Francesco Scoppetta

COSA UNISCE BERSANI D’ALEMA e TRAVAGLIO
Travaglio osannato dai compagni bolognesi straparla di Draghi "figlio di papà" che "non capisce un c...". Dice Gianni Cervetti, uno degli ultimi comunisti, amico di Napolitano e Macaluso, che il giornalismo di Travaglio è "un giornalismo da orbi". La vera domanda è: perché la sinistra lo invita? Cosa non abbiamo capito in questi anni se il partito fondato da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema si è unito al mondo grillino e paragrillino, anche sui social, vale a dire proprio con quelli che nel 2012 Bersani definiva «fascisti del web», identificando nell’antipolitica il principale nemico della «riscossa civica» che il Partito democratico si proponeva di suscitare?

Comincio dai fatti perché non è che oggi tutti possano seguire tutto. E’ accaduto domenica 25 luglio alla festa di Articolo Uno a Bologna. Travaglio era l’ospite d’onore. Ha dato del “figlio di papà” a uno come Mario Draghi che è rimasto senza padre a 15 anni e senza madre poco dopo. La sua colpa è che in classe al liceo stava… Leggi tutto » COSA UNISCE BERSANI D’ALEMA e TRAVAGLIO
Travaglio osannato dai compagni bolognesi straparla di Draghi “figlio di papà” che “non capisce un c…”. Dice Gianni Cervetti, uno degli ultimi comunisti, amico di Napolitano e Macaluso, che il giornalismo di Travaglio è “un giornalismo da orbi”. La vera domanda è: perché la sinistra lo invita? Cosa non abbiamo capito in questi anni se il partito fondato da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema si è unito al mondo grillino e paragrillino, anche sui social, vale a dire proprio con quelli che nel 2012 Bersani definiva «fascisti del web», identificando nell’antipolitica il principale nemico della «riscossa civica» che il Partito democratico si proponeva di suscitare?

UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE
L’Italia oggi è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel “campo rom”, uno “spazio-contenitore” all’aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a partire dall’abitare, appaiono culturalmente incapaci di intraprendere percorsi di inclusione. Il “sistema campo” parte dal container dove sono concentrati i rom per irradiarsi in tutta la città plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all’inadeguatezza dell’alloggio o alle criticità di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensità e gravità. (Associazione 21 luglio. Comunita' rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019) -Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus 6 parallelo-

Personalmente condivido ogni parola di quello che ha scritto Stasolla. Una sola cosa vorrei chiedergli, se anch’io e tutti i lametini abbiamo dei diritti umani da far valere, il primo dei quali è quello di non esser vittima di una guerra chimica “ufficiosa”, cioè non dichiarata. Se lo Stato ci riconosce questo diritto, vale a dire il diritto di non… Leggi tutto » UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE
L’Italia oggi è l’unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel “campo rom”, uno “spazio-contenitore” all’aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a partire dall’abitare, appaiono culturalmente incapaci di intraprendere percorsi di inclusione. Il “sistema campo” parte dal container dove sono concentrati i rom per irradiarsi in tutta la città plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all’inadeguatezza dell’alloggio o alle criticità di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensità e gravità. (Associazione 21 luglio. Comunita' rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019) -Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus 6 parallelo-

LA LAMEZIA DI PARIDE LEPORACE
Sul Quotidiano del Sud Paride Leporace (con Pasqualino Rettura) ha pubblicato “Vent’anni dopo risolto il delitto Ciriaco. Anatomia di Lamezia intorno a un cadavere eccellente”.

Nonostante la stima incondizionata che nutro verso Leporace (che non conosco) e Pasqualino (che conosco), il ritratto di Lamezia mi è sembrato stereotipato. Posso solo fornire a chi non l’ha letto, dell’intero articolo, tre piccoli esempi. Il cinema, il comune, Gianni Speranza e Doris Lo Moro. Oggi si vede il cinema a Lamezia grazie all’acquisizione fatta dal Comune nella gestione… Leggi tutto » LA LAMEZIA DI PARIDE LEPORACE
Sul Quotidiano del Sud Paride Leporace (con Pasqualino Rettura) ha pubblicato “Vent’anni dopo risolto il delitto Ciriaco. Anatomia di Lamezia intorno a un cadavere eccellente”.

