{"id":4780,"date":"2020-06-08T15:27:49","date_gmt":"2020-06-08T13:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=4780"},"modified":"2020-06-08T15:27:49","modified_gmt":"2020-06-08T13:27:49","slug":"a-confronto-il-capoluogo-di-regione-e-lamezia-baricentro-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=4780","title":{"rendered":"A CONFRONTO IL CAPOLUOGO DI REGIONE E LAMEZIA BARICENTRO CALABRESE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-4788\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-16.26.13.png\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-16.26.13.png 677w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-16.26.13-300x281.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/>Pi\u00f9 volte ho scritto che il ceto politico-partitico e la comunit\u00e0 sociale di Catanzaro, hanno un\u2019idea per la loro citt\u00e0 ed un progetto di come realizzarla; di come essa dovr\u00e0 essere costruita e come dovr\u00e0 diventare nei prossimi decenni. I lametini, invece, un\u2019 idea &#8211; progetto, a cinquanta anni dalla creazione della loro citt\u00e0, non sono ancora riusciti a strutturarsela per cui il ceto politico &#8211; partitico ed amministrativo di Lamezia va avanti gestendo alla giornata, di consiliatura in consiliatura, il contingente e cercando di amministrare, alla bell\u2019e meglio, l\u2019emergenza che il momento richiede.<br \/>\nMa qual \u00e8 l\u2019idea &#8211; progetto dei catanzaresi per la loro citt\u00e0? Da tempo, ormai, essi si sono resi conto che l\u2019abitato storico di Catanzaro non ha alcuna possibilit\u00e0 di espansione e sviluppo, n\u00e9 in senso territoriale ed urbanistico, n\u00e9 in senso demografico. Rinchiusa nelle anguste strette dei Tre Colli dell\u2019antico insediamento che risale ad epoca bizantina, ma posteriore alla fondazione di Nicastro, e circondata da superstrade veloci, rotatorie e svincoli stradali, che l\u2019hanno trasformata in una citt\u00e0 \u201cchiusa e fortificata\u201d, alla stessa guisa delle mura che circondavano le citt\u00e0 medievali, il suo ceto dirigente si \u00e8 reso consapevole che essa non ha altro avvenire se non quello di una lenta, ma inesorabile decadenza che si protrarr\u00e0 nei decenni futuri e dalla quale non potr\u00e0 sfuggire. Ne fa fede, non solo l\u2019evidente impossibilit\u00e0 di trovare altre aree, che non esistono, da utilizzare per nuovi insediamenti urbani, ma altres\u00ec l\u2019andamento demografico che documenta come in quasi cinquant\u2019anni, dal censimento del 1971 al primo gennaio 2019, la citt\u00e0 sia cresciuta di meno di tremila persone. (Modesto obiettivo per una citt\u00e0 capoluogo di regione!).<br \/>\nInfatti, dati Istat alla mano, nel 1971 Catanzaro contava 86.284 abitanti; al 1\u00b0 gennaio 2019, dopo 48 anni ne contava 89.065, con un aumento di 2.781 abitanti (58 all\u2019anno) in valore assoluto, pari al + 3,12 in percentuale. La sostanziale immobilit\u00e0 della dinamica demografica della citt\u00e0 capoluogo di regione, diventa di una evidenza sorprendente se la si paragona con le omologhe dinamiche delle altre maggiori citt\u00e0 calabresi. Con Lamezia Terme, per esempio, la cui popolazione nel medesimo periodo \u00e8 cresciuta di 14.580 (304 all\u2019anno) unit\u00e0 pari, in termini percentuali, al 20,65%. Per cui, la differenza di abitanti tra le due citt\u00e0 che nel 1971 era di 39.222 unit\u00e0 (86.018 Catanzaro, 56.018 Lamezia), con un rapporto percentuale del 64,95%, nel 2019 si \u00e8 ridotta a 18.467 unit\u00e0 (89.065 Catanzaro, 70.598 Lamezia) e conseguentemente il rapporto percentuale si \u00e8 modificato, ovviamente anche questo a vantaggio della citt\u00e0 lametina, al 79,26%. Per essere esplicativo aggiunger\u00f2 che la popolazione di Catanzaro supera quella di Lamezia di poco pi\u00f9 del 20%.