LAMEZIA MULTISERVIZI E’ UNA MALATA TERMINALE O E’ AFFETTA DA POLITICANTISMO?
La crisi dell’impresa è dovuta ad una molteplicità di cause e di concause che hanno inciso sulla sua capacità operativa ed efficienza.

Vent’ anni fa, Lo Moro sindaco, fu costituita Lamezia Multiservizi, una SpA nata dalla volontà dei comuni orbitanti attorno alla piana di S. Eufemia che, in ragione delle loro possibilità economiche ne acquistarono le azioni. La sua ragion d’essere era finalizzata alla sola fornitura della raccolta dei rifiuti. Funzione che nel tempo per il solo socio di maggioranza, Comune di Lamezia terme, sono state incrementate fino ad includere trasporto urbano, gestione del servizio idrico, canile municipale, servizi cimiteriali, manutenzione della  illuminazione pubblica.
Il “giocattolo” funzionò a meraviglia fino a quando non ebbero inizio le solite camarille politiche, le revisioni “tecniche” dell’asse societario ed addirittura anche la pazza idea di conferire alla Lms più incarichi gestionali in modo da farne un polposo “carrozzone” da mettere sul mercato.
Errori ed orrori gestionali furono commessi e, per il gioiello della corona, cominciarono triboli e stenti.
A parte il tumultuoso passato, poiché è necessario fare un punto di chiarezza, abbiamo sentito il dott. Eliseo Bevivino, amministratore unico che, di Lms, conosce fatti e misfatti.

Dottore, quali sono state le cause del crollo finanziario?
Il dissesto finanziario della LMS – egli ha detto –  è conseguenza di una crisi d’impresa maturata gradualmente nell’ultimo decennio ed è dovuta ad una molteplicità di cause e concause che hanno inciso in maniera pesante sulla sua capacità operativa ed efficienza. Sarebbe un discorso lungo che cerco di sintetizzare in tre filoni:
il primo, più importante dal quale discendono gli altri, fa riferimento alle responsabilità  dell’azionista di maggioranza nonché committente del management di sua espressione. Innanzitutto la mancata definizione o quanto meno la messa a punto della strategia che aveva supportato la nascita della società e, altrettanto importante, la perdita di autonomia della società culminata addirittura nell’ uso improprio della stessa. Si è trattato di una commistione gestionale che ha avvantaggiato gli azionisti, senza il rispetto delle norme che regolano il funzionamento di tutte le SPA nessuna esclusa.
Il secondo filone riguarda l’assetto patrimoniale e finanziario della società che ha risentito in modo determinante del mancato apporto di capitale da parte dei soci. In verità la società ha sempre operato senza mezzi propri e dal ritardato, o mancato, pagamento dei corrispettivi principalmente dei comuni committenti e delle utenze.
Il terzo filone attiene la componente economica laddove la società ha di fatto subito in modo unilaterale contratti di servizio poco remunerativi, sicuramente non in linea con i parametri di mercato, e non ha potuto adottare un’adeguata politica tariffaria o lo ha fatto con ritardo. Da qui ne è conseguito un insufficiente se non negativo autofinanziamento che, insieme alla cronica sottocapitalizzazione, ha bloccato gli investimenti con tutte le conseguenze negative sull’ operatività della società.
Chiarite le cause del dissesto, come sta procedendo il concordato?
La LMS sta rispettando scadenze ed obblighi come stabilito dal decreto di omologa del concordato emesso dal tribunale di Lamezia e come previsto dal piano di concordato.  La società, in una logica di continuità, non si sta attenendo solo a questo, ma sta lavorando sulle strategie e più concretamente sugli investimenti e sull’ organizzazione interna per dotarla di risorse qualificate guardando anche al futuro.
C’è anche un problema di efficienza dovuto ad aspetti strutturali direi legati all’ origine e alla natura della società, così come bisogna lavorare sulle motivazioni e sulla maggiore determinazione di tutti al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo preposti.
Non bisogna illudersi: il concordato è solo un importantissimo passo senza il quale la società sarebbe fallita ma non è sufficiente per uscire definitivamente dalla crisi. Si sono risolte questioni pregresse, si è colmato un dissesto finanziario di oltre 20 milioni di euro ma la società, come in verità sta già accadendo, ha necessità di un rapporto costruttivo con il socio di maggioranza che crede nel progetto e sicuramente investirà le risorse finanziarie necessarie. C’è poi anche la questione del recupero di credibilità nel mercato finanziario nel quale la società dovrà trovare i mezzi per irrobustire il programma di investimenti. Non è infatti un caso la totale assenza di affidamenti bancari.
E se il sindaco Mascaro privatizzasse Lms…
Non so se nel suo programma ci sia l’ipotesi della privatizzazione. In verità nel futuro della società ci possono essere scenari diversi e percorsi anche di un certo interesse come quello di aprirsi al mercato, specialmente se gli azionisti non dispongono delle risorse necessarie, e uscire dall’ attuale configurazione di società in house. Importante è farlo bene nell’ interesse dei soci e della comunità, ma questo può essere fatto non nell’ emergenza, quando si è costretti a trovare una soluzione qualsiasi essa sia, ma quando la società sarà risanata e potrà essere appetibile e non svenduta.
Dottore, direttori aziendali e coordinatori di settore sono prossimi al pensionamento. Quali criteri ispireranno le nuove nomine?
Certo rimpiazzare i dipendenti che vanno in pensione è un problema che riguarda tutta l’azienda ma che rappresenta un’ opportunità  per migliorare la qualità delle risorse umane, farle crescere, e dare una risposta anche sociale sotto il profilo occupazionale. Negli ultimi tre anni sono stati assunte 40 unità e altrettante ne sono previste nei prossimi tre, con selezione di evidenza pubblica, con criteri di trasparenza e di merito. E’ in corso la selezione di tre ingegneri che gradualmente assumeranno la responsabilità dei vari settori di attività.

