LA POESIA DEL SACRO DI DON GIULIO FAZIO
Tre le raccolte di liriche in dialetto feroletano che evidenziano una religiosità poco dogmatica e vicina ai problemi della gente comune

Don Giulio Fazio (1940-1999) apparteneva alla generazione di don Pasquale Luzzo e don Vittorio Dattilo, vicini per sensibilità e impegno sociale a don Saverio Gatti. Era la prima generazione di sacerdoti postconciliari e questo fu determinante nel loro apostolato.  Piccolissimo, era rimasto orfano di padre quando Beniamino Fazio, militare, annegò in mare il 28 febbraio del 1942, mentre tornava da… Leggi tutto » LA POESIA DEL SACRO DI DON GIULIO FAZIO
Tre le raccolte di liriche in dialetto feroletano che evidenziano una religiosità poco dogmatica e vicina ai problemi della gente comune

LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

Quando vedo in tv Bersani – ogni quindici giorni Floris gli concede una conferenza stampa di 90 minuti – o de Magistris riabilitato da Giletti ogni santa domenica, mi rendo conto del cul de sac in cui la vecchia sinistra novecentesca è finita. Come questi due scienziati anche l’intera Ditta massimalista italica si è convinta che bisogna dare in eterno… Leggi tutto » LA SINISTRA TRA VACCINI INSPERATI E IL SOLITO COMPLOTTISMO
Stanno succedendo cose strabilianti che segneranno l’umanità. Come ha scritto lo scienziato Guido Tonelli “In un tempo irrisorio, se si considera la complessità dell’impresa, si sono messi a punto una decina di vaccini che vengono attualmente prodotti in miliardi di dosi e distribuiti in tutto il mondo”. Senza vergogna, però, la sinistra massimalista ha messo, affiancando i No-vax, Big Pharma sul banco degli imputati. Ecco perché alla grande stampa e ai grandi politici ex comunisti non interessa per nulla la prefazione di Gratteri al libro complottista sul Covid-19.

IL GOVERNO DRAGHI, OSSIA IL REDDE RATIONEM DELLA POLITICA ITALIANA
Riflessioni sulle riposte speranze ed i solenni fastigi irradiati dalla grande impresa draghiana

   Con scatto decisamente tardivo e cionondimeno puntuale rispetto alla stagnante oblivione medioitalica, strappo dal mio taccuino di dannato queste esigue notazioni sulle riposte speranze e i solenni fastigi irradiati dalla grande impresa draghiana.    Pare ieri l’anno in cui, steso ormai il tappeto rosso alla giunta militar finanziaria di Monti e degli altri liquidatori della finanza internazionale, le maggiori testate invocavano… Leggi tutto » IL GOVERNO DRAGHI, OSSIA IL REDDE RATIONEM DELLA POLITICA ITALIANA
Riflessioni sulle riposte speranze ed i solenni fastigi irradiati dalla grande impresa draghiana

CONTINUANO LE MANOVRE PER TENERE L’OSPEDALE LAMETINO FUORI DAL MEGA HUB SANITARIO
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le due leggi che regolamentavano l’integrazione delle due aziende ospedaliere del capoluogo di regione.

Da parte dei componenti il Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, riceviamo e pubblichiamo: “Continua senza ritegno l’attivismo del Sindaco di Catanzaro sulle maggiori tematiche economico-sociali decisive per la città di Lamezia. E come al solito si tratta di un pressing niente affatto disinteressato. Ora è il turno del destino del nostro ospedale in seguito alla sentenza della Corte Costituzione… Leggi tutto » CONTINUANO LE MANOVRE PER TENERE L’OSPEDALE LAMETINO FUORI DAL MEGA HUB SANITARIO
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le due leggi che regolamentavano l’integrazione delle due aziende ospedaliere del capoluogo di regione.

COME VIVONO 4 ITALIANI SU DIECI SE SONO INVISIBILI?
Abbiamo un esercito di riserva composto da oltre 15 milioni di persone tra i quali una folta schiera di giovani disoccupati o che non studiano o non lavorano.

