{"id":6088,"date":"2021-02-06T20:36:36","date_gmt":"2021-02-06T19:36:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6088"},"modified":"2021-02-06T20:36:36","modified_gmt":"2021-02-06T19:36:36","slug":"lamezia-terme-cinquantatre-anni-tra-storia-e-cronaca-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6088","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> LAMEZIA TERME: CINQUANTATR\u00c8 ANNI, TRA STORIA E CRONACA.<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Il ruolo dell\u2019avvocato Arturo Perugini e quello del Vescovo della diocesi di Nicastro, mons. Renato Luisi<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><em>Seconda parte<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6089\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Luisi-Renato--277x300.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Luisi-Renato--277x300.jpg 277w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Luisi-Renato-.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/>Mons. Renato Luisi arriv\u00f2 a Nicastro, nel giugno del 1963, dalla diocesi di Bovino che fa parte, oggi, dell&#8217;odierna arcidiocesi Foggia-Bovino nata nel 1986 dall&#8217;unione di due precedenti sedi episcopali: quella di Bovino, attestata dal X secolo, e quella di Foggia, istituita il 25 giugno 1855. Egli fu l\u2019ultimo vescovo residenziale della secolare diocesi bovinese.<br \/>\nIncerta e scarsamente documentata ne \u00e8 l&#8217;origine. Il primo vescovo che ne \u00e8 storicamente attribuibile \u00e8 Giovanni, menzionato in un diploma dell&#8217;arcivescovo Landolfo del 971. Sul finire del XII secolo il vescovo Roberto I fece costruire la chiesa in onore di San Marco; durante l&#8217;episcopato di Pietro I fu eretta la Cattedrale consacrata nel 1231, la quale inglob\u00f2 la citata chiesa di San Marco.<br \/>\nA partire dal XIII secolo la citt\u00e0 fu devota alla Vergine, Nostra Signora di Valleverde, e la Cattedrale di Bovino, dichiarata Monumento nazionale nel 1890, fu elevata a dignit\u00e0 di Basilica Minore da papa Paolo VI nel 1970;\u00a0 dal 1986 \u00e8 Concattedrale dell\u2019Arcidiocesi Foggia-Bovino. Dedicata a Santa Maria Assunta, sorge su una bellissima piazza pavimentata in pietra lavica e colpisce subito per la sobriet\u00e0 dello stile romanico che ne caratterizza la facciata.<br \/>\nNell\u2019accettare il trasferimento nella diocesi nicastrese, mons. Luisi era stato \u201crassicurato\u201d dal cardinale Carlo Confalonieri, suo amico, il quale prevedeva che nella piana lametina, al centro e nel cuore della Calabria, si sarebbero aperte favorevoli condizioni con risvolti assai positivi per la Chiesa calabrese.<br \/>\nIl cardinale Confalonieri conosceva bene la Calabria e la diocesi nicastrese, la sua storia, la sua cultura. Il 6 giungo del 1959, vescovo diocesano mons. Vincenzo Jacono,\u00a0 fu lui a benedire ed inaugurare la colonna in cima alla quale \u00e8 posizionata la statua della Vergine Maria che si trova in Piazza Pietro Ardito. A fare gli onori di casa al cardinale, dal punto di vista civile, era stato l\u2019avvocato Arturo Perugini che, in quel torno di tempo, rivestiva l\u2019incarico di commissario prefettizio di Nicastro.<br \/>\nDon Renato era nato\u00a0 a\u00a0 Castelluccio\u00a0 Valmaggiore il 31 ottobre del 1903, nono degli 11 figli di Pasquale Luisi e Clorinda Barile, insegnanti elementari. Il vescovo di Foggia lo invi\u00f2 a Salerno a frequentare la V ginnasiale; complet\u00f2 il liceo classico e gli studi teologici presso il Seminario\u00a0 regionale di\u00a0 Posillipo, a Napoli,\u00a0 cui\u00a0 era\u00a0 affiancata\u00a0 la\u00a0 Facolt\u00e0 Teologica dei Gesuiti. Fu stimato e apprezzato dai superiori.<br \/>\nIl 10 agosto 1927 fu ordinato sacerdote da monsignor Farina. Dal 1933 a Foggia don Luisi anim\u00f2\u00a0 il\u00a0 circolo\u00a0 cattolico\u00a0 \u201cManzoni\u201d. L\u2019associazione, che per 25 anni aveva tenuto viva l\u2019anima del cattolicesimo foggiano, cess\u00f2 di esistere nel 1935 su intimazione delle autorit\u00e0 fasciste.<br \/>\nDon Luisi cur\u00f2 quindi l\u2019organizzazione\u00a0 della\u00a0 nascente Federazione degli universitari cattolici italiani (FUCI),\u00a0 di\u00a0 cui\u00a0 fu\u00a0 nominato\u00a0 assistente\u00a0 nel\u00a0 1935.