L’INGIUSTIZIA E LA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA. CHI SONO I RICCHI, CHI SONO I POVERI. E’ TUTTO CONFUSO, NASCOSTO, SIMULATO
Un paese di evasori, furbi e delinquenti favoriti dalla peggiore politica. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire, diceva un antico proverbio. La vera ingiustizia, che il nostro sistema fiscale evidenzia e illustra, non interessa ai politici di tutti i colori, costretti ad inseguire i voti della maggioranza e pertanto a non interessarsi mai alle minoranze. Quindi se la maggioranza dei cittadini italiani paga poco o nulla di tasse è ormai una realtà immodificabile con cui la politica non intende più misurarsi. Soprattutto quelle forze politiche di sinistra che sbandierano sempre e comunque il vessillo dell’ingiustizia contro cui, a parole, combatterebbero, mettono la testa nella sabbia come gli struzzi per non vedere quello che l’ingiustizia fiscale dimostra.

Nel nostro paese chi vota a sinistra quasi sempre lo fa protestando contro l’ingiustizia sociale. Essa nascerebbe da un divario troppo forte tra ricchi e poveri. In America certo è così, perché in un ristorante per ricchi è matematico che non ci puoi trovare un povero e viceversa. Ma in Italia chi sono i ricchi, chi sono i poveri? E’… Leggi tutto » L’INGIUSTIZIA E LA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA. CHI SONO I RICCHI, CHI SONO I POVERI. E’ TUTTO CONFUSO, NASCOSTO, SIMULATO
Un paese di evasori, furbi e delinquenti favoriti dalla peggiore politica. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire, diceva un antico proverbio. La vera ingiustizia, che il nostro sistema fiscale evidenzia e illustra, non interessa ai politici di tutti i colori, costretti ad inseguire i voti della maggioranza e pertanto a non interessarsi mai alle minoranze. Quindi se la maggioranza dei cittadini italiani paga poco o nulla di tasse è ormai una realtà immodificabile con cui la politica non intende più misurarsi. Soprattutto quelle forze politiche di sinistra che sbandierano sempre e comunque il vessillo dell’ingiustizia contro cui, a parole, combatterebbero, mettono la testa nella sabbia come gli struzzi per non vedere quello che l’ingiustizia fiscale dimostra.

IL DOPPIO LAVORO DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Tre esempi dimostrano come l’urgenza sia diventata da ultima spiaggia. Sino alla questione cruciale che mai nessun politico vivente ha voluto affrontare, il doppio lavoro del dipendente pubblico. Bassi gli stipendi nella amministrazione, antica vergogna nazionale.

Il grande tema di come rendere più produttiva ed efficace la spesa del pubblico impiego, qualcosa come 170 miliardi di euro all’anno, è sempre sul tappeto. Lo si è cercato di affrontare attraverso riforme di carattere strutturale (dalla cosiddetta “Riforma Brunetta” del 2009 alla riforma Madia, alla “Buona Scuola”), ma non sembrano rinvenirsi effetti positivi. Anzi, l’eccesso di regole e… Leggi tutto » IL DOPPIO LAVORO DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Tre esempi dimostrano come l’urgenza sia diventata da ultima spiaggia. Sino alla questione cruciale che mai nessun politico vivente ha voluto affrontare, il doppio lavoro del dipendente pubblico. Bassi gli stipendi nella amministrazione, antica vergogna nazionale.

LE MICROSTORIE DEL COSTANTINO FITTANTE EINAUDIANO
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«La soluzione si trascina»; «il problema, una volta posto, deve esser risoluto»; «urge, non si può tardare oltre ad affrontare la questione». Chi legga queste e simiglianti sentenze pensa perché il governo, perché il parlamento, perché il ministro competente, tardano tanto? Codesti frettolosi non riflettono: è questo davvero non uno dei tanti, ma il problema; e come accade che di… Leggi tutto » LE MICROSTORIE DEL COSTANTINO FITTANTE EINAUDIANO

SE IL PD DIVENTASSE IL PARTITO DELLE RIFORME DI DRAGHI
Anche con il passaggio da Zingaretti a Letta lo schema strategico del Pd non è cambiato, al netto di qualche gioco di parole o di prestigio.

