{"id":2153,"date":"2017-12-14T08:58:37","date_gmt":"2017-12-14T07:58:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=2153"},"modified":"2017-12-14T08:58:37","modified_gmt":"2017-12-14T07:58:37","slug":"lamezia-mediterranea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=2153","title":{"rendered":"Lamezia Mediterranea"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-2154\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/fittantelam18-04-1024x901.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"235\" \/>Dall\u2019on. Costantino Fittante riceviamo e pubblichiamo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta dell\u2019on. Galati di fusione con Lamezia di tutti i Comuni dell\u2019area lametina, sa molto di demagogia pre-elettorale e serve solo per distogliere l\u2019attenzione dalla situazione drammatica in cui si versa la citt\u00e0 per il terzo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa.<br \/>\nUna distrazione grave, perch\u00e9 la situazione richiederebbe, invece, un impegno prioritario e forte per rimuovere il male che affligge la citt\u00e0: la presenza pervasiva della \u2018ndrangheta con la sua capacit\u00e0 di condizionare la vita sociale, economica e politica.<br \/>\nL\u2019urgenza, cio\u00e8, della costruzione degli anticorpi per evitare il ripetersi di infiltrazioni della delinquenza organizzata nelle Istituzioni locali e per liberare la citt\u00e0 dalla presenza e dall\u2019azione negativa delle cosche.<br \/>\nIl Consigliere Regionale dott. Scalzo, in merito alla proposta dell\u2019on. Galati, mostra condivisione e per esaltarne la bont\u00e0 afferma cose storicamente non vere.<br \/>\nLa fusione offrirebbe grandi e nuove opportunit\u00e0 sulla scia di quelle prodotte\u00a0 dall\u2019unificazione dei tre Comuni in Lamezia. E cita lo snodo dei trasporti e i poli agricoli e industriale.<br \/>\nIl Consigliere Scalzo ignora\u00a0 che sono interventi progettati, finanziati, appaltati e in gran parte realizzati prima del 1968, \u00a0data di nascita di Lamezia.<br \/>\nInfatti, le infrastrutture per la mobilit\u00e0 e le attivit\u00e0 produttive (nodo ferroviario, autostrada, trasversale dei Due Mari, Aeroporto, Nucleo Industriale, Diga Angitola e rete irrigua, Aziende Agricole moderne, ecc.) sono il frutto dell\u2019utilizzazione di leggi esistenti negli anni \u201960 (Cassa per il Mezzogiorno, Legge Speciale Calabria, Programma Agricolo Nazionale) e dell\u2019intensa e fattiva collaborazione Istituzionale dei tre Comuni di Sant\u2019Eufemia, Sambiase, Nicastro con quelli del circondario lametino e assieme con il Comune e la Provincia di Catanzaro.<br \/>\nUna collaborazione che prescindeva dal colore politico di chi amministrava questi Enti.<br \/>\nLa costituzione dei Consorzi per il Nucleo Industriale (originariamente cos\u00ec definito) e per l\u2019Aeroporto, sono stati decisioni importanti assunte nel rispetto delle reciproche autonomie, senza cio\u00e8 la pretesa di fusioni con il conseguente annullamento delle specificit\u00e0 e identit\u00e0 di ciascuno.<br \/>\nAnche le nuove e moderne aziende agricole, le strutture di trasformazione (Cantine e Oleifici Sociali), opera di imprenditori privati, dell\u2019Esac e di cooperative di produttori, sono antecedenti all\u2019unificazione di Lamezia.<br \/>\nDopo la fusione, calata dall\u2019alto con atto d\u2019imperio del Parlamento, \u00e8 prevalsa l\u2019ordinaria amministrazione, intervallata da crisi, cambi di maggioranze, di Sindaci e di Giunte, periodi lunghi di commissariamenti del Comune. Poco o niente di nuovo. Anzi regressione: il fallimento delle Cantine e Oleifici Sociali, l\u2019abbandono delle strutture dell\u2019Esac, il ridimensionamento di storiche aziende agricole.<br \/>\nUna triste realt\u00e0 a dimostrazione che non basta essere grandi, se non si ha una strategia, un progetto, se\u00a0 la grandezza proviene dall\u2019addizione di popolazione e di territorio e lo strumento <em>grande comune<\/em>, non\u00a0 \u00e8 stato ancorato ad una ben precisa strategia.<br \/>\nCon l\u2019unificazione si \u00e8 interrotta la costruttiva collaborazione con Catanzaro e si \u00e8 fatta strada la cultura della contrapposizione, opportunisticamente alimentata da settori ben individuati della societ\u00e0 lametina.<br \/>\nLamezia, dopo la mancata assegnazione della sede universitaria, non ha saputo realizzare il principale suo obiettivo: darsi un progetto di valorizzazione del proprio territorio e di un\u2019area pi\u00f9 vasta, quindi la costruzione di un rapporto innovativo con Catanzaro e con i Comuni che gravitano sull\u2019asse Tirreno \u2013 Jonio. Solo timidi e parziali tentativi con le Amministrazioni Lo Moro e Speranza, non pi\u00f9 di questo.<br \/>\nUn progetto fondato sull\u2019esaltazione delle tante risorse materiali e umane esistenti e sullo sfruttamento delle possibili opportunit\u00e0 offerte da decisioni esterne, con una proiezione calabrese e mediterranea.<br \/>\nQuesto costituisce ancora oggi il compito principale e l\u2019obiettivo da perseguire. Altro che nuove velleitarie e inutili fusioni.<br \/>\nSulla proposta dell\u2019on. Galati, mi sento di condividere le opportune e puntuali osservazioni espresse da Gianmarco Cimino dei giovani PD.<br \/>\nL\u2019esperienza insegna che, a proposito della fusione di pi\u00f9 Comuni, il dato quantitativo (popolazione \u2013 territorio) e gli incentivi finanziari temporanei, non possono rappresentare la base per determinare la scelta.<br \/>\nIl dato fondamentale deve essere piuttosto l\u2019elaborazione di un piano condiviso di sviluppo delle infrastrutture, dei servizi al territorio e alle persone, di recupero e ristrutturazione dei centri storici e delle zone urbanizzate, di sviluppo delle attivit\u00e0 produttive, di utilizzazione delle terre agricole e delle risorse naturali, ecc.. L\u2019ipotesi, cio\u00e8, di un processo di crescita e di elevazione della qualit\u00e0 ambientale, urbana e della vita.<br \/>\nIn Calabria l\u2019esistenza di oltre 400 Comuni, la gran parte piccoli e collocati in collina e montagna, pone l\u2019esigenza di aggregazioni e fusioni.<br \/>\nMa i processi aggregativi devono avere a monte, come\u00a0 pre-condizione, scelte e progetti di sviluppo capaci di prefigurare mutamenti positivi delle realt\u00e0. Altrimenti si riducono a pure semplificazioni senza prospettiva.<br \/>\nSi cominci, quindi, con le Unione dei Comuni o con le circoscrizioni previste dal Testo Unico degli Enti Locali, come sedi di elaborazione di strategie, di progetti e di gestione di servizi, dando alla fusione il ruolo di \u00a0atto conclusivo di un percorso comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019on. Costantino Fittante riceviamo e pubblichiamo. La proposta dell\u2019on. 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