{"id":516,"date":"2015-05-21T17:33:13","date_gmt":"2015-05-21T15:33:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=516"},"modified":"2015-05-21T17:33:13","modified_gmt":"2015-05-21T15:33:13","slug":"non-brillano-le-stelle-su-plati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=516","title":{"rendered":"Non brillano le stelle su Plat\u00ec"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Plati.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-522\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Plati-150x150.jpg\" alt=\"Plat\u00ec\" width=\"216\" height=\"216\" \/><\/a>Le stelle di Cronin stanno a guardare: ieri scrutavano quanto avveniva nella fittizia e immaginaria Sleescale, oggi vigilano su Plat\u00ec, uno dei vertici &#8211; con San Luca ed Africo &#8211; del triangolo mafioso pi\u00f9 noto che possa esistere in terra calabra.<br \/>\nLa cittadella mineraria dello scrittore inglese somiglia per molti versi a Plat\u00ec: li accomuna il fatto che le stelle sono sempre quelle che ieri assistettero alle soverchierie, alle angherie sopportate da quella piccola comunit\u00e0 del Galles e che oggi guardano, stupite, a quanto avviene in Plat\u00ec, dove quattro cialtroni, per prepotenza e tracotanza, per loschi interessi ma anche per connivenza e collusione con i poteri forti, per l\u2019assenza dello Stato, spadroneggiano ed impongono il loro credo, mettendo alla gogna una popolazione di circa duemila anime che vorrebbe vivere serenamente la sua vita sotto la luce di quelle stelle, testimoni invece, oggi\u00a0come ieri, delle brutture delle quali sa rendersi protagonista l\u2019uomo non pi\u00f9 sapiens.<br \/>\nCronin mise la parola fine al suo romanzo consacrando il notevole cambiamento dei suoi protagonisti, divenuti liberi dopo anni di soprusi e mortificazioni.<br \/>\nIn tutta sincerit\u00e0, io non so se gli oppressi di oggi sono destinati all\u2019inferno o al paradiso, n\u00e9 tanto meno ho la convinzione e la fiducia che un fenomeno catartico possa aver luogo per effetto di parate, slogan gridati nelle piazze e professati dai cattedratici dell\u2019antimafia, per poi finire, come sempre, in tacite dichiarazioni di resa e conseguente, palese celebrazione dell\u2019antistato.<br \/>\nLe stelle sono sempre l\u00e0, nel firmamento: beffarde sorridono dei tentennamenti, delle piccolezze, degli accomodamenti e dei compromessi degli umani; piangono lacrime amare perch\u00e9 il paese aspromontano non ha mai avuto la speranza di un futuro, n\u00e9 di un presente diverso da un passato segnato dalle famiglie mafiose, da \u00a0sequestri di persona, da loschi traffici di cocaina e quant\u2019altro.<br \/>\nNel paese aspromontano, la cui popolazione va sempre pi\u00f9 assottigliandosi per via di una migrazione senza uguale, sono rimasti solo anziani e ragazzi che, raggiunta la maggiore et\u00e0, fuggiranno via cercando di cancellare dalla memoria la parentesi di vita platiese sopportata, non vissuta.<br \/>\nStrade e case parlano di uno stato di abbandono e di una supina accettazione del \u201cnon essere\u201d, o meglio della piena coscienza di essere niente pi\u00f9 niente meno che un mero codice fiscale. Che questo sia territorio italiano lo ricordano solo la caserma dei carabinieri e la foto del presidente della Repubblica in un disadorno ufficio destinato ad ospitare il sindaco e forse, se il postino le recapita, le bollette di Equitalia.<br \/>\nDi sindaci Plat\u00ec, a dire il vero, ne ha visti pochini da quando trent\u2019anni fa la \u2018ndrangheta uccise Demaio; da allora \u00e8 stato un continuo scioglimento del consiglio comunale ed un grande andirivieni di commissari prefettizi fino ad aprile 2011, quando fu eletto sindaco Michele Strangio con il solo voto del 38% degli aventi diritto. La gioia ebbe poca durata: dopo soli 200 giorni il neo sindaco gett\u00f2 la spugna. Ricominci\u00f2 cos\u00ec l\u2019amministrazione straordinaria del comune, ancora oggi affidata al commissario prefettizio, dott. Luca Rotondi. Il Ministero degli Interni, quindi, dispose che a Plat\u00ec si sarebbe andati al voto il 6 maggio del 2012. In previsione delle elezioni il giudice Romano De Grazia, ex presidente emerito di Cassazione, fondatore del Centro Studi Lazzati nonch\u00e9 autore e promotore della legge di Stato nr. 175, cd. Legge Lazzati, dopo incontri e contatti con cittadini e studenti platiesi, d\u2019accordo con il sindacato di Polizia, si propose candidato sindaco del centro aspromontano proponendo un entourage &#8211; studenti e poliziotti pensionati &#8211; con il certificato di pulizia in tasca.