{"id":4535,"date":"2020-04-09T20:38:51","date_gmt":"2020-04-09T18:38:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=4535"},"modified":"2020-04-09T20:38:51","modified_gmt":"2020-04-09T18:38:51","slug":"il-cazzeggio-europeo-non-conosce-la-parola-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=4535","title":{"rendered":"IL CAZZEGGIO EUROPEO NON CONOSCE LA PAROLA FINE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><i>Quousque tandem abutere,<br \/>\n<\/i><i>Catilina, patientia nostra?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019intenzione di questo lavoro scaturisce dalle vistose omissioni dei canali ufficiali di comunicazione. L\u00e0 si indulge allo slogan, al concetto mantra ed all\u2019ufficialit\u00e0 del numero, tacendo ampiamente sull\u2019ordine degli accadimenti che andranno veramente a strutturare la nostra vita d\u2019ora innanzi. Qui, al contrario si vogliono tirare le somme sui destini economici della nostra Italia in seno ad una Europa che in questi ultimi tempi si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 che mai matrigna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Prima parte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4537\" src=\"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/christine-lagarde-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"161\" \/>Qualche giorno fa questo giornale pubblicava un articolo \u201c\u2019Europa matrigna e figli degeneri\u201d (noi), a proposito delle cortesi \u201cattenzioni\u201d della Lagarde e della Von der Leyen. Conteneva delle considerazioni relative agli Eurobond ed al Mes<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>(meccanismo europeo di stabilit\u00e0),<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>quest\u2019 ultimo meglio definito <b>estorsione legalizzata<\/b>,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>strumento che i falchi del Nord Europa vorrebbero impiegare per concedere aiuti al nostro Paese economicamente stremato da Covin \u2013 19. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>A proposito di <b>Mes, <\/b>malefico marchingegno fotticompagno, vi proponiamo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>lo stralcio di un\u2019intervista concessa da Massimo D\u2019Alema, l\u20191 luglio 2015, a Rei News:\u00a0<i>\u201c \u2026le faccio un esempio per capire che cosa succede a questa moneta unica, ma di differenti livelli di competitivit\u00e0 e di forza economica. In Germania il costo del denaro \u00e8 bassissimo, quindi le banche tedesche raccolgono denaro dai risparmiatori tedeschi, che avendo anche loro un costo quasi nullo, comprano i titoli della Grecia.<br \/>\n<\/i><i>La Grecia paga il 15 per cento di tasso di interesse, essendo un paese a rischio. Quindi chi acquista quei titoli guadagna una montagna di soldi. \u00a0<\/i><i>Accade, quindi, che da un paese povero come la Grecia, enormi risorse si trasferiscono verso un paese ricco come la Germania. Per la differenza dei tassi d&#8217;interesse, un paese povero si impoverisce sempre di pi\u00f9 ed un paese ricco si avvantaggia sempre di pi\u00f9. \u00a0<\/i><i>Quando il paese povero non \u00e8 pi\u00f9 in grado di pagare i debiti arrivano gli aiuti europei. Noi abbiamo dato alla Grecia 250 miliardi di euro, ma non per le pensioni dei greci, ma per pagare gli interessi alle banche tedesche, francesi e, molto parzialmente, italiane.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span><\/i><i>220 miliardi dei 250 miliardi di aiuti sono andati direttamente alle banche tedesche, francesi e italiane, i prestatori.\u00a0<\/i><i>Quindi in realt\u00e0 quando si dice che noi paghiamo le pensioni dei greci, non risponde al vero; noi <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>paghiamo le banche tedesche, e di questo giro del denaro, i greci non ne sentono neanche l&#8217;odore. Questo meccanismo non pu\u00f2 reggere a lungo, non regge e non regger\u00e0\u201d.<br \/>\n<\/i>Eppure a giudicare dalle reiterate asserzioni di quelli che oggi amano definirsi \u201cprofessionisti dell\u2019informazione\u201d &#8211; titolo quanto mai autoreferenziale oltre che inclassificabile &#8211; la moneta unica fu cosa buona e giusta, e ad ogni nuovo, timido, contraddittorio che osava levarsi dalle platee dei tartassati si demandava subito la questione ai prezzolati tecnocrati di turno.