In Italia abbiamo una popolazione in età di lavoro (età 20-64 anni) pari a 35.861.000 persone. Sommando anche i giovani che hanno abbandonato la scuola arriviamo a 37 milioni. Poichè l’età di pensionamento è di 67 anni, quasi un milione di pensionati lavora ancora. Quindi abbiamo 38 milioni di potenziali occupabili. A fine 2018 gli occupati totali erano 23.215.000. Possiamo… Leggi tutto » COME VIVONO 4 ITALIANI SU DIECI SE SONO INVISIBILI?
Abbiamo un esercito di riserva composto da oltre 15 milioni di persone tra i quali una folta schiera di giovani disoccupati o che non studiano o non lavorano.

QUEL CHE IL BIPOPULISMO PERFETTO NON INTENDE VEDERE
L’Italia spiegata con i numeri e non con le chiacchiere

Il 55 per cento degli italiani in base alle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 6 anni non paga imposte o ne paga poche e insufficienti per sostenere almeno la propria spesa sanitaria. Fateci caso, tutti i politici, di destra e di sinistra, per capirci Salvini e Bersani, quando parlano degli evasori si trovano d’accordo su un unico concetto: certo che… Leggi tutto » QUEL CHE IL BIPOPULISMO PERFETTO NON INTENDE VEDERE
L’Italia spiegata con i numeri e non con le chiacchiere

DIMINUITA DEL 70% L’ATTIVITA’ DI ROUTINE DELL’OSPEDALE LAMETINO
Inspiegabile il silenzio dell’Asp di Cz sull’offerta di Ambulatorio solidale Prima gli Ultimi di partecipare  gratuitamente con la sua equipe di medici ed infermieri alla campagna vaccinale in affanno

E’ vero, un po’ dappertutto è così. L’emergenza Covid costringe a trascurare e rinviare alcuni servizi ospedalieri non urgenti. Ma ci chiediamo se quanto sta avvenendo nell’ospedale di Lamezia rientra nella media italiana o quantomeno calabrese o se rinvii e ritardi sono più accentuati, tanto da mettere a rischio la tenuta stessa del nostro servizio ospedaliero. Certo, va riconosciuto ed… Leggi tutto » DIMINUITA DEL 70% L’ATTIVITA’ DI ROUTINE DELL’OSPEDALE LAMETINO
Inspiegabile il silenzio dell’Asp di Cz sull’offerta di Ambulatorio solidale Prima gli Ultimi di partecipare  gratuitamente con la sua equipe di medici ed infermieri alla campagna vaccinale in affanno

LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

Mentre stavo leggendo il libro di Gianni Speranza (Una storia fuori dal Comune, Rubbettino, 2021) mi ha molto interessato un articolo di Boeri e Perotti su Repubblica. I due economisti scrivono “A leggere il Pnnr sembrerebbe che tutti i problemi della Pubblica amministrazione siano nella mancata digitalizzazione. La vera riforma della PA consiste nello scegliere bene i suoi dirigenti, fissare… Leggi tutto » LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA
Un sindaco non ha potere, può solo tenere aperta la porta del Comune. Ed è sempre solo. “La vita di una comunità come quella di Lamezia è molto più ricca della presenza della mafia. L’amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso”, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che resterà negli anni per la sincerità e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell’amministrazione quotidiana. L’intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.

COME IL SUD È PASSATO DAL TURISMO AI TURISMI
Idee, proposte e progetti emersi in 40 anni di politiche turistiche nel Mezzogiorno. Una disamina di Costantino Fittante che mette a fuoco errori pervicaci e proposte illuminanti.