<br \/>\nLa favola Plat\u00ec, la triste favola di quella comunit\u00e0, sembrava aver avuto l\u2019epilogo al quale, sicuramente, agognava. Ma non fu nemmeno l\u2019alba che il sogno svani: il \u00a022 marzo 2012 il consiglio dei ministri ci ripens\u00f2 ed approv\u00f2 il decreto di proroga della gestione commissariale, rinviando l\u2019appuntamento elettorale platiese e bloccando cos\u00ec un processo democratico gi\u00e0 positivamente avviato ed accettato dalla popolazione della cittadella aspromontana.<br \/>\nPlat\u00ec, quindi, \u00e8 stata inclusa nel novero dei 55 comuni calabresi che dovranno eleggere il proprio consiglio comunale il 31 maggio prossimo; nessun partito, per\u00f2, ha presentato la sua lista, nessun cittadino si \u00e8 fatto avanti per proporsi come sindaco!<br \/>\nA tempi ormai abbondantemente scaduti, i pdieddini, che alle elezioni regionali hanno mietuto consensi a iosa in quelle zone, hanno dimenticato non solo Plat\u00ec, ma tutta una parte del territorio calabrese, guarda caso quella dove l\u2019antistato la fa da padrone. Infatti Il segretario regionale Magorno ed i suoi collaboratori, che al mattino evidentemente fanno colazione con democrazia spalmata su fette biscottate, hanno sottovalutato quanto cova e serpeggia nel \u201ctriangolo aspromontano\u201d.<br \/>\nSuona, pertanto, come una beffa il fatto che, a termini scaduti, ci si ricordi di Plat\u00ec e che per recuperare si riprometta &#8211; l\u2019allegra brigata &#8211; di festeggiare la Repubblica, il 2 giugno prossimo, nel centro\u00a0aspromontano\u00a0che dell\u2019Italia forse ha sentito parlare solo al tempo di Garibaldi.<br \/>\nIntanto con cipiglio salottiero e pantofolaio ci si prepara ad allestire, per la prossima tornata elettorale, una lista che annoverer\u00e0, per lo meno in premessa, \u00a0tutti i big della nomenclatura calabrese pieddina.<br \/>\nMi piacciono le idee di Magorno perch\u00e9, pur essendo esse di un\u2019ovviet\u00e0 disarmante, nessuno ha mai pensato che bastasse inviare i suoi colonnelli &#8211; mi raccomando che non manchi Soriero &#8211; per mettere all\u2019angolo quei quattro cialtroni che un giorno o l\u2019altro proclameranno\u00a0 la Repubblica Aspromontana.<br \/>\nSe mal non ricordo, agli inizi degli anni \u201990 i democristiani reggini presentarono a Plat\u00ec una loro lista: non piovvero consensi e plausi, anzi essi tornarono nella citt\u00e0 della fata morgana con le pive nel sacco e, penso, con una lezione dura da digerire.<br \/>\nE il giudice De Grazia che fine ha fatto? Si presenta il 31 maggio p.v., insieme alla dott.sa Maddalena del Re, come consigliere comunale a Molochio. Chiede scusa ai platiesi perch\u00e9 il suo disegno di riportare la democrazia nel paese aspromontano gi\u00e0 a maggio 2012 fu affossato dai professionisti dell\u2019antimafia che ritennero opportuno prorogare la gestione commissariale senza darne ragione e non rispondendo nemmeno alle interrogazioni parlamentari degli on. Fiano e Serra. Non andr\u00e0 il 2 giugno a Plat\u00ec, dove \u00e8 previsto l\u2019arrivo di \u201c<em>saltimbanchi, nani e ballerini della politica<\/em>\u201d, perch\u00e9 la mafia\u00a0 si combatte in trincea e la legge Lazzati non \u00e8 \u201c<em>una costola del Pd&#8221;<\/em>.<br \/>\nDi certo c\u2019\u00e8 solo che l\u2019antimafia \u00e8 divenuta un cavallo di battaglia che tutti i contendenti in lizza cercano di cavalcare, dimenticando che la democrazia si costruisce giorno dopo giorno e l\u2019antistato non si combatte con gerbere, proclami e codici etici.<br \/>\nLe stelle di Cronin guardano e sorridono speranzose, quando non piangono lacrime amare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Lupo-della-steppa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-338\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Lupo-della-steppa-150x150.jpg\" alt=\"Lupo della steppa\" width=\"69\" height=\"69\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le stelle di Cronin stanno a guardare: ieri scrutavano quanto avveniva nella fittizia e immaginaria Sleescale, oggi vigilano su Plat\u00ec, uno dei vertici &#8211; con San Luca ed Africo &#8211; del triangolo mafioso pi\u00f9 noto che possa esistere in terra calabra. 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