{"id":6108,"date":"2021-02-12T12:20:57","date_gmt":"2021-02-12T11:20:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6108"},"modified":"2021-02-12T12:20:57","modified_gmt":"2021-02-12T11:20:57","slug":"1968-la-lezione-delluniversita-presto-e-al-posto-giusto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6108","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> 1968: LA LEZIONE DELL\u2019UNIVERSITA\u2019 PRESTO E AL POSTO GIUSTO<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>La disputa con Cosenza e Mancini sull\u2019ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: \u00abL\u2019universit\u00e0 subito al posto giusto\u00bb. Alla domanda (scusa, ma qual \u00e8 il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni pi\u00f9 grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.<\/span>"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"color: #d10f39; font-size: 14pt;\"><strong>1968: LA LEZIONE DELL\u2019UNIVERSITA\u2019 PRESTO E AL POSTO GIUSTO<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"margin-top: 10px;\"><span style=\"font-family: inherit; font-size: 10pt; color: #006ca6;\">di <em>Francesco Scoppetta\u00a0 \u00a0 \/\u00a0 politica \u00a0 \/ 12 febbraio 2021<\/em><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Seconda parte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #006ca6;\">La disputa con Cosenza e Mancini sull\u2019ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: \u00abL\u2019universit\u00e0 subito al posto giusto\u00bb. Alla domanda (scusa, ma qual \u00e8 il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni pi\u00f9 grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6096\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Schermata-2021-02-11-alle-17.55.48-300x159.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Schermata-2021-02-11-alle-17.55.48-300x159.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Schermata-2021-02-11-alle-17.55.48.png 626w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mediazione con cui si pose termine alla rivolta reggina, gi\u00e0 declinante anche per la stanchezza diffusa nella popolazione, fu raggiunta il 16 febbraio 1971, quando il Consiglio regionale approv\u00f2 l\u2019ordine del giorno che recepiva una proposta del presidente del Consiglio, il democristiano Emilio Colombo: Catanzaro ricevette la sede della Giunta e il titolo di capoluogo mentre a Reggio fu destinata la sede dell\u2019Assemblea; fu confermata l\u2019indicazione di Cosenza a sede universitaria e l\u2019assegnazione di stabilimenti industriali, in particolare il V centro siderurgico, alla provincia reggina. La contesa per il capoluogo tra Reggio e Catanzaro, d\u2019altronde, era inscindibile da un\u2019ampia controversia di natura territoriale sulle opportunit\u00e0 di sviluppo offerte dal governo, che risulta presente in Calabria con pi\u00f9 marcate profondit\u00e0 temporale e articolazione spaziale.<br \/>\nFin qui i fatti calabresi che fecero da sfondo alla disputa sull\u2019ateneo conclusasi nel 1971. Da essi\u00a0 abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: \u00abL\u2019universit\u00e0 subito al posto giusto\u00bb.<br \/>\nAlla domanda (scusa, ma qual \u00e8 il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni pi\u00f9 grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente:<br \/>\n\u00abIl Pci non intende contribuire al campanilismo e dunque ritiene che a livello centrale le forze politiche debbano trovare una mediazione nell\u2019interesse della popolazione calabrese allo scopo di realizzare il pi\u00f9 presto possibile il sogno dell\u2019universit\u00e0 calabrese\u00bb.<br \/>\nPonzio Pilato non avrebbe saputo far di meglio e Marx avrebbe concluso che la strada per l\u2019inferno \u00e8 lastricata di nobili intenzioni. Il Pci era un partito strutturato e nazionale, con una sua linea che dal centro scendeva verso le periferie. Per cui non esisteva che i comunisti lametini o quelli cosentini dicessero \u201cil posto giusto \u00e8 la mia citt\u00e0\u201d mettendo in difficolt\u00e0 il segretario regionale calabrese. Queste cose le facevano i notabili democristiani, ciascuno dei quali coltivava il suo orticello in collegamento con il capo corrente romano di riferimento.<br \/>\nSi osservi come sia indicativa la lettera personale (in Luigi Ambrosi. Regionalizzazione e localismo) di un senatore democristiano, ex presidente della provincia di Catanzaro, a un giornalista reggino per esprimergli il consenso a<em>\u201ctutte le argomentazioni esposte a sostegno della tesi giusta che indica la piana Lametina, scartando la Montagna Cosentina [come sede dell\u2019ateneo,\u00a0Nda]. Mi auguro anche io che una intesa tra le due Province di Catanzaro e di Reggio Calabria valga a fuggire il pericolo di una soluzione pregiudizievole per l\u2019intera Regione. Il Ministro [\u2026] ha dichiarato che soluzione da noi caldeggiata sarebbe pi\u00f9 costosa e di pi\u00f9 difficile realizzazione: evidentemente preferisce la montagna\u2026 per fare una cosa pi\u00f9 modesta, meno costosa certamente, a carattere provinciale o addirittura intercomunale!\u201d<br \/>\n<\/em>Guido Crainz spiega bene che la \u00abstagione dei movimenti\u00bb come quella di Reggio Calabria nacque da una promessa non mantenuta, da un riflesso di rabbia contro il depositario del potere locale incapace di farsi sentire a Roma. \u201cMolte sono, certo, rivolte di campanile: resta per\u00f2 da capire perch\u00e9 le rivolte di campanile (o i \u00abmotivi di campanile\u00bb, dentro le rivolte) diventino cos\u00ec importanti nella stagione stessa della riscoperta della politica\u201d. La stagione del 1968.