{"id":1508,"date":"2017-04-10T10:31:57","date_gmt":"2017-04-10T08:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1508"},"modified":"2017-04-10T10:31:57","modified_gmt":"2017-04-10T08:31:57","slug":"il-problema-dellistruzione-pubblica-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1508","title":{"rendered":"Il problema dell\u2019istruzione pubblica in Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine-di-una-docente.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1510 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine-di-una-docente-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine-di-una-docente-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Immagine-di-una-docente.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cIl rapporto di lavoro \u00e8 prima di tutto un rapporto di fiducia. \u00c8 per questo che lo si trova di pi\u00f9 giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum\u201c. Questo il pensiero espresso da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro del governo Gentiloni, in un incontro con gli studenti di un Istituto di Bologna.<br \/>\nLa considerazione del ministro, d&#8217;altro canto, \u00e8 in accordo con una precedente affermazione in cui, riferendosi a tanti giovani che, non trovando lavoro in Italia, sono stati costretti a cercarlo in altri Paesi, Poletti concludeva: \u201cSe ne sono andati in 100.000 e sono rimasti in 60 milioni. I primi non sono tutti bravi e i 60 milioni non sono tutti pistola. Permettetemi di contestare questa tesi. Conosco gente che \u00e8 andata via e che \u00e8 bene che stia dove \u00e8 andata. Sicuramente questo Paese non soffrir\u00e0 moltissimo a non averli pi\u00f9 tra i piedi\u201c.<br \/>\nIo conosco invece diversi ragazzi che, secondo Poletti, non avremo pi\u00f9 tra i piedi, giovani capaci e studiosi che avrebbero dato lustro all&#8217;Italia e soprattutto al Meridione. Alcuni sono stati miei alunni o alunni nelle scuole superiori di Lamezia Terme.<br \/>\nChi sa cosa ne pensano dell&#8217;esternazione del ministro le numerose famiglie che, con preoccupazione, vedono i propri giovani sparsi in varie parti del mondo.<br \/>\nEppure, pur nella giusta indignazione, riconosco che i lapsus di Poletti tradiscono un fondo di verit\u00e0 che le parole della politica si sforzano in tutti i modi di nascondere. E&#8217; una verit\u00e0 che, nel mio mestiere di docente nelle scuole superiori, non ho mai voluto accettare perch\u00e9 tutti devono avere pari opportunit\u00e0 nello studio e devono essere giudicati con serena obiettivit\u00e0, affinch\u00e9 il titolo di studio che la scuola certifica corrisponda alle esigenze di un eventuale datore di lavoro. Mi sono sempre lasciato guidare da questo principio che, prima di essere un principio morale, \u00e8 affermato dalla nostra costituzione.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 un episodio, accaduto molti decenni fa, che ancora mi tormenta.<br \/>\nI genitori di un alunno che aveva carenze in molte discipline, perorando la causa del proprio figlio candidato alla maturit\u00e0, mi dissero di aiutarlo comunque in quella fase; \u201cin seguito ci avrebbero pensato loro, nella vita, a sistemare le cose\u201d. In tanti anni quelle parole le sento ancora risuonare nella mente, perch\u00e9 in fondo mi rendo conto che nella realt\u00e0 della vita, al di l\u00e0 di tutti gli inni alla meritocrazia che ci propinano politici e manager, le cose funzionano cos\u00ec. Cattedre universitarie create ad hoc, figli, parenti o amici di politici pi\u00f9 o meno importanti che riescono a trovare posto in enti, banche, amministrazione pubblica a tutti i livelli. Le statistiche, con linguaggio asettico e burocratico, ci dicono che la mobilit\u00e0 sociale nel nostro Paese \u00e8 quasi ferma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/percentuale1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1522\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/percentuale1.png\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"164\" \/><\/a>Da venti anni circa il declino della scuola superiore \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente e televisione e giornali ci raccontano che in vari concorsi molti candidati hanno una evidente difficolt\u00e0 a scrivere correttamente in italiano e a formulare il pensiero in forma chiara e logica. Le carenze di molti diplomati nelle scuole superiori si ripresentano poi in maniera preoccupante nel primo anno di frequenza all&#8217;universit\u00e0 e per molte facolt\u00e0 si ricorre a corsi integrativi per colmare le lacune. Insomma il livello medio di preparazione dei giovani laureati negli anni si \u00e8 abbassato e hanno ragione le imprese a tener conto nei colloqui di altri fattori oltre al curriculum.<br \/>\nE tuttavia affermare che il curriculum \u00e8 inutile, detto da un ministro, contribuisce a svalutare molto l\u2019attivit\u00e0 di una scuola in cui, malgrado tutto, molti docenti si impegnano in un lavoro che ha poco riconoscimento sociale e che, a livello universitario, esprime ancora tanti giovani professionalmente preparati e spesso costretti a trovar lavoro fuori d&#8217;Italia. Queste mie convinzioni, che poggiano sull&#8217;esperienza di uno che con la scuola ha avuto a che fare per tanti decenni, sono scaturite dal progressivo degrado nella formazione dei giovani che ho potuto constatare soprattutto negli ultimi venti anni. A questo si aggiunge anche una insufficiente attenzione dello Stato alla formazione dei docenti e alla didattica delle diverse discipline. Che questo degrado sia da attribuire ai cambiamenti intervenuti nella societ\u00e0 postindustriale a causa della diffusione dei nuovi mezzi elettronici di comunicazione di massa, o alle scelte della politica a livello nazionale e internazionale, o ancora al venir meno della famiglia come luogo fondamentale nella formazione delle coscienze dei giovani, richiede certo analisi pi\u00f9 articolate che meritano ulteriore approfondimento.<br \/>\nEppure \u00e8 evidente.<br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl rapporto di lavoro \u00e8 prima di tutto un rapporto di fiducia. \u00c8 per questo che lo si trova di pi\u00f9 giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum\u201c. Questo il pensiero espresso da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro del governo Gentiloni, in un incontro con gli studenti di un Istituto di Bologna. 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