Un saggio di Costantino Fittante ripercorre idee, proposte e progetti emersi in quarant’anni di politiche turistiche della sinistra nel Mezzogiorno. Un “Rapporto Turismo” lungo quattro decenni, una vera e propria radiografia che scandaglia in profondità problematiche e slanci positivi. Mette in luce errori pervicaci e proposte illuminanti, svela lucidamente acute valutazioni critiche ma anche molte illusioni venate di ingenuità e… Leggi tutto » COME IL SUD È PASSATO DAL TURISMO AI TURISMI
Idee, proposte e progetti emersi in 40 anni di politiche turistiche nel Mezzogiorno. Una disamina di Costantino Fittante che mette a fuoco errori pervicaci e proposte illuminanti.

IN CALABRIA ANCHE I VACCINI SONO CAUSA DI DISEGUAGLIANZA E DISPARITA’
Innescata la solita lotta tra soggetti deboli ed enti che non fanno il loro dovere. I media di stamane pubblicano titoloni per niente rassicuranti sulla gestione dei vaccini nella nostra regione. Parrebbe - a dire dell’Asp - che Cosenza li abbia finiti dopo aver appena iniziato la vaccinazione degli over 80enni. Se, però, si va sul portale del Governo dedicato alla vaccinazione si apprende che in Calabria sono state inoculate 119.224 mila dosi a fronte delle 193.580 mila a disposizione. Pur dando esistenti il 30% delle dosi conservate per il richiamo, mancano all’appello 38.000 preziosi flacconcini sui quali, allo stato, nessuno sa dare indicazioni. Non si sta qui a soffiare sul fuoco ed a formulare ipotesi assurde, però una considerazione è d’obbligo farla: è possibile che in tema di sanità, ieri come oggi, i preposti alla bisogna siano così sprovveduti da non sapere che, aritmeticamente, due più due fanno quattro, tranne che non ci siano incognite inespresse. Intanto ecco quanto scrive la commissaria del Psi lametino.

I vaccini avrebbero dovuto rappresentare la luce in fondo al tunnel, invece, in una Regione come la nostra, rischiano  di diventare l’ennesima causa di diseguaglianza e disparità di trattamento, innescando la solita lotta impari tra soggetti deboli ed Enti che non fanno il loro dovere. È veramente vergognoso dover prendere carta e penna e denunciare pubblicamente la lesione del sacrosanto… Leggi tutto » IN CALABRIA ANCHE I VACCINI SONO CAUSA DI DISEGUAGLIANZA E DISPARITA’
Innescata la solita lotta tra soggetti deboli ed enti che non fanno il loro dovere. I media di stamane pubblicano titoloni per niente rassicuranti sulla gestione dei vaccini nella nostra regione. Parrebbe – a dire dell’Asp – che Cosenza li abbia finiti dopo aver appena iniziato la vaccinazione degli over 80enni. Se, però, si va sul portale del Governo dedicato alla vaccinazione si apprende che in Calabria sono state inoculate 119.224 mila dosi a fronte delle 193.580 mila a disposizione. Pur dando esistenti il 30% delle dosi conservate per il richiamo, mancano all’appello 38.000 preziosi flacconcini sui quali, allo stato, nessuno sa dare indicazioni. Non si sta qui a soffiare sul fuoco ed a formulare ipotesi assurde, però una considerazione è d’obbligo farla: è possibile che in tema di sanità, ieri come oggi, i preposti alla bisogna siano così sprovveduti da non sapere che, aritmeticamente, due più due fanno quattro, tranne che non ci siano incognite inespresse. Intanto ecco quanto scrive la commissaria del Psi lametino.

SE LA CALABRIA FOSSE UNA IMPRESA TURISTICA, PIÙ O MENO COME LA LIGURIA…
Per amministrare la Regione continuiamo ad affidarci ad un personale politico che non ha le competenze necessarie per puntare su un solo settore, il turismo. Con la sanità abbiamo esaurito i pozzi, per vaccinare non abbiamo nessuno che sappia cosa sia la logistica. Per tutto il resto noi non abbiamo bisogno di reclamizzare e raccontare le nostre bellezze, ma di fare della Regione un’impresa che invece di dare le mance ai soliti noti e di scendere a patti con la ‘ndrangheta, punti decisamente sul turismo, come fa più o meno la Liguria.

