{"id":1363,"date":"2017-02-07T17:25:49","date_gmt":"2017-02-07T16:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1363"},"modified":"2017-02-07T17:25:49","modified_gmt":"2017-02-07T16:25:49","slug":"le-parole-e-le-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1363","title":{"rendered":"Le parole e le cose"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Viviamo in una societ\u00e0 in cui i rapporti familiari tra coniugi, tra padri e figli, tra fratelli sono diventati pi\u00f9 difficili per incomprensioni, intolleranza, egoismi di vario genere.<br \/>\nAnche tra amici molto \u00e8 cambiato e all&#8217;amicizia come comunanza di sentimenti e di valori si \u00e8 sostituita spesso l&#8217;aggregazione finalizzata allo scambi<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Dibattito-tv.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1364 alignright\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Dibattito-tv-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Dibattito-tv-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Dibattito-tv.jpg 404w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>o reciproco di favori, all&#8217;appoggio clientelare mascherato da una patina di ideologia, basata spesso su luoghi comuni mediaticamente diffusi da agenzie a loro volta clientelari.<br \/>\nSempre pi\u00f9 si ha l&#8217;impressione che le opinioni sostenute nei dibattiti televisivi o dai giornali pi\u00f9 importanti e avvalorate da \u201c<em>pensatori<\/em>\u201d \u00a0influenti siano dettate da evidenti interessi personali o dagli interessi di categorie privilegiate della societ\u00e0.<br \/>\nUn abisso separa ormai la gente comune da coloro che detengono una qualche forma di potere politico, finanziario, o d&#8217;immagine. E quest&#8217;abisso si \u00e8 allargato sempre pi\u00f9 nei decenni del consumismo, anche per aver trascurato, a livello di governo e mediatico, la funzione formatrice della scuola e della cultura intesa come amore per la conoscenza, l&#8217;arte, la riflessione filosofica, il rispetto delle regole necessarie all&#8217;ordinato vivere civile.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Dante-e-Facebook.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1365\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Dante-e-Facebook.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"144\" \/><\/a>Non che televisioni, giornali, politica si siano disinteressati di tali cose. Il fatto \u00e8 che i programmi realmente culturali sono relegati su canali specifici della TV e su riviste specialistiche che comprano solo i pochi interessati. Nelle grandi librerie si vendono soprattutto romanzi, fumetti e libri sull&#8217;attualit\u00e0 che durano solo il tempo in cui vengono promossi dagli editori. Manca a molti di questi libri quello che io definirei il respiro del tempo lungo, quello che p.e. \u00e8 presente nei poemi omerici, nella Commedia di Dante, e in tanti altri autori antichi o moderni nelle cui opere ritroviamo i problemi e le domande che si pone l&#8217;uomo di ogni tempo.<br \/>\nLe tv generaliste usano la cultura nell&#8217;ambito dello spettacolo e subdolamente la collegano al guadagno, sull&#8217;esempio famoso di <em>Lascia o raddoppia? <\/em>condotto da Mike Bongiorno gi\u00e0 negli anni cinquanta del XX sec.<br \/>\nIl messaggio \u00e8 che il sapere vale se ne proviene un guadagno; un libro vale se si vende e se ne parla sui media.<br \/>\nNel villaggio globale in cui s&#8217;\u00e8 ormai trasformato il mondo, ci\u00f2 che conta anche per la gente comune \u00e8 la presenza sui media, \u00e8 la possibilit\u00e0 di farsi conoscere da quanta pi\u00f9\u00a0gente possibile, \u00e8 l&#8217;essere sempre collegati alla rete, collegati telefonicamente al gruppo dei conoscenti o dei seguaci sui social. \u00a0Non importa quello che si dice n\u00e9 la coerenza logica o la correttezza dell&#8217;espressione, tanto le idee sono\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1366 alignright\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Smartphone.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"147\" \/>consumate e digerite con la stessa velocit\u00e0 con cui consumiamo immagini e prodotti.<br \/>\nNel mondo occidentale l&#8217;apparire ha vinto sull&#8217;essere, il messaggino ha vinto sul discorso articolato correttamente e ponderato logicamente. La banalit\u00e0 del gi\u00e0 detto ha vinto sulla fatica di cercare una spiegazione, di cogliere la complessit\u00e0 del reale. Una realt\u00e0 che ormai \u00e8 decisamente fuori di ogni schema maturato dall&#8217;esperienza del passato.<br \/>\nE&#8217; trascorso un quarto di secolo dalla fine del comunismo sovietico e noi continuiamo a parlare di destra, di sinistra, di centro, quando queste categorie non hanno pi\u00f9 alcun senso all&#8217;interno dei partiti e di una societ\u00e0 profondamente mutata rispetto ai primi decenni del secondo dopoguerra.<br \/>\nNon esistono pi\u00f9 la borghesia e il proletariato, che hanno costituito l&#8217;elemento positivo di crescita e di cambiamento rivoluzionario della societ\u00e0 del Novecento, accomunati ambedue da uno stesso destino di insignificanza economica e politica, schiacciati da eventi globali che i singoli stati non riescono a governare. Le grandi Istituzioni internazionali, quali l&#8217;ONU e la CEE, son diventati grandi apparati burocratici che hanno perso di vista i valori per cui son nati. E&#8217; come se la funzionalit\u00e0 del sistema si esaurisse nella sopravvivenza del sistema stesso, senza che ci sia pi\u00f9 un&#8217;anima e una fede in un progetto.