NO ALLA TERZA DISCARICA LAMETINA
Serrato confronto tra i sindaci dei comuni di Maida, Jacurso ed Italia Nostra. Mascaro difende la sua posizione di riaprire le discariche esistenti e di realizzarne una terza.  Ampia disapprovazione dei rappresentanti delle associazioni ed organizzazioni sociali.

I sindaci di Maida e Jacurso ci hanno provato. Con lungimiranza hanno organizzato quel confronto tra tutti i Sindaci del lametino e le organizzazioni ambientaliste, culturali e produttive (ora riunitesi nella Rete Civica No Discariche), che il Sindaco di Lamezia avrebbe dovuto avere prima di dare il suo incondizionato assenso alla ordinanza della Santelli che vuol riaprire le due vecchie discariche di località Stretto e costruirvene una terza, il tutto per oltre 800.000 metri cubi di rifiuti provenienti da ogni dove.
Presenti pochi Sindaci, tra cui Mascaro, ma intervenute in massa le associazioni di Rete Civica, dopo l’introduzione dei Sindaci di Jacurso e Maida che hanno auspicato una sintesi unitaria, il confronto è stato franco e deciso.
Il Sindaco di Lamezia ha rivendicato da un lato d’aver in pochi mesi portato la raccolta differenziata dal 30% al 50%, ma dall’altro la volontà di andare incontro all’emergenza manifestatasi di nuovo nelle città di Reggio, Crotone, Cosenza e Vibo consentendo di riaprire a Lamezia le due discariche e di farne una terza. Si è anche detto sicuro che tutti questi nuovi rifiuti saranno trattati e che la parte che finirà in discarica non sarà causa di alcun problema ambientale o danno alla salute dei cittadini. Ha detto di voler essere il Sindaco del fare e di non voler inseguire battaglie di retroguardia sul no ad ogni costo, convinto di rappresentare così il volere democratico dei cittadini.
Ha aperto il fuoco di fila Panedigrano per Italia Nostra, ricordando a Mascaro che la democrazia esige il confronto prima che decisioni così importanti e gravi siano assunte, che questa sua scelta è in contrasto con quanto ha affermato lo stesso Assessore Regionale all’Ambiente che ha definito “criminale” tener aperte le discariche a Lamezia, che il lametino già sopporta pesi ambientali enormi, che la Regione, la città e tutto il comprensorio devono scegliere se la piana deve essere Distretto Agroalimentare di Qualità, Distretto del Cibo, Distretto del vino e dell’olio doc e dop oppure Distretto dei rifiuti, che è certificata dall’Isis la relazione tra inquinamento ambientale e diffusione dei tumori, che Mascaro dopo aver inserito nel suo programma l’obiettivo zero discariche ora, in contrasto con la normativa europea, nazionale e regionale che impone di smaltire i rifiuti negli ATO in cui sono prodotti, acconsentendo ad accogliere ulteriori rifiuti da tutta la regione mette a repentaglio la salute dei cittadini.
Ne è seguita una sfilza di interventi delle associazioni ed organizzazioni sociali presenti all’incontro che non hanno lesinato a Mascaro e alla Regione i tanti e variegati motivi del loro no alle discariche e della richiesta di bonifica di quelle esistente e di istituzione del Registro Tumori quale strumento per monitorare lo stato di salute dei cittadini che vivono vicino a discariche, impianti di lavorazione dei rifiuti e depuratore fognario.
Infilarsi in un tunnel  oscuro nel quale si sa come si entra ma non come si esce.
Sicuramente vi sarà un aumento di tumori delle vie respiratorie, del sangue, del digerente oltre ad un aumento di malformazioni fetali, di morti perinatali, di patologie tumorali nella prima infanzia.
E’ stato questo il primo commento del dott. Sebastiano Sofi.