{"id":6243,"date":"2021-03-21T20:10:22","date_gmt":"2021-03-21T19:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6243"},"modified":"2021-03-21T20:10:22","modified_gmt":"2021-03-21T19:10:22","slug":"ragionando-sullaumento-della-poverta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6243","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> RAGIONANDO SULL\u2019AUMENTO DELLA POVERTA\u2019<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Noi italiani ci ripetiamo nel tempo affermazioni politiche come se fossero dimostrate da dati scientifici. Una che sembra ormai scontata e di senso comune, almeno nei talk, \u00e8 quella del continuo aumento delle disuguaglianze e della povert\u00e0. Le cause, per i nostri rivoluzionari immaginari, si rinvenirebbero nella globalizzazione e nel liberismo, concetti che il popolo per\u00f2 fatica a individuare. Ma adesso c\u2019\u00e8 una causa pi\u00f9 semplice da maneggiare, la pandemia.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Se ci fate caso, i dati italiani sui quali impostare un qualsiasi ragionamento politico debbono essere sempre &#8220;allarmanti&#8221;. Su 7, 7 miliardi di abitanti della terra soltanto 1 abitante su 6 (meno del 17 %) ha tutto ci\u00f2 di cui dispone un italiano (dall&#8217; acqua alla elettricit\u00e0, ai servizi igienici, al welfare&#8230;). Eppure sono anni che\u00a0tutti i politici di qualsiasi colore ci ripetono di continuo che le nostre disuguaglianze sono aumentate nel tempo. All\u2019uopo abbiamo il reddito di cittadinanza che ci costa 7 miliardi, i bonus beb\u00e8, giovani, cultura, quota 100, mentre il Rei (reddito di inclusione) della ministra Livia Turco fall\u00ec gi\u00e0 nel 1997. La povert\u00e0 aumenta, si giura, ma se i miei coetanei pensano alle nostre classi di scuola elementare (anni cinquanta-sessanta) il confronto Secondo l\u2019ISTAT ci sono poco pi\u00f9 di 5 milioni di poveri assoluti e quasi 9 milioni di poveri relativi. Cio\u00e8 si dovrebbe immaginare che su 60 milioni di abitanti un quarto (circa 15 milioni) non arrivi alla seconda settimana del mese (poveri assoluti) e alla terza (quelli relativi).<br \/>\nMa se cos\u00ec fosse non si capirebbe perch\u00e8 i gilet gialli non siano nati da noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che tutti fingono di non sapere \u00e8 che queste cifre vengono calcolate dalla statistica sulla base di semplici autocertificazioni delle famiglie. Se fossero come quelle dell&#8217;Isee, di cui parler\u00f2 alla fine, sulla base dell&#8217;ultima indagine della Guardia di Finanza dovremmo ritenerne false almeno il 60%.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che la povert\u00e0 italiana viene analizzata senza saper distinguere la sua composizione tra stranieri e autoctoni oltre che la sua distribuzione territoriale, con le correlazioni tra lavoro sommerso, evasione fiscale e contributiva ed et\u00e0 della popolazione. Ma soprattutto senza nessuna capacit\u00e0 e voglia di ricercare le &#8220;cause&#8221; che hanno prodotto la povert\u00e0, distinguendo in essa la quota non riducibile, quella di poveri \u201cfisiologici\u201d legati ai rischi della vita umana (tra il 3 e il 5% della popolazione). Una ricerca seria dovrebbe consentire alla politica di proporre misure per limitarla se l&#8217;obiettivo fosse quello di comprendere esattamente il problema e non si agisse sempre attraverso la demagogia del perenne clima elettorale che porta a ricercare consensi dovunque. Insomma, per promettere sussidi a tanti e ottenere i loro voti bisogna fingere che siano tanti ad aver bisogno di quei sussidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa nuova storiografia neoborbonica meridionale ha lo scopo non tanto recondito di giustificare un Sud depredato cos\u00ec come la linea della Svimez alimenta da tempo una retorica risarcitoria, secondo cui le parti pi\u00f9 dinamiche e avanzate del paese, che si trovano prevalentemente al nord, dovrebbero \u201crestituire\u201d risorse economiche al Mezzogiorno. Proprio il presidente della Svimez Giannola sostiene che il Sud merita di essere \u201crisarcito\u201d perch\u00e9, come affermato anche dall\u2019ex ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, negli ultimi dieci anni il centro-nord avrebbe sottratto al Meridione circa 60 miliardi di euro ogni anno. In altri termini il centro nord dovrebbe trasferire