L’ASSALTO ALLA DILIGENZA
La Regione Calabria sul piede di guerra per annientare l’ultima sacca di resistenza: la Fondazione Terina egregiamente gestita, peccato mortale, dalla sinistra. Costituita una commissione d’accesso che dovrà accertare criticità ed irregolarità malgrado la partecipata, per la prima volta nella storia, presenti per il quarto anno consecutivo bilanci in attivo. Quali sono i veri motivi della defenestrazione del lametino avv. Gennaro Masi? Forse ci sono ancora i soliti rigurgiti campanilistici?

Continua da parte degli attuali “inquilini” della Cittadella la preparazione della prossima campagna elettorale che, grazie anche allo scellerato patto tra Letta e Conte – soprannominato Patto di Bisceglie, perché molti protagonisti della vicenda sono pugliesi – fa presagire la grande vittoria dell’altrettanto grande destra.
Ad oggi in vista della kermesse elettorale autunnale, fermo restando che tutto potrebbe esser messo in discussione tra il Pd ed i pentastellati, la coalizione del centrodestra nulla tralascia, nel segno della continuità con la linea tracciata dalla Santelli (?), per conseguire una vittoria a tutto campo.
Pertanto, la compagine in carica del governatore Spirlì, non facente alcuna funzione, dopo aver dato la stura a centinaia di assunzioni tra barbieri, estetiste, meccanici, cuochi e, finanche qualche sindaco nella duplice veste di autista a tempo perso, ha mosso guerra non alle partecipate e fondazioni in house della Bengodi Calabra, al guado nelle debitorie acque basse della sempiterna malagestione, bensì a quella che, finalmente “in buone mani” si presenta per il quarto anno consecutivo con bilanci in attivo e gestione finalizzata al raggiungimento di quelli che sono gli obiettivi statuiti della FONDAZIONE TERINA.

Questa, come tutti gli altri “baracconi”, costati lacrime e sangue a noi calabresi, hanno, nel tempo, da parte mia avuto meritate critiche ed attenzioni, per cui fa specie che all’improvviso il dirigente regionale Giovinazzo, all’ante vigilia elettorale abbia mosso le “truppe”, ipotizzando “criticità, irregolarità e debiti.”
Non conosco il dirigente Giovinazzo, però mi auguro che egli abbia conoscenza delle condizioni economiche gestionali della Fondazione Terina dalla nascita alla gestione Masi. Nella fattispecie potremmo essergli di aiuto sempre che egli ci dia una valida spiegazione del perché voglia esperire le sue indagini solo alla gestione del lametino Masi che in solo tre anni ha sanato i bilanci, alla continua  ricerca di dare il giusto contenuto ai dettati statutari della fondazione stessa.

C’è qualcosa che non quadra in tutto ciò, però non voglio anticipare quanto l’avv. Basilio Perugini, presidente del Comitato Lamezia 4 gennaio,  ci ha dichiarato:

