{"id":146,"date":"2015-03-20T16:08:13","date_gmt":"2015-03-20T15:08:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=146"},"modified":"2015-03-20T16:08:13","modified_gmt":"2015-03-20T15:08:13","slug":"i-capponi-di-renzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=146","title":{"rendered":"Azzeccagarbugli e capponi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-147\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi-300x225.jpg\" alt=\"Renzo ed i capponi\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Renzo-ed-i-capponi.jpg 1667w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La vicenda manzoniana \u00e8 nota: Renzo, focoso e combattivo, ma reso docile dalla dolcezza dell\u2019avvenente Lucia, si avvia per andare a chiedere consigli al saggio Azzeccagarbugli, con in mano, penzolanti, quattro capponi, legati in un groviglio di zampe dalla popolana Agnese. Malgrado l\u2019infelice posizione e gli sbalzi provocati dal tumultuoso comasco che, durante il cammino &#8211; rimuginando sui soprusi del signorotto del paese e sull\u2019ignavia di don Abbondio &#8211; scuoteva quelle povere bestie, esse si ingegnavano a beccarsi l\u2019una con l\u2019altra, ignare della ingloriosa fine che le attendeva.<br \/>\nCambiando le parti in commedia, al posto di quella cima d\u2019uomo dell\u2019Azzeccagarbugli metti il vetero comunista Soriero, da poco nominato commissario della locale sezione del Pd; al posto della Agnese metti la nostra signora Doris Lo Moro, che potrebbe essere la musa ispiratrice di questo commissariamento &#8211; fuori luogo, fuori tempo e senza significato &#8211; responsabilit\u00e0, forse, condivisa con il nume tutelare on. Scalzo, neo presidente regionale, calato nel ruolo del prepotente signorotto di manzoniana memoria; Il sindaco Speranza, anche lui dal fulgido passato \u201cfrattocchiano\u201d che lo lega a Soriero, nel ruolo di terzo incomodo desideroso di far dimenticare di essere stato il number one delle maggioranze a geometria variabile, nonch\u00e8 i tristi connubi intessuti con l\u2019on. Galati, signore delle tenebre, ma dell\u2019altra sponda dell\u2019Ade; Petronio, invece, dissenziente, forse presagendo torbide manovre elettorali, nella veste dell\u2019ultimo dei cavalieri; manca Lucia che, in attesa di momenti pi\u00f9 appaganti e soddisfacenti, rammenda le calze del promesso sposo.<br \/>\nA casting completo, quindi, il Pd lametino si accinge a mandare in onda un remake del capolavoro manzoniano, dove la scena madre \u00e8 rappresentata dai capponi che, pur votati alla morte, trovano il tempo di beccarsi l\u2019un con l\u2019altro.<br \/>\nL\u2019allegoria \u00e8 chiara: la citt\u00e0 langue in ginocchio, senza prospettive di sviluppo, dilaniata e depauperata nella sua essenza, mentre chi avrebbe dovuto costruire su questo mucchio di macerie gioca a far la guerra per accreditare il suo protetto. E\u2019 una storia, questa dei democrat lametini, che si perpetua e non trova mai la parola fine. Anzi, nel momento in cui compattezza e unicit\u00e0 di intenti dovrebbero farla da padrone, i capicorrente giocano a cavacecio strafottendosene delle condizioni della citt\u00e0 e del rischio politico al quale la espongono. Cos\u00ec avviene &#8211; per le candidature dei pieddini accreditati &#8211; che Lo Moro sponsorizzi Cavaliere, Scalzo mandi avanti Zaffina, Petronio sostenga Cosentino, Reale balli coi lupi, a meno che non sia nei pensieri stupendi del neo commissario Soriero. A questi, poi, si aggiungono gli outsider: Grandinetti, Falvo, Panedigrano, Sonni, Leone, mentre Piccioni si \u00e8 ritirato dalle primarie puntando direttamente alla poltrona di primo cittadino come esponente di Lamezia Insieme &#8211; sua lista &#8211; e di Sel.<br \/>\nComunque, al di l\u00e0 delle locali camarille, questi commissariamenti a orologeria cominciano ad avere un puzzoso olezzar; anzi il ricorso alle sospinte esterne sovraintendenze fa intuire che la federazione del capoluogo vuol dire la sua e condizionare scelte che, invece, dovrebbero riguardare solo i lametini.<br \/>\nCon queste premesse, andare alle primarie &#8211; se mai si faranno \u2013 per scegliere, tra nove candidati, chi dovr\u00e0 indossare il laticlavio, espone al serio rischio di conferire il mandato, magari per una manciata di voti, all\u2019asino di Buridano. Cos\u00ec come \u00e8 inutile e insulso aver conferito il mandato commissariale al vetero, catanzarese, comunista Soriero. Con tutto il rispetto che egli merita, il suo compito non \u00e8 certo facile, in quanto l\u2019imposizione della candidatura di chicchessia, al punto in cui si \u00e8 giunti &#8211; gi\u00e0 3000 lametini hanno firmato le candidature &#8211; significherebbe per i democrat la capitolazione. Soriero potrebbe forse tentare di placare gli istinti barricadieri di quanti non vogliono prendere atto che, finita la parabola ascensionale, inevitabilmente inizia quella discenzionale. Se poi egli alla democrazia preferisce la democratura &#8211; parola composta da demos (popolo) e kratos (potere) &#8211; come gi\u00e0 accaduto in Liguria, in Emilia e Romagna ed in Campania, faccia pure. Ne ha il mandato.<\/p>\n<h5><em><strong>Contromano<\/strong><\/em><\/h5>\n<p><strong><span style=\"color: #808080;\"><em>Con eleganza e dotta competenza l\u2019on. Doris Lo Moro ha cercato di stravolgere la lingua madre,\u00a0 sostenendo &#8211; l\u2019altro giorno &#8211; su un quotidiano calabrese, che \u201c coordinamento o commissariamento \u00e8 uguale\u201d. Il dizitaliano, per\u00f2,\u00a0 non concorda con l\u2019interpretazione della nostra rappresentante nella stanza dei bottoni, anzi recita : coordinamento, raccordo tra pi\u00f9 elementi in vista di un dato scopo; commissariamento: sostituire i dirigenti di una struttura organizzata, attribuendo la gestione ad un commissario nominato di autorit\u00e0.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"color: #999999;\"><em><span style=\"color: #808080;\"> Le sembra, on.le Lo Moro, la stessa cosa? Comunque coordinatore e commissario anche sul piano giuridico sono figure assolutamente diverse. Ci\u00f2 farebbe arguire, malgrado gli incarichi che ricopre nel palazzo, che lei, ormai da parecchio tempo, non fa l\u2019operatore del diritto. Quindi due son le cose : o lei conosce bene le differenze tra i due termini o fa finta di non saperlo, il che \u00e8 peggio. E questo, ormai, \u00e8 un revival che i lametini conoscono<\/span>.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda manzoniana \u00e8 nota: Renzo, focoso e combattivo, ma reso docile dalla dolcezza dell\u2019avvenente Lucia, si avvia per andare a chiedere consigli al saggio Azzeccagarbugli, con in mano, penzolanti, quattro capponi, legati in un groviglio di zampe dalla popolana Agnese. 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