risorse pari a due volte il gettito nazionale dell\u2019Ires, che \u00e8 pari a circa 30 miliardi! Alla base c\u2019\u00e8 sempre l\u2019idea che i problemi storici del Mezzogiorno, aggravati dalla crisi Covid, si risolvano con una pioggia di soldi nazionali o europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cerchiamo di capire davvero chi sono i poveri. Una buona parte di essi (almeno 7,5 milioni sui 14 milioni tra poveri assoluti e relativi) sono quelli con &#8220;povert\u00e0 educativa e sociale&#8221;, cio\u00e8 assommano la condizione di bassa formazione scolastica con la modesta capacit\u00e0 di assumere decisioni anche non complesse. Sono tutti quelli che non sanno amministrarsi, tenersi un lavoro, perch\u00e9 diventati vittime di ludopatie e dipendenze da droghe e alcool, perch\u00e9 seguono una cattiva alimentazione e hanno stili di vita poco salutari. Se sono capifamiglia tutte queste persone condizioneranno i loro figli e familiari, li trascineranno nel loro abisso senza capacit\u00e0 di lavorare e ottenere un reddito anzi fornendo esempi negativi in un circolo vizioso. Quindi i bambini con povert\u00e0 educativa e sociale provengono da famiglie con almeno un componente che ha problemi con la giustizia, di ludopatia, di alcolismo o tossicodipendenza.<br \/>\nGi\u00e0 in questo modo spero si capisca che invece di dar soldi a vanvera o ai mafiosi finti nullatenenti uno Stato serio dovrebbe tutelare i minori e monitorare seriamente le famiglie.<br \/>\nPoi ci sono in aumento i nuovi poveri, separati e divorziati, ormai diventati oltre 1.672.000, con molti nella fascia 55-64 anni e spesso senza una casa. Insomma, la colpa della povert\u00e0 non \u00e8 sempre dello Stato o del sistema ma degli individui e dei territori. Se gli italiani spendono 127 miliardi per il gioco d&#8217;azzardo, cio\u00e8 pi\u00f9 dei 116 per la sanit\u00e0, si precisa meglio il fumoso concetto di \u201cpovert\u00e0 educativa\u201d?\u00a0 La colpa delle istituzioni \u00e8 semmai quella di aver permesso che nel paese la povert\u00e0 educativa dilagasse insieme con l&#8217;accentuazione sulla mistica dei diritti sganciati da\u00a0qualsivoglia dovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi ricordate quel ministro buontempone che gridava da un balcone di aver sconfitto la (sua) povert\u00e0? Bene, e se sapeste che un Paese \u00e8 stato capace di far lievitare il conto in banca della sua popolazione pi\u00f9 povera da un anno all\u2019altro di quasi 20.000 euro per ciascuna famiglia, ci credereste? Se scopriste che in quel Paese i nuclei familiari privi di patrimonio sono passati da 4 milioni a soli 360.000 nell\u2019arco di pochi mesi, non pensereste che sia avvenuto un\u00a0miracolo sia pure economico? &#8220;Non la definireste la pi\u00f9 grande politica di aiuti sociali mai vista nella storia? Non citereste quel Paese come esempio a ogni discussione politica? Non vi piacerebbe visitarlo?&#8221;. Solo che i grillini non c&#8217;entrano nulla, anche se tutto questo \u00e8 avvenuto\u00a0in Italia a cavallo tra il 2014 e il 2015. Non ne ha parlato nessuno e se mi avete seguito fin qui forse capite perch\u00e9.<br \/>\nOvviamente non si \u00e8 trattato di una crescita reale di ricchezza, ma con la riforma dell\u2019ISEE (\u00abIndicatore della Situazione Economica Equivalente\u00bb) c&#8217;\u00e8 stata la pi\u00f9 clamorosa emersione dal nero che sia mai stata misurata. L&#8217;Isee \u00e8 uno strumento fondamentale per accedere a un grande numero di aiuti da parte dello Stato: social card, esenzione ticket sanitario, bonus libri, dentista sociale, assegni familiari, sconti in bolletta, canone Rai ridotto e ora reddito di cittadinanza, solo per citarne alcuni.<br \/>\nNoi italiani siamo cos\u00ec, ci trasciniamo i problemi come se fossero irrisolvibili per poi scoprire che se li studi bene la soluzione la trovi. Ma \u00e8 il verbo \u201cstudiare\u201d che agli incompetenti non piace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ci fate caso, i dati italiani sui quali impostare un qualsiasi ragionamento politico debbono essere sempre &#8220;allarmanti&#8221;. Su 7, 7 miliardi di abitanti della terra soltanto 1 abitante su 6 (meno del 17 %) ha tutto ci\u00f2 di cui dispone un italiano (dall&#8217; acqua alla elettricit\u00e0, ai servizi igienici, al welfare&#8230;). 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