{"id":1232,"date":"2016-09-19T13:16:31","date_gmt":"2016-09-19T11:16:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1232"},"modified":"2016-09-19T13:16:31","modified_gmt":"2016-09-19T11:16:31","slug":"strano-modo-di-dare-linformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1232","title":{"rendered":"Strano modo di dare l&#8217;informazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1237\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia-300x300.jpg\" alt=\"20160706-Romano De Grazia\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160706-Romano-De-Grazia.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sabato scorso, 17 \/9\/2016, La Stampa di Torino, unico giornale, dava la notizia che delle due donne. Antonella Manzione\u00a0 e sen. Doris Lo Moro, proposte\u00a0 da Renzi a giudice del Consiglio di Stato, solo la Manzione ce l\u2019aveva fatta. Doris Lo Moro, calabrese di Lamezia, era stata, invece, bocciata: con\u00a0 \u201cvoto palese\u201d, ha aggiunto l\u2019autore della nota.<br \/>\nLa stampa di casa nostra ha osservato sull\u2019evento il pi\u00f9 rigoroso silenzio; anzi indugiava a dare pubblicit\u00e0 ad interviste rilasciate dalla senatrice, che dal canto suo, ormai sicura di dover lasciare Palazzo Madama per il nuovo incarico, menava fendenti a destra ed a manca contro gli amici del Pd calabrese, senza risparmiare nessuno. I quali, detto per inciso, erano e restano \u201crenziani\u201d di provata fede.<br \/>\nSolo stamane su un giornale del luogo qualcuno ritiene di dover rompere il silenzio sull\u2019argomento e riporta la notizia de La Stampa di Torino. Gli altri giornali,\u00a0 video e cartaceo, preferiscono ancora il silenzio ed il sonno dei giusti. Comunque, sia stato Renzi con un sostegno di facciata o l\u2019ufficio di presidenza del Consiglio di Stato, ricordiamo che la Lo Moro, e\u00a0 fino al 2018,\u00a0 \u00e8\u00a0 parlamentare della Repubblica a tutti gli effetti e resta autorevole componente della prima commissione Affari Costituzionali.<br \/>\nIn passato ha creduto ed ha lottato per la legge Lazzati. Le si offre l\u2019occasione per riprendere l\u2019antico ardore. La legge Lazzati, come \u00e8 noto, va ripristinata nel suo testo originario, eliminando tra le introdotte anomalie, quella soprattutto dovuta alla manina provvida dell\u2019on.le Enrico Costa, oggi ministro del governo Renzi, che ha avuto l\u2019estro e la furbizia di trasformare il divieto di attivit\u00e0 di propaganda \u00a0elettorale ai malavitosi, sottoposti alla sorveglianza speciale, in divieto (risibile) di affiggere manifesti e distribuire volantini.<br \/>\nLo sa bene la Lo Moro che senza la legge Lazzati nel suo testo originario alcun illecito penale pu\u00f2 essere contestato a malavitosi ed a politici di pochi scrupoli per la raccolta di voti nelle competizioni elettorali.<br \/>\nSi attivi per la modifica, perch\u00e9 senza la legge Lazzati i nostri discendenti fra cento anni\u00a0discuteranno del voto di scambio e del modo pi\u00f9 idoneo per combattere il fenomeno, rimuovendo ovviamente dalla posizione di stallo presso la prima commissione, la presentata modifica alla suddetta legge. Lasci in pace i renziani di casa nostra che, ci informano, stanno preparando gli impegni elettorali amministrativi chiamando a raccolta i residuati bellici della Grande Guerra con qualche pi\u00f9 giovane ambiziosetto, senza arte e parte, animato dalla speranza di poter far carriera.<br \/>\nAlle vecchie ed alle nuove truppe che si riempono ,bocca e pancia, della parola LEGALITA\u2019\u00a0noi continuiamo a chiedere chi \u00e8 stato il deputato del Pd che \u00e8 andato a pranzo con Franco Muto, re del pesce. La risposta \u00e8 d\u2019obbligo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strano modo \u00e8 poi quello di dare informazione da parte del Fatto Quotidiano di Travaglio.<br \/>\nLa notizia riguarda il sen. Nicola Morra , pentastellato cosentino. Che egli sia erudito, non ci riguarda. La Cultura, quella autentica,\u00a0 che \u00e8 una risorsa per la collettivit\u00e0, \u00e8 fatto assolutamente diverso. E\u2019 solo questa \u201ccultura\u201d che interessa alla gente. L\u2019attitudine che l\u2019articolista riconosce a Morra di dialogare con la collettivit\u00e0 \u00e8 assolutamente infondata ed \u00e8 smentita dalla circostanza inconfutabile che sotto la sua guida e per le molte bugie dette, a ripetizione, il movimento 5 Stelle in Calabria, in controtendenza con il resto del Paese, ha avuto un pauroso calo pervenendo al 2,32%\u00a0 di consensi nell\u2019ultima competizione elettorale. Ci spieghi Travaglio questo dato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro dato storico \u00e8 che dal 2007 Travaglio non ha pi\u00f9 simpatia per la legge Lazzati e Nicola Morra l\u2019ha perduto\u00a0 dopo averci fatto campagna elettorale, proficua, alle elezioni politiche del 2013.<br \/>\nL\u2019uno e l\u2019altro sono amici e mentori di don Luigi Ciotti, che odia la legge Lazzati. Al prete antimafia rivolgiamo ancora l\u2019invito a dire qualche messa in pi\u00f9 e rifletta sull&#8217;ultimo monito rivolto da Papa Bergoglio. \u201c questo mondo \u00e8 stanco di bugiardi, di preti alla moda e banditori di crociate\u201d\u2026<br \/>\nRicordiamo per ultimo a don Ciotti, che gestisce circa 1600 cooperative, sparse su tutto il territorio italiano, che di recente il vaso di Pandora \u00e8 stato, finalmente, scoperchiato e sono venuti fuori business spaventosi. A carico di cooperative rosse ed a quelle aderenti alla lega delle cooperative. Ne ha parlato il magistrato Catella Maresca, nel libro <em>Male Capitale<\/em> e Antonio Amorosi, giornalista e scrittore di Libero e Panorama, nel libro <em>Coop Connection<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A scoperchiare il vaso saremo il sottoscritto e gli autori in giro per la Calabria: nel mese di ottobre il 13 sera a Crotone, il 14 mattina nelle scuole di Catanzaro e la sera a Lamezia; il 15 mattina a Locri ed alla sera a Cosenza, nel Salone degli Specchi.<br \/>\nSi prospettano tempi duri\u00a0 e dovrebbe, inoltre far riflettere il fatto che Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, \u00a0se ne sia andato da Libera sbattendo la porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, il 24 settembre pomeriggio, tutti a Falerna Marina per discutere di queste cose. Viva la Legge Lazzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato scorso, 17 \/9\/2016, La Stampa di Torino, unico giornale, dava la notizia che delle due donne. 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