{"id":1843,"date":"2017-08-07T09:44:10","date_gmt":"2017-08-07T07:44:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1843"},"modified":"2017-08-07T09:44:10","modified_gmt":"2017-08-07T07:44:10","slug":"lo-scrigno-di-lamezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1843","title":{"rendered":"Lo scrigno di Lamezia <br> ed il vaso di Pandora"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1857 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Pandora-2-1.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Pandora-2-1.jpg 220w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Pandora-2-1-178x300.jpg 178w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/>Esiodo ci racconta che il vaso di Pandora era un dono fatto da Zeus alla prima donna mortale, tra l\u2019altro leggiadra ed avvenente fanciulla, raccomandandole di non aprirlo. Ma la curiosit\u00e0 \u00e8 femmina e Pandora l\u2019apr\u00ec. Fu cos\u00ec che si propagarono i mali del mondo umano: <em>la vecchiaia, le malattie, la gelosia, il vizio e la pazzia<\/em>. Quando ella prese coscienza del mal fatto richiuse il vaso lasciando sul fondo la <strong><em>speranza<\/em><\/strong>. Per il genere umano, che fino a quel momento aveva lo stesso <em>modus vivendi<\/em> degli dei dell\u2019Olimpo, cominciarono triboli e fatiche, fino a quando la stessa Pandora, per riparare,\u00a0 non liber\u00f2 anche la speranza. Da quel momento il mondo\u00a0 degli umani <em>riprese a vivere tra gioie e dolori.<br \/>\n<\/em>Anni 60: il senatore lametino Arturo Perugini, riprendendo un disegno del sen. Salvatore Renda, datato 1927, ripropose l\u2019unificazione dei tre comuni di Nicastro, Sambiase e Sant\u2019Eufemia nell\u2019unico grande comune di Lamezia Terme, divenuto tale per legge di Stato il 4 gennaio 1968.\u00a0 Contribuirono scendendo in campo,\u00a0 e non dietro le quinte, il vescovo di Nicastro\u00a0 Vittorio Moietta, con annessi e connessi, intendendo per tali i locali movimenti di opinione e gli operatori \u00a0\u00a0industriali del nord, invitati dal monsignore, per sensibilizzare, stimolare e preparare, sia pure a grandi linee, quello che poteva diventare e comportare, per l\u2019intera regione,\u00a0 Lamezia Terme, la\u00a0 Zingonia del Sud.<br \/>\nIl tutto condito e supportato da una crescente sensibilizzazione dell\u2019opinione pubblica attraverso un\u2019inchiesta giornalistica, di 20 puntate condotta da Romano De Grazia per Il Tempo di Roma, \u00a0culminata con un referendum ed un convegno al quale parteciparono quasi \u00a0tutti gli esponenti politici regionali.<br \/>\nAll\u2019iniziativa aderirono quasi quattromila lettori, 1&#8217;88% dei quali \u0003alla fine si dichiar\u00f2 favorevole\u00a0 all&#8217;unificazione dei tre centri.<br \/>\nEntusiasmo alle stelle, grandi aspettative da parte di tutti i giovani,\u00a0 lametini e non, che pensarono avesse avuto il battesimo effettivamente la Brasilia del Sud che avrebbe segnato il cambio di passo della regione Cenerentola d\u2019Italia. Non c\u2019era, infatti, giorno in cui i \u201cpennaioli\u201d dell\u2019epoca, me compreso, non scrivessero di questa citt\u00e0 meravigliosa, quanto fantastica, che avrebbe dato il <strong>la<\/strong> allo sviluppo ed \u00a0ospitato l\u2019universit\u00e0, il centro siderurgico, l\u2019aeroporto, il porto, addirittura anche scendendo in sterili polemiche campanilistiche.<br \/>\nQuanto avvenuto \u00e8 noto a tutti: dallo scrigno lametino, come accadde per il vaso di Pandora, si liberarono nel cielo gli spiriti maligni (\u2018ndrangheta, malaffare, corruzione, malapolitica ed incapacit\u00e0 gestionale) che, giorno dopo giorno, presero il sopravvento sulle buone intenzioni: Zingonia, Brasilia, Lamezia provincia, centro siderurgico, universit\u00e0 sono rimasti solo pallidi ricordi di sogni solo sognati. Protagonisti dello scempio non una ignara e curiosa fanciulla, ma una classe politica vuota di contenuti, \u00a0parolaia quanto mendace, opportunista quanto trasformista. Sul fondo dello scrigno lametino, come nel racconto di Edipo, rimase inchiodata la speranza, non pi\u00f9 verde nel suo vitale fulgore e, quel che \u00e8 peggio, sulle scene manc\u00f2 un\u2019 altra avvenente, trasgressiva e pasionaria \u00a0Pandora.<br \/>\nLo stesso sen. Perugini gi\u00e0 nel 1979, undici anni trascorsi inutilmente dopo la costituzione della citt\u00e0 della Piana, quando \u00a0all\u2019entusiasmo avrebbe dovuto avere gi\u00e0 seguito quanto meno uno straccio di programmazione, alla domanda di un giornalista: <strong><em>il disegno di Lamezia \u00e8 dunque fallito?<\/em><\/strong> rispose con fierezza ed orgoglio <strong>\u201c<em>riteniamo di no. Continuiamo ostinatamente a ritenere di no! Perch\u00e9 la forza delle idee non potr\u00e0 non prevalere sulla politica di piccolo <\/em><\/strong><strong><em>cabotaggio, sui compromessi, sui tradimenti, sulle furberie abili o maldestre.