<br \/>\nDurante\u00a0 la\u00a0 seconda guerra mondiale, la sede della Fuci divenne un punto di riferimento per tutta la societ\u00e0\u00a0 foggiana. I giovani universitari cominciarono a dibattere sui concetti di libert\u00e0 e democrazia. La Fuci recep\u00ec\u00a0 queste\u00a0 istanze,\u00a0 indirizzandole\u00a0 verso\u00a0 gli\u00a0 ideali\u00a0 cristiani, e dando contenuto spirituale a quella ispirazione vaga ed incerta che gli studenti avvertivano, dopo le tristi esperienze di guerra.<br \/>\nNello stuolo dei giovani fucini si distinsero Carlo Forcella, amico intimo di un altro fucino, Aldo Moro, che sarebbe diventato presidente della Fuci di Bari nel 1936 e di quella nazionale dal 1939 al 1941 e, successivamente, un importante leader politico negli anni dell\u2019immediato dopoguerra e seguenti, e Maria Teresa\u00a0 Trifiletti che, in seguito, sarebbe diventata la moglie di Carlo Forcella.<br \/>\nMolti di quei giovani fucini avevano frequentato il Liceo-ginnasio e il Magistrale di Foggia dove don Luisi\u00a0 insegn\u00f2 per tutti gli anni in cui visse nella citt\u00e0 pugliese prima che fosse nominato vescovo di Bovino. Come vicario generale della Diocesi (1943-1948), avall\u00f2 una serie di attivit\u00e0 di alto respiro. Numerose iniziative furono da lui proposte alla Citt\u00e0, da quelle religiose a quelle ricreative a quelle culturali, letterarie, scientifiche, ai dibattiti politici incentrati sullo studio dell\u2019Umanesimo Integrale di Jacques\u00a0 Maritain, di\u00a0 Peguy, del Personalismo comunitario di Mounier e dei classici della sociologia cristiana. La Fuci di Foggia promosse il confronto ed il dibattito, in un clima di tolleranza\u00a0 e\u00a0 di\u00a0 liberalit\u00e0.<br \/>\nDotato di una personalit\u00e0 forte e carismatica, alla solida dottrina teologica un\u00ec una indiscussa cultura. Nel febbraio del 1958 realizz\u00f2 un sogno concepito tra le rovine del dopoguerra: apr\u00ec a Siponto (un quartiere della citt\u00e0 di Manfredonia in Puglia) \u201cLa\u00a0 Stella Maris\u201d, una\u00a0 colonia permanente per i figli dei braccianti. Solc\u00f2 l\u2019Atlantico varie volte, alla ricerca dei fondi necessari. Di ritorno da questi frequenti viaggi, trasmetteva agli amici foggiani i ricordi\u00a0 e\u00a0 gli\u00a0 apprezzamenti\u00a0 degli\u00a0 americani per alcuni grandi interpreti della musica italiana: da Caruso a Gigli, da Verdi a\u00a0 Giordano\u00a0 a\u00a0 Puccini,\u00a0 da\u00a0 Toscanini\u00a0 ad\u00a0 Arturo\u00a0 Benedetto\u00a0 Michelangeli. Fu nominato vescovo della diocesi di Bovino da Giovanni XXIII. Rimase titolare per soli tre anni, lasciando dietro di s\u00e9 una grande eredit\u00e0 spirituale. A Bovino acquist\u00f2 l\u2019antico castello ducale dei Guevara, destinandolo ad attivit\u00e0 pastorali e scolastiche.<br \/>\nMons. Luisi fu trasferito nella diocesi di Nicastro nel mese di giugno del 1963 ed il 30 dello stesso mese fece il suo ingresso in diocesi dopo la morte, avvenuta il 1\u00b0 di aprile di quell\u2019anno, del suo predecessore, mons. Vittorio Moietta, che era entrato in diocesi meno di due anni prima, il 25 aprile del 1961. Mons. Vittorio Moietta, piemontese, originario di Casale Monferrato, era dotato di un grande carisma, una immensa spiritualit\u00e0, una eccezionale capacit\u00e0 comunicativa e progettualit\u00e0 pastorale. Era un Capo e ne aveva tutte le qualit\u00e0. In poco meno di due anni di permanenza nella diocesi aveva conquistato una vasta popolarit\u00e0 ed era amato dal suo popolo che non lo avrebbe mai pi\u00f9 dimenticato.<br \/>\nNon furono perci\u00f2 facili gli esordi di mons. Renato Luisi nella diocesi nicastrese; tanto prudente e posato lui nelle relazioni umane ed anche nella gestualit\u00e0 e nei tratti fisiognomici, quanto empatico, dinamico, energico, propulsivo, era mons. Vittorio Moietta. Per cui, soprattutto nei primi tempi, il paragone tra mons. Luisi ed il suo grande Predecessore, sorgeva spontaneo nelle riflessioni dei lametini, credenti e non. Ma il nuovo Pastore, mons. Luisi, dotato anch\u2019egli di una eccezionale personalit\u00e0 e di una grande cultura, innamorato di Dante e della sua CommediDivina, di cui conosceva a memoria interi canti, seppe ben resto dimostrare le sue capacit\u00e0 ed imporre al popolo nicastrese, la sua forza, la sua determinazione, la sua grande umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda parte Mons. Renato Luisi arriv\u00f2 a Nicastro, nel giugno del 1963, dalla diocesi di Bovino che fa parte, oggi, dell&#8217;odierna arcidiocesi Foggia-Bovino nata nel 1986 dall&#8217;unione di due precedenti sedi episcopali: quella di Bovino, attestata dal X secolo, e quella di Foggia, istituita il 25 giugno 1855. 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