{"id":5925,"date":"2021-01-06T17:31:51","date_gmt":"2021-01-06T16:31:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=5925"},"modified":"2021-01-06T17:31:51","modified_gmt":"2021-01-06T16:31:51","slug":"lamezia-terme-cinquantatre-anni-tra-storia-e-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=5925","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> LAMEZIA TERME: CINQUANTATR\u00c9 ANNI TRA STORIA E CRONACA<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Il ruolo dell\u2019avv. Arturo Perugini e quello del Vescovo della diocesi di Nicastro, mons. Renato Luisi<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Prima puntata<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Alcuni giorni addietro, precisamente il quattro gennaio scorso<strong>, <\/strong>sono trascorsi cinquantatr\u00e9 anni da quando Lamezia Terme fu istituita. Voglio ricordarne il compleanno parlando di uno dei due artefici di questa importante impresa, mons. Renato Luisi, allora vescovo della diocesi di Nicastro.<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-5929\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Perugini-Luisi--1024x455.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Perugini-Luisi--1024x455.jpg 1024w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Perugini-Luisi--300x133.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Perugini-Luisi--768x341.jpg 768w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Perugini-Luisi--1536x683.jpg 1536w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Perugini-Luisi--2048x910.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna infatti dimenticare che se il senatore Arturo Perugini ebbe il merito di presentare presso la &lt;&lt;Prima Commissione Permanente del Senato della Repubblica &#8211; Affari della Presidenza del Consiglio e dell\u2019Interno&gt;&gt;\u00a0 l\u2019articolato \u00a0del disegno di legge concernente \u201cIl problema dell\u2019unificazione dei tre centri (Nicastro, Sambiase e S. Eufemia Lamezia) e della conseguente creazione dell\u2019unico comune di Lamezia Terme\u201d, a mons. Renato Luisi, va attribuita e riconosciuta l\u2019incontestabile capacit\u00e0 di essere intervenuto nel modo e nel momento pi\u00f9 opportuni affinch\u00e9 quel progetto potesse essere realizzato e da sogno diventare realt\u00e0.<br \/>\n<strong>Il disegno<\/strong> di legge, i cui relatori furono il sen. Fausto Bisantis a Palazzo Madama e l\u2019on. Salvatore Foderaro (che l\u2019aveva presentata alla Camera) a Palazzo Montecitorio, venne discusso ed approvato dalla I Commissione Permanente del Senato della Repubblica, che ho prima citato, nella seduta del 6 novembre 1967 e dall\u2019analoga commissione permanente della Camera dei deputati il 20 dicembre dello stesso anno. Promulgata il 4 gennaio 1968 divent\u00f2 la legge n. 6 istitutiva della nuova citt\u00e0.<br \/>\nNella sua prosa, scarna ed essenziale, tale legge recitava cos\u00ec:<br \/>\n<strong>&lt;&lt; Costituzione del Comune di Lamezia Terme in Provincia di Catanzaro;<\/strong><br \/>\n<strong>La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;<\/strong><br \/>\n<strong>Il Presidente della Repubblica promulga la seguente legge:<\/strong><br \/>\n<strong>Art. 1 &#8211; I Comuni di Nicastro, Sambiase e Sant\u2019Eufemia Lamezia in provincia di Catanzaro sono riuniti in un unico comune con la denominazione di Lamezia Terme.<\/strong><br \/>\n<strong>Art. 2 &#8211; All\u2019attuazione della presente legge si provvede con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell\u2019Interno.&gt;&gt;<\/strong><br \/>\nNei cinque anni che trascorsero dal momento della presentazione del disegno di legge al Senato (30 ottobre 1963) e la illustrazione dei suoi contenuti alla cittadinanza dei tre comuni coinvolti (giorno 31 del medesimo mese ed anno) che ne fece Perugini nella sede del consiglio comunale di Nicastro, mentre era sindaco il democristiano, avv. Antonio Magnavita, al momento della sua conversione nella legge n. 6\/1968, nell\u2019ambito dei tre comuni del lametino che si sarebbero dovuti unire, si svilupp\u00f2 un intenso dibattito politico\/partitico e civile e Nicastro fu interessata da ben tre consultazioni elettorali. Le elezioni politiche generali del 1963 da cui uscirono eletti due senatori della citt\u00e0: il democristiano, avv. Arturo Perugini ed il comunista, prof. Armando Scarpino; quell\u2019evento elettorale costitu\u00ec il momento da cui la vicenda di Lamezia Terme ebbe inizio; le elezioni amministrative del 10\/11 maggio 1964, in cui anche io fui candidato nella lista della Democrazia cristiana in rappresentanza dei giovani democristiani di cui rivestivo il ruolo di delegato comunale del movimento; le elezioni comunali del 28\/29 novembre 1965 che si tennero in seguito\u00a0 alla breve durata dell\u2019amministrazione uscita dalle precedenti elezioni, che si erano concluse con lo scioglimento del consiglio comunale e l\u2019amministrazione straordinaria di un commissario prefettizio. Altri importanti eventi, che si svolsero in quel memorabile quinquennio furono: un grande convegno che si tenne la mattina del 16 febbraio 1964, organizzato dai due Centri di studi politici e sociali, di ispirazione cattolica, \u201cGiuseppe Toniolo , presieduto dall\u2019avv. Antonio Romano e \u201cIl Fuoco\u201d presieduto dall\u2019avv. Gennaro Anania, che erano stati fondati a Nicastro alcuni anni prima e proiettavano le loro attivit\u00e0 in tutto il territorio lametino; una