BEPPE PROVENZANO, IL DISEGNO DI LEGGE ZAN ED IL PIANO DECENNALE PER IL SUD 2030
Ancora una messinscena e fumo negli occhi dei meridionali e dei calabresi

Peppe Provenzano, ex ministro per il Sud ed esponente di spicco del Pd targato Enrico Letta, ha dichiarato ai microfoni di Omnibus a proposito del percorso accidentato del disegno di legge Zan che: «I numeri mancano al Senato perché Renzi li fa mancare; siamo di fronte a un voltafaccia [….] Italia Viva aveva votato il ddl Zan in questa formulazione alla Camera, al Senato introduce un elemento che modifica sostanzialmente il contenuto della legge. Se questo accadrà, ha continuato il rattristato Provenzano, Renzi e Italia Viva dovranno assumersene la responsabilità difronte agli italiani.>> Ben detto, Peppe!
Sennonché non tutti i meridionali hanno dimenticato che é stato proprio lui, Provenzano, ad accompagnare l’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte in Calabria per annunciare solennemente che era stato predisposto un “Piano per il Sud 2030”, con una dotazione di oltre 123 miliardi di euro. <<Tutti i problemi endemici che il Meridione d’Italia si trascina da decenni, intonò esultante ed all’unisono il duo Conte-Provenzano, saranno risolti>>.
L’annuncio fu propalato nel corso di una famosa conferenza stampa, appositamente predisposta, alla presenza di centinaia di giornalisti di tutte le testate giornalistiche, quotidiane e periodiche italiane e straniere, e alle TV di Stato e private nel porto di Gioia Tauro il 15 febbraio del 2020.
Sennonché dopo quella spaparanzata, propagandata fino all’inverosimile durante un’intera giornata, non si seppe più niente del “Piano decennale per il Sud; né se sia stato realizzato ed i problemi del Mezzogiorno risolti  dalla magica bacchetta  contian – provenzaniana  nè, se come io ritengo, sia caduto nel dimenticatoio, non se ne fece niente e tutto è rimasto sul piano delle vacue promesse…..”parole, parole, parole, soltanto parole…..” avrebbe cantato la celebre ed insuperata Mina, intonando una sua celebre canzone degli anni ’60.
In conclusione, mi verrebbe voglia di chiedere a Provenzano se, invece di vestire i panni dell’inquisitore moralista che alza l’indice al cielo per fare la predica a Renzi affinché si assuma le sue responsabilità in merito al ddl  Zan, non sia lui, il Provenzano, ad assumersi  le sue responsabilità, e chiarire perché si sia scomodato per venire il Calabria insieme all’Avvocato del popolo con il solo fine di prendere per i fondelli i meridionali, e i calabresi in particolare. Hanno promesso, infatti, investimenti per miliardi di euro, e li hanno illusi con promesse irrealizzabili perché erano ben consapevoli, lui e Conte, che si stava trattando solo di un bluff.
Si erano inventata una messinscena, insomma, concertata tra lui e l’Avvocato del popolo, per acquisire consensi, cospargendo di fumo gli occhi dei meridionali e dei calabresi in particolare, e per null’altro.