Per battere la destra occorre la sinistra e quindi quello che il solipsista Bersani chiama da decenni “il campo”, “la tenda” o come volete, altro non è che l’Ulivo, nel migliore dei casi perché significa che sia stato individuato il nuovo Prodi, oppure il BisConte, come prosaicamente si chiama l’esperienza più trasformista della recente storia repubblicana, la maschera di progressista che Conte si è messa togliendosi quella reazionaria che portava prima, schiavo di Salvini e della sua politica di chiusura.
Il presunto realismo di Goffredo Bettini, convinto che o ti mangi stà minestra (l’alleanza con il M5s) oppure vince facile Salvini alle prossime elezioni, è riproposto tale e quale anche adesso che non un complotto internazionale (povero Mattarella cosa gli tocca sopportare) ma il venir meno della maggioranza per l’uscita di Iv, ha portato al governo Mario Draghi, l’unico italiano capace non solo, come si dice, di dialogare con i partner europei, ma anche di guidarli e spronarli come sta dimostrando in varie occasioni.

LA CONTINGENZA CI GUIDA E CI RENDE LIBERI E RESPONSABILI
Siamo frutto delle scelte che facciamo anche se spesso preferiamo il caso. Il futuro è aperto e tocca a noi saperlo costruire

Nel gioco del calcio ci sono molti spettatori convinti che gli eventi, il goal, le vittorie, le sconfitte, siano frutto del caso; o della fortuna; o dell’arbitro. Dopo ogni partita c’è chi analizza una sconfitta attribuendo la colpa a qualcuno o qualcosa. Non abbiamo ben capito cosa sia esattamente la contingenza nel nostro mondo, non solo nel calcio, per distinguerla… Leggi tutto » LA CONTINGENZA CI GUIDA E CI RENDE LIBERI E RESPONSABILI
Siamo frutto delle scelte che facciamo anche se spesso preferiamo il caso. Il futuro è aperto e tocca a noi saperlo costruire

UN’ANALISI SU COME DISTINGUERE I RIFORMISTI DI DESTRA O DI SINISTRA
Tutti i politici italiani da Meloni a Fratoianni giurano di essere riformisti. Eppure il riformismo nella storia italiana è un pensiero e un movimento politico e culturale inequivocabilmente socialista che nasce e si afferma in opposizione al socialismo rivoluzionario e massimalista (o estremista). Caduti i sistemi comunisti e fascisti il sistema liberale non è più un menu fisso con sei pietanze costitutive ma è diventato una sorta di “buffet” dal quale ogni Stato decide cosa assumere

L’iniziativa in corso “Unire i riformisti” animata da varie personalità, associazioni e circoli, segnatamente da Marco Bentivogli, Emma Bonino, Giorgio Gori, Irene Tinagli, Ivan Scalfarotto, Claudio Martelli e Christian Rocca, è un evento così prezioso in Italia che va segnalato. Il presupposto è capire cosa significa in Italia nel 2021 dichiararsi riformisti. Infatti tutti i politici italiani da Meloni a… Leggi tutto » UN’ANALISI SU COME DISTINGUERE I RIFORMISTI DI DESTRA O DI SINISTRA
Tutti i politici italiani da Meloni a Fratoianni giurano di essere riformisti. Eppure il riformismo nella storia italiana è un pensiero e un movimento politico e culturale inequivocabilmente socialista che nasce e si afferma in opposizione al socialismo rivoluzionario e massimalista (o estremista). Caduti i sistemi comunisti e fascisti il sistema liberale non è più un menu fisso con sei pietanze costitutive ma è diventato una sorta di “buffet” dal quale ogni Stato decide cosa assumere

LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

Quando vedo in tv Bersani – ogni quindici giorni Floris gli concede una conferenza stampa di 90 minuti – o de Magistris riabilitato da Giletti ogni santa domenica, mi rendo conto del cul de sac in cui la vecchia sinistra novecentesca è finita. Come questi due scienziati anche l’intera Ditta massimalista italica si è convinta che bisogna dare in eterno… Leggi tutto » LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

COME VIVONO 4 ITALIANI SU DIECI SE SONO INVISIBILI?
Abbiamo un esercito di riserva composto da oltre 15 milioni di persone tra i quali una folta schiera di giovani disoccupati o che non studiano o non lavorano.

