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a cura di Redazione di Lamezia 3.0
Attualità – 24/05/2021 

 

LAMEZIA: LA POLITICA CHE NON C’E’

Dall’ex consigliere comunale Emilio Vescio riceviamo e pubblichiamo.

Ritengo che interessarsi alla politica, visti i tempi che corrono, è necessario per tre motivi ben precisi: primo per conoscere e fare un’attenta radiografia del paese in cui viviamo; secondo per arricchire la propria cultura per quanto concerne la nostra “maltrattata” città; terzo perché la partecipazione attiva e attenta di ogni singolo cittadino, potrebbe spronare gli uomini “disattenti” e “interessati” a bene operare.
A Lamezia tutto questo non c’è. Esiste solo uno squallido chiacchiericcio di quartiere che non produce nulla di buono. Reputo che ogni cittadino sensato, facendo ricorso al proprio impegno, può contribuire alla progressiva crescita cittadina, presupposto fondamentale per un armonioso e concreto sviluppo territoriale.
Forse ci siamo dimenticati, o meglio non lo prendiamo volutamente in considerazione, dell’art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, o ogni altro mezzo di diffusione”.
Nella mia città, “baciata” da Dio e “disprezzata” dagli uomini, la politica è andata sempre di pari passo con la “non crescita”, provocando sempre più l’allontanamento di giovani e non. Risultato: Lamezia catatonica.
Sessant’anni fa, interessarsi e partecipare alla crescita e trasformazione del proprio paese era un fatto normale, sentito. Oggi la maggior parte preferisce occuparsi di altri problemi. Così facendo, si contribuisce, indirettamente, all’esodo di uomini probi, capaci e intellettualmente onesti. E’ giusto? Certo che no! Si continua, purtroppo a notare che i giovani, futuri pilastri della politica che dovrebbero subentrare agli ormai “stanchi” attuali rappresentanti, ritenendo che la politica “ è tutta “sporca” e che è lontana da loro anni-luce, cercano sempre più di allontanarsi da essa ignorandola volutamente e parlando d’altro. E fra i giovani, mi consta ahimè, sono in tanti a credere nella politica vera, nella politica sana.
Quanto prima, più precisamente tra il 15 di settembre e il 15 di ottobre (covid permettendo), ci sarà un appuntamento importante e molto delicato: le elezioni amministrative.
In altri tempi, con notevole anticipo all’appuntamento elettorale, si respirava, a ragione o a torto, aria elettorale. Uscivano allo scoperto Associazioni, Movimenti, Circoli culturali, segreterie di partito, semplici aggregazioni di cittadini e, a modo loro, contribuivano, con idee e proposte, condivisibili o meno, a movimentare lo scenario politico locale e regionale.
A Lamezia, ad oggi, tutto tace. Sembra di vivere in una città fantasma. Quasi tutte le segreterie politiche sono dormienti e le rare volte che si destano è per rimembrare antichi fasti rimasti solo sogni per il becero campanilismo di chi vede nella città della piana una seria minaccia alla sua stessa leadership.
Proposte? Macché! Iniziative? Nessuna!  Mentre la città, la quarta della Calabria, tenuta al palo, si spegne, giorno dopo giorno, nell’indifferenza di una classe politica inesistente ed incapace finanche di immaginare un futuro.
A Lamezia urge una riforma morale e intellettuale. C’è bisogno di una “riscossa” pubblica.
Non dimentichiamo, amici concittadini, che il nostro attivo e fattivo contributo potrebbe invertire il malefico flusso politico che imperversa da molti lustri nella nostra città.
Dobbiamo solo crederci e volerlo, diversamente sia fatta la volontà di Dio.