“La visita ispettiva è stata presentata sui media come “una sorta di preavviso di sfratto per il Presidente Gennarino Masi” che avverrebbe in presenza di un contratto, con scadenza nel 2024, per mezzo di una “commissione di accesso” nominata dalla Regione.
Il titolo esplicativo, dice, senza mezzi termini, “la Regione all’assalto di Terina”
L’ingiusto defenestramento dell’Avv. Gennarino Masi verrebbe realizzato attraverso la nomina della commissione e chiaramente perseguirebbe come scopo reale l’ennesimo colpo in danno di Lamezia Terme e dell’intero circondario Lametino.
La colpa dell’Avv. Masi, in sostanza, consisterebbe nell’essere riuscito, nel breve periodo del suo incarico, a superare ostacoli e blocchi di ogni genere, palesi ed occulti, e di avere conseguentemente, con il sostanziale aiuto del Procuratore Gratteri, realizzato la localizzazione dell’Aula Bunker nell’area della Fondazione Terina.
Proprio per questo il Comitato Lamezia 4 gennaio gli ha giustamente attribuito il riconoscimento di Personaggio Lametino dell’anno 2020.
Significato altamente simbolico per un Amministratore, dichiaratamente e convintamente lametino, che ha operato per Lamezia e per il suo Circondario, in un Ente gravato da oneri ascrivibili a precedenti gestioni e che ora si vorrebbero addossare alla responsabilità dell’Avv. Masi. In sostanza si vorrebbe coprire un passato non limpido attribuendo all’Avv. Masi responsabilità non sue e, con una verifica mirata, far fuori il primo ed unico amministratore che ha portato la Fondazione Terina, Lamezia Terme e il suo Circondario a beneficiare di un’azione di qualità e di concretezza, di risparmio, di investimenti produttivi, di rispetto delle norme.
Lamezia ed il Circondario ne saranno gravemente pregiudicate e la Fondazione Terina tornerà ad essere un posto di sottogoverno da gestire facendovi confluire risorse per progetti velleitari e, come in passato, irrealizzabili.
Il Governo Regionale non si assuma queste responsabilità, che non potrebbero più essere ignorate e perdonate, ma abbia il coraggio di sostenere l’Avv. Masi, consentendogli, con le risorse occorrenti, di far uscire la Fondazione all’esterno, e, conseguentemente, di poter  esplicare le grandissime potenzialità strumentali e strutturali fondamentali per poter entrare a pieno titolo nel campo delle verifiche e dei controlli necessari alla valorizzazione  ulteriore dei prodotti di qualità della filiera agroalimentare. Tutto questo perché il Lametino e l’intera Regione sono praticamente assenti.
Ci rivolgiamo perciò ai Cittadini di Lamezia e del suo Circondario per denunciare ancora una volta il tanto di negativo che ci è stato riservato e le prevaricazioni subite.  Il nostro territorio non lo merita.
Lamezia deve essere ancora assoggettata alla necessità di rendere disponibili posti o deve essere sostenuta rafforzando presenza ed attività di chi ha dimostrato sul campo le enormi potenzialità della Fondazione Terina?”
Alla luce di tutto ciò il dott. Giovinazzo, responsabile del Dipartimento Agricoltura, non si trinceri dietro vaghe dichiarazioni, che tra l’altro gettano spiacevoli ombre di dubbio: sono emerse varie e consistenti criticità ed irregolarità che necessitano approfondimenti nonché dall’esame dei documenti contabili continua ad emergere la rilevante massa debitoria e l’elevata spesa del personale.
Si riferisce il dott. Giovinazzo alle relazioni dello stesso Masi inviate, anche all’autorità giudiziaria, all’atto del suo insediamento. Oppure a lontani ricordi delle maestranze sui tetti per la non corresponsione degli emolumenti o alle assunzioni di circa 40 dipendenti con grande dovizia di guardie giurate messe là per guardare le vacche fuggite dalla stalla?
C’è in tutto questo qualcosa che non quadra, pertanto ben venga la commissione d’accesso, monitori pure quanto ha fatto il lametino Masi per “raddrizzare” Fondazione Terina spingendo le ricerche prima all’operato di quanti si sono succeduti alla guida e, poi trarre le conclusioni di quanto egli ha fatto  dalla data del suo insediamento, marzo 2018!
Dott. Giovinazzo, mi perdoni, non so da quanto tempo Lei siede sulla cadrega del dipartimento Agricoltura, ma prima di scrivere “elevata spesa del personale” o parlare ”di rilevante massa debitoria” ha mai fatto un confronto tra il prima ed il dopo? Ha mai guardato i bilanci della Terina?
Qualche dubbio mi sovviene.
Probabilmente ha dato inizio alla giusta guerra da combattere con gli “enti assistenziali” siano essi partecipate regionali o fondazioni in house. Probabilmente, però, ha cominciato l’assalto alla diligenza dalla parte sbagliata. Forse, forse le motivazioni di tale atto sono da ricercare …altrove.
C’entrano per caso i soliti rigurgiti campanilistici degli amici del capoluogo di regione oppure il mero desiderio di incasellare “l’ultimo gioiello della corona” nella panzer division allestita per la schiacciante vittoria del centrodestra alle prossime elezioni regionali?