<br \/>\n<strong>La condizione demografica di Catanzaro si presenta ancora pi\u00f9 penalizzata<\/strong> se la si confronta con le altre maggiori citt\u00e0 della Calabria. Si scopre a questo proposito che in quasi 50 anni, la popolazione catanzarese \u00e8 quella che \u00e8 cresciuta di meno. \u00c8 l\u2019ultima dopo: Reggio Calabria, Corigliano-Rossano, Crotone, Rende ed anche dopo la derelitta Vibo Valentia (che, almeno in termini percentuali, \u00e8 cresciuta del 7,00%). Rispetto a questa tendenza generalizzata delle maggiori citt\u00e0 calabresi fa eccezione Cosenza, che costituisce un caso a parte. Infatti, la citt\u00e0 dei Bruzi nei 48 anni considerati \u00e8 diminuita di 34.816 unit\u00e0, pari al 34,19%, passando dai 102.086 abitanti del 1971 ai 67.720 del 2019. Si \u00e8 verificato un esodo (biblico, si suole aggiungere sempre in questi casi\u2026) di popolazione che si \u00e8 riversata nei confinanti comuni di Rende (che comprende circa 20 tra frazioni e localit\u00e0 varie tra cui: Arcavacata, sede dell\u2019Universit\u00e0, Roges di Rende, Commenda, Villaggio Europa, etc, etc&#8230;) e Castrolibero. I tre comuni sono confinanti e costituiscono di fatto, sebbene ancora non amministrativamente, una conurbazione, le cui popolazioni sommate insieme superano i 100mila abitanti divenendo cos\u00ec l\u2019agglomerato urbano calabrese pi\u00f9 popoloso dopo Reggio Calabria.<br \/>\nRibadisco per\u00f2 che i catanzaresi hanno capito l\u2019antifona, e invece di starsene con le mani in mano, si sono rimboccate le maniche ed hanno scovato un\u2019alternativa a questa loro lenta agonia, dandosi un progetto per una \u201cnuova citt\u00e0\u201d. Per cui, chapeau! si \u00e8 soliti dire. \u00a0Avevano due alternative. <strong>La prima consistente nell\u2019espandersi<\/strong> <strong>verso la piana lametina<\/strong> e sviluppare l\u2019area centrale della Calabria (l\u2019area dell\u2019antico istmo lametino-scilletino) condividendone con Lamezia i progetti di crescita ed ampliamento; <strong>la seconda, consistente<\/strong> nel tentare di far progredire il territorio che da Germaneto arriva fino a Catanzaro Lido e, in realt\u00e0, creare una seconda Catanzaro sullo Jonio. Germaneto, come indicano i cartelli che vi sono esposti, costituisce l\u2019Area centrale, non di Catanzaro, ma della Calabria; in quell\u2019area, sono stati gi\u00e0 costruiti il Palazzo della Giunta regionale e degli annessi uffici, l\u2019Universit\u00e0 ed il policlinico universitario Mater Domini ed altre istituzioni regionali che non possono trovare ubicazione nella citt\u00e0 di sopra, la Catanzaro storica.<br \/>\nHanno optato, quindi, per la seconda alternativa ed adesso stanno procedendo, a marce forzate, alla \u201cantropizzazione\u201d di tutto il territorio che si stende lungo la vallata del fiume Corace fino ad arrivare al lido di Catanzaro; dopo di che tenteranno di svilupparlo in vari modi, iniziando dai lavori di urbanizzazione, che sono da tempo cominciati. Catanzaro Lido, la maggiore frazione del capoluogo conta 12.385 abitanti, ha circa 20 km di costa, che si prolunga verso sud e si protrae fino a confinare con la cittadina di Soverato.<br \/>\n\u00c8 presumibile che negli anni futuri, i\u00a0 catanzaresi faranno ogni sforzo per situare qui tutti quei progetti che, a parole, i lametini dicono di voler realizzare nell\u2019ampio territorio della loro citt\u00e0: fiera agricola regionale, porto-territorio-mare, porto turistico, lungomare, eccetera, <strong>lasciando che\u00a0 i loro cugini (sic!) lametini si aggroviglino<\/strong> <strong>nella loro cultura della lamentazione<\/strong>, o cercando di sfuggire dalla realt\u00e0 mediante le oniriche visioni o le immaginifiche allucinazioni dei loro amministratori, protestando sui misfatti e le spoliazioni che i \u201cperfidi\u201d catanzaresi opererebbero ai loro danni.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4784\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-15.36.49-1024x444.png\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-15.36.49-1024x444.png 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-15.36.49-300x130.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-15.36.49-768x333.png 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-08-alle-15.36.49.png 1461w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/>E Lamezia?