{"id":2486,"date":"2018-04-20T17:28:10","date_gmt":"2018-04-20T15:28:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=2486"},"modified":"2018-04-20T17:28:10","modified_gmt":"2018-04-20T15:28:10","slug":"lidra-di-lerna-dalle-nove-teste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=2486","title":{"rendered":"L\u2019idra  di  Lerna  dalle  nove  teste"},"content":{"rendered":"<div style=\"font-size: medium;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola magica, per mettere un po\u2019 a posto i conti dello Stato e renderli pi\u00f9 controllabili, fu <strong><em>spending review.<\/em><\/strong> Se l\u2019invent\u00f2 Monti, nel 2011, allo scopo di ridurre gli sprechi, le spese sostenute per il funzionamento degli uffici e per erogare i servizi ai cittadini. Per via della maggior chiarezza gestionale e dei tagli imposti alle spese i bilanci avrebbero dovuto \u201csorridere\u201d o, per lo meno, accennare ad una smorfia che somigliasse a tale espressione. Da quel d\u00ec i governi che si sono succeduti ed anche le varie forze politiche presenti in quest\u2019ultima campagna elettorale hanno, pi\u00f9 o meno, utilizzato la <strong><em>\u201cspending review\u201d <\/em><\/strong>\u00a0come la cassaforte alla quale attingere per, ipoteticamente, finanziare le loro mirabolanti promesse.\u00a0Le societ\u00e0 partecipate, fondazioni in house ed enti strumentali, grandi accumulatori di debito pubblico, fatta qualche eccezione, sono 8\/9000 sparsi su tutto il territorio nazionale. L\u2019obiettivo, auspicato dall\u2019allora commissario alla spending review, Cottarelli anno 2014, era di portarle a mille.\u00a0La legge di stabilit\u00e0 2015 poi, ha imposto agli enti locali &#8211; regioni e comuni &#8211; \u00a0l\u2019avvio di un processo di razionalizzazione che potesse produrre risultati positivi gi\u00e0 entro il 31 dicembre 2015.\u00a0Allo stato attuale, poich\u00e9 la Corte Costituzionale ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 di alcuni articoli della legge di stabilit\u00e0, la riforma proposta dalla ministra Marianna Madia, \u00e8 stata \u201ccongelata\u201d, quindi in attesa che il nuovo governo l\u2019\u00a0esamini e l\u2019approvi.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2498 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/catanzaro-cittadella-regionale-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"209\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche la Regione Calabria, investita dallo tsunami delle partecipate<\/strong>, ha affrontato il problema ed, a marzo 2015, non solo\u00a0 ha approvato <em>il piano di razionalizzazione delle societ\u00e0 e delle partecipazioni societarie con interventi articolati in eliminazioni, aggregazioni e riorganizzazione, <\/em>ma addirittura <strong><em>sono stati normalizzati nella gestione e\/o rilanciati nella loro missione<\/em><\/strong><em> tutti gli enti e le partecipate regionali in grado di svolgere una funzione positiva nei settori dell\u2019 economia e dei servizi.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Minchia Signor Tenente, cantava a Sanremo nel 1994 Giorgio Faletti! \u00a0Questa volta allo startup abbiamo bruciato tutti. Se cos\u00ec fosse ! <em><br \/>\n<\/em><\/strong>Vediamo un po\u2019 come stanno effettivamente le cose considerando solo l\u2019ente regionale e tralasciando comuni e province calabre, interessate dallo stesso disposto legislativo.<br \/>\nAd oggi l\u2019ente regionale detiene: <strong>partecipazioni nel capitale di otto societ\u00e0 attive<\/strong> che non sto ad elencare; <strong>partecipazioni in dieci societ\u00e0<\/strong> poste in liquidazione;\u00a0 <strong>partecipazioni in tre societ\u00e0 fallimentari, <\/strong>pacchetto che vale, pi\u00f9 o meno, \u00a0<strong>46 milioni di euro.<br \/>\n<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>A queste<strong> vanno <\/strong>\u00a0aggiunti gli<strong> enti strumentali e le fondazioni, <\/strong>che costituiscono<strong> il\u00a0 pozzo di San Patrizio<\/strong> alimentato, solo dal 2012 al 2015,\u00a0 da circa <strong>449 milioni di eurolacrime dei calabresi.<br \/>\n<\/strong><em>L\u2019articolato intervento regionale<\/em> non ha <strong>per\u00f2 convinto la Corte dei Conti che lamenta, <\/strong>con precise indicazioni &#8211;\u00a0 <strong>come, quando e dove <\/strong>\u2013 le anomalie riscontrate: <strong>problemi di trasparenza, gravi carenze informative, inadempienza nell\u2019esercizio dei propri poteri\/doveri, non applicazione di numerose leggi<\/strong> regionali in materia di riduzione degli oneri delle societ\u00e0 partecipate e degli enti strumentali.<br \/>\nOr dunque non \u00e8 che si voglia buttare, ad ogni costo, la croce addosso ad alcuno ma, poich\u00e9 la partita &#8211;<strong>partecipate<\/strong>, <strong>fondazioni ed enti strumentali<\/strong> &#8211;\u00a0 pesa enormemente sul bilancio calabrese meriterebbe ben altra attenzione<strong>. Sarebbe, infatti, delittuoso non estirpare il bubbone alla radice e mettere ordine concretamente in quella che \u00e8 stata definita \u201cla giungla dei misteri\u201d.