{"id":2613,"date":"2018-05-22T09:00:58","date_gmt":"2018-05-22T07:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=2613"},"modified":"2018-05-22T09:00:58","modified_gmt":"2018-05-22T07:00:58","slug":"qualche-parola-sul-reddito-di-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=2613","title":{"rendered":"Qualche Parola sul Reddito di Cittadinanza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2615\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Professione-disoccupato2.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Professione-disoccupato2.jpg 1280w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Professione-disoccupato2-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Professione-disoccupato2-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Professione-disoccupato2-768x559.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/>Nel marzo di quest\u2019anno a Giovinazzo (BA) era a malapena scoccato il termine delle consultazioni che gi\u00e0 il sussidio si dava per bell\u2019e fatto, complici le fake news di qualche buontempone, ed anche la brama che anticipa l\u2019acquolina sul pasto.<br \/>\nLa diagnosi formulata allora, e a tutt\u2019oggi valida \u00e8 che tutto un popolo di NEET <em>(acronimo che sta per persone non<\/em><em>impegnate nello studio, n\u00e9 nel lavoro, n\u00e9 in formazione n.d.r.)<\/em>e di precarizzati cronici aneli a questa soluzione da tempo ventilata, sempre rimandata per \u201cnon luogo a procedere&#8221;, <strong>riveduta, procrastinata, riproposta capziosamente in clima elettorale e riscaraventata nel semenzaio dei \u201cforse\u201d e dei \u201cpoi vedremo\u201d.<br \/>\n<\/strong>Nominando ora reddito di cittadinanza, ora indennit\u00e0 tal dei tali questa misura di ridistribuzione monetaria, i rappresentanti di partito hanno giocato per anni a rimpiattino con la necessit\u00e0 di un sostegno serio ed indifferenziato per chi versa in ristrettezze finanziarie, il quale del resto (altro che lusso, o gentile concessione di perle ai porci!) <strong>non si limiterebbe che ad allineare il nostro stato alla media welfare del resto dell\u2019Europa.<br \/>\n<\/strong>L\u2019attuabilit\u00e0 della misura &#8211; fra chi \u00e8 scettico e chi contrario per motivi ragionati o semplicemente perch\u00e9 opponga il fattore etico a un intervento che smorzando nei giovani ogni volitivit\u00e0 alla lotta nell\u2019affermazione lavorativa, fabbrichi agli effetti un vivaio generazionale di malve e vitelloni &#8211; emerge in maniera sempre pi\u00f9 chiara emancipandosi dalla velleitarismo che la contraddistingueva sulle prime.<br \/>\n<strong>Il <em>libro dei numeri<\/em>contabili, parla ad esempio per l\u2019anno 2013 di 9 miliardi erogati come sussidio ASPI, pi\u00f9 altri 5 di cassa integrazione ordinaria e straordinaria, e tralascio di inserire in questa sommatoria il nuovissimo REI o \u201creddito di inclusione\u201d, <\/strong>pi\u00f9 altri svariati ammortizzatori<strong>m<\/strong>inimi. Il costo totale del reddito di cittadinanza \u00e8 invece stimato secondo l\u2019abbozzo presentato dal M5S in circa 15 milioni di euro. Ci\u00f2 non pare in termini monetari quel salasso di cui volevano convincerci a ogni costo, salvo non lo siano di gi\u00e0 gli ammortizzatori vigenti.<br \/>\nCredo che i termini di fattibilit\u00e0 riguardino pi\u00f9 che le coperture finanziarie, l\u2019intero sistema di individuazione dei destinatari e di erogazione dei sussidi, l\u2019immensa macchina che dovr\u00e0 mettersi in moto anche ai fini della collocazione o ricollocazione lavorativa.<br \/>\nQuanto alla vox populi, nel circolo dei pi\u00f9 forti e pertinaci detrattori del reddito di cittadinanza &#8211; duole dirlo &#8211; si situano proprio gli impiegati storici, <strong>i seduti da tempo immemore &#8211; e tutti \u201cper merito\u201d<\/strong>ovviamente &#8211; i quali ignari della situazione attuale seguita all\u2019evolversi della vessazione eurocratica, e troppo ottimisti riguardo la rispondenza domanda-offerta di lavoro, <strong>tacciano i giovani d\u2019imperizia e di neghittosit\u00e0 in un accesso enfatico fra il paternalismo e il livore.<br \/>\n<\/strong><strong>Ozio o non ozio, per troppo tempo la classe lavoratrice \u00e8 stata tenuta in scacco da contratti che definire \u201ccapestro\u201d non \u00e8 abuso e da alcuni ritrovati disumani, classificati sotto il nome orwelliano di lavori di somministrazione e contratti a progetto. <\/strong>Gli uffici di collocamento si sono limitati ad accogliere l\u2019inizio o la cessazione di attivit\u00e0 lavorative non da loro distribuite. Nell\u2019abisso che chiama <strong>l\u2019abisso dell\u2019inoccupazione pi\u00f9 nera<\/strong>si \u00e8 arrivati a reputare privilegiati i lavoratori precari che, nella stagione di inattivit\u00e0, potevano fruire dell\u2019ASPI, un\u2019autentica manna, pi\u00f9 che per il lavoratore, per i somministratori infedeli.<br \/>\n<strong>Per troppo tempo, stretti dalle contingenze, abbiamo favorito il sistema al ribasso delle interinali e delle aziende razziatrici o abbiamo corteggiato l\u2019inclusione in quelle fumose quanto circoscritte short list cui la crisi occupazionale ha fornito la dignit\u00e0 e l\u2019aureola di autentiche liste di Schindler;<\/strong>per troppo tempo abbiamo subito il vile e spregevole aut aut dell\u2019imprese che minacciavano delocalizzazioni sotto lo sguardo connivente dei sindacati, mentre i vecchi adagi<strong><em>\u201cil lavoro nobilita l\u2019uomo\u201d e \u201cchi non lavora non ha diritto di nutrirsi<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em>sono stati adoperati per crocifiggere nonch\u00e8 rinfocolare il disagio di chi non si \u00e8 mai adattato a lavorare alle condizioni inumane di uno schiavista post litteram<br \/>\nCon l\u2019introduzione di un sussidio universale garantito la giostra girerebbe finalmente in senso opposto, e il lavoratore potrebbe davvero vedersi restituita la sua dignit\u00e0. Numerosi ed in pi\u00f9 campi, si innescherebbero dei circoli virtuosi, il primo dei quali sarebbe guardare alla propria professione <strong>non pi\u00f9 come a un mezzo di sussistenza <\/strong>poco pi\u00f9 che alimentare che prende alla gola e aliena anima e corpo, tale quando si \u00e8 stretti dalla necessit\u00e0<strong>, ma come a un campo creativo di affermazione del proprio essere rispetto a se stesso;<\/strong>perci\u00f2 che l\u2019intervento necessario e dovuto rechi su di se il marchio o lo stigma di un partito come di un altro \u00e8 indifferente purch\u00e9 passi infine alla votazione. <strong>Ma non scordiamoci che in ogni caso sarebbe comunque in ritardo sulla disperazione e il suicidio di parecchi nostri connazionali, meglio: fratelli italiani. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel marzo di quest\u2019anno a Giovinazzo (BA) era a malapena scoccato il termine delle consultazioni che gi\u00e0 il sussidio si dava per bell\u2019e fatto, complici le fake news di qualche buontempone, ed anche la brama che anticipa l\u2019acquolina sul pasto. 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