{"id":2931,"date":"2018-09-25T19:04:33","date_gmt":"2018-09-25T17:04:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=2931"},"modified":"2018-09-25T19:04:33","modified_gmt":"2018-09-25T17:04:33","slug":"ripartiamo-dalla-domenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=2931","title":{"rendered":"RIPARTIAMO DALLA DOMENICA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2938\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Al-centro-commerciale-la-protesta-delle-commesse-4.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Al-centro-commerciale-la-protesta-delle-commesse-4.jpg 800w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Al-centro-commerciale-la-protesta-delle-commesse-4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Al-centro-commerciale-la-protesta-delle-commesse-4-768x511.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/>Una volta mi \u00e8 capitato di vedere l\u2019impiegato di un noto esercizio lametino\u00a0<\/strong>passeggiare tranquillamente e indaffaratamente su Corso G. Nicotera, abdicando una tantum &#8211; e per chiss\u00e0 quale disguido metafisico &#8211; dal suo ordinario lavorio, nel cui domino lo avevo fino ad allora, e a scanso di eccezioni, sempre visto districarsi.<br \/>\n<strong>La cosa mi fece l\u2019impressione di un ombrello adagiato su un tavolo operatorio, o di qualsivoglia altra magnifica trovata dadaista. <\/strong>Fino a quell\u2019attimo, dicevo, non l\u2019avevo intravisto che dietro una cassa a compiere il suo officio come un sacerdote dietro l\u2019altare, mattina e sera e feste comandate, cos\u00ec che quella posa, nel mio immaginario, era divenuta la sua unica ed autentica ragione d\u2019esistere: nessun retroterra privato, nessuna riserva di alterit\u00e0, niente che non fosse quel compito e quell&#8217; attribuzione specifica. <strong>Il suo ruolo non travalicava i limiti di una comparsa relegata\u00a0<\/strong>alla sua breve battuta (sempre la stessa), in un canovaccio i cui primi attori, spalleggiati, dovevano essere ben altri, mentre la sua pi\u00f9 intima persona risultava plenariamente incarnata alla sua professione, o peggio costituiva un prolungamento di quest\u2019ultima. Il nostro amico era, con altri termini, ridotto essenzialmente a ci\u00f2 che aveva pi\u00f9 che a ci\u00f2 che era realmente. Ovvio che ci\u00f2 calzasse benissimo, nonch\u00e8 agli avventori dell\u2019esercizio, specialmente al suo titolare.<br \/>\n<strong>Pensavo si trattasse di uno di quei casi\u00a0<\/strong>in cui il soggetto in questione poteva ben essere economicamente rimpiazzato da:<\/p>\n<ol>\n<li>a) una sagoma in compensato o in plexiglass riproponente le sue precise fattezze, allo scopo di sopperire alle sue lunghissime assenze nel lato familiare;<\/li>\n<li>b) un automa a carica il cui banalissimo algoritmo avrebbe assolto alla previsione sistematica dei suoi scarni, sobri e reiterati movimenti in negozio.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutto qui? Che ne era dunque dell\u2019anima che stride forsennata\u00a0<\/strong>e che tempesta alle porte sconosciute? Dell\u2019anima mistica e viva che rinomina le cose, che demolisce i necrofili apparati del pensiero unico, che traccia le translucide mappe dell\u2019avvenire, che mina e disinnesca dall\u2019interno, anche infrascata in un delirio ordinato di materia e di numeri ricorsivi?<br \/>\nCerto anche lui doveva possederla, ma proprio allora che aveva la facolt\u00e0 di spiegarla in tutto il suo libero fulgore, stava quasi inebetito e disperso in una vastit\u00e0 agorafobica, si vedeva come ignorava quale utilizzo potesse farne, era chiaro che avere un\u2019anima, per lui, in quel dato momento, costituiva un insostenibile gravame, e, scommetto, all\u2019occorrenza sarebbe preferibilmente scappato a rifugiarsi nel suo caro negozio, ad inanellare qualche ora di straordinario, rigorosamente non retribuita. Il fenomeno di Schopenhauer, il semicieco principio di causa lo riassorbiva da ogni direzione. La sua era la felicit\u00e0 di chi ama le proprie catene, e nessuno, tantomeno io, avrebbe potuto biasimarlo.