{"id":3909,"date":"2019-12-28T08:39:19","date_gmt":"2019-12-28T07:39:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=3909"},"modified":"2019-12-28T08:39:19","modified_gmt":"2019-12-28T07:39:19","slug":"waterfront-dubbi-e-perplessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=3909","title":{"rendered":"WATERFRONT: DUBBI E PERPLESSIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 Disneyland, un po\u2019 Dubai, un po\u2019 \u2026 Biofata! Il progetto Waterfront e porto turistico appena presentato in pompa magna a Lamezia ci sembra richiamare un po\u2019 di tutto questo.<br \/>\nLamezia per crescere ha bisogno anche di un porto turistico come strumento di supporto e promozione di alcuni dei tanti splendidi elementi di cui la natura, bont\u00e0 sua, l\u2019ha voluta dotare: il mare, il golfo, le dune del litorale e, su tutto, il vento. Quel vento di cui si sono spontaneamente accorti quei tanti sportivi di kitesurf, windsurf e vela che da qualche estate affollano la costa lametina, le strutture ricettive, i servizi di spiaggia e quelli di ristorazione e svago. Cio\u00e8 un circuito economico gi\u00e0 importante e che potrebbe e dovrebbe essere sempre pi\u00f9 incentivato.<br \/>\nDi primo acchito ci sembra invece che il progetto di Waterfront vada in tutt\u2019altra direzione, quella di un intervento altamente invasivo, di impostazione megagalattica, tutt\u2019altro che rispettoso di quelle vocazioni naturali e paesaggistiche del nostro litorale sapientemente valorizzate dall\u2019Autorit\u00e0 di Bacino della Regione Calabria nel suo Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera per imporci quali obiettivi di tutela: la Salvaguardia delle spiagge e del particolare ambiente litoraneo legato alla macchia mediterranea e a quello marino ed il Monitoraggio evolutivo dell\u2019erosione e dello stato del sistema dunario.<br \/>\nQuello presentato in Comune appare al contrario un progetto faraonico, che non rispetta le qualit\u00e0 paesaggistiche, ambientali ed antropiche in cui dovrebbe inserirsi, che ripropone fuori contesto gli stili tecno-artificiali del Golfo Persico con laghi artefatti, isole dai nomi falsamente storici e colate di cemento residenziale; talmente preponderanti queste ultime che alla fine paiono subissare l\u2019obiettivo declamato del porto turistico.<br \/>\nIl reinsediato Sindaco Mascaro \u00e8 sembrato entusiasta del progetto. Ci permettiamo di consigliargli un bel bagno invernale per calmare questi suoi spiriti bollenti e ameremmo tanto che ci facesse sapere cosa ne pensa il suo assessore all\u2019Urbanistica.<br \/>\nDa parte nostra siamo disponibili ad un serio confronto sul tema, perch\u00e9, senza essere scaramantici, ci preoccupa davvero il fatto che buona parte dei terreni interessati all\u2019intervento siano quelli dell\u2019ex Biofata, i cui ex (?) proprietari e capitani coraggiosi di allora, dopo la solita strombazzata posa della prima pietra del progetto integrato agroindustriale, ci rifilarono una bella \u2026 bufala.<br \/>\nSiamo, infatti, davvero sicuri che questi fantomatici investitori del Bahrein vogliano costruire un villaggio turistico di quella portata a ridosso dell\u2019impianto di depurazione fognaria, di un paio di aziende di trattamento dei rifiuti solidi urbani, di qualche impresa industriale non proprio compatibile con l\u2019aria pura e dentro un golfo, le cui acque anno dopo anno non stiamo riuscendo a far tornare pulite e cristalline come ce le ricordiamo esser state una cinquantina o pi\u00f9 di anni fa?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un po\u2019 Disneyland, un po\u2019 Dubai, un po\u2019 \u2026 Biofata! 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