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si parlava di benessere diffuso, di possibilit\u00e0 interculturali, di <i>magnifiche<\/i> <i>sorti<\/i>, strizzando l\u2019occhio in direzione delle nuove leve generazionali e mescolando generica ideologia libertaria e gretto interesse privato, con lo stesso accanimento imbonitore con cui negli anni ci hanno rassicurato ed indotto alle splendide prospettive del <i>self imployed<\/i>, del famigerato imprenditore di se stesso, \u201cperch\u00e8 il posto pubblico non esiste pi\u00f9, e poi oggigiorno a chi interesserebbe pi\u00f9 il pubblico? Troppo tedioso per voi spiriti liberi\u201d. Cos\u00ec la loro retorica consiste da anni nello spacciare la bancarotta fraudolenta per occasione di riscossa sulla falsariga delle moderne tendenze che vanno costruendo loro stessi a reti unificate.<br \/>\nEd oggi? Se dopo due guerre mondiali calde e una fredda siamo convinti che l\u2019ONU sia finalmente riuscito a concretizzare il nostro atavico sogno di pace mondiale, abbiamo preso un granchio mastodontico: la vocazione bellica ed il cattivo spirito delle singole nazioni sono ancora vivi e vegeti, si giocano semplicemente su di un altro piano, si sono ridisposti semplicemente, con gli identici caratteri, in un ordine ulteriore, ossia quello finanziario: espressione, alla fin fine, del potere e di quella stessa ricchezza che \u00e8 stata la prima e sola causa principe di tutte le guerre di tutti i secoli, siano state esse combattute a colpi di balestra, di kalashnikov, o di quotazioni dello spread. Ci\u00f2 \u00e8 quanto mai drammaticamente visibile nella egemonica preminenza atlantista e nell\u2019obliqua onnipotenza del suo dollaro, ma specialmente nella cosiddetta unione europea, dove la contiguit\u00e0 geografica delle nazioni rende questa fondata certezza ancora pi\u00f9 paradossale. Che l\u2019Europa unita altro non fosse che una forzata accozzaglia di interessi diametralmente opposti, era ben visibile; la cosa davvero notevole \u00e8 l\u2019eccesso di democrazia con cui i conflitti che intercorrono fra i singoli componenti sono stati abilmente larvati.<br \/>\nLa Germania, dal canto suo, rappresenta la pietra d\u2019inciampo, o meglio, la chiave di volta per poter comprendere l\u2019iniquo meccanismo europeo. In virt\u00f9 del peso egemonico che ha assunto in Europa fin dai primi anni \u201990, peso corroborato dall\u2019entrata in una moneta a cambio fisso come l\u2019euro (una sorta di neo-marco), pu\u00f2 permettersi cose che a nessun altro paese sarebbero lecite. Pu\u00f2 montare su pulpiti e dire la sua anche in merito a questioni attinenti l\u2019altrui posteriore; dall\u2019alto della sua KFW, la sua banca pubblica, pu\u00f2 glissare sulle draconiane determinazioni della Banca Centrale Europea, e stampare ed immettere all\u2019occorrenza (covid-19 docet), quanto \u00e8 necessario per iniettare linfa nell\u2019economia reale senza ottenerla a usura. Pu\u00f2 infine permettersi di caldeggiare per le nazioni colpite dal manganello della crisi la poco auspicabile misura del MES.<br \/>\nLa Germania stessa, con l\u2019incontenibile spocchia di chi si crede realmente superiore, ha reso noto lo studio di una sua think tank nominata Cep (Centre for European Policy), studio i cui dati offrono il grafico spietato delle perdite economiche italiane comprese negli anni fra il 1999 e il 2017, un ventennio di regime \u201ceurodiretto\u201d che potrebbe aspirare alla stessa imperitura memoria del ventennio fascista. Lo studio si intitola senza mezzi termini: <i>20 anni di Euro: vincitori e vinti, <\/i>e deve essere di monito a quanti credono che l\u2019assenza di sangue vivo corrisponda a l\u2019assenza di guerra. Noi siamo ovviamente fra i vinti, con una perdita disastrosa di circa 73000 euro a testa. Il che significa sommariamente che ciascuno di noi negli ultimi vent\u2019anni avrebbe avuto diritto a 73000 euro in pi\u00f9 traducibili in servizi in genere, in buona occupazione, in sanit\u00e0 pubblica, in welfare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Non c\u2019\u00e8 bisogno di affermare che in termini di qualit\u00e0 della vita quei 73000 euro a persona avrebbero fatto una differenza notevole. Quante interminabili file davanti ai C.U.P. ci avrebbero risparmiato, o nella migliore delle ipotesi quanti bambini non si sarebbero spenti nel grembo materno per un costosissimo cesareo posticipato allo stremo fino alla sofferenza fetale! Quante chiusure di centri di terapia intensiva neonatale, con le loro infauste e malthusiane conseguenze, ci saremmo risparmiate!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? L\u2019intenzione di questo lavoro scaturisce dalle vistose omissioni dei canali ufficiali di comunicazione. L\u00e0 si indulge allo slogan, al concetto mantra ed all\u2019ufficialit\u00e0 del numero, tacendo ampiamente sull\u2019ordine degli accadimenti che andranno veramente a strutturare la nostra vita d\u2019ora innanzi. 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