UN MANAGER ALLA GUIDA DELLA SACAL
La politica si è forse riconciliata con la meritocrazia e le competenze

Come usavano fare i comunisti nelle loro relazioni, cominciamo dalla situazione internazionale. Qual è l’elemento che accomuna tutti i populisti del mondo di qualsiasi paese e colore, da Trump a Bolsonaro, da Boris Johnson a Di Maio? Oggi lo sappiamo , l’odio per gli esperti (alla Antony Fauci).
Passiamo adesso all’Italia. Il nostro Di Maio, per dire, ha incontrato un esperto, Draghi. Il suo commento, ormai consacrato nella storia patria, è stato: “Mi ha fatto un’ottima impressione”. Che è l’identico commento fatto dal padre quando Di Maio gli ha portato a casa la fidanzata.
Ora scendiamo al versante calabrese-lametino. Giulio De Metrio è il nuovo presidente della Sacal, la società che gestisce gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone. Indicato dalla Regione Calabria è stato eletto all’unanimità dal Consiglio di amministrazione.
Alla Santelli va dato atto di aver scelto uno che ha il “know-how”. Comune di Catanzaro e Camera di commercio, invece, hanno puntato sul nome di Daniele Rossi presidente della Camera di commercio forse perchè qualche volo in aereo lo fa.
Il socio di maggioranza relativa, il nostro Comune di Lamezia, per le stesse ragioni ha puntato su Mariagrazia Milone, imprenditrice nel settore florovivaistico nella Piana lametina, nonché esponente della Cia Calabria, Confederazione italiana agricoltori. Continua così la nostra tradizione di non riuscire a scovare un competente che ci rappresenti in seno al CdA.
Vi sembra una cosa secondaria? Ragioniamo al contrario. Se in un’azienda si deve discutere di coltivazione delle patate vale la pena mandarci uno che si interessa di gestione di scali aeroportuali? Mascaro continua così sulle orme dei predecessori e sembra essere, dicono, in sintonia con Abramo, il suo collega di Catanzaro.
A tal proposito, vi risulta che da anni in quella città ci sia un dibattito su discariche e smaltimento dei rifiuti? Per nulla. La cosa mi ha sempre incuriosito. Mi sbaglierò, ma a me Abramo sembra, come tutti i catanzaresi, uomo pratico che sui rifiuti, il mare pulito e le infrastrutture è andato avanti per la sua strada senza che l’opposizione gli abbia scatenato contro guerre di religione.
Al contrario noi lametini siamo i soliti chiacchieroni poco pratici, a parole sono anni che sappiamo come fare per avere una città pulita e un mare limpido, almeno al livello di Catanzaro. A leggere quanto scrivono le sigle civiche lametine che si oppongono alla terza discarica, che non si farà perchè il Capitano Ultimo è contrario, è tutto ben chiaro sul cosa si dovrebbe fare. Così come, al contempo, è chiaro, alle stesse sigle, che l’avv. Gennarino Masi, attuale presidente della Fondazione Terina, debba rimanere al suo posto in virtù della sua gestione oculata di tre anni.
Ora Masi è stato scelto da Oliverio, perchè la Santelli dovrebbe confermare un uomo di Oliverio?  Siamo tornati al punto di partenza: o la politica fa un passo indietro e si riconcilia con la meritocrazia e le competenze, ascoltando gli esperti e nominando solo persone con know-how aziendale, oppure l’uno vale l’altro e ognuno si sceglie i suoi.
Comprese le sigle civiche che sono di sacri princìpi ma al dunque scelgono pure loro gli amici.