Un mio amico mi dice che questa estate ha scoperto la meraviglia del fiume Lao, che lo ha percorso in gommone ed è stato spettacolare. A settembre 2020 una turista dopo aver visitato la grotta del Romito a Papasidero scrive su Tripadvisor: “Consiglio a quanti soggiornano in questa parte della Calabria di abbandonare per un giorno la tranquillità della spiaggia e di fare una gita in questo luogo meraviglioso. Risalente a 12.000-14.000 anni fa qui sono, su di un grande masso liscio, incisioni rupestri di una qualità assolutamente meravigliosa. L’immagine di un “bos primigenius” ritratto con tutti i particolari e gli attributi del caso.
Un’opera meravigliosa che testimonia le abilità pratiche ma al contempo anche una notevole qualità intellettiva dei primi uomini che abitavano questa zona. Ingresso al sito:4 euro. C’è anche un piccolo museo che testimonia degli scavi e brevi note sull’evoluzione umana. NOTA = l’abbigliamento non richiede accorgimenti particolari, bastano un paio di comode scarpe!”. Cose analoghe potrei dire per le Valli Cupe di Sersale, Il Pollino, l’Aspromonte (si veda Montagne di Calabria di Francesco Bevilacqua, Rubbettino), così come un semplice sguardo all’Atlante dei Beni Culturali della Calabria con la sola ubicazione dei siti archeologici ti fa capire quali tesori sono sparsi per tutta la Regione.

IL CONFERIMENTO DELLA LIGEA AL PERSONAGGIO DELL’ANNO HA RISVEGLIATO L’AMOR PROPRIO DEI LAMETINI
Ha avuto luogo, come programmato, l’evento mediatico relativo alla consegna di una targa ricordo al lametino Personaggio dell’anno da poco trascorso. Come è noto il riconoscimento, consistente in una scultura in bronzo, opera unica del lametino Franco Cimino, è andato all’avv. Gennaro Masi, presidente della Fondazione Terina, società in house della Regione Calabria, per avere sanato i bilanci aziendali, da tempo immemore sempre in profondo rosso, in solo tre anni di sana e avveduta gestione. Poiché le richieste di intervento erano considerevoli il Comitato “Lamezia 4 gennaio”, è stato costretto a rinunciare all’apporto del pubblico iscritto a partecipare, per consentire ai relatori designati di svolgere la propria relazione. Per tal motivo essi hanno deciso di ritrasmettere il webinar anche su You Tube per cui vi indichiamo il link sul quale cliccare per prenderne nota e riformulare le domande ed avere risposta.

Non è mia intenzione fare un excursus dietrologico sulla travagliata storia della città di Lamezia Terme. Questo è un compito che lascio agli storici ed alla loro analisi rigorosa degli accadimenti, pur avendone, io stesso da cronista, ampiamente scritto ieri come oggi.
Ciò, però, non mi esime dal fatto che per trattare l’argomento a me assegnato debba fare qualche riferimento alla salomonica decisione che sancì Catanzaro capoluogo di Regione e sede della giunta e Reggio Calabria sede del consiglio regionale, perché è da qui che ha inizio la storia infinita di Lamezia Terme, la più grande fiction messa mai in scena. Attori principali Mancini, Misasi, Antoniozzi, Vincelli accompagnati dallo stuolo dei locali vassalli e valvassori.
Ricordare ciò non è, pertanto dietrologia, bensì rimarcare quanto le risse scatenate dal bieco campanilismo e dalla mollizia governativa – incline al compromesso, al quieto vivere ed al volemese bene – abbiano nociuto allo sviluppo dell’intera regione costituendo, di contro, linfa vitale per la rigogliosa crescita degli egoismi paesani, in una guerra tra poveri, purtroppo ancora in atto.
In questo mare procelloso la città lametina, principessa sul pisello, là era e là è rimasta in trepida attesa del principe azzurro che la impalmasse, ma sic stantibus rebus, non è azzardato ipotizzare un acido zitellaggio.

