LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

Quando vedo in tv Bersani – ogni quindici giorni Floris gli concede una conferenza stampa di 90 minuti – o de Magistris riabilitato da Giletti ogni santa domenica, mi rendo conto del cul de sac in cui la vecchia sinistra novecentesca è finita. Come questi due scienziati anche l’intera Ditta massimalista italica si è convinta che bisogna dare in eterno sussidi e pensioni a tutti, perché il lavoro lo deve dare lo Stato e non l’impresa, pertanto le maggiori imprese debbano essere controllate dallo Stato, a cominciare da Alitalia, Tim e Autostrade. Oltre, naturalmente alle solite frontiere aperte a tutti, allo jus soli e al benedetto sistema proporzionale.
Su questi presupposti (tranne che sui porti aperti) l’intesa con il populismo grillino è (venuta) naturale, anzi la strategia per l’Italia 2030 presuppone che Draghi venga mandato a casa appena avrà completato la vaccinazione. In questo modo il popolo potrebbe mandare poi al governo i giallorossi populisti statalisti che così, senza il banchiere, potranno dividere il Recovery in coriandoli ai propri elettori (dipendenti pubblici e pensionati per il Pd; lavoro sommerso meridionale per il M5S). Come ha spiegato Alberto Mingardi è paradossale che “oggi sono nell’occhio del ciclone precisamente quelle imprese e quei settori che ci hanno consentito di ridurre i disagi delle chiusure e dei lockdown”.
Le aziende di delivery hanno consentito a un pezzo del mondo della ristorazione di restare in vita, ma devono affrontare decisioni della magistratura del lavoro che ne mettono in discussione il modello di business. L’e-commerce ci è stato di straordinario ausilio ma è venuto il momento di fargli la cresta perchè con la pandemia hanno guadagnato troppo. La grande distribuzione ha fatto miracoli ma con i vaccini si è pensato di ringraziare subito avvocati e magistrati e non i lavoratori dei supermercati. Big Pharma ci ha dato cinque vaccini contro il Covid-19 in meno di un anno, mettendo a punto la tecnologia dell’RNA che potrebbe avere, negli anni a venire, impieghi rivoluzionari: dalla cura dei tumori alle allergie. Ma come ringraziamento i Bersani innanzitutto vorrebbero rendere pubblici i brevetti dei vaccini. Insomma, le imprese per lui dovrebbero lavorare per diletto e beneficenza. Una sinistra che nel terzo secolo è ancora schierata contro il capitale e la libera impresa così come contro l’America si merita davvero Putin, Xi Jinping e Trump.
In altri termini, la pandemia ha dimostrato che soltanto il mercato e la concorrenza sono stati in grado di fornire in poco tempo un vaccino all’umanità, però la sinistra statalista si affretta ad annoverare tra i “nemici” le industrie farmaceutiche, imitando senza vergogna alcuna i No Vax.
Gli psicologi sociali hanno già spiegato le teorie del complotto con il bias della negatività: una distorsione cognitiva per cui tendiamo tutti a esagerare l’importanza delle cose che vanno male, dimenticando quelle che invece funzionano bene. Tutti ricordiamo quando un negoziante ci ha fatto uno sgarbo e siamo pronti a dimenticare tutte le altre volte in cui siamo stati trattati bene. Abbiamo magari rotto antiche amicizie la prima volta che siamo stati maltrattati, insomma siamo molto sensibili a tutto ciò che non funziona, abbiamo bisogno di individuarne i responsabili.
Il complottismo ha molto successo perchè consente di leggere in modo semplice un mondo ormai complicatissimo. Consente di ripristinare per ogni cosa che succede il rapporto causa-effetto. Se leggeste (cosa che un intellettuale serio dovrebbe fare) il libro “Strage di Stato” di Bacco e Giorgianni (Lemma Press, euro 19), al quale il procuratore Gratteri ha scritto due pagine di prefazione, capireste meglio il meccanismo manipolatorio ed insensato del complottismo sul Covid 19. Il problema dei settori più informati dell’opinione pubblica è appunto che troppo spesso, dinnanzi a queste teorie della cospirazione, fanno spallucce. Non è un caso che l’unico quotidiano che ha finora chiesto a Gratteri di scusarsi sia stato il Foglio e non Repubblica o il Corriere. Naturalmente ai Bersani, Orlando, Montanari e Travaglio il libro in questione non li terrorizza, magari al contrario pensano che Gratteri sia vittima di un complotto per non farlo diventare procuratore di Milano. “…Dall’alba dei tempi gli esseri umani campano di pane e storie. Alle narrazioni distorte si può rispondere solo con un racconto diverso”, ha scritto Mingardi. Ecco, manca un racconto diverso per la semplice ragione che, per chiudere con un solo esempio, soltanto nell’estate del 2019 (non venti e più anni fa, ma l’altro ieri) in Italia avremmo ricoverato uno che avesse pronosticato 2 eventi: che ci sarebbe stata una pandemia mondiale e che Zingaretti/Bersani/D’Alema avrebbero considerati quelli che gridavano contro il partito di Bibbiano dei “compagni” con i quali allearsi.