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Brexit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1367\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Brexit-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Brexit-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Brexit.jpg 534w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a>Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi se l&#8217;Inghilterra ha scelto con un referendum l&#8217;uscita dalla Comunit\u00e0 Europea, se negli Stati Uniti le presidenziali sono state vinte da Trump, se in Italia il Movimento 5 Stelle di Grillo \u00e8 il primo partito per numero di voti e se il referendum per le riforme, anche con i suoi aspetti positivi, si \u00e8 concluso con la sconfitta di Renzi e un secco NO. Il fattore comune a questi eventi \u00e8 l&#8217;assenza di valori tradizionali, la trasversalit\u00e0 di un elettorato costituito da una borghesia umiliata nelle possibilit\u00e0 di lavoro e nella remunerazione economica, soprattutto per i giovani laureati costretti a trovare lavoro all&#8217;estero o ad un lavoro precario, ma anche da un ceto operaio sempre pi\u00f9 ridotto e mortificato per la presenza di macchinari sofisticati e per la delocalizzazione delle multinazionali. I voti dei fautori dell&#8217;uscita dell&#8217;Inghilterra dalla Comunit\u00e0 e i voti di Trump non sono venuti dalle grandi metropoli e dalle fasce pi\u00f9 colte e avanzate della societ\u00e0, ma dai piccoli paesi dell&#8217;interno dove la globalizzazione ha colpito pi\u00f9 duramente e dove il timore di un&#8217;immigrazione incontrollata fa pi\u00f9 paura.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1368 alignright\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Crisi-economica-300x202.png\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Crisi-economica-300x202.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Crisi-economica-1024x691.png 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Crisi-economica-768x518.png 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Crisi-economica-1536x1036.png 1536w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Crisi-economica.png 1609w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><br \/>\nLe parole suadenti dei governanti italiani su una prossima uscita dalla crisi economica, su un presunto miglioramento della situazione causato da uno zero-virgola in pi\u00f9 sulla disoccupazione o sul regalo di poche centinaia di euro a qualche categoria non compensano il reale aumento del debito pubblico italiano, il modestissimo aumento del PIL, la consapevolezza degli sprechi nelle amministrazioni centrali e periferiche, il clientelismo diffuso e colluso spesso con le organizzazioni malavitose, la evidente ingiustizia sociale, la mancanza di analisi serie e di provvedimenti coraggiosi nelle proposte dei partiti.<br \/>\nAlle promesse gridate si oppone solo la sommessa denuncia di qualche organizzazione internazionale che racconta una realt\u00e0 che trova poco spazio nei media italiani, nei quali prevale la protesta gridata senza una proposta ragionata e contestualizzata. E&#8217; quello che racconta <strong><em>Oxfam international<\/em><\/strong>, un&#8217;Organizzazione Internazionale non legata ai governi (<em>Oxfam<\/em> is an <em>international<\/em> confederation of 18 ngos working with partners in over 90 countries to end the injustices that cause poverty).<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1370\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Squilibri-economici-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Squilibri-economici-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Squilibri-economici-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Squilibri-economici.jpg 551w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/>\u201cI dati del Rapporto 2016, dal titolo significativo, \u201cUn\u2019economia per il 99%\u201d (la percentuale di popolazione che si spartisce le briciole), raccontano che sono le multinazionali e i super ricchi ad alimentare le diseguaglianze, attraverso elusione e evasione fiscale, massimizzazione dei profitti e compressione dei salari. Ma non \u00e8 tutto. Grandi corporation e miliardari usano il potere politico per farsi scrivere leggi su misura, attraverso quello che Oxfam chiama capitalismo clientelare. [&#8230;]<br \/>\nL\u20191% ha accumulato nel 2016 quanto si ritrova in tasca il restante 99%. \u00c8 la dura critica al neoliberismo che arriva da Oxfam, una delle pi\u00f9 antiche societ\u00e0 di beneficenza con sede a Londra, ma anche una sfida lanciata ai Grandi della Terra [&#8230;]<br \/>\nE l\u2019Italia non fa eccezione. I primi 7 miliardari italiani possiedono quanto il 30% dei pi\u00f9 poveri. \u00abLa novit\u00e0 di quest\u2019anno \u00e8 che la diseguaglianza non accenna a diminuire, anzi continua a crescere, sia in termini di ricchezza che di reddito\u00bb, spiega Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. Nella Penisola il 20% pi\u00f9 ricco ha in tasca il 69,05% della ricchezza, un altro 20% ne controlla il 17,6%, lasciando al 60% pi\u00f9 povero il 13,3%.\u201d (<strong><em>R.it<\/em><\/strong><em>, Economia e Finanza<\/em> del 16\/1\/2017 di Barbara Ard\u00f9).<br \/>\nChe dopo questi dati qualche politico o opinionista venga a dirci che noi italiani spendiamo poco per timore, e che questo comportamento deprima l&#8217;espansione economica del nostro Paese ha il sapore amaro della beffa o della infinita fiducia nella capacit\u00e0 dei mezzi di informazione di farci credere con le parole l&#8217;opposto di quello che ogni giorno l&#8217;esperienza ci dimostra quando andiamo a fare la spesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in una societ\u00e0 in cui i rapporti familiari tra coniugi, tra padri e figli, tra fratelli sono diventati pi\u00f9 difficili per incomprensioni, intolleranza, egoismi di vario genere. 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