CONSEGNA LIGEA AL PERSONAGGIO LAMETINO DELL’ANNO 2020
Il riconoscimento istituito dal Comitato 4 gennaio per la ricorrenza della costituzione della Città di Lamezia Terme

Sabato 27 febbraio p.v. alle ore 17.30 avrà luogo la consegna della Ligea in bronzo –  opera originale dello scultore Franco Cimino – al Personaggio Lametino dell’anno 2020, individuato nell’ avv. Gennaro Masi, Presidente della Fondazione Terina, per gli alti meriti conseguiti nella gestione e rilancio della fondazione in house che nell’arco di un triennio ha raggiunto il pareggio di… Leggi tutto » CONSEGNA LIGEA AL PERSONAGGIO LAMETINO DELL’ANNO 2020
Il riconoscimento istituito dal Comitato 4 gennaio per la ricorrenza della costituzione della Città di Lamezia Terme

IN DEMOCRAZIA C’E’ POSTO PER TUTTI, SAGGI E GONZI.
Ma non si può buttare la croce addosso agli altri, vestire panni sacrificali senza guardare prima dentro noi stessi. L’ Homo Lametinus ed il compiacimento narcisistico della propria persona

Sicuramente andrei al di là delle mie conoscenze se, colto da raptus, mi accingessi a scrivere un pistolotto sulla comparsa dell’homo sulla terra. Mi limito, pertanto, senza tema di sbagliare, ad affermare che il primate è l’uomo di Neanderthal, affine all’homo sapiens, che visse nel periodo paleolitico medio. Il fatto poi che dei neanderthaliani siano stati ritrovati resti anche in… Leggi tutto » IN DEMOCRAZIA C’E’ POSTO PER TUTTI, SAGGI E GONZI.
Ma non si può buttare la croce addosso agli altri, vestire panni sacrificali senza guardare prima dentro noi stessi. L’ Homo Lametinus ed il compiacimento narcisistico della propria persona

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria?  Perchè la politica consociativa è semplice ma sbagliata, quella riformista invece ti costringe a studiare a fondo i problemi per trovare la soluzione giusta e non quella conveniente. Solo ora nel 2021 con i vaccini cominciamo a capire che la politica non può essere circoscritta al sistema dei partiti ma neanche affidata a sprovveduti

Istruttivo fu il dibattito dentro il Pci successivo ai moti dell’Aquila del 1971. Aprì le ostilità il vecchio Longo, osservando amareggiato che «c’è molta gente che è insofferente verso quelli che comandano, tra cui mette anche noi»; altri presero malinconicamente atto che «siamo confusi nel mucchio» (Alinovi), o che «c’è la tendenza al Sud a dire: i comunisti sono come gli altri» (Minucci); e altri ancora annotarono – a più riprese – che al Sud si diffonde la tendenza a dire «facciamo come a Reggio», di fronte all’inefficacia della lotta sindacale e politica per le riforme (Romeo e altri).
Nel caso di Lamezia “l’università subito al posto giusto” altro non era che l’ennesimo privilegiamento degli accordi di vertice. Non a caso Pajetta – ancora in relazione al disastro dell’Aquila – disse:  «si crede che basti mettersi d’accordo con i Dc e il Psi per risolvere tutto».

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università subito al posto giusto». Alla domanda (scusa, ma qual è il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni più grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 12 febbraio 2021 Seconda parte La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
La disputa con Cosenza e Mancini sull’ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: «L’università subito al posto giusto». Alla domanda (scusa, ma qual è il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni più grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta    /  politica   / 11 febbraio 2021 Prima parte Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta… Leggi tutto » 1968: LA LEZIONE DELL’UNIVERSITA’ PRESTO E AL POSTO GIUSTO
Richiamando alla mente la disputa che si svolse a partire dal 1968 tra Cosenza e Lamezia Terme per la sede dell’Ateneo della Calabria, e la rivolta di Reggio Calabria del 1970, vorrei occuparmi in tre articoli della fitta trama di “istanze di natura territoriale” che la Calabria ha conosciuto. Perchè il Pci sacrificò in quel frangente Lamezia e preferì Giacomo Mancini? E perchè Catanzaro non ha mai accettato di costituire con Lamezia l’area centrale della Calabria, magari lasciando la Regione ai reggini e puntando sul campus universitario nella piana? Tutto cominciò con le Regioni, con l’autostrada al posto sbagliato che Mancini volle tutta per sè e per quell’Università presto e al posto giusto che i comunisti si rifiutarono di definire quale fosse.