In Italia abbiamo una popolazione in età di lavoro (età 20-64 anni) pari a 35.861.000 persone. Sommando anche i giovani che hanno abbandonato la scuola arriviamo a 37 milioni. Poichè l’età di pensionamento è di 67 anni, quasi un milione di pensionati lavora ancora. Quindi abbiamo 38 milioni di potenziali occupabili. A fine 2018 gli occupati totali erano 23.215.000. Possiamo… Leggi tutto » COME VIVONO 4 ITALIANI SU DIECI SE SONO INVISIBILI?
Abbiamo un esercito di riserva composto da oltre 15 milioni di persone tra i quali una folta schiera di giovani disoccupati o che non studiano o non lavorano.

QUEL CHE IL BIPOPULISMO PERFETTO NON INTENDE VEDERE
L’Italia spiegata con i numeri e non con le chiacchiere

Il 55 per cento degli italiani in base alle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 6 anni non paga imposte o ne paga poche e insufficienti per sostenere almeno la propria spesa sanitaria. Fateci caso, tutti i politici, di destra e di sinistra, per capirci Salvini e Bersani, quando parlano degli evasori si trovano d’accordo su un unico concetto: certo che… Leggi tutto » QUEL CHE IL BIPOPULISMO PERFETTO NON INTENDE VEDERE
L’Italia spiegata con i numeri e non con le chiacchiere

LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

Mentre stavo leggendo il libro di Gianni Speranza (Una storia fuori dal Comune, Rubbettino, 2021) mi ha molto interessato un articolo di Boeri e Perotti su Repubblica. I due economisti scrivono “A leggere il Pnnr sembrerebbe che tutti i problemi della Pubblica amministrazione siano nella mancata digitalizzazione. La vera riforma della PA consiste nello scegliere bene i suoi dirigenti, fissare… Leggi tutto » LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

SE LA CALABRIA FOSSE UNA IMPRESA TURISTICA, PIÙ O MENO COME LA LIGURIA…
Per amministrare la Regione continuiamo ad affidarci ad un personale politico che non ha le competenze necessarie per puntare su un solo settore, il turismo. Con la sanità abbiamo esaurito i pozzi, per vaccinare non abbiamo nessuno che sappia cosa sia la logistica. Per tutto il resto noi non abbiamo bisogno di reclamizzare e raccontare le nostre bellezze, ma di fare della Regione un’impresa che invece di dare le mance ai soliti noti e di scendere a patti con la ‘ndrangheta, punti decisamente sul turismo, come fa più o meno la Liguria.

Un mio amico mi dice che questa estate ha scoperto la meraviglia del fiume Lao, che lo ha percorso in gommone ed è stato spettacolare. A settembre 2020 una turista dopo aver visitato la grotta del Romito a Papasidero scrive su Tripadvisor: “Consiglio a quanti soggiornano in questa parte della Calabria di abbandonare per un giorno la tranquillità della spiaggia e di fare una gita in questo luogo meraviglioso. Risalente a 12.000-14.000 anni fa qui sono, su di un grande masso liscio, incisioni rupestri di una qualità assolutamente meravigliosa. L’immagine di un “bos primigenius” ritratto con tutti i particolari e gli attributi del caso.
Un’opera meravigliosa che testimonia le abilità pratiche ma al contempo anche una notevole qualità intellettiva dei primi uomini che abitavano questa zona. Ingresso al sito:4 euro. C’è anche un piccolo museo che testimonia degli scavi e brevi note sull’evoluzione umana. NOTA = l’abbigliamento non richiede accorgimenti particolari, bastano un paio di comode scarpe!”. Cose analoghe potrei dire per le Valli Cupe di Sersale, Il Pollino, l’Aspromonte (si veda Montagne di Calabria di Francesco Bevilacqua, Rubbettino), così come un semplice sguardo all’Atlante dei Beni Culturali della Calabria con la sola ubicazione dei siti archeologici ti fa capire quali tesori sono sparsi per tutta la Regione.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria?  Perchè la politica consociativa è semplice ma sbagliata, quella riformista invece ti costringe a studiare a fondo i problemi per trovare la soluzione giusta e non quella conveniente. Solo ora nel 2021 con i vaccini cominciamo a capire che la politica non può essere circoscritta al sistema dei partiti ma neanche affidata a sprovveduti

Istruttivo fu il dibattito dentro il Pci successivo ai moti dell’Aquila del 1971. Aprì le ostilità il vecchio Longo, osservando amareggiato che «c’è molta gente che è insofferente verso quelli che comandano, tra cui mette anche noi»; altri presero malinconicamente atto che «siamo confusi nel mucchio» (Alinovi), o che «c’è la tendenza al Sud a dire: i comunisti sono come gli altri» (Minucci); e altri ancora annotarono – a più riprese – che al Sud si diffonde la tendenza a dire «facciamo come a Reggio», di fronte all’inefficacia della lotta sindacale e politica per le riforme (Romeo e altri).
Nel caso di Lamezia “l’università subito al posto giusto” altro non era che l’ennesimo privilegiamento degli accordi di vertice. Non a caso Pajetta – ancora in relazione al disastro dell’Aquila – disse:  «si crede che basti mettersi d’accordo con i Dc e il Psi per risolvere tutto».

