LA TENSOSTRUTTURA DI GERMANETO

Non ha suscitato entusiasmo e consensi l’intenzione della neo governatrice, on. Jole Santelli, di installare una tensostruttura (tradotto un tendone per coprire grosse superfici) sulla collina di Germaneto, per far fronte alla pandemia in corso, anziché utilizzare gli spazi del policlinico Mater Domini o quelli di ospedali viciniori. Ai comunicati stampa dei settanta medici e dei segretari dei circoli pieddini catanzaresi, da questo giornale già pubblicati, si aggiunge oggi, quello di ex primari, dirigenti medici, personale sanitario, enti e comitati del Lametino.


Firmatari

Nicolino Panedigrano e Riccardo Viola per il Comitato Salviamo la sanità del Lametino,  Giuseppe Gigliotti per il Comitato Malati Cronici, Concetta Perri per Cittadinanzattiva – Tribunale del Malato.
Basilio Perugini per il Comitato 4 Gennaio
Vincenzo Carlo Cristiano per Amolamezia
Pino Morabito per Associazione San Nicola
Antonello Cristiano per Italia Nostra
Con l’adesione di :
Antonio Butera già Primario – Vincenzo Cimellaro già Direttore Sanitario – Annamaria Magnavita già Dirigente medico – Sebastiano Sofi già Primario – Ugo Rosario Vitale già Dirigente medico – on. Sebastiano Barbanti – Pino Zaffina Presidente del Consiglio Comunale – Giancarlo Nicotera Presidente della commissione consiliare sanità – Lucia Alessandra Cittadino – Alessandro Saullo – Annalisa Spinelli – Anna Caruso – Giovanni Pulice – Antonio Lorena – Ruggero Pegna – Rosy Rubino – Pietro Gallo – Maria Grandinetti – Antonietta D’Amico – Davide Mastroianni – Matteo Folino – Antonio Mastroianni – Rosario Piccioni – Enrico Costantino – Tranquillo Paradiso – Danilo Gatto tutti consiglieri comunali – Salvatore De Biase già Presidente del Consiglio Comunale – Milena Liotta già vicesindaco – Massimino Sdanganelli già assessore – Antonio Ammendola già assessore – Anna Maione già assessore – Fiore Isabella già consigliere comunale – Gennaro Talaia già Consigliere comunale

“Pochi giorni fa è stata indirizzata al Dipartimento tutela della salute, al Commissario ad acta della Regione, al Commissario straordinario dell’AOPC e di Mater Domini, al Prefetto di Catanzaro una lettera, con cui una settantina di Sanitari e altri professionisti catanzaresi chiedevano che il policlinico universitario, strutturalmente moderno e pieno di valide professionalità, fosse coinvolto responsabilmente nella mobilitazione Ncontro l’emergenza Coronavirus e avanzavano la proposta di attrezzare immediatamente gli enormi spazi disponibili al Policlinico universitario (oltre 300 posti letto!), nonché una seconda unità coronarica e una seconda Rianimazione mai attivate, quale principale centro di trattamento dei Pazienti affetti da Covid-19.
Ora questo progetto di creare, immediatamente e senza costi aggiuntivi, alcune decine di posti letto di degenza ordinaria e sub-intensiva nei corpi A e B del Policlinico, di ampliare di 24 letti la terapia intensiva, di utilizzare gli spazi disponibili nel corpo C. che ammontano a 90 camere singole con bagno, mai attivate, e che in emergenza possono ospitare anche 180 malati, è stato bloccato e, al posto di una tale straordinaria disponibilità di fronteggiare a costo zero l’emergenza, si è deciso di installare una nuova e imprecisata struttura “modulare”, cioè una sorta di ospedale da campo.
A noi sta a cuore la salute dei cittadini, di tutti i cittadini, non solo di quelli lametini, e non possiamo e non vogliamo assistere inermi ed indifferenti alla ennesima corsa ad investimenti inutili, lucrosi appalti e scelte che addirittura, come in questo caso, peggiorano la capacità di risposta della sanità pubblica calabrese ad una emergenza che sta dando un colpo mortale alla salute e all’economia mondiale.
Riteniamo che in questo momento l’obiettivo è uno e uno soltanto. E dobbiamo tutti, noi per primi, mettere da parte ogni attenzione al proprio orticello per guardare, collettivamente, al fine ultimo di rendere migliore e completa l’organizzazione sanitaria della nostra regione.
Condividiamo, quindi, la generale richiesta di utilizzare nell’attuale emergenza il Policlinico Universitario di Germaneto, che è una struttura che appartiene non solo al capoluogo Catanzaro, ma anche all’intera area urbana di Lamezia Terme, all’area centrale della Calabria e all’intera Regione.
Davvero non capiamo come, con l’autorevolezza di essere l’unica facoltà di medicina calabrese, l’Università non abbia ottenuto o abbia trascurato d’ottenere l’autorizzazione ad aprire quell’ampia ala della struttura ospedaliera di Germaneto (e, detto per inciso, anche il Pronto Soccorso).
Riteniamo assolutamente incomprensibile, in questa grave emergenza, qualunque decisione che trascuri ancora di utilizzare al meglio ed integralmente la struttura del Policlinico Universitario, che nell’attuale fase di acuta calamità può e deve finalmente integrarsi nella rete sanitaria regionale per assicurare ai calabresi assistenza ospedaliera e servizi ancora migliori di quelli che già offre.
Rivendichiamo come necessario e utile che anche tutte le disponibilità del nostro Ospedale, nonostante esso abbia subito dal 2010 destrutturazioni e cancellazioni di servizi e funzioni, siano coordinate con il resto dell’area centrale della Calabria al fine di poter offrire anche in loco una prima assistenza, in grado di dare a tutto il lametino una risposta di qualità rispetto alle preoccupazioni e alle esigenze sanitarie da Coronavirus.
Della ripresa, dell’indispensabile rilancio e dell’integrazione, con specifica funzione regionale, del nosocomio lametino nell’istituenda azienda unica dell’area centrale della Calabria (per evitare che diventi l’ennesima cattedrale nel deserto) torneremo ad occuparci, con ancora maggiore impegno, quando questa gravissima emergenza, speriamo presto, sarà definitivamente alle nostre spalle”.