LE TRE MOSSE VINCENTI DI MATTEO RENZI
La mossa del cavallo, quella del mulo e l’ultima dell’asino

La prima mossa di Matteo Renzi, quella del cavallo, consistette nel consentire la nascita del governo Conte-bis dopo le dimissioni-suicidio di Salvini che, nel mese di agosto del 2019, reduce dal Papeete, mise in crisi il governo Conte-one di cui era ministro degli interni. Nessuno si sarebbe aspettato che il leader di Italia Viva, cancellando di botto anni ed anni… Leggi tutto » LE TRE MOSSE VINCENTI DI MATTEO RENZI
La mossa del cavallo, quella del mulo e l’ultima dell’asino

LAMEZIA TERME: CINQUANTATRÈ ANNI, TRA STORIA E CRONACA.
Il ruolo dell’avvocato Arturo Perugini e quello del Vescovo della diocesi di Nicastro, mons. Renato Luisi

Seconda parte Mons. Renato Luisi arrivò a Nicastro, nel giugno del 1963, dalla diocesi di Bovino che fa parte, oggi, dell’odierna arcidiocesi Foggia-Bovino nata nel 1986 dall’unione di due precedenti sedi episcopali: quella di Bovino, attestata dal X secolo, e quella di Foggia, istituita il 25 giugno 1855. Egli fu l’ultimo vescovo residenziale della secolare diocesi bovinese. Incerta e scarsamente… Leggi tutto » LAMEZIA TERME: CINQUANTATRÈ ANNI, TRA STORIA E CRONACA.
Il ruolo dell’avvocato Arturo Perugini e quello del Vescovo della diocesi di Nicastro, mons. Renato Luisi

CONSIDERAZIONI SUGLI EFFETTI CONSEGUENTI ALLA VISIONE DEI TALK SHOW TV
Dalla trasmissione delle ultime puntate di “Di Martedi” e “Porta a Porta”

Sera di martedi 2 febbraio, in considerazione dell’importanza degli accadimenti politici  succedutisi nella giornata, mi sono collegato con due trasmissioni televisive; prima a “Di Martedi” condotto da Giovanni Floris iniziata alle 21:15 e, successivamente, a “Porta a Porta” di Bruno Vespa, iniziata alle 23:05. Il dispiegamento di personaggi del giornalismo, cartaceo ed on-line”, presenti a “Di Martedi” è stato imponente… Leggi tutto » CONSIDERAZIONI SUGLI EFFETTI CONSEGUENTI ALLA VISIONE DEI TALK SHOW TV
Dalla trasmissione delle ultime puntate di “Di Martedi” e “Porta a Porta”

Da Livorno a Davos: un fallimentare iter politico
E’ giusto trarre le somme in questi giorni di riposata ricorrenza ed interrogarsi su cosa rimanga del fronte politico che faceva capo alla sinistra e della magnifica strada che era la via italiana al socialismo

In questi giorni in cui si è celebrato nella città di Livorno,  e più nella coscienza catacombale degli ultimi sopravvissuti, il centenario del glorioso PCI (dico proprio glorioso, pur consapevole di tutte le sue late pecche e delle sue paranoie progressiste) in questi giorni di riposata ricorrenza, così favorevoli al bilancio, è ben giusto trarre le somme e interrogarsi su… Leggi tutto » Da Livorno a Davos: un fallimentare iter politico
E’ giusto trarre le somme in questi giorni di riposata ricorrenza ed interrogarsi su cosa rimanga del fronte politico che faceva capo alla sinistra e della magnifica strada che era la via italiana al socialismo