<br \/>\nD\u2019altronde, proprio Giacomo Mancini, da ministro dei Lavori pubblici, aveva influenzato la scelta di localizzazione dell\u2019autostrada A3 Salerno-Reggio a favore di un tracciato interno e montuoso, pi\u00f9 disagiato e dispendioso di quello costiero e pianeggiante, che avrebbe per\u00f2 inglobato nel percorso la citt\u00e0 di Cosenza, offrendole prospettive di crescita di sicuro ritorno elettorale [D\u2019Antone 2007].<br \/>\nLa scelta campanilistica di Mancini del percorso autostradale, ben prima dello scippo a Lamezia dell\u2019universit\u00e0 \u201cresidenziale come un campus americano\u201d, ha condizionato questa nostra povera terra costringendo i lametini come tutti i calabresi a pagare pegno vita natural durante ai cosentini per tutti i loro spostamenti. C\u2019era un percorso naturale sul Tirreno che col tempo si sarebbe dovuto completare con quello sullo Jonio (e la mitica 106). Ma la logica lasci\u00f2 il passo alla pancia, il particulare prevalse sull\u2019universale, e cos\u00ec come \u00e8 avvenuto in tante altre regioni (a cominciare dalla Sicilia) la politica fu piegata dal potere del tornaconto personale.<br \/>\nE l\u2019opposizione? Qui avviene il dramma che ancora paghiamo nel terzo secolo. Il potere lo esercita sul territorio il cacicco di turno, ma il Pci non si oppose anzi costru\u00ec quel consociativismo che (con la concertazione) \u00e8 diventato il metodo sindacal-corporativo di gestione della cosa pubblica. E\u2019 preferibile che siano gli abitanti del Palazzo piuttosto che gli elettori a scegliere chi li dovr\u00e0 governare (come insegna il Conte Bis), questa \u00e8 stata sempre la politica del Pci, sin da quando subiva la \u201cconventio ad excludendum\u201d e pur tuttavia riusciva a saper conciliare lo stare all\u2019opposizione con qualche favore ricevuto di nascosto.<br \/>\nUna autostrada tirrenica avrebbe velocizzato e resi pi\u00f9 comodi gli spostamenti su gomma; l\u2019area centrale Catanzaro-Lamezia con l\u2019universit\u00e0, le terme, l\u2019agricoltura e l\u2019aeroporto nella piana sarebbe stato con i suoi servizi il baricentro della Calabria; Reggio sarebbe stata il capoluogo ideale; Cosenza-Rende, con il suo territorio che va dalla Sila sino al Pollino, sarebbe stato un centro innovativo, non meno di oggi.<br \/>\nOggi il fattore produttivo essenziale sono idee nuove, prodotti nuovi o processi nuovi. Infatti tutti coloro i quali, qualsiasi lavoro facciano, dovunque vivano, restano affezionati alla tradizione e osteggiano l\u2019innovazione, sono destinati a guadagnare sempre meno e vivranno in citt\u00e0 sempre pi\u00f9 povere. Prima sono stati i nostri paeselli calabresi a svuotarsi, a favore delle citt\u00e0, adesso si lasciano le citt\u00e0 non innovative per trovare lavoro fuori dalla Calabria. Il lavoro e quindi il reddito ci sar\u00e0 e c\u2019\u00e8 dove c\u2019\u00e8 innovazione. Questo vale per la Calabria come per qualsiasi regione, per l\u2019Italia come per qualsiasi nazione. Forse solo con i vaccini ci stiamo avvicinando a capire il valore grande del \u201ccapitale umano\u201d e della scienza. Ci voleva una pandemia per mettere in crisi il populismo dei politici incompetenti che non capiscono la complessit\u00e0 dei problemi.<br \/>\nMentre l\u2019industria tradizionale come quella tessile continua a delocalizzarsi in Paesi in via di sviluppo, l\u2019industria dell\u2019innovazione continua a concentrarsi in poche aree chiave del mondo. Un laboratorio biotecnologico o elettronico \u00e8 piuttosto difficile da trasferire altrove, perch\u00e9 non si tratta di spostare solo un\u2019azienda, ma un intero ecosistema. Con il mercato globale il valore di un\u2019idea nuova non \u00e8 mai stato cos\u00ec alto, il fattore economico pi\u00f9 prezioso non \u00e8 il capitale fisico, o qualche materia prima, ma la creativit\u00e0. Innovare quindi \u00e8 una necessit\u00e0, anche se per sviluppare il potenziale di una nuova tecnologia serve tempo, a volte secoli. (continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1968: LA LEZIONE DELL\u2019UNIVERSITA\u2019 PRESTO E AL POSTO GIUSTO di Francesco Scoppetta\u00a0 \u00a0 \/\u00a0 politica \u00a0 \/ 12 febbraio 2021 Seconda parte La disputa con Cosenza e Mancini sull\u2019ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6108\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\"><span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> 1968: LA LEZIONE DELL\u2019UNIVERSITA\u2019 PRESTO E AL POSTO GIUSTO<\/span> <br \/> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>La disputa con Cosenza e Mancini sull\u2019ateneo si concluse nel 1971. Da quei fatti abbiamo avuto modo di imparare qualcosa? Noi giovani della Fgci andavamo a fare riunioni o volantinaggio sulla base dello slogan trasmessoci dal Pci: \u00abL\u2019universit\u00e0 subito al posto giusto\u00bb. Alla domanda (scusa, ma qual \u00e8 il posto giusto?) che prima noi giovani avevamo posto ai compagni pi\u00f9 grandi (nel mio caso il referente era Gianni Riga) e che poi gli interlocutori ponevano a noi, la risposta era la seguente: evitiamo il campanilismo.<\/span><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6096,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"on","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-6108","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6108","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6108"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6108\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}