SANITA’: RIMEMBRANZE E FACILI OTTIMISMI
Ma la realtà lametina non si coniuga con il futuro

Qualche giorno fa, lo apprendo da un comunicato stampa, un lungo, approfondito e proficuo incontro è avvenuto tra il Prefetto Latella, il direttore sanitario del Presidio Gallucci, il direttore sanitario dell’Asp Lazzaro, il direttore amministrativo Marchitelli, l’ing Lucia e, per il comune lametino, il sindaco Mascaro, accompagnato dal presidente della terza commissione, avv. Nicotera, e dall’assessore alla sanità dott. Gianfranco Luzzo.
Oggetto dell’incontro le carenti condizioni del nosocomio lametino che tal non è più.
Provo a condensare un’ora e mezza di parole – destinate ai posteri, immagino con reciproca soddisfazione, delle parti  – che la situazione sanitaria lametina non è assolutamente preoccupante, anzi in itinere tornerà alla normalità.
L’Asp Cz – Lamezia ha rassicurato che a breve saranno disponibili cinque posti letto in oncologia; in tempi brevi si procederà alla conclusione del concorso per riattivare il servizio di neuropsichiatria infantile; assicurata la piena operatività degli ambulatori specialistici nel rispetto delle stringenti norme Covid;  grande attenzione sarà destinata ai reparti di Neurologia e Cardiologia; l’asp sta portando avanti l’attivazione di cinque posti letto al Centro Protesi Inail; ammodernamento e messa in sicurezza del blocco operatorio; presidio ospedaliero lametino identificato come ospedale da campo regionale in caso di eventi calamitosi e pandemie; una nuova palazzina ospiterà un appendice del pronto soccorso con 12 posti letto di cui sei di terapia intensiva e sei di subintensiva; previsti investimenti in macchinar e tra questi una nuova tac¸ confermata la necessità che la Neurogenetica resti radicata nel territorio lametino; ampia rassicurazione che il documento redatto dalla terza commissione consiliare, approvato dal consiglio comunale lametino, sarà tenuto nella più stretta considerazione in sede di prossima stesura del piano aziendale.
Tornarono, i nostri, gaudenti e felici ed a mò della vispa Teresa gridaron l’ho presa, l’ho presa…la farfalletta!
Non per fare il Bastian contrario ad ogni costo, però non mi sento né di esultare né di condividere facili ottimismi: servivano chiarimenti sulle condizioni attuali della sanità lametina e questi sono rimasti appesi al chiodo.   
L’unico impegno preso sembrerebbe essere l’identificazione del nostro presidio sanitario come ospedale regionale da campo in caso di eventi calamitosi o epidemie.
Però nel mio disordinato archivio trovo che l’ospedale lametino, in una ricerca del Ministero della Salute, era stato già indicato come la struttura più idonea da utilizzare in caso di terremoti o altre calamità. Gli esiti di quella ricerca furono oggetto, nel 2006, di un convegno tenuto a Lamezia, perché aveva la struttura ospedaliera più adeguata per gli spazi, interni ed esterni, nonché di facile accessibilità.
Quell’ospedale aveva 366 posti letto: al piano terra pronto soccorso, rianimazione, tac, radiologia, laboratorio analisi, centro trasfusionale e dialisi.
Al primo piano, servizi ed otto sale operatorie. Al secondo piano chirurgia generale, chirurgia plastica, chirurgia vascolare, ortopedia.
Pediatria, terapia intensiva neonatale, ginecologia ed ostetricia al terzo piano; medicina, malattie infettive, otorino, oculistica, urologia al quarto piano.
Oggi quell’ospedale è stato disarticolato: è rimasto qualche reparto con primario, manca la specialistica e manca perfino il centro trasfusionale ed il reparto di malattie infettive.
Esulta brava gente lametina, perché dopo quattordici anni ti viene propinata la stessa solfa condita con una salsina diversa. E nell’ attesa, anche per un semplice elettrocardiogramma, mettiti in lista d’attesa previo accordo con San Pietro che ti conceda…una lunga proroga.
Vogliamo parlare del grande bluff del Centro Protesi dopo il primo anno di attività? Ve ne parlerò la prossima volta.
Intanto mi piace sottolineare che i nostri rappresentanti non hanno chiesto nemmeno dove sono finite o come sono state impiegate le risorse economiche destinate in questi anni all’ospedale lametino.