<\/strong><br \/>\n<strong>Come ho scritto sopra un\u2019idea, un progetto di come realizzare la loro citt\u00e0 sia in termini di teoretica urbanistica<\/strong> <strong>che di strategia politica<\/strong>, che di cultura socio-economica, i lametini l\u2019hanno avuta unicamente prima che la citt\u00e0 nascesse, quando si cercava di spiegare e far comprendere perch\u00e9 fosse necessario, per l\u2019intera Calabria, che la nuova citt\u00e0, sorgendo al centro della regione, diventasse una citt\u00e0-comprensorio e, di pi\u00f9, una citt\u00e0-regione. Poi, per decenni, poco o niente.<br \/>\nIn verit\u00e0, durante le due amministrazioni comunali della prima consiliatura (1970-1974) nel corso della quale furono sindaci Vittorio Esposito e Giuseppe Petronio, (democristiano il primo, socialista il secondo) furono assunte delle importanti deliberazioni che fecero ben sperare sul commino intrapreso dalla nuova citt\u00e0. Fu adottato il piano di fabbricazione con valenza decennale (1971-1981) ed individuata l\u2019area su cui dovesse sorgere il \u201ccentro direzionale di Lamezia Terme\u201d (cos\u00ec allora era in voga denominarlo). In quel frangente, esso fu spostato, in contrada Maddamme, pi\u00f9 vicino all\u2019ex comune di Sambiase, dove si trova adesso, capovolgendo l&#8217;orientamento originario, emerso subito dopo l\u2019approvazione della legge n. 6 del 4 gennaio 1968, che prevedeva che sorgesse nei pressi del sito della Cantina sociale Bruzia, in localit\u00e0 Malaspina.<br \/>\nInfine, si decise di affidare l\u2019incarico di redigere il piano regolatore generale della nuova citt\u00e0, che si riteneva costituisse il problema pi\u00f9 urgente del momento e l\u2019obiettivo pi\u00f9 impellente per una sua prima sistemazione, ai progettisti che avevano redatto il piano di fabbricazione: l\u2019urbanista Fausto Natoli ed il suo collaboratore catanzarese, arch. Gustavo Procopio.<br \/>\nIl piano regolatore non vide per\u00f2 mai la luce ed infatti, dieci anni dopo allorch\u00e9 nel gennaio del 1983 assunsi l\u2019incarico di assessore all\u2019urbanistica, in seguito alle elezioni amministrative del febbraio 1982, mi trovai a governare le problematiche urbanistiche di una citt\u00e0 diventata sempre pi\u00f9 complessa senza avere in mano alcuno strumento appropriato con cui affrontarli e gestirli. Per i decenni successivi si \u00e8 proceduto quasi per forza di inerzia e, al netto del piano regolatore formulato dall\u2019arch. Lucio Barbera ed approvato dall\u2019amministrazione del sindaco Doris Lo Moro, nessun idea ha mai costituito oggetto di dibattito culturale, all\u2019interno della citt\u00e0, secondo un progetto strutturale e complessivo di sviluppo della citt\u00e0 e del territorio circostante. La conseguenza di tutto ci\u00f2 \u00e8 stato anche che le costruzioni siano dilagate senza alcun indirizzo, in parte anche in forme abusive. A Nicastro, dirigendosi oltre il rilevato ferroviario e riempiendo fino all\u2019inverosimile, su entrambi i lati,\u00a0 sia via Francesco Nicotera, fino alla stazione ferroviaria, sia via G. Marconi; a Sambiase sia con la creazione del quartiere Savutano (realizzato mediante l\u2019approvazione di piani di lottizzazione) sia con le costruzioni edificate lungo la Via delle Terme che porta a Caronte e Sant\u2019Eufemia Lamezia.<br \/>\nLe amministrazioni che si sono susseguite negli anni, compresi i tre ormai di governo del sindaco Paolo Mascaro, hanno solamente tentato di gestire, alla meno peggio, l\u2019ordinaria amministrazione. Per avere una conferma dell\u2019assenza, nella cultura dei lametini e dei suoi amministratori pro-tempore, di un\u2019idea complessiva e funzionale di citt\u00e0 e di come, invece, si gestisca tutto alla rinfusa e nella pi\u00f9 totale provvisoriet\u00e0, al di l\u00e0 delle parole pi\u00f9 o meno retoriche e millenaristiche, basta leggere la recente intervista che il sindaco Mascaro ha concesso al nostro web journal Lamezia terzo millennio. Dei temi sollevati nella citata intervista tratter\u00f2 tra qualche giorno in un successivo articolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 volte ho scritto che il ceto politico-partitico e la comunit\u00e0 sociale di Catanzaro, hanno un\u2019idea per la loro citt\u00e0 ed un progetto di come realizzarla; di come essa dovr\u00e0 essere costruita e come dovr\u00e0 diventare nei prossimi decenni. 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