{"id":1616,"date":"2017-05-16T09:16:50","date_gmt":"2017-05-16T07:16:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1616"},"modified":"2017-05-16T09:16:50","modified_gmt":"2017-05-16T07:16:50","slug":"lo-studio-delle-lingue-classiche-viene-abbandonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1616","title":{"rendered":"Lo studio delle lingue classiche viene abbandonato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1618\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1810707_orig.jpg\" alt=\"\" width=\"476\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1810707_orig.jpg 600w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1810707_orig-300x271.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/>Sembra che oggi la scuola italiana si allontani sempre pi\u00f9 dallo studio delle lingue classiche, il greco e il latino, in nome di una societ\u00e0 che richiede la conoscenza delle lingue moderne e in particolare della lingua inglese.<br \/>\nInseguendo la modernit\u00e0, abbiamo dimenticato che per molti secoli prima di Cristo e per quasi duemila anni d.C., le due lingue classiche hanno formato generazioni di giovani, educando la loro mente e foggiando i loro comportamenti come cittadini comuni, come uomini di governo o come addetti alla formazione di altri giovani.<br \/>\nFin dal III sec. a.C. la lingua e la cultura greca sono state parte della paid\u00e8ia romana ed \u00e8 di un greco di Taranto, Livio Andronico prigioniero di guerra e poi liberto, la prima vera opera letteraria latina, l&#8217;Odus\u00eca in versi saturni.<br \/>\nNella lingua latina la &#8216;consecutio temporum&#8217; nelle proposizioni secondarie al congiuntivo o all&#8217;infinito, il periodo ipotetico nelle sue varie forme, l&#8217;ablativo assoluto, sono il segno pi\u00f9 evidente della ricerca logica della chiarezza espressiva in una cultura che cerca di evitare ogni ambiguit\u00e0.<br \/>\n\u201cEst modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum\u201d(Orazio, Satire I,1). \u201cBisogna aver misura nelle cose: ci sono limiti al di l\u00e0 o al di qua dei quali non pu\u00f2 esserci il giusto\u201d.<br \/>\nLa nota frase del poeta Orazio pu\u00f2 essere assunta come sintesi del modo di pensare latino.<br \/>\nGi\u00e0 nel mito delle origini si presenta con forza il senso del limite: Romolo traccia con l&#8217;aratro il confine della nuova citt\u00e0, giurando di difenderlo con la spada, e per questo uccide il fratello Remo che lo sfida attraversandolo. Le recenti ricerche archeologiche e storiche ribadiscono le linee guida della storia romana: la difesa dei confini sar\u00e0 la molla della progressiva espansione di Roma dagli inizi fino alla costruzione del vallum britannico o del limes germanico, e l&#8217;impero romano esister\u00e0, almeno in Occidente, finch\u00e9 i confini reggeranno all&#8217;assalto dei barbari e sar\u00e0 possibile distinguere tra le genti soggette alla legge di Roma e gli altri. Anche l&#8217;Impero di Carlo Magno e dei suoi successori germanici avr\u00e0 senso come difesa dei confini della cristianit\u00e0 dall&#8217;espansione musulmana in Spagna e da quella dei popoli che in molti secoli invaderanno l&#8217;Europa da Est e da Sud. La Chiesa di Roma, erede del concetto di universalit\u00e0 dell\u2019Impero, sar\u00e0 poi, con l\u2019Inquisizione, la severa custode del limite tra la fede ortodossa e l\u2019eresia.<br \/>\nAncora a met\u00e0 del Novecento, nella scuola italiana, la formazione superiore con sbocco universitario era affidata soprattutto al Liceo Classico e alla logica implicita assimilata con lo studio del latino e del greco. Una logica di tipo sequenziale, come sequenziale \u00e8 l&#8217;ordine delle parole nella proposizione, delle proposizioni nel periodo, e dei capitoli in un libro.<br \/>\nLo studio dei testi latini e greci che ha caratterizzato ancora la mia generazione, ci ha abituato allo sforzo interpretativo, alla logica del discorso, a distinguere le principali dalle secondarie, individuando il tipo delle secondarie e i rapporti temporali e logici fra quelle in un testo di Cesare o di Cicerone, o negli scritti dei classici italiani.<br \/>\nL&#8217;impressione che se ne ricavava era la presenza di un ordine presente nella realt\u00e0 che il discorso coglieva e comunicava per definire un fatto nelle sue linee essenziali.<br \/>\nIl pensiero moderno si \u00e8 in qualche modo allontanato dalla logica antica che tendeva a definire i confini netti tra ci\u00f2 che \u00e8 vero e ci\u00f2 che non lo \u00e8, nella scienza come nella teologia, nella morale come nella giustizia. La logica binaria del pensiero classico ha lasciato il posto ad una logica pi\u00f9 flessibile e la stessa fisica e filosofia propongono nuove configurazioni del reale, tutte possibili. Eppure, se vogliamo dare un senso al mondo e fare scienza, \u00e8 ancora necessario ritagliare una porzione di reale e definire col linguaggio della logica latina una porzione di mondo.<br \/>\nOggi la preoccupazione palese o inconscia di molti \u00e8 se il pensiero sequenziale tipico del testo latino sia ancora possibile im una societ\u00e0 che legge sempre memo e che si affida ai link di internet dove i percorsi non sono pi\u00f9 lineari ma dispersivi, affidati al caso e agli interessi dell\u2019istante.<br \/>\nCi chiediamo se il bisogno di definire con chiarezza logica i termini di un problema \u00e8 ancora possibile per i tanti giovani che non faticano pi\u00f9 a descrivere fatti e sentimenti ma si affidano all\u2019immediatezza espressiva di sms e di emoticon.<br \/>\nL\u2019unico conforto \u00e8 che la logica che governa i processi propri di ogni sistema computerizzato sono ancora soggetti alla logica binaria che presuppone la definizione e il limite come accadeva nel pensiero classico: una logica del tipo 1\/0 (un bit) ; una cosa \u00e8 A o \u00e8 B, come recita il principio di identit\u00e0 e di non contraddizione.<br \/>\nCome diceva U. Eco, i computer ragionano ancora in latino, e questo \u00e8 un vantaggio ma anche il loro limite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra che oggi la scuola italiana si allontani sempre pi\u00f9 dallo studio delle lingue classiche, il greco e il latino, in nome di una societ\u00e0 che richiede la conoscenza delle lingue moderne e in particolare della lingua inglese. 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