro l’ingiustizia sociale. Essa nascerebbe da un divario troppo forte tra ricchi e poveri. In America certo è così, perché in un ristorante per ricchi è matematico che non ci puoi trovare un povero e viceversa. Ma in Italia chi sono i ricchi, chi sono i poveri? E’… Leggi tutto » L’INGIUSTIZIA E LA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA. CHI SONO I RICCHI, CHI SONO I POVERI. E’ TUTTO CONFUSO, NASCOSTO, SIMULATO
Un paese di evasori, furbi e delinquenti favoriti dalla peggiore politica. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire, diceva un antico proverbio. La vera ingiustizia, che il nostro sistema fiscale evidenzia e illustra, non interessa ai politici di tutti i colori, costretti ad inseguire i voti della maggioranza e pertanto a non interessarsi mai alle minoranze. Quindi se la maggioranza dei cittadini italiani paga poco o nulla di tasse è ormai una realtà immodificabile con cui la politica non intende più misurarsi. Soprattutto quelle forze politiche di sinistra che sbandierano sempre e comunque il vessillo dell’ingiustizia contro cui, a parole, combatterebbero, mettono la testa nella sabbia come gli struzzi per non vedere quello che l’ingiustizia fiscale dimostra.

MA LA NOSTRA E’ ANCORA UNA DEMOCRAZIA DI FATTO O E’ SOLTANTO PAROLAIA?
E’ fuor di dubbio, gIi organi costituzionali vanno perdendo sempre più il rapporto con la società. Prova ne è l’accentuato declino che si sta manifestando con il forte aumento dell’astensionismo dalla partecipazione attiva alla vita politica e sociale della res pubblica, con la diminuzione del numero degli iscritti ai partiti, con la sfiducia dei cittadini nei loro confronti. Sintomi questi che la dicono lunga sulla loro trasformazione in oligarchie autoreferenziali che mettono in serio pericolo la credibilità della democrazia rappresentativa. Sulle dolci note del “valzer delle candele” si sta consumando in Calabria, in tema di candidature alle elezioni regionali, a destra come a sinistra, il sempiterno tatticismo per designare il candidato presidente della giunta non in funzione di un progetto riformista bensì sulla scorta di un algoritmo demenziale, che fa presagire una resa senza condizioni alle forze retrive del centrodestra ed il logorante tatticismo finalizzato solo alla raccolta di consensi elettorali e di appannaggi per i sodali.

Correva l’anno 431 avanti Cristo. In tempi non sospetti Pericle, il primo a parlare di democrazia di fatto, in un suo discorso agli ateniesi così si esprime:

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI BRUNETTA
Si va verso la discrezionalità delle assunzioni pubbliche

   Le fregature le senti arrivare da lontano, con quel piglio fra l’innovazione cucita sul ménage statistico, ove con “statistico” si intende: ciò che il potere vuole che tu voglia imbeccandoti la risposta al sondaggio  e quella leggera effervescenza palatale che contraddistingue la novità per la novità. A nessuno importa veramente ciò che di lì a poco accadrà: qualche belva… Leggi tutto » LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI BRUNETTA
Si va verso la discrezionalità delle assunzioni pubbliche

LA DANNAZIONE STORICA DELLA SINISTRA E DEI PROGRESSISTI CALABRESI
Nel mondo avviene di tutto. In Calabria non si riesce a formare e tenere unita la sinistra calabrese. Ma anche nel centrodestra per il quale si profila la vittoria è in atto una lotta senza quartiere. In un caso e nell’altro ha avuto inizio il valzer delle poltrone. Sarà ancora una volta il trionfo delle clientele e dei legami oscuri?

Si avvicinano le elezioni regionali ma sono sempre lontane le decisioni all’interno degli schieramenti della destra e della sinistra, complicate dai fuochi fatui di neo formazioni. La vittoria, data per certa della destra, è al momento in discussione: sembrava che Roberto Occhiuto fosse destinato ad una marcia trionfale, però Coraggio Italia di Giovanni Toti, che sottrae al Berlusca 12 parlamentari, indubbiamente indebolisce il cavaliere e porta al tavolo delle spartizioni, altri appetiti da soddisfare. Senza contare che il “volemose bene” tra Giorgia e Matteo, nasconde turbative sulla spartizione della torta.
Fratelli d’Italia vorrebbe infatti dare sistemazione al vertice calabro di Wanda Ferro mentre l’intrepido capitan Salvini, pur di soddisfare altri appetiti altrove non avrebbe alcuno scrupolo a riproporre l’evanescente Spirlì alla  guida del territorio bruzio.

IL DOPPIO LAVORO DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Tre esempi dimostrano come l’urgenza sia diventata da ultima spiaggia. Sino alla questione cruciale che mai nessun politico vivente ha voluto affrontare, il doppio lavoro del dipendente pubblico. Bassi gli stipendi nella amministrazione, antica vergogna nazionale.

Il grande tema di come rendere più produttiva ed efficace la spesa del pubblico impiego, qualcosa come 170 miliardi di euro all’anno, è sempre sul tappeto. Lo si è cercato di affrontare attraverso riforme di carattere strutturale (dalla cosiddetta “Riforma Brunetta” del 2009 alla riforma Madia, alla “Buona Scuola”), ma non sembrano rinvenirsi effetti positivi. Anzi, l’eccesso di regole e… Leggi tutto » IL DOPPIO LAVORO DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Tre esempi dimostrano come l’urgenza sia diventata da ultima spiaggia. Sino alla questione cruciale che mai nessun politico vivente ha voluto affrontare, il doppio lavoro del dipendente pubblico. Bassi gli stipendi nella amministrazione, antica vergogna nazionale.