<br \/>\n<\/em><\/strong>Invece niente di tutto ci\u00f2: imperterriti i \u201cpoliticanti\u201d calabresi, tra una sottile voluta di fumo e l\u2019altra, \u00a0<strong><em>si fumarono\u00a0 Zaz\u00e0<\/em><\/strong><em>.<br \/>\n<\/em><strong>E tra una voluta di fumo e l\u2019altra,<\/strong> svanivano nell\u2019aria le immagini delle\u00a0 ciminiere fumanti delle industrie, l\u2019universit\u00e0, la citt\u00e0 della piana e, giorno dopo giorno, i sogni cedettero il passo all\u2019amara realt\u00e0 che oggi stiamo ancora vivendo.<br \/>\nTroppo bello sarebbe stato se \u201ctutti per uno ed uno per tutti\u201d si fosse trovato il diapason che desse il via all\u2019orchestra.<br \/>\nEd i sentori dei tranelli, delle camarille, degli agguati si percepivano gi\u00e0 nell\u2019aria. Infatti lo stesso Romano De Grazia, nelle note \u00a0conclusive della sua inchiesta scriveva:\u00a0 <strong>\u201c<em>ci guardavamo in giro, forse nell&#8217;inconscia inconfessata speranza di trovare qualcuno che ci svelasse finalmente il volto del nostro avvenire. Si far\u00e0 davvero la nuova grande citt\u00e0<\/em> <em>o essa rimarr\u00e0 soltanto tra le pagine della nostra fantasia, popolata da spettri?<\/em><\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1853 alignright\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/referndum-lametino.png\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/referndum-lametino.png 342w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/referndum-lametino-300x214.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/>E proprio cos\u00ec \u00e8 andata la favola di Lamezia, quarta provincia della Calabria, motore grippato dello sviluppo regionale o addirittura\u00a0 maternit\u00e0 interrotta da chi questo parto non voleva.<br \/>\nNon \u00e8 mia intenzione fare dietrologia, addossare la croce a questo o quello. A prescindere dal colore e dalle casacche indossate le scene sono state calcate solo da quacquaraqu\u00e0 che non hanno saputo guardare oltre la siepe del proprio orticello:<strong> ieri come oggi!<br \/>\n<\/strong><strong>La storia \u00e8 quella \u00a0qui inconfutabilmente narrata: Lamezia \u00e8 stata boicottata, ingannata, raggirata fin dalla nascita con la connivenza dei suoi stessi rappresentanti politici, complici e manutengoli di chi non voleva che questo territorio assurgesse al ruolo vocato.<br \/>\n<\/strong>Mi girano, pertanto, gli zebedei nel momento in cui un fantomatico comitato istituito dal comune di Lamezia Terme si appresta ad organizzare le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell\u2019 istituzione della citt\u00e0 della piana, oggi tesa e protesa ad accreditare la <strong>vaianazza <\/strong>dopo che dalle stalle sono fuggite le vacche e con esse sepolte le <strong>speranze di ricoprire un qualsiasi ruolo\u2026da protagonista non da comparsa.<br \/>\n<\/strong>Onestamente non ravviso motivi di gaudio, anzi di mortificazione, perch\u00e9 se guardo oggi la citt\u00e0 e penso alle premesse per le quali era nata, non credo\u00a0 ci sia niente da celebrare se non\u00a0 la pochezza di una classe politica sempre pi\u00f9 in sedicesima, di una corruzione sempre pi\u00f9 devastante, di un malaffare dilagante e di un improvvisato pressapochismo che non porta da nessuna parte.<br \/>\nSe la memoria non mi inganna fin dal tempo dei Romani i trionfi e le celebrazioni venivano realizzati per fissare la memoria di un imperatore trionfatore grazie alle sue gesta,\u00a0 alle imprese dei suoi generali, alla grandezza di una Roma sempre pi\u00f9 imperiale.<br \/>\nMa in quest\u2019affresco regional &#8211; paesano pi\u00f9 che di celebrazioni per <strong>il cinquantenario dell\u2019istituzione<\/strong> della citt\u00e0, forse varrebbe la pena istituire <strong>un muro del pianto <\/strong>sul quale effigiare i protagonisti della pi\u00f9 grande, della pi\u00f9 turpe truffa perpetrata ai danni di una popolazione che, tra l\u2019altro, non ha ancora trovato n\u00e9 l\u2019identit\u00e0 n\u00e9 tanto meno l\u2019orgoglio dell\u2019appartenenza.<br \/>\nEbbene si, avrei visto certamente di buon occhio la costituzione di un comitato che ricordasse ai nostri figli quanto <strong>pressapochisti<\/strong>\u00a0 e non aggiungo altro epiteto, sono stati i loro padri.<br \/>\nLamezia, buon genetliaco! C\u2019\u00e8 poco da stare allegri? Forse hai ragione, non eri niente ieri, sei men che meno oggi. Grazie, grazie a tutti i pifferai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiodo ci racconta che il vaso di Pandora era un dono fatto da Zeus alla prima donna mortale, tra l\u2019altro leggiadra ed avvenente fanciulla, raccomandandole di non aprirlo. Ma la curiosit\u00e0 \u00e8 femmina e Pandora l\u2019apr\u00ec. 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