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università subito al posto giusto». Alla domanda (scusa, ma qual è il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni più grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 12 febbraio 2021 Seconda parte La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università subito al posto giusto». Alla domanda (scusa, ma qual è il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni più grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 11 febbraio 2021 Prima parte Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

GIOVANNA VITALE, IL CITTADINO ILLUSTRE
Piccolo ritratto della giornalista lametina di Repubblica, nata il 21 luglio dell’anno in cui pensavamo che la fantasia potesse andare al potere.

Giovanna Vitale, giornalista di Repubblica, è professionista dal 1997 ed è nata il 21 luglio, come Beppe Grillo (segno zodiacale Cancro). Per chi crede agli oroscopi, hanno un buon senso pratico e un forte desiderio di dare opinioni sempre molto contrarie a quelle degli altri individui, attirandosi così antipatie e gelosie oltre che invidie. Sono destinati ad essere leader però… Leggi tutto » GIOVANNA VITALE, IL CITTADINO ILLUSTRE
Piccolo ritratto della giornalista lametina di Repubblica, nata il 21 luglio dell’anno in cui pensavamo che la fantasia potesse andare al potere.

IMMAGINARIO DISCORSO DI FINE ANNO
Dal momento che la democrazia non produce opere e realizzazioni ma vincite al lotto per un migliaio di deputati e senatori non sarebbe ora che ci esprimessimo a favore di un programma politico?

Cari concittadini, pensate ancora che la democrazia consenta all’elettorato con il proprio voto di esprimersi a favore di un programma politico, decide cioè a maggioranza le cose da fare, e poi ha il diritto di vedere che esse siano fatte? No, da molto tempo questo non succede più, la democrazia non produce opere e realizzazioni ma è la vincita al… Leggi tutto » IMMAGINARIO DISCORSO DI FINE ANNO
Dal momento che la democrazia non produce opere e realizzazioni ma vincite al lotto per un migliaio di deputati e senatori non sarebbe ora che ci esprimessimo a favore di un programma politico?

DATEMI UN LEADER E VI SOLLEVERÒ LA CALABRIA SE NON IL MONDO
Al centro o in periferia il centrosinistra discute sulle cose da fare, obiettivi, strategie, programmi, mentre è disdicevole discutere sui leader. L’anatema per l’uomo solo al comando è lanciato da tutti quei personaggi che nell’ombra coltivano il potere di dar le carte e di nominare loro i leader. Un altro anno è trascorso senza riuscire a Roma o a Lamezia a capire chi potrebbe guidarci per governare emergenze straordinarie per le quali occorrono persone straordinarie.

Alla fine di questo orribile 2020 vorrei provare a ricordare a tanti lettori e amici un antico “modo di far politica” che rappresenta la tragedia seria ma ormai ridicola per il centrosinistra. Parto dal fondo e dal “locale” così è più facile capire subito dove voglio andare a parare. Chi sarà a febbraio il candidato progressista alla Regione Calabria? Zingaretti,… Leggi tutto » DATEMI UN LEADER E VI SOLLEVERÒ LA CALABRIA SE NON IL MONDO
Al centro o in periferia il centrosinistra discute sulle cose da fare, obiettivi, strategie, programmi, mentre è disdicevole discutere sui leader. L’anatema per l’uomo solo al comando è lanciato da tutti quei personaggi che nell’ombra coltivano il potere di dar le carte e di nominare loro i leader. Un altro anno è trascorso senza riuscire a Roma o a Lamezia a capire chi potrebbe guidarci per governare emergenze straordinarie per le quali occorrono persone straordinarie.

