{"id":1914,"date":"2017-08-22T14:19:15","date_gmt":"2017-08-22T12:19:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=1914"},"modified":"2017-08-22T14:19:15","modified_gmt":"2017-08-22T12:19:15","slug":"io-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=1914","title":{"rendered":"Io. Robot"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1917\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot.png\" alt=\"\" width=\"2268\" height=\"609\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot.png 2268w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot-300x81.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot-1024x275.png 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot-768x206.png 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot-1536x412.png 1536w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/iorobot-2048x550.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2268px) 100vw, 2268px\" \/>Mi \u00e8 capitato in questi giorni di vacanza di rileggere uno dei pi\u00f9 bei libri di fantascienza, la <em>Trilogia della Fondazione<\/em> dello scienziato e scrittore Isaac Asimov. La trilogia risale agli anni cinquanta del XX sec. ed \u00e8 la storia di uno scienziato di un lontano futuro che, prevedendo la fine dell&#8217;Impero Galattico e l&#8217;inizio di migliaia di anni di barbarie, crea una Fondazione per conservare la cultura e ripristinare la civilt\u00e0. Di Asimov \u00e8 anche una serie di racconti,<em> Io. Robot<\/em>, in cui sono protagonisti dei robot costruiti per servire l&#8217;uomo e dotati di intelligenza artificiale.<br \/>\nOggi viviamo in un momento di grande sviluppo tecnologico grazie all&#8217;elettronica e siamo di fatto immersi in una realt\u00e0 di intelligenze artificiali.<br \/>\nTelefonini, tablet, computer di casa consentono di avere attraverso la rete una miriade di informazioni e anche di poter interagire: si pu\u00f2 giocare in rete con avversari che non conosci sparsi nel mondo, si pu\u00f2 controllare il proprio conto bancario ed effettuare pagamenti, spedire e ricevere posta, accedere a giornali on-line, vendere e comprare oggetti, ecc.<br \/>\nSono tutti strumenti dotati di una forma di intelligenza non umana ma che lavora con processi razionali tipici dell&#8217;uomo (algoritmi) e che l&#8217;uomo ha inserito nelle macchine. Sempre pi\u00f9 macchine intelligenti svolgono lavori che prima faceva l&#8217;uomo, provocando la riduzione del lavoro umano e lo spostamento del lavoro da settori ormai informatizzati a settori a pi\u00f9 alta specializzazione e innovazione. La robotica investe ormai molti campi: dall&#8217;industria alla medicina, dal commercio elettronico al sistema finanziario internazionale: \u00e8 l&#8217;ultima rivoluzione tecnologica e quella che le istituzioni umane non riescono a governare pienamente perch\u00e9 tutto \u00e8 successo troppo rapidamente.<br \/>\nNon ho la competenza tecnica per parlare di elettronica; sono solo un appassionato lettore di libri di fantascienza fin da quando ero ragazzo. I romanzi dello scienziato Isaac Asimov, alcuni film come <em>2001: Odissea nello spazio<\/em> e\u00a0 <em>Blade Runner<\/em>, che sembrano frutto della fantasia sono opere di grande pregio artistico e che pongono seri problemi per l&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\n<em>2001: Odissea nello spazio <\/em>inizia con una lotta tra scimmie e con l&#8217;intuizione di una di loro di adoperare un grande osso come clava. In una sequenza indimenticabile la stessa clava lanciata in alto diventa un&#8217;astronave. E&#8217; una delle sintesi pi\u00f9 brillanti operate nell&#8217;arte e fa cogliere in un attimo il progresso che in pochi milioni di anni ha portato l&#8217;umanit\u00e0 dagli strumenti di pietra all&#8217;elettronica. L&#8217;intelligenza umana opera diversamente dalle intelligenze presenti nel mondo vegetale ed animale e il cervello umano ha subito in pochi milioni di anni uno sviluppo non solo di volume ma soprattutto di capacit\u00e0 di elaborare i dati dell&#8217;esperienza e trovare soluzioni ai problemi. A differenza di tutti gli altri esseri viventi, l&#8217;uomo infatti non si adatta all&#8217;ambiente secondo la famosa teoria di Darwin, ma modifica l&#8217;ambiente adattandolo ai suoi bisogni attraverso le tecniche. E questa \u00e8 la chiave del successo della specie<em> homo sapiens<\/em>, ma anche l&#8217;origine dei nostri problemi di sostenibilit\u00e0 ambientale e sovrappopolazione.<br \/>\nLo sviluppo del linguaggio umano \u00e8 stato fondamentale per la socializzazione, la trasmissione culturale, lo sviluppo tecnologico. Molte specie animali comunicano fra loro, ma solo l&#8217;uomo ha elaborato il complesso sistema simbolico \u00a0\u00a0che \u00e8 alla base delle lingue articolate.<br \/>\nAsimov racconta cosa potrebbe accadere se robot dotati di intelligenza artificiale giungessero a tal grado di complessit\u00e0 da sembrare umani: ad evitare rischi di conflitti egli ha immaginato le famose tre leggi della robotica. Ma siamo ancora molto lontani da questa possibilit\u00e0 perch\u00e9 solo ora si iniziano esperimenti con robot umanoidi capaci di imparare, come fanno naturalmente tutti i bambini, e a interagire con l&#8217;ambiente. Questo presuppone che si sostituiscano gli input di informazione che oggi avvengono tramite tastiera o col touchscreen, con terminali dotati di sensori complessi che sostituiscano i sensi umani e possano poi operare come strumenti sull&#8217;ambiente. Ma anche cos\u00ec saremmo lontani dalla realt\u00e0 umana. Nel corso di centinaia di millenni l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 evoluta fino a porsi problemi che esulano dalla semplice sopravvivenza e che nascono non dalla logica ma dal sentimento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1915\" aria-describedby=\"caption-attachment-1915\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1915 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Schermata-2017-08-22-alle-14.17.51-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1915\" class=\"wp-caption-text\">Sophia, un robot umanoide<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere ai propri bisogni spirituali l&#8217;uomo ha elaborato credenze religiose, processi filosofici e sistemi morali, ha immaginato e rappresentato il mondo reale o altri mondi possibili in letteratura, arte, cinematografia, ha gioito e sofferto innamorandosi. Forse un giorno un robot umanoide svilupper\u00e0 una tale massa di connessioni nei suoi circuiti elettronici da simulare le sinapsi dei neuroni cerebrali umani. Allora forse il robot si chieder\u00e0 chi \u00e8 e qual \u00e8 il senso della sua esistenza, e sar\u00e0 veramente difficile distinguere tra esseri umani a base carbonio, come siamo noi, ed esseri a base silicio come sono i computer. Da quel momento i Robot potrebbero dire:<em> cogito ergo sum\u00a0 <\/em>e pretendere una Carta dei diritti robotici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato in questi giorni di vacanza di rileggere uno dei pi\u00f9 bei libri di fantascienza, la Trilogia della Fondazione dello scienziato e scrittore Isaac Asimov. 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