C’è molto nervosismo nell’opinione pubblica per l’ampliamento della discarica consortile…
Per quanto riguarda il trattamento, la lavorazione e lo smaltimento dei rifiuti deciderà la Regione e l’ATO. La LMS è impegnata ad estendere la raccolta differenziata in tutto il territorio di sua competenza con l’obiettivo di raggiungere a breve il 60%; poi si pone il problema, insito in qualsiasi modalità di trattamento, di smaltire i residui detti sovvalli. Un problema quest’ultimo che andrebbe affrontato con serietà e lungimiranza lasciando da parte demagogia e interessi di parte.
Qualche anno fa Lms acquistò un terreno in Via delle Terme da destinare a sede aziendale. Non se n’è fatto nulla. Potrebbe diventare un’isola ecologica?
LMS aveva acquistato un suolo di ben 30.000 mq e aveva realizzato il progetto della nuova sede. La cosa non si è poi concretizzata per diversi motivi, ma come si dice non tutti i mali vengono per nuocere. Oggi si sta concretizzando un’altra opportunità molto valida a contrada Rotoli in quello che doveva essere il mercato ortofrutticolo all’ ingrosso, e va bene cosi. E’ una opportunità non solo per la società ma per utilizzare un’opera che altrimenti sarebbe destinata a svanire.
Tra i servizi pubblici quali ritiene da incentivare per il rilancio dell’azienda?
Tutti i servizi nei quali la società opera sono importanti e impattano con il miglioramento della qualità della vita dei Lametini. La missione della società è quella di coniugare quest’ultimo aspetto con l’economicità. Non è una questione di ordine quantitativo anche se è pur vero che fare di tutto per tappare buchi non è la migliore delle strategie. Su queste questioni decidono gli azionisti e, pertanto, come si dice la politica.

In previsione degli ambiti territoriali, servizio idrico e rifiuti, (Ato ed Aro), è possibile che Lms si scinda?
Non c’è alcuna minaccia per la società per quanto riguarda l’istituzione degli ambiti, intanto perché le realtà esistenti saranno salvaguardate e soprattutto si creeranno delle opportunità legate alla gestione dei sotto ambiti. Un altro valido motivo per cui la società dovrà trovarsi pronta, tenuto conto che ha delle peculiarità uniche nel panorama regionale.
La Lms allo stato opera la raccolta rifiuti per gli aderenti alla Spa. Potrebbe potenziare i suoi servizi anche per l’idrico e divenire un ambito per il versante tirrenico?
La società è stata aperta ai 26 comuni del comprensorio lametino ancora oggi soci con la prospettiva di aggregare, fare massa critica, conseguire economie di scala, accrescere in generale il potere contrattuale. Così hanno avuto inizio le grandi realtà che al centro nord oggi gestiscono i servizi pubblici. E’ una questione sulla quale sarebbe troppo lungo soffermarsi, per adesso c’è un arretramento e difficilmente queste cose si realizzeranno solo per legge.
A quando il trasferimento di Lms in contrada Rotoli?
Come dicevo la volontà di tutti è quella di trasferirsi a contrada Rotoli. Il suolo di proprietà, come previsto dal piano di concordato, verrà alienato per far fronte agli obblighi assunti. Per quanto riguarda le relazioni con il pubblico ci sarà una postazione ubicata in modo tale da evitare qualsiasi disagio agli utenti.