VIVA, VIVA SAN VITALIANO
Villa Sant’Anna dei miracoli: rimborsi veri e ricoveri falsi

San Vitaliano consentimi, io sono un follower di Sant’Antonio, quel tuo collega che è più predisposto per sua natura verso noi altri poveri provinciali. Non è che Tu sia il santo dei blasonati però, vivaddio, potevi sussurrare a Sant’Anna che, a suo nome,  avvenivano “miracoli” producenti rimborsi milionari a fronte di prestazioni mai effettuate in un fantomatico reparto di terapia intensiva.

Non mi è dato sapere ora se quanto avvenuto è perché Tu, scusa la mia irriverenza, sei apparso in sogno al procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri che, dopo un anno di indagini ha sgamato  i giochetti truffaldini del management di Villa Sant’Anna.

Mi chiedo, San Vitaliano, non potevi sussurrare an passant all ’orecchio dell’ing. Scura,  avveduto commissario alla sanità calabrese forse non ti era simpatico o del gen. Cotticelli, che mi sembra un uomo di buona volontà, forse un po’ troppo prodigo di proclami ma stitico di contenuti, quanto avveniva sotto il mantello di Sant’Anna?

Vedi san Vitaliano, non considerarmi uno sfrontato irriverente se ignoro l’ onnipresente, sempiterna troupe del dipartimento sanitario regionale perché quella, c’è o non c’è, è meglio vada a raccogliere asparagi o funghi a seconda della stagione.

Allora Vitaliano – perdonami se accorcio le distanze – a queste latitudini, forse anche un po’ per tua distrazione, tra il 2013 ed il 2019 la casa di cura Villa Sant’Anna di Catanzaro ha percepito rimborsi dal servizio sanitario regionale per 10,5 milioni di euro a fronte di qualche migliaio di falsi ricoveri in terapia intensiva coronarica.

Le accreditate informazioni dei media sostengono che al centro delle investigazioni è stata messa la gestione del reparto “di unità terapia intensiva coronarica” (Utic) ufficialmente operante all’ interno della clinica, ma in realtà mai entrata in funzione.          

Tradotto i pazienti cardiologici acuti venivano assistiti nei reparti di cardiologia o di unità di terapia intensiva post operatoria, mentre i posti letto ufficialmente destinati all’Utic ospitavano ricoveri ordinari.

Vedi, caro Vitaliano, da queste parti pur esistendo le regole, queste non sono rispettate o per lo meno vengono “costruite” – a danni altrui – pur di raggiungere lo scopo prefissato, indovina quale.

Per farti un esempio io cardiopatico lametino per un elettrocardiogramma mi metto in coda e forse, post mortem o di là ad un passo, riuscirò ad ottenerlo.

Di contro a Catanzaro le cardiologie abbondano perché presenti al Pugliese Ciaccio, al Mater Domini ed appunto alla clinica privata Sant’Anna.

Tutto ciò quando per via del DM 70/15 per l’emodinamica il bacino di utenza deve essere commisurato minimo per  300 mila persone e la cardiochirurgia per minimo 600 mila e massimo 1,2 milioni di anime.

Accade, invece, che nella sola Catanzaro, 91.000 abitanti, (360.000 in tutta la provincia) ci siano emodinamiche  e cardiochirurgie a strafottere.

Non so quale sia la situazione nell’altre quattro province calabresi, ma se l’andazzo è questo, capirai San Vitaliano,che noi altri calabresi abbiamo bisogno di un summit di voi altri –  san Giorgio per RC, Leoluca di Corleone per Vibo Valentia, Dionigi l’Aeropagita per Crotone, la Madonna del Pilerio per Cosenza nella duplice funzione di ispiratrice della nostra governatrice Jole e dei lupi silani. Senza omettere il nostro Sant’Antonio, in qualità di segretario, rappresentante di noi altri figli di…nessuno.