{"id":3983,"date":"2020-02-11T15:09:25","date_gmt":"2020-02-11T14:09:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=3983"},"modified":"2020-02-11T15:09:25","modified_gmt":"2020-02-11T14:09:25","slug":"il-mondo-e-cambiato-ma-nessuno-ne-prende-atto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=3983","title":{"rendered":"IL MONDO E\u2019 CAMBIATO MA NESSUNO NE PRENDE ATTO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Coll&#8217;epiteto di \u201cCassandre\u201d sono indicati tutti coloro che prevedono una qualche disgrazia ma non sono ascoltati. Una famosa \u201cCassandra\u201d italiana fu il repubblicano Ugo La Malfa che si batt\u00e8 negli anni &#8217;60 e &#8217;70 per il controllo della spesa pubblica, l&#8217;intervento regolatore dello Stato nell&#8217;economia, una politica per l&#8217;espansione dei consumi pubblici rispetto a quella dei consumi privati; la crescita della produttivit\u00e0 agricola e la creazione di infrastrutture necessarie allo sviluppo industriale al Sud come al Nord.<br \/>\n<strong>Il contrario di ci\u00f2 che hanno fatto i governi negli ultimi trenta anni.<br \/>\n<\/strong>E&#8217; penoso assistere, dopo il telegiornale della sera, ai numerosi dibattiti condotti da giornalisti noti sulla politica del momento: sempre gli stessi protagonisti che ruotano tra le varie reti; giornalisti e direttori di giornale, personaggi che stanno a met\u00e0 tra l&#8217;analisi politica e lo spettacolo, responsabili di partiti che sono in cerca di visibilit\u00e0. Pochi gli esperti nei vari settori che, appena aprono la bocca, sono coperti da altri che ci parlano sopra.<br \/>\nTra i quotidiani invitati, sempre gli stessi, Il <em>Quotidiano del Sud<\/em> diretto da Roberto Napoletano si distingue per la sua assenza. Non \u00e8 mai invitato, forse perch\u00e9 \u00e8 fuori dal coro di tutti coloro che spaccano il capello in quattro su prescrizione, velocizzazione dei processi, riduzione del numero dei parlamentari, riforma di un sistema elettorale poco democratico, lasciando che l&#8217;infezione si propaghi. Sull&#8217;economia poi spicca la tendenza all&#8217; approssimazione e la distribuzione a iosa di ricette tanto miracolose quanto inefficaci.<br \/>\nMai un tentativo di analisi storica che esca fuori dai confini nazionali e che, per gente che si riempie la bocca di globalizzazione, tenti di guardare un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 di una politica fatta di slogan e mirante solo a conquistare consensi per il prossimo turno elettorale, ora di una regione ora di un grosso comune.<br \/>\nAnche l&#8217;Europa comunitaria, dove gli Stati pi\u00f9 importanti fanno di tutto per non cedere quote di sovranit\u00e0 nazionale e di potere clientelare, ha evidenziato la propria inconsistenza nella crisi libica e la propria debolezza militare davanti a chi in politica, invece delle belle parole mette in gioco le armi.<br \/>\n<strong>Il mondo \u00e8 cambiato ma nessuno pare voglia prenderne atto.<br \/>\n<\/strong>L&#8217;altra faccia della globalizzazione \u00e8 che la produzione di beni e servizi europea si deve confrontare con Paesi dell&#8217;estremo Oriente che godono di un costo del lavoro molto pi\u00f9 basso, e possono produrre molti beni a costi pi\u00f9 bassi dei nostri. La globalizzazione \u00e8 anche la costituzione di multinazionali che se ne infischiano delle leggi nazionali, che pagano le imposte, quando le pagano, nei paradisi fiscali consentiti nel seno della stessa Europa, feconda di leggi che aumentano la burocrazia e incapace di politiche sovranazionali che vadano oltre il mercato e la moneta comune, per consentire all&#8217;Europa di avere una voce autorevole in sede internazionale e in campo militare.<br \/>\nL&#8217;Italia delle piccole imprese del Nord, che nei passati decenni hanno prosperato come supporto funzionale all&#8217;industria tedesca, quando \u00e8 entrata in crisi la produttivit\u00e0 della Germania hanno iniziato a boccheggiare. Gli editoriali di Roberto Napoletano, inascoltati, evidenziano il fatto che anche il mercato interno del Sud dell&#8217;Italia non supporta pi\u00f9 la produzione di beni nel Nord, come sempre \u00e8 accaduto nella nostra storia, per il semplice fatto che il reddito medio dei meridionali \u00e8 molto inferiore a quello del Nord.<br \/>\nL&#8217;autonomia delle Regioni del Nord, promossa dalla Lega di Bossi negli anni passati, fatta passare come il toccasana per l&#8217;economia italiana dalla leghista Erica Stefani nel precedente governo, presentando un Sud incapace e sprecone e utilizzando le tabelle della Spesa Statale Regionalizzata, si dovrebbe confrontare con i dati completi, che sono quelli dei CPT, Conti Pubblici Territoriali, come risultano dalla tabella allegata che si riferisce all&#8217;anno 2017. Ma tutti i partiti politici preferiscono ignorare la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3984 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Schermata-2020-02-11-alle-15.07.50.png\" alt=\"\" width=\"856\" height=\"468\" \/>Ad esempio per la Calabria la spesa pro capite \u00e8 di 13.605 euro contro i 16.979 della Lombardia e i 16.375 dell&#8217;Emilia Romagna. Sembra poco, ma moltiplicando per il numero di abitanti di ogni regione, si tratta di molti miliardi sottratti al sud ogni anno.<br \/>\n<em>Infatti \u201calcuni servizi essenziali al cittadino (sanit\u00e0, trasporti, servizi igienico-ambientali, ecc.), che incidono sia sulla qualit\u00e0 della vita sia sulla distribuzione delle risorse pubbliche, sono gestiti non dallo Stato, ma da altri soggetti, sia soggetti strettamente pubblici (come le Regioni\/Asl per la sanit\u00e0), sia soggetti partecipati da soggetti pubblici. Ergo focalizzarsi solo sulla spesa pubblica erogata dallo Stato, o dalla sola PA, pu\u00f2 fornire una rappresentazione distorta della spesa pubblica.\u201d\u00a0 (Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, <strong>Huffington Post <\/strong><\/em><em>del 31\/07\/2019).<br \/>\n<\/em>Guardando il forte divario pro capite tra regioni del nord e regioni del sud, non ci dobbiamo meravigliare se sanit\u00e0, trasporti, scuola, infrastrutture come porti, ferrovie ad alta velocit\u00e0 sono fermi a sud di Salerno. Come al tempo di Carlo Levi, <em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli <\/em>(1945).<br \/>\nSe siamo ancora uno Stato unitario, come dice la Costituzione, invece di seminare odio reciprocamente per conquistare consenso, i politici dovrebbero pensare che dare il dovuto delle imposte al Meridione \u00e8 giustizia sociale, e anche un vantaggio per tutto il Paese.<br \/>\nIl Sud, come \u00e8 stato nel secondo dopoguerra, potrebbe essere ancora il motore della crescita italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coll&#8217;epiteto di \u201cCassandre\u201d sono indicati tutti coloro che prevedono una qualche disgrazia ma non sono ascoltati. 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