{"id":287,"date":"2015-03-29T18:56:27","date_gmt":"2015-03-29T16:56:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=287"},"modified":"2015-03-29T18:56:27","modified_gmt":"2015-03-29T16:56:27","slug":"non-cio-che-divide-ma-cio-che-unisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=287","title":{"rendered":"Non ci\u00f2 che divide ma ci\u00f2 che unisce"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/FOTO-LAMEZIA-TERME.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-290\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/FOTO-LAMEZIA-TERME-150x150.jpg\" alt=\"FOTO LAMEZIA TERME\" width=\"228\" height=\"228\" \/><\/a>(r.b.)<\/em> Abbiamo chiesto a don Antonio Marghella di scrivere qualcosa sulla citt\u00e0 di Lamezia. Rivolta a un sacerdote, una richiesta del genere potrebbe apparire quanto meno inusuale. Cos\u00ec, per\u00f2, non \u00e8. Perch\u00e9 don Antonio \u00e8 memoria storica cittadina, diretto testimone dell\u2019entusiasmo che, nei primi anni sessanta, sollev\u00f2 la proposta di unificare i tre comuni che, nel 1968, avrebbero dato origine a Lamezia Terme.<br \/>\nPurtroppo, sin dall\u2019origine, il cammino della nuova citt\u00e0 \u00e8 stato costellato da speranze frantumate, sogni rimasti tali, delusioni, compromessi\u00a0 e tradimenti, raggiri e furberie.\u00a0 Che non sembrano mai finire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSalvami, Signore! non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un uomo fedele;<br \/>\n<\/em><em>\u00e8 scomparsa la fedelt\u00e0 tra i figli dell&#8217;uomo,<br \/>\n<\/em><em>si dicono menzogne l&#8217; un l&#8217;altro,<br \/>\n<\/em><em>labbra bugiarde parlano con cuore doppio&#8230;<br \/>\n<\/em><em>&#8230; Mentre gli empi \u00a0si aggirano intorno,<br \/>\n<\/em><em>emergono i peggiori tra gli uomini.\u00bb<br \/>\n<\/em><em>(dal\u00a0 Salmo 12)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande Papa Giovanni XXIII ci ha insegnato che per fare bene bisogna cercare negli altri non quello che divide, ma quello che unisce.<br \/>\nPer la vera rinascita di Lamezia occorrerebbe avere unit\u00e0 e spirito di sincera collaborazione, mettendo da parte le proprie vedute e i propri interessi ed essere disposti a dialogare con fiducia e rispetto per gli altri.<br \/>\nTanti si sentono capaci e disposti a reggere le sorti della citt\u00e0, alcuni in mala fede, altri, che forse ingenuamente e con generoso entusiasmo intendono lanciarsi alla conquista del potere, non hanno chiara l&#8217;idea che la nostra citt\u00e0 non ha bisogno di comandanti, ma di servi; si perch\u00e9 dirigere una comunit\u00e0 significa mettere veramente la propria vita, il proprio tempo, le proprie capacit\u00e0 all&#8217;ascolto e al servizio di tutti, specie dei pi\u00f9 deboli e di quanti sono emarginati.<br \/>\nUn grandioso esempio ce lo sta dando Papa Francesco, e per questo la gente lo segue e lo ama. Un sindaco non appartiene pi\u00f9 a se stesso, ma deve essere disposto a donare tutto se stesso per gli altri, in tutti i momenti della sua vita; deve saper conquistare\u00a0 i cuori di tutti con sincerit\u00e0 e umilt\u00e0.<br \/>\nA Lamezia occorre dare un svolta decisiva per cambiare la mentalit\u00e0 gretta e diffidente, pi\u00f9 portata alle critiche e alle divisioni, ma molto scarsa alla collaborazione; una citt\u00e0 come Lamezia avrebbe bisogno di unit\u00e0 sincera e costruttiva, usando e cercando strumenti adatti per comunicare con i cittadini, per educare alla cultura, al rispetto, alla creativit\u00e0, alla laboriosit\u00e0 (come era la passione del glorioso artigianato del passato) e alla ricerca del benessere comune; il protagonismo, al contrario, crea divisioni e sconforto portando, forse, frutti isolati e scadenti. Purtroppo anche in tante famiglie esistono divisioni per interessi personali: quanti esempi conosciamo di personaggi che si sono sacrificati nel lavoro per assicurare un avvenire sicuro ai propri figli, ma poi, alla morte del genitore, i figli hanno dilapidato il patrimonio, producendo liti e inimicizie tra fratelli.<br \/>\nL&#8217; unificazione dei tre comuni era un magnifico sogno che avrebbe dovuto portare benessere per una comunit\u00e0 pi\u00f9 grande e piena di prospettive, capace di essere il vero centro operativo della Calabria, ma purtroppo il sogno \u00e8 svanito lasciando\u00a0 divisioni, malcontento e sfiducia.<br \/>\nFa rabbia vedere tanti piccoli paesi del circondario progrediti nel decoro, nella pulizia, nel sentirsi responsabili, positivamente orgogliosi della loro appartenenza, mentre la nostra citt\u00e0 sembra\u00a0 rassegnata, egoisticamente addormentata e le cose del patrimonio pubblico vengono considerate come cose di nessuno alla merc\u00e9 dei malintenzionati che indisturbati possono degradare, disprezzare, rubare.<br \/>\nBisogna svegliarsi e sperare in un avvenire migliore, ma la speranza non viene per natura come la primavera, \u00e8 necessario costruirla giorno per giorno con sacrificio e collaborazione, coinvolgendo le buone intenzioni e il generoso e paziente lavoro di tutti, in modo tale che se i risultati sono buoni, il merito \u00e8 di tutti, ma se non sono buoni, la colpa \u00e8 di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(r.b.) Abbiamo chiesto a don Antonio Marghella di scrivere qualcosa sulla citt\u00e0 di Lamezia. Rivolta a un sacerdote, una richiesta del genere potrebbe apparire quanto meno inusuale. Cos\u00ec, per\u00f2, non \u00e8. 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