{"id":482,"date":"2015-05-11T22:19:14","date_gmt":"2015-05-11T20:19:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=482"},"modified":"2015-05-11T22:19:14","modified_gmt":"2015-05-11T20:19:14","slug":"le-querce-sono-in-fiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=482","title":{"rendered":"Le querce sono in fiore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Le-querce-sono-in-fiore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-484\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Le-querce-sono-in-fiore-150x150.jpg\" alt=\"Le querce sono in fiore\" width=\"217\" height=\"217\" \/><\/a>\u201cLe querce sono in fiore\u201d (ed. Koin\u00e8, 2015) \u00e8 l\u2019ultima fatica di Raffaele Gaetano intorno al tema del viaggio in Calabria tra sublime e pittoresco. Una ponderosa antologia dove ha raccolto, commentato e sistemato, con una ricchissima <em>ouverture,<\/em>\u00a0 gli appunti e memorie di 22 viaggiatori che hanno osservato il territorio lametino, da Jean-Claude\u00a0 Richard De Saint-Non (1778), ai nostri contemporanei Guido Ceronetti e Giuliano Santoro che hanno visitato Lamezia nel 1983 e nel 2011.<br \/>\nUn libro prezioso che prima di esser letto si lascia sfogliare con amore, osservando le foto, le pitture e i disegni stampati su una ottima carta Fabriano. Dopo <em>Avanti all\u2019anima mia <\/em>(2010) e <em>La Calabria nel Viaggio Pittoresco di Saint-Non<\/em> (2011), l\u2019autore conclude la sua ricerca intorno a nobili o borghesi, scienziati o artisti, ecclesiastici o militari che hanno osservato i nostri luoghi, e rispetto ai quali ciascuno di loro, in prevalenza hanno viaggiato da soli, si \u00e8 sentito \u00abper elezione personale, o per decreto del destino, inevitabilmente esule\u00bb.<br \/>\nGaetano \u00e8 un erudito ma anche un divulgatore appassionato di arte e poesia e quindi ci propone una lettura che spazia nei secoli e condensa le considerazioni sulla nostra terra di personaggi diversi, viaggiatori occasionali o incidentali, dall\u2019economista Giuseppe Maria Galanti all\u2019archeologo Francois Lenormant, dal chirurgo svizzero Horce De Rilliet allo scrittore francese Francis Wey e cos\u00ec via. Punti di vista diversi, epoche diverse, ma viaggiatori animati da indomito spirito d\u2019avventura nell\u2019accostarsi alle terre pericolose dell\u2019estrema periferia rispetto a Napoli, capitale avvertita come ultima isola della civilt\u00e0 europea.<br \/>\nPer buona parte dell\u2019800 e oltre il Lametino non ha strade carrozzabili, pertanto il viaggio si faceva a piedi, su un mulo o a cavallo, su carrozze o diligenze postali scendendo l\u2019antica consolare romana Popilia o altre strade sconnesse, il pi\u00f9 delle volte viottoli o tratturi. \u00abUn lametino vivo in cui povert\u00e0 e bellezza coesistevano in perfetto equilibrio\u00bb, \u00a0spiega Gaetano, \u00abuna Calabria che non rappresentava un viaggio, ma qualcosa di magico, addirittura di mistico per chi era disposto a smarrirsi. Una terra che poteva essere un naufragio, un Lametino diverso, pieno di contraddizioni, ma anche pittoresco, altero, sublime\u00bb.<br \/>\nRaffinati scienziati interessati alla terra ballerina e tellurica e archeologi stupiti dai beni culturali, antropologi che classificano inediti comportamenti umani e sociali e giornalisti investigatori del mancato decollo industriale, tutti ci rimandano nel cuore una terra possente come un grande albero eppure gracile come un fiore, la terra in cui le querce sono in fiore, come la defin\u00ec il reverendo Brian Hill, le querce essendo &#8211; secondo Burke &#8211; gli alberi che meglio rappresentano la sublimit\u00e0. Una lettura che appassiona e incuriosisce anche il pi\u00f9 abulico dei lettori: a Nicastro \u00abla gente va armata di fucile, coltelli o pistole. Gli eccessi che commette si transiggono alla Corte locale, e non mancano le solite combriccole. Costoro vanno visitando i poderi de\u2019 particolari rubandone i frutti. L\u2019ozio, l\u2019ubriachezza, il libertinaggio vi sono comuni. La bassa gente \u00e8 oppressa da\u2019 diritti che riscuote la Curia vescovile ne\u2019 matrimoni, esigendo 30 carlini per matrimonio \u00bb, annota Giuseppe Maria Galanti nel suo giornale di viaggio del 1792.<br \/>\nVenendo all\u2019oggi, all\u2019ingresso di Lamezia, lasciando l\u2019autostrada, farei mettere un monumento con la famosa stupenda annotazione dello scrittore Ceronetti: \u00abNon lo sanno, ma qui l\u2019hanno gi\u00e0 avuta la bomba\u2026\u00bb<br \/>\nNicastro al torinese di un <em>Viaggio in Italia<\/em> \u00e8 sembrata una ricostruzione post-atomica, talmente affrettata e stracciona da far rimpiangere quando la bomba aveva fatto il deserto. Un libro questo di Gaetano che non rester\u00e0 muto a guardarci dalla nostra libreria ma che ci intriga. Come ci svela (senza volerlo?) l\u2019autore stesso, lasciando scivolare il suo desiderio con la leggerezza e il disincanto degli studiosi instancabili, questa antologia <em>sarebbe un nuovo inizio, un viaggio nel registro interiore, pienezza di luce che attraversa l\u2019opacit\u00e0 del presente<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLe querce sono in fiore\u201d (ed. Koin\u00e8, 2015) \u00e8 l\u2019ultima fatica di Raffaele Gaetano intorno al tema del viaggio in Calabria tra sublime e pittoresco. 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