{"id":1860,"date":"2017-08-10T09:52:24","date_gmt":"2017-08-10T07:52:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1860"},"modified":"2017-08-10T09:52:24","modified_gmt":"2017-08-10T07:52:24","slug":"fiori-di-corbezzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1860","title":{"rendered":"Fiori di corbezzolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon so perch\u00e9 sono sempre stato attratto dalle cose, dalle persone e dalle azioni semplici, silenti alle quali nessuno fa caso perch\u00e9 seppellite nei meandri dell&#8217;ovvio, nei luoghi comuni!\u201d.<br \/>\nCon questo incipit il dott. Gaspare Caputo presenta la nuova raccolta di liriche intitolata <em>Fiori di corbezzolo<\/em>: una dichiarazione di poetica e contemporaneamente l&#8217;indicazione dell&#8217;angolazione scelta per guardare e rappresentare il mondo, il proprio mondo poetico che, come avviene ai veri poeti, \u00e8 unico e inconfondibile, lontano da stereotipi e parole scontate della gente comune e dei media.<br \/>\nIn una lunga erudita spiegazione il corbezzolo, che in dialetto definiamo <em>cacumbaru <\/em>o, con l&#8217;assimilazione nasale della <em>-b- <\/em>come avviene nei paesi del lametino settentrionale &#8211;<em>cacummaru-, <\/em>diventa per Caputo il simbolo della riscoperta di ci\u00f2 che \u00e8 semplice ma anche prezioso: \u201cgli antichi Romani ben conoscevano le virt\u00f9 terapeutiche delle foglie, delle bacche e del miele del corbezzolo\u201d.<br \/>\nCaputo resta cos\u00ec fedele al suo mondo poetico, quello espresso nelle poesie dialettali nelle due precedenti raccolte pubblicate nel 2007 e nel 2015.<br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0 tra le prime due sillogi, la terza del 2017 ha i caratteri della novit\u00e0 nella scelta del mezzo linguistico, l&#8217;italiano, e in qualche misura nei contenuti, perch\u00e9 \u00e8 la lingua stessa a modificare l&#8217;approccio al reale: concreto, immediato e legato all&#8217;ambiente e alla cultura in cui si \u00e8 vissuti col dialetto. Consapevole della tradizione, delle forme metriche pi\u00f9 libere, degli stilemi e dei contenuti propri della tradizione letteraria con l&#8217;italiano.<br \/>\nIl richiamo alla tradizione \u00e8 gi\u00e0 evidente nella lirica introduttiva dedicata a Franco Berardelli, il poeta di Martirano morto giovanissimo di tisi e compaesano di Caputo.\u00a0 Gaspare Caputo vede in lui un precursore, anche perch\u00e9 in Berardelli egli ritrova la malinconia di chi coglie l&#8217;inevitabile appressarsi della morte e la consapevolezza della malattia che toglie gioia alla vita. La lirica esprime anche il senso di appartenenza ad un territorio, quello dei paesi intorno al Monte Reventino, che ha dato alla Calabria una rosa di grandi poeti dialettali: Michele Pane, Vittorio Butera, Dario Galli.\u00a0 Come fecero loro, Caputo ricorda nei suoi versi i motivi dell&#8217;ispirazione poetica di Berardelli e riecheggia le loro parole di rimpianto per la morte precoce del giovane poeta che si apriva alla vita.<br \/>\nTornano in questa raccolta in italiano i temi gi\u00e0 presenti nelle due precedenti raccolte in dialetto:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">l&#8217;infanzia con le prime esperienze sentimentali di un ragazzo che vive in un piccolo paese, in un ambiente modesto ma ricco di affetti sinceri (il padre, la madre, la nonna, la casa);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la natura incontaminata che fa da sfondo;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">i personaggi di quel piccolo mondo che hanno segnato profondamente quest&#8217;epoca della vita (<em>Gisella, Il mendicante<\/em>);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la fine delle illusioni (<em>La verit\u00e0, Storie, L&#8217;albero di Giuda, La mia bicicletta<\/em>)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i contorni realistici delle liriche in dialetto lasciano il posto ad una rappresentazione del dramma umano che supera i confini geografici della Calabria e tende a cogliere il senso di labilit\u00e0 della vita che fu proprio dei crepuscolari e di Berardelli, ma appartiene anche a tutti gli uomini quando i ricordi son tanti e le illusioni poche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon so perch\u00e9 sono sempre stato attratto dalle cose, dalle persone e dalle azioni semplici, silenti alle quali nessuno fa caso perch\u00e9 seppellite nei meandri dell&#8217;ovvio, nei luoghi comuni!\u201d. 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