PAROLA MIA, QUESTA E’ LA SITUAZIONE DEBITORIA DELLE ASP CALABRESI
Le difficoltà di Domenico Giannetta, presidente della commissione di vigilanza regionale nell’ accertare i debiti delle aziende sanitarie

Ormai è preferibile non leggere cosa fanno i nostri politici, in questo caso regionali. Ipotizziamo che dalla strada prendessero a caso uno sprovveduto analfabeta e gli dicessero: cerca di capire a quanto ammontano i debiti delle Asp calabresi. Cosa farebbe il poveretto? Chiamerebbe ”i commissari e i dirigenti delle Asp e si fa dire a quanto ammonta l’esposizione debitoria”. Bene,… Leggi tutto » PAROLA MIA, QUESTA E’ LA SITUAZIONE DEBITORIA DELLE ASP CALABRESI
Le difficoltà di Domenico Giannetta, presidente della commissione di vigilanza regionale nell’ accertare i debiti delle aziende sanitarie

LA CITTA’ SALOTTO, SE NON ORA QUANDO?
La pedonalizzazione dei corsi consentirebbe consumi, attività commerciali e svago

Lo slogan ce lo possono fornire le città europee, sotto l’etichetta  “Slow city (città lente), basta sceglierlo: Togliere la città alle macchine (slogan del sindaco di Atene, Bakoyannis) oppure La città salotto (come Rotterdam). Perchè Lamezia non si riconcilia con quello che la storia ci ha tramandato, un centro storico stupendo con una direttrice che va dalla Cattedrale alla stazione… Leggi tutto » LA CITTA’ SALOTTO, SE NON ORA QUANDO?
La pedonalizzazione dei corsi consentirebbe consumi, attività commerciali e svago

PANCHINE PER LE AREE INTERNE DELLA CALABRIA
«Vaste programme, Messieurs, vaste programme»

Francesco Bevilacqua avvocato e ambientalista ben conosciuto, alla domanda di un’amica “ma come fate a vivere in certe aree interne della Calabria che sono in preda all’abbandono, allo spopolamento, alla mancanza di servizi?”, ha risposto: E’ semplice, ci viviamo nonostante tutto, diversamente felici. A parte la definizione, la cosa più interessante che ha detto Francesco è un’altra: “Il rischio, soprattutto… Leggi tutto » PANCHINE PER LE AREE INTERNE DELLA CALABRIA
«Vaste programme, Messieurs, vaste programme»

LA CONCORRENZA E’ IL SOLO VACCINO PER SCONFIGGERE LA MAFIA
Va bene regolamentare il gioco ma troppi lacci e laccioli finiscono col nuocere

Qualsiasi consumatore italiano fa ogni giorno questa esperienza: maggiore è la concorrenza migliore sarà la possibilità di acquistare a buon prezzo. Certo, per acquistare un i Phone non è che si debba essere laureati in informatica, per comprare della carne si può non saper nulla dell’anatomia di un vitello, ma ciascuno di noi si regola con il prezzo. In un… Leggi tutto » LA CONCORRENZA E’ IL SOLO VACCINO PER SCONFIGGERE LA MAFIA
Va bene regolamentare il gioco ma troppi lacci e laccioli finiscono col nuocere

UN MANAGER ALLA GUIDA DELLA SACAL
La politica si è forse riconciliata con la meritocrazia e le competenze

Come usavano fare i comunisti nelle loro relazioni, cominciamo dalla situazione internazionale. Qual è l’elemento che accomuna tutti i populisti del mondo di qualsiasi paese e colore, da Trump a Bolsonaro, da Boris Johnson a Di Maio? Oggi lo sappiamo , l’odio per gli esperti (alla Antony Fauci). Passiamo adesso all’Italia. Il nostro Di Maio, per dire, ha incontrato un… Leggi tutto » UN MANAGER ALLA GUIDA DELLA SACAL
La politica si è forse riconciliata con la meritocrazia e le competenze

SANTELLI MUCCINO E LE TRUPPE ZANGRILLIANE

“La Calabria non è in bianco e nero ma è una moltitudine di colori. Per questo cortometraggio ho scelto Muccino non a caso perché è il regista dell’amore e spero che faccia innamorare tutti della Calabria”. Parole di Jole Santelli durante la presentazione, in conferenza stampa a Corigliano, delle riprese del cortometraggio sulla Calabria con il regista Muccino e gli… Leggi tutto »SANTELLI MUCCINO E LE TRUPPE ZANGRILLIANE