MA LA CALABRIA E’ PROPRIO IRRECUPERABILE?
Non è solo ‘ndrangheta, corruzione, degrado ed intrigo. Ci sono tante forze sane ma silenti e chiuse nei loro interessi individuali

Corrado Augias ha peccato di eccessiva semplificazione nell’esprimere il suo giudizio sulla Calabria. Nell’intervista al TGR ha argomentato e citato esempi che sono alla base del suo convincimento. Rispetto a quanto sostiene il giornalista – scrittore, non si può fare “spallucce”, osservare silenzio e indifferenza o rispondere con acritica difesa della regione. Bisogna entrare nel merito partendo dalle attuali condizioni… Leggi tutto » MA LA CALABRIA E’ PROPRIO IRRECUPERABILE?
Non è solo ‘ndrangheta, corruzione, degrado ed intrigo. Ci sono tante forze sane ma silenti e chiuse nei loro interessi individuali

GIOVANNA VITALE, IL CITTADINO ILLUSTRE
Piccolo ritratto della giornalista lametina di Repubblica, nata il 21 luglio dell’anno in cui pensavamo che la fantasia potesse andare al potere.

Giovanna Vitale, giornalista di Repubblica, è professionista dal 1997 ed è nata il 21 luglio, come Beppe Grillo (segno zodiacale Cancro). Per chi crede agli oroscopi, hanno un buon senso pratico e un forte desiderio di dare opinioni sempre molto contrarie a quelle degli altri individui, attirandosi così antipatie e gelosie oltre che invidie. Sono destinati ad essere leader però… Leggi tutto » GIOVANNA VITALE, IL CITTADINO ILLUSTRE
Piccolo ritratto della giornalista lametina di Repubblica, nata il 21 luglio dell’anno in cui pensavamo che la fantasia potesse andare al potere.

E’ LA SOLITA SOLFA: NIENTE DI NUOVO E NULLA DI FATTO NEGLI “ASSEMBRAMENTI” DEI PARTITI LAMETINI
Destra e sinistra annaspano mentre restano irrisolti i problemi strutturali della città e non si intravede alcun segnale foriero del suo sviluppo economico

Negli ultimi giorni dello scorso dicembre, i “partiti” lametini si sono riuniti in ”assembramenti” congiunti. Lo hanno fatto per primi quelli del centro-destra che alla fine hanno emesso un comunicato in cui non avanzano alcuna proposta in relazione al miglioramento delle condizioni della città. Ciò fa pensare che siano stati insieme per scambiarsi gli auguri natalizi e di buon anno… Leggi tutto » E’ LA SOLITA SOLFA: NIENTE DI NUOVO E NULLA DI FATTO NEGLI “ASSEMBRAMENTI” DEI PARTITI LAMETINI
Destra e sinistra annaspano mentre restano irrisolti i problemi strutturali della città e non si intravede alcun segnale foriero del suo sviluppo economico

MI CHIAMO LETIZIA DI NOME NON DI FATTO
Le esternazioni della Moratti su vaccini anti covid e pil che hanno scatenato la bufera su buona parte della penisola.

Pensavo che Letizia Brichetto Arnaboldi, maritata Moratti, si fosse ritirata, in buon ordine, a vita privata considerati gli insuccessi conseguiti sia come manager sia come politic leader. Sbagliavo, come mi capita spesso, quando si tratta di persone orbitanti nella sfera del jet society nazionale ed internazionale. Si fosse trattato ad esempio di un’anonima Letizia Bianchi, ella ad oggi sarebbe stata… Leggi tutto » MI CHIAMO LETIZIA DI NOME NON DI FATTO
Le esternazioni della Moratti su vaccini anti covid e pil che hanno scatenato la bufera su buona parte della penisola.