<br \/>\n<strong>A queste identit\u00e0 anonime, ad estremi umani talora peggiori conduce il neoliberismo pi\u00f9 sfrenato<\/strong>, alla pratica ossessiva e fine a se stessa in nome di una crescita ingiustamente parziale, ipotecando pezzo a pezzo la nostra parte viva in un <em>cattivo infinito<\/em>, senza storia n\u00e8 risvolto. Tutti i punti acquisiti in termini di diritti lavorativi scivolano via gradatamente fagocitati da un sistema per cui il tempo non \u00e8 che moneta, un sistema che investe tutto a tal fine e per cui anche i nostri capelli saranno prima o poi contati per essere inseriti nell\u2019ordine produttivo.<br \/>\n<strong>Ma la pi\u00f9 grande vittoria del pensiero unico, il suo autentico capolavoro persuasivo sta nel convincimento diffuso che questa lenta agonia sia la <em>panglossia<\/em><\/strong>, il migliore dei mondi possibili. Le armi minatorie dello spread e della ritorsione finanziaria dispongono di tutto il potere necessario per far sembrare \u201cpoliticamente inevitabile ci\u00f2 che \u00e8 socialmente inaccettabile\u201d: donde la cessione lenta e inesorabile di ogni conquista democratica e sindacale. <strong>\u00c8 curioso come ogni mozione spacciata per evolutiva, sottenda in realt\u00e0 un\u2019involuzione nel senso di cui sopra, e come ogn<\/strong>i conato rivoluzionario che procede dall\u2019alto si allinei nella formula della precarizzazione e del <em>just in time<\/em>, le quali aderiscono sempre alla vita in genere, nella stessa maniera in cui aderiscono uno dei suoi aspetti specifici: il lavoro.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2935\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/lettini-mare-spiaggia111.png\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2936\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/lettini-mare-spiaggia11-1024x683.png\" alt=\"\" width=\"968\" height=\"634\" \/>Pochi sono quelli che riescono a ripensare il sistema dal di fuori, e numericamente irrisori coloro che avendo compreso avrebbero la forza di contrastarlo. Patenti di pazzo e congiure di silenzio sono pronte a tacitarlo. Gli insulsi cerchiobottisti che urlano alla sbarra, e si scompongono di fronte ad un reddito minimo garantito, \u201cche rimpolperebbe i glutei di chi ha notevoli inclinazioni al decubito\u201d sono gli stessi che accolgono supini un ordine finanziario speculativo decisamente svincolato da ogni forma di produttivit\u00e0 etico-lavorativa, che prospera sulla Las Vegas dei derivati, e va operando una forma di redistribuzione monetaria fra le pi\u00f9 inique della storia.<br \/>\nCarissimi, voglio dire con piglio ieratico, a questo punto <strong>dobbiamo ripartire dalla Domenica, quel giorno umilmente nominato da un lirismo cattolico: <em>Pasqua della settimana<\/em>, prima che la\u00a0<\/strong><strong>settimana fosse tutta un\u2019unica monotona filza di feriali<\/strong>. Dobbiamo ripartire da un vuoto, da una interruzione, da una cesura, da un occhio del ciclone, da un giorno sacro all\u2019ozio e inaccessibile ai mercanti, in cui tutto \u00e8 fermo perch\u00e8 deve essere fermo, affinch\u00e8 sia specchio all\u2019eterna idea del mondo. Un giorno in cui si possono incontrare contemporaneamente tutti gli amici, poich\u00e8 tutti gli amici sono a riposo per festivo e non per turnazione; un giorno in cui si pu\u00f2 andare indistintamente a funghi, leggere filosofia, (o pretestuosamente sulla veranda della propria casa il <em>Libro per la sera della Domenica\u00a0<\/em>di Sergio Corazzini) andare a messa, cogliere nell\u2019orto (che so?) la <em>ruta graveolens\u00a0<\/em>che \u00e8 cos\u00ec buona per aromatizzate la grappa; <strong>un giorno in cui per giunta si pu\u00f2\u00a0<\/strong><strong>anche avere il privilegio di annoiarsi<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta mi \u00e8 capitato di vedere l\u2019impiegato di un noto esercizio lametino\u00a0passeggiare tranquillamente e indaffaratamente su Corso G. 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