prolungata \u201cinchiesta\u201d giornalistica portata avanti dall\u2019allora insegnante elementare Romano De Grazie, che in seguito sarebbe diventato magistrato, su \u201cIl Tempo\u201d di Roma, del quale era corrispondente da Nicastro, a giorni alterni dall\u20198 gennaio al 16 febbraio 1964. L\u2019inchiesta si concluse con un \u201creferendum\u201d (oggi parleremmo, pi\u00f9 appropriatamente, di sondaggio) tra la popolazione dei tre comuni per sondare, appunto, quale fosse l\u2019orientamento della popolazione lametina in merito alla costituzione della nuova citt\u00e0; la maggioranza degli interpellati si espresse al 95% sia a favore della unificazione che del nome (Lamezia Terme) che ci si proponeva di scegliere, e che sopper\u00ec, in parte, a quella che era la richiesta, fondata, dei dirigenti del partito comunista che avrebbero voluto che fossero consultate le popolazioni attraverso un referendum. Le elezioni amministrative del 28\/29 novembre 1965, registrarono una vittoria (seppure contenuta rispetto a quella del 1960) della Democrazia cristiana, che pot\u00e9 governare la citt\u00e0 di Nicastro fino a che le amministrazioni dei tre ex comuni non sarebbero state sciolte (cosa che avvenne nel settembre del medesimo 1968) e la loro gestione affidata ad un commissario prefettizio che ne port\u00f2 a termine la unificazione \u201camministrativa\u201d fino alla prime elezioni comunali di Lamezia Terme, avvenute il 7\/8 giugno del 1970.<br \/>\n<strong>E tuttavia<\/strong>, quel quinquennio registr\u00f2 anche una deleteria contrapposizione, all\u2019interno della Democrazia cristiana di Nicastro tra alcuni esponenti locali in combutta con gli esponenti ed i vertici provinciali del medesimo partito da una parte e l\u2019avv. Perugini dall\u2019altra che della Democrazia cristiana nicastrese era il leader indiscusso.<br \/>\nNon v\u2019era alcun dubbio che con la creazione di Lamezia Terme, se essa fosse riuscita, l\u2019azione politica di Perugini avrebbe avuto come effetto\u00a0 da un lato di emarginare gli altri dirigenti democristiani della Dc nicastrese e dall\u2019altro d\u2019insidiare il ruolo di leadership provinciale della citt\u00e0 dei tre Colli non solo dal punto di vista politico, ma anche sociale, economico, culturale. La creazione di Lamezia Terme era un evento temuto che, secondo i meschini calcoli dei politici catanzaresi, non si sarebbe dovuto realizzare a nessun costo. Per questo avversarono sia la leadership peruginiana e le sue politiche, in ambito democristiano locale e provinciale, che la nascita della nuova citt\u00e0 di cui l\u2019avvocato nicastrese era colui che ne portava avanti il disegno.<br \/>\n<strong>Nelle elezioni<\/strong> politiche generali del 19\/20 maggio del 1968, infatti, quando Lamezia Terme era gi\u00e0 stata creata per l\u2019intervento determinante, di cui parler\u00f2 in seguito, di mons. Renato Luisi, l\u2019avvocato Perugini, bench\u00e9 fosse senatore uscente non fu ricandidato, fatto mai visto prima nella consuetudine elettorale della Dc, ed al suo posto, nel suo collegio, gli fu preferito l\u2019avvocato e politico catanzarese Fausto Bisantis. Si pu\u00f2 affermare che da quel momento cominci\u00f2 per il leader democristiano lametino\u00a0 la parabola discendente da cui non si sarebbe pi\u00f9 ripreso nel senso che non avrebbe pi\u00f9 rivestito alcun ruolo di rilievo nell\u2019ambito della politica lametina e provinciale, nonostante avesse creato un raggruppamento politico suo proprio, il Carroccio, che nelle elezioni comunali del 7\/8 giugno 1970, le prime di Lamezia Terme, riscuotesse un notevole successo di suffragi e di consiglieri eletti, ben 7, collocandosi dopo la Dc, che ne ebbe 11 ed il Pci che ne ebbe 10. Nemmeno il successivo rientro nell\u2019ambito del partito, fino alla morte avvenuta nel febbraio del 1983, in et\u00e0 ancora abbastanza giovane, gli valse a renderne possibile alcun rilancio politico e amministrativo.<br \/>\n<strong>Nel quinquennio<\/strong> 1963\/1968, mentre, come ho scritto sopra, \u00a0in tutti e tre i comuni il dibattito cresceva ogni giorno di pi\u00f9, sia a livello politico ed istituzionale che nella societ\u00e0 civile e costituiva l\u2019argomento con cui continuamente ci si confrontava, in sede di commissioni parlamentari, tanto del Senato che della Camera, i lavori procedevano a rilento con fasi di pausa prolungata.<br \/>\nFu a questo punto che, anche in quell\u2019ambito, irruppe la forte e decisa personalit\u00e0 del vescovo diocesano, mons. Renato Luisi, che con la sua efficace determinazione, sfruttando le sue amicizie, provoc\u00f2 una svolta decisiva ai lavori delle due commissioni parlamentari in cui si trovava arenata la pratica della creazione amministrativa di Lamezia Terme e in meno di due mesi fece in modo che il progetto fosse realizzato e la nuova citt\u00e0 fosse creata nel centro e cuore della Calabria.<br \/>\nDella personalit\u00e0 di questo eccezionale pastore della diocesi nicastrese, e di come egli riusc\u00ec a determinare l\u2019approvazione della legge che avrebbe creato Lamezia Terme, tratteremo in due altri prossimi articoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima puntata Alcuni giorni addietro, precisamente il quattro gennaio scorso, sono trascorsi cinquantatr\u00e9 anni da quando Lamezia Terme fu istituita. Voglio ricordarne il compleanno parlando di uno dei due artefici di questa importante impresa, mons. 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