{"id":5319,"date":"2020-10-13T19:04:42","date_gmt":"2020-10-13T17:04:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=5319"},"modified":"2020-10-13T19:04:42","modified_gmt":"2020-10-13T17:04:42","slug":"la-citta-salotto-se-non-ora-quando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=5319","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> LA CITTA\u2019 SALOTTO, SE NON ORA QUANDO?<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>La pedonalizzazione dei corsi consentirebbe consumi, attivit\u00e0 commerciali e svago<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5332\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-13-alle-19.23.18.png\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-13-alle-19.23.18.png 598w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Schermata-2020-10-13-alle-19.23.18-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/>Lo slogan ce lo possono fornire le citt\u00e0 europee, sotto l\u2019etichetta\u00a0 \u201cSlow city (citt\u00e0 lente), basta sceglierlo: Togliere la citt\u00e0 alle macchine (slogan del sindaco di Atene, Bakoyannis) oppure La citt\u00e0 salotto (come Rotterdam). Perch\u00e8 Lamezia non si riconcilia con quello che la storia ci ha tramandato, un centro storico stupendo con una direttrice che va dalla Cattedrale alla stazione di Nicastro e che da sempre chiamiamo \u201csalotto\u201d?<br \/>\n<\/strong>Io non sono un urbanista n\u00e8 uno storico dell\u2019arte, un semplice cittadino che con i suoi amici \u00e8 sempre stato attento a conservare la nostra memoria locale. Negli anni settanta fece scalpore che un gruppo di estrema sinistra protestasse perch\u00e8 veniva smantellato l\u2019ingresso della storica farmacia Mastroianni sul corso Numistrano, i moderni non riuscivano a capire che il nuovo non \u00e8 sempre bello. Ma nonostante simboliche prese di posizione (ricordo quella sul Pidocchietto) o l\u2019insistenza sull\u2019arredo urbano, la sinistra di questa citt\u00e0 non \u00e8 riuscita a trasformarla come progettavamo di fare.<br \/>\nHo un ricordo personale che riguarda Tonino Dattilo, un tecnico di cui innanzitutto mio padre mi testimoniava l\u2019ingegno. Quando lui parlava nella sezione Primerano di questioni urbanistiche tutti lo ascoltavamo in religioso silenzio. Erano i tempi in cui si dibatteva del famoso piano di fabbricazione e del piano regolatore chimera da realizzare e Tonino ci ricordava che unire Nicastro e Sambiase si poteva fare non solo con le costruzioni ma anche col verde. Lezione, la sua, non appresa perch\u00e8 soprattutto non capita. Ma quale verde, ci vogliono le gru.<br \/>\nMentre politici ed intellettuali lametini meditavano, l\u2019abusivismo sistemava le cose a capocchia e dunque ci ritroviamo una citt\u00e0 il cui sviluppo non \u00e8 stato affatto regolato. Una citt\u00e0 cresciuta deforme, dove i tre centri sono giustapposti e il fai da te, il bricolage urbanistico, ci ha consegnato\u00a0 una vera Frankstein.<br \/>\nSiccome sono convinto che il mercato decide, nonostante il dirigismo, cio\u00e8 le pretese eterne dei comunisti di ricondurre ad una idea astratta (la chiamano regolamentazione) i comportamenti delle forze economiche, Lamezia \u00e8 dunque il frutto del mercato e delle forze criminali e mafiose che nel mercato sono preponderanti. Se il mafioso si vuole fare la sua mega villa e i mega villini per figli e nipoti, sceglie lui dove farli, come farli e non esistono limiti. Questo esempio pi\u00f9 che a Lamezia si capisce bene guardando Amantea. E\u2019 chiaro che chi \u00e8 grande, ricco ed influente riesce pi\u00f9 facilmente a catturare il regolatore. Ancora pi\u00f9 facilmente se al posto di influente si mette il termine mafioso. Ma detto questo sulla nostra storica servit\u00f9, il mercato decide perch\u00e9 tutti noi, esseri umani imprevedibili, siamo il mercato. Per capirci, i localini sul corso a Nicastro chi li ha creati se non il mercato? L\u2019Amministrazione comunale, mentre qualcuno decideva di investire sul food, prendeva altre decisioni.<br \/>\nNe cito due sole, distanziate nel tempo, la gestione \u201cin-house\u201d della Multiservizi, ora in concordato da alcuni mesi e l\u2019acquisto del Teatro Grandinetti. Due decisioni a mio avviso sbagliate ma non \u00e8 questo il punto, mi interessa evidenziare come non ci sia relazione tra quanto succede nel mercato e le decisioni politiche. Oggi, in presenza di un ente comunale che non pu\u00f2 spendere nulla e neppure fare ordinaria manutenzione (si pensi ai cimiteri), la necessit\u00e0 del distanziamento sociale obbliga Lamezia e tutte le citt\u00e0 a provvedimenti d\u2019emergenza che trasformeranno per sempre i centri urbani e il modo in cui li viviamo. Emergenze da cui, come lo smart-working, sar\u00e0 difficile tornare indietro. Se non ora, quando? Il dopo-Covid deve ridisegnare abitudini, spazi urbani e traffico con un obiettivo chiaro: diventare citt\u00e0 pi\u00f9 lente, pi\u00f9 sicure e pi\u00f9 vivibili. Pensiamo per un momento alla congestione del traffico. Mettere i parcheggi a pagamento, come si fa in genere, acuisce il problema perch\u00e8 alcuni automobilisti passano pi\u00f9 tempo in strada, in cerca di parcheggi gratuiti. Dopo tutto non sono le auto in s\u00e9 a causare l\u2019inquinamento o il traffico congestionato, il problema sono i viaggi in auto. Come le sbronze si limitano facendo pagare ogni bevanda, gli ingorghi si limiterebbero facendo pagare ogni viaggio agli automobilisti. Ecco allora che a Lamezia vanno ricavati grandi parcheggi, per esempio alle stazioni ferroviarie di Nicastro e Sambiase, e la pedonalizzazione dei corsi significherebbe assecondare il mercato che ha gi\u00e0 scelto il food. Il nostro salotto, che molti altri centri non hanno, liberato dalle auto, consentirebbe consumi, attivit\u00e0 commerciali, svago. Niente di nuovo, Cosenza, che \u00e8 stata sempre avanti a noi di 20 anni, lo dimostra. Ma impedire il \u201cviaggio\u201d con l\u2019auto, vale a dire l\u2019abitudine consolidata di mettersi in macchina e fare gli acquisti (farmacia, supermercato, tabacchino, negozio) spostandosi senza camminare, \u00e8 una decisione politica (impopolare) che, come fanno in tutta Europa, adesso col Covid hai la necessit\u00e0 ed urgenza di realizzare. Insomma, la puoi giustificare ai riottosi, che poi sono quelli che non si vogliono mettere le mascherine. Le stesse biciclette diventate elettriche consentono oggi di essere adoprate in tutte le citt\u00e0 e non solo nella pianura padana\u2019, e poi ci sono i monopattini, insomma i mezzi pubblici servirebbero alla popolazione anziana cos\u00ec come le consegne a domicilio e tutti i servizi alla persona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo slogan ce lo possono fornire le citt\u00e0 europee, sotto l\u2019etichetta\u00a0 \u201cSlow city (citt\u00e0 lente), basta sceglierlo: Togliere la citt\u00e0 alle macchine (slogan del sindaco di Atene, Bakoyannis) oppure La citt\u00e0 salotto (come Rotterdam). 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