{"id":1491,"date":"2017-03-30T17:23:55","date_gmt":"2017-03-30T15:23:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1491"},"modified":"2017-03-30T17:23:55","modified_gmt":"2017-03-30T15:23:55","slug":"la-retorica-dei-nuovi-sofisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1491","title":{"rendered":"La retorica dei nuovi sofisti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1492\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Nell&#8217;Atene del V sec. a.C. ebbe fortuna, presso i ceti pi\u00f9 potenti e che aspiravano a far sentire la propria voce nell&#8217;assemblea dei cittadini, un gruppo di uomini definiti sofisti, cio\u00e8 uomini colti e capaci di saper esporre le proprie argomentazioni in modo efficace e convincente. Per definizione il loro fine non era di proporre una qualche verit\u00e0, ma di convincere quanta pi\u00f9 gente possibile che quello che sostenevano sui pi\u00f9 vari argomenti, dalla morale alla religione o alla politica, era da considerarsi giusto. Ci\u00f2 che contava era proprio l&#8217;abilit\u00e0 retorica nel convincere.<br \/>\nIl pi\u00f9 grande dei sofisti, Socrate, sostenne invece, con abilit\u00e0 argomentative proprie dei sofisti, che al di l\u00e0 delle varie argomentazioni il saggio dovesse cercare il &#8216;vero&#8217;, perch\u00e9 solo nella verit\u00e0 \u00e8 il bene del singolo e della polis di cui il singolo \u00e8 parte. E la verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che resiste a tutte le argomentazioni anche brillanti, ma tutte discutibili al lume di un esame razionale. Dalla filosofia di Socrate proviene l&#8217;ansia con cui per pi\u00f9 di due millenni il pensiero occidentale ha dato risposte alla ricerca del &#8216;vero&#8217;, da Platone al cristianesimo e poi alla filosofia laica di Cartesio fino alla filosofia del secolo passato.<br \/>\nIl dramma pi\u00f9 grande della nostra epoca, tra la fine del XX sec. e l&#8217;inizio del XXI, \u00e8 per me la fine della ricerca del &#8216;vero&#8217; e il ritorno dei sofisti. I nuovi sofisti sono pi\u00f9 smaliziati di quelli antichi, capaci di servirsi spudoratamente delle nuove tecniche della comunicazione di massa, ma pur sempre convinti che ci\u00f2 che conta per aver successo in politica non \u00e8 il &#8216;vero&#8217;, che richiede comunque convinzioni forti, valori morali, una fede in qualcosa di non effimero o legato alle mode del &#8216;si dice&#8217; e &#8216;si fa&#8217; cos\u00ec perch\u00e9 tutti o molti lo fanno o perch\u00e9 conviene a me o al gruppo di cui faccio parte.<br \/>\nQuelli della mia generazione hanno vissuto gli anni difficili del dopoguerra e hanno avuto la fortuna di assistere ad una crescita del benessere a livello nazionale ed europeo che mai si era vista in passato. Hanno goduto e godono di 70 anni di pace nel continente europeo, e questo non avveniva dai tempi dell&#8217;Impero romano. Hanno visto per molti decenni il mondo diviso in due grandi blocchi politico-militari, la NATO e il Patto di Varsavia, sostenuti ambedue da ideologie forti. Il liberalismo ha difeso i diritti del cittadino e del privato, e dall&#8217;altra parte trionfava l&#8217;utopia di una societ\u00e0 comunista internazionale che si poteva realizzare soltanto col controllo ossessivo delle libert\u00e0 dei cittadini e con la pianificazione di un&#8217;economia affidata allo stato. Il tempo ha mostrato i limiti e le aberrazioni di questa interpretazione del marxismo.<br \/>\nDalla fine della seconda guerra mondiale l&#8217;Italia e l&#8217;Europa sono progredite come mai prima, coniugando le libert\u00e0 dei singoli e dell&#8217;impresa economica con la necessaria attenzione al bene pubblico dei cittadini, favorendo l&#8217;inserimento nel tessuto sociale ed economico delle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione. I governi sono stati sostenuti da partiti o coalizioni che rappresentavano la maggior parte del ceto medio con orientamento moderato ma aperto ai cambiamenti che la societ\u00e0 imponeva a mano a mano che cambiavano le condizioni di vita.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/images-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1493\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/images-2.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"178\" \/><\/a>La fine del comunismo \u00e8 stata la fine di un&#8217;utopia, ma il successivo liberismo sfrenato nell&#8217;economia, nella finanza e nei costumi, come possiamo constatare ogni giorno dalle cronache, ha creato sperequazioni sociali sempre maggiori e l&#8217;assottigliarsi di quel ceto medio che aveva garantito stabilit\u00e0 ai governi e crescita economica sostenuta dai consumi interni. Economia e finanza, nell&#8217;era di internet e della globalizzazione, sono fuori dal controllo dei singoli stati. Ma nessuno a livello politico in Europa o negli Stati Uniti vuole affrontare un problema che toccherebbe decisamente quei gruppi di potere della finanza e delle multinazionali che negli ultimi trent&#8217;anni hanno tratto profitti enormi da tale condizione. Il conseguente disagio scaturito dall&#8217;impoverimento di nuove fasce sociali e la migrazione di grandi masse che sfuggono alla povert\u00e0 o alle guerre, trova risposte che puntano sulla paura, sulla difesa di una condizione di privilegio, sul rimpianto di un tempo passato che si vorrebbe far ritornare. Pochi, inascoltati, quelli che affermano che la grande quantit\u00e0 di armi che alimenta queste guerre viene dalle industrie dei paesi occidentali; gli stessi che poi intervengono in tali guerre per difendere i popoli dalle violenze; pochi dicono che questi interventi militari &#8216;umanitari&#8217; sono favoriti da interessi economici strategici di grandi gruppi; nessuno dice che dopo questi interventi la situazione delle aree interessate \u00e8 pi\u00f9 destabilizzata di prima. La retorica dei nuovi sofisti inneggia alla chiusura delle frontiere, al ritorno all&#8217;Europa dei piccoli stati, al ritorno alla lira perch\u00e9 se le cose vanno male \u00e8 colpa dell&#8217;euro, alla costruzione di muri per difendere le nostre cittadelle fortificate. E&#8217; quello che accadde durante la lunga decadenza dell&#8217;Impero romano e sappiamo bene come \u00e8 finita!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;Atene del V sec. a.C. ebbe fortuna, presso i ceti pi\u00f9 potenti e che aspiravano a far sentire la propria voce nell&#8217;assemblea dei cittadini, un gruppo di uomini definiti sofisti, cio\u00e8 uomini colti e capaci di saper esporre le proprie argomentazioni in modo efficace e convincente. 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