<br \/>\n<\/strong>Fin dalla notte dei tempi le societ\u00e0 partecipate sono state prebende ed appannaggio di amici, di simpatizzanti e trombati della politica. Ad esse si \u00e8 sempre guardato non come aziende che devono produrre e vivere di luce propria, ma come modo e mezzo per continuare ad esercitare e gestire il potere secondo logiche clientelari, quelle stesse che hanno generato Calabria Etica, Calabresi nel mondo, che sono solo la punta dell\u2019iceberg.<br \/>\n<strong>Fatta qualche eccezione \u00e8 tutto un mondo in perdita nel quale brillano per malagestione<\/strong> Calabria Verde ex Afor (\u00e8 l\u2019argomento del giorno) che ha ridotto le spese di quisquilie, ma ha aumentato i costi del personale (da 145 a 209) e raddoppiato quelli di manutenzione di macchine ed attrezzature non informatiche per il funzionamento degli uffici;\u00a0 dalla Sogas spa (aeroporto di Reggio C.) dalla Fincalabra e da Ferrovia della Calabria.<br \/>\nMalgrado gli sforzi fatti dall\u2019ente regionale non si pu\u00f2 non constatare quanto si \u00e8\u00a0 ancora lontani da una gestione <strong>efficiente, consapevole e\u00a0 produttiva<\/strong>.<br \/>\n<strong>Certo gli enti strumentali vanno tenuti in vita perch\u00e9 dispenser di servizi<\/strong>, ma allo stato, danno l\u2019impressione che tanti carrozzoni ed\u00a0 enti inutili\u00a0 <strong>servano solo a mantenere comode poltrone per glutei stanchi.<br \/>\n<\/strong>Intanto intruppati aedi compongono \u201cpoemi\u201d inneggianti alle gesta della compagine governativa regionale mentre rapsodi ne \u00a0magnificano l\u2019operato \u201cspolverando\u201d addirittura <strong><em>la resilienza e la tenacia<\/em> <em>di\u00a0 una regione in cammino che, malgrado le condizioni e gli eventi avversi<\/em><\/strong>, resiste e positivamente reagisce.<br \/>\nPur facendo, per\u00f2, \u00a0un grosso sforzo di fantasia la Calabria, un lustro dopo l\u2019altro, un anno dopo l\u2019altro, non riesce a togliersi di dosso la zavorra ed, ostinatamente, presidia i fondi di ogni classifica, mentre\u00a0 i nostri governanti esultano perch\u00e9 il pil regionale \u00e8 aumentato di uno \u00a0O,1, forse dovuto alla cattura di qualche redento contribuente o al maggior conferimento statale che tiene conto della popolazione presente in anagrafe e non di quella effettivamente presente.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2496\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/PIL_01.png\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/PIL_01.png 499w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/PIL_01-234x300.png 234w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/>Piangono, invece, i calabresi nel vedere che, dopo la crisi economica registrata in Italia come in tutta la<\/strong>\u00a0\u00a0<strong>comunit\u00e0 europea<\/strong>, al momento della pur lieve ripresa registrata dall\u2019Istat,\u00a0 la nostra regione segna il passo ed addirittura non riesce a raggiungere nemmeno i valori registrati nel 2008, mentre aumenta il divario nord \u2013 sud e la forbice si amplia: \u00a0il Pil pro capite medio delle prime tre regioni, (riferimento 2014) ammonta a 34.370 euro contro 15.806 euro delle ultime tre in classifica, le solite Sicilia, Campania e \u00a0Calabria.<br \/>\n<strong>Terra, quest\u2019ultima, dove tutti i servizi sono ridotti al lumicino, a cominciare dalla Sanit\u00e0 dove imperversa la falce di Scura, sempiterno governativo commissario,\u00a0 sostenitore della \u201c migrazione sanitaria\u201d seconda la formula, a tariffa low cost, \u201ctwo is better than one\u201d.<br \/>\n<\/strong>A braccetto poi,\u00a0 il lavoro e la disoccupazione &#8211;\u00a0 quella giovanile\u00a0 fa registrare un tasso del 58,7%, la peggiore regione d\u2019Europa \u2013 <strong>testimonianza eloquente di politiche del lavoro inadeguate<\/strong>. Ci\u00f2 non toglie per\u00f2, \u00a0la gioia ai nostri numi tutelari esultanti perch\u00e9 nel 2017 la percentuale ha subito una <strong>deminutio <\/strong>dello 0,5. Vivaddio dall\u201911,7% \u00e8 passata all\u201911,2%. Magari \u00e8 il frutto di quei contratti a chiamata, che costituiscono la legittimazione del lavoro nero!<br \/>\nE poi, e poi la corruzione, il malaffare, il triste connubio politica &#8211; mafia, il voto di scambio, i costi della politica che continuano a lievitare\u2026<strong>insomma l\u2019idra di Lerna dalle nove teste che tutto divora.<br \/>\n<\/strong><strong>Cercasi disperatamente un novello Eracle!\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola magica, per mettere un po\u2019 a posto i conti dello Stato e renderli pi\u00f9 controllabili, fu spending review. 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