{"id":1695,"date":"2017-06-16T11:15:08","date_gmt":"2017-06-16T09:15:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1695"},"modified":"2017-06-16T11:15:08","modified_gmt":"2017-06-16T09:15:08","slug":"la-crescita-illimitata-del-benessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1695","title":{"rendered":"La crescita illimitata del benessere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1697 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-16-alle-11.11.19-1-300x160.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-16-alle-11.11.19-1-300x160.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-16-alle-11.11.19-1.png 485w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel 2007 il libro del filosofo-economista Serge Latouche La scommessa della decrescita (Feltrinelli Ed.), poneva in modo netto un problema col quale noi occidentali dovremo prima o poi fare i conti: l&#8217;insostenibilit\u00e0 economica di una crescita illimitata del benessere, sia per la inevitabile limitatezza di risorse a disposizione, sia perch\u00e9, pur consentendo all\u2019uomo della societ\u00e0 occidentale un\u00a0 comfort sempre maggiore,\u00a0gli impone uno stile di vita stressante in un contesto di inevitabili disuguaglianze ed ingiustizie. Latouche proponeva una decrescita controllata e programmata dagli stati. Un ritorno graduale ad altri tempi ed altri valori. La mia generazione, quella dell&#8217;immediato secondo dopoguerra, ha conosciuto qualcosa di simile: la difficolt\u00e0 di gran parte delle famiglie a far quadrare i conti della spesa quotidiana; la riduzione dei consumi perch\u00e9 si guadagnava poco; l&#8217;obbligo a riciclare quasi tutto dai resti del cibo alla carta dei giornali. Anche perch\u00e9 non c&#8217;era ancora l&#8217;invasione della plastica, degli elettrodomestici, delle batterie e delle medicine. Gli abiti dei pi\u00f9 grandi si riciclavano adattandoli ai pi\u00f9 piccoli e di scarpe in genere ce n&#8217;erano un paio per tutti i giorni e un paio pi\u00f9 buone per i giorni di festa. In alcune famiglie mancavano anche queste.<br \/>\nPoi arrivarono i primi televisori e frigoriferi, la seicento, i vestiti dei grandi magazzini. In un&#8217;economia in crescita in cui si diffondeva l&#8217;uso delle cambiali, il debito delle famiglie trovava l&#8217;equilibrio nel lento e progressivo aumento degli stipendi che accompagnava e favoriva la produzione industriale e il commercio.<br \/>\nAll&#8217;indebitamento dei privati si aggiunse quello dello stato, che finanziava la creazione di infrastrutture e imprese pubbliche, e favoriva cos\u00ec la crescita del terziario con scuole, ospedali, ferrovie e autostrade. Anche in questo caso si riscontr\u00f2 un equilibrato rapporto tra debito pubblico e crescita del PIL nazionale con evidenti possibilit\u00e0 di rientro della spesa.<br \/>\nQuando nei decenni successivi la spesa dello stato cominci\u00f2 ad aumentare in maniera eccessiva, i governi, per continuare a sostenere la crescita, effettuavano di tanto in tanto una svalutazione programmata della lira che, deprezzata, favoriva l&#8217;esportazione dei beni prodotti in Italia, rendendo pi\u00f9 costosi i prodotti esteri e pi\u00f9 agevole il pagamento dei debiti. Questo sistema, che penalizzava tutti in proporzione al reddito, si \u00e8 infranto sotto la spinta di due fattori: la nuova direzione intrapresa dall&#8217;economia mondiale col ritorno al liberismo sfrenato con l&#8217;amministrazione Reagan negli USA e la Thatcher in Inghilterra, e l&#8217;adozione dell&#8217;euro in alcuni stati dell&#8217; Europa.\u00a0 Il primo, lasciando mano libera ai privati e soprattutto alle banche e alla finanza internazionale, ha provocato la crisi gravissima del 2008. Il secondo ha impedito a Paesi come l&#8217;Italia di riportare in equilibrio la finanza pubblica con la solita svalutazione periodica, provocando un progressivo aumento del debito pubblico.<br \/>\nA rendere oggi pi\u00f9 cupa la situazione sono le notizie che giungono dagli USA: \u201cgli americani oggi si ritrovano con pi\u00f9 debiti del 2008, quando galleggiavano sui picchi della \u201cbolla del credito\u201d che di l\u00ec a poco avrebbe fatto collassare il sistema finanziario mondiale. Purtroppo per\u00f2 \u00e8 la dura verit\u00e0. La Federal Reserve di New York ha di recente annunciato un nuovo record storico per il debito privato statunitense: 12,7 trilioni di dollari (ovvero 12.700 miliardi). Una cifra enorme, pari a oltre cinque volte il nostro debito pubblico.\u201d (Enrico Marro, Sole24Ore, 7 giugno 2017)<br \/>\nCi sono poi i dati relativi al debito pubblico USA che ormai si aggira intorno ai 20mila miliardi di dollari, di cui oltre due terzi (13.700 miliardi di dollari) detenuti da risparmiatori privati, 2.800 miliardi dal sistema pensionistico americano, ormai indebolito dalla perdurante crisi economica, e 6.281 miliardi di dollari, pari al 31,5%, detenuto da investitori esteri, in particolare Giappone e Cina.\u00a0 (dati da Paolo Migliavacca, Economista, Econopoly 10 Marzo 2017)<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1698 alignright\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-16-alle-11.12.57-300x153.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-16-alle-11.12.57-300x153.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Schermata-2017-06-16-alle-11.12.57.png 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il succo del discorso, al di l\u00e0 dei numeri, \u00e8 che il sistema finanziario mondiale prosegue imperterrito nella politica economica che dagli anni ottanta ha lasciato alle multinazionali e alle banche la possibilit\u00e0 di aumentare i profitti con operazioni speculative che sostengono l&#8217;indebitamento, anche quando il rischio del mancato recupero \u00e8 alto.\u00a0 Inoltre molti stati ad economia avanzata, invece di ridurre il debito pubblico come sarebbe logico, lo stanno facendo crescere. E questo accade anche in l&#8217;Italia, malgrado le dichiarazioni dei governi di volerlo ridurre.<br \/>\nQuesti dati sono a disposizione di tutti i governi, ma nessuna parte politica ne vuole trarre le logiche conclusioni, perch\u00e9 ci\u00f2 significherebbe ammettere che la crescita illimitata del benessere \u00e8 un&#8217;illusione e che le politiche conseguenti sarebbero quelle di ridurre le spese delle famiglie, di riqualificare la spesa pubblica eliminando sprechi, malaffare e tangenti, di recuperare soldi dai redditi privilegiati per metterli a disposizione degli investimenti in infrastrutture, miglioramenti ambientali e sicurezza degli edifici. Ma chi ha il coraggio di dirlo sapendo di perdere il consenso di tanta parte della societ\u00e0?<br \/>\nE allora bisogna convincere gli elettori che le cose presto andranno meglio e che il sistema si riequilibrer\u00e0 da solo. Il che certo avverr\u00e0, ma purtroppo nel modo peggiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2007 il libro del filosofo-economista Serge Latouche La scommessa della decrescita (Feltrinelli Ed.), poneva in modo netto un problema col quale noi occidentali dovremo prima o poi fare i conti: l&#8217;insostenibilit\u00e0 economica di una crescita illimitata del benessere, sia per la inevitabile limitatezza di risorse a disposizione, sia perch\u00e9, pur consentendo all\u2019uomo della societ\u00e0&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1695\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">La crescita illimitata del benessere<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1695","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1695"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1695\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}