{"id":6258,"date":"2021-03-22T19:32:19","date_gmt":"2021-03-22T18:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6258"},"modified":"2021-03-22T19:32:19","modified_gmt":"2021-03-22T18:32:19","slug":"calabria-malgrado-tutto-aumenta-il-divario-tra-le-due-italie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6258","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> CALABRIA: MALGRADO TUTTO AUMENTA IL DIVARIO TRA LE DUE ITALIE<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono pi\u00f9 uguali degli altri. E\u2019 necessario passare dalle parole ai fatti. Le disuguaglianze territoriali, economiche e sociali si sono aggravate. La misura \u00e8 colma: l\u2019esasperazione \u00e8 alla base di ogni doglianza. Il piano nazionale di ripresa e resilienza ricalca sentieri gi\u00e0 percorsi. Ci potrebbe salvare La grande bellezza ed una classe politica avveduta e corretta.       <\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/politica-calabrese.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6259 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/politica-calabrese.png\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/politica-calabrese.png 626w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/politica-calabrese-300x199.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a>Era proprio il 17 marzo del 1861 che vedeva la luce il Regno d\u2019Italia, stato unitario<\/strong>. Camera e Senato, riuniti a Palazzo Carignano di Torino, approvarono la legge 4671 del Regno di Sardegna, diventata poi la legge nr. 1 del Regno d\u2019Italia.<br \/>\nNon sono qui n\u00e9 ad osannare l\u2019avveduta scaltrezza politica del Cavour n\u00e9, preso dal <em>patrio sacro furor garibaldino,<\/em> celebrare le imprese belliche dell\u2019esule nizzardo Garibaldi, bens\u00ec per \u201cfesteggiare\u201d i 160 anni dell\u2019Unit\u00e0 dell\u2019Italia che pur colpita, <strong>come ha sottolineato, qualche giorno fa l\u2019on. Presidente Mattarella, \u201c<\/strong><em>dall\u2019emergenza sanitaria ha dimostrato ancora una volta spirito di democrazia, di unit\u00e0 e di coesione. Nel distanziamento imposto dalle misure di contenimento della pandemia ci siamo ritrovati pi\u00f9 vicini e consapevoli di appartenere ad una comunit\u00e0 capace di risollevarsi dalle avversit\u00e0 e di rinnovarsi\u201d.<br \/>\n<\/em>Gli ha fatto eco il presidente della Camera on. Fico che ha aggiunto <strong><em>\u201cmolto resta da fare per garantire la reale coesione tra le varie parti del nostro Paese.<br \/>\n<\/em><\/strong><strong><em>Permangono, ed in alcuni casi si sono addirittura aggravate, diseguaglianze territoriali, economiche e sociali. L\u2019impegno primario deve dunque essere quello di adoperarsi per superare questi divari inaccettabili che minano il senso di comunit\u00e0 alla radice e soffocano lo sviluppo del nostro Paese. Per farlo abbiamo l\u2019occasione imperdibile di un piano nazionale di ripresa e resilienza che deve puntare a far ripartire il Paese annullando le disparit\u00e0 tra i vari territori\u201d.<br \/>\n<\/em><\/strong>Parole belle che nel momento attuale ci fanno sentire pi\u00f9 italiani di qualsiasi altro giorno perch\u00e9 la disgrazia che stiamo vivendo ci unisce e nel frangente pandemico la parola <strong>\u201cunit\u00e0\u201d<\/strong> assume un valore ed un sapore diverso e fortifica la voglia di collettivit\u00e0 e di senso comune.<br \/>\nMa non entusiasmiamoci pi\u00f9 di tanto perch\u00e9 passata l\u2019emergenza non saremo pi\u00f9 \u201c<strong><em>vincoli<\/em><\/strong>\u201d bens\u00ec \u201c<strong><em>sparpagliati<\/em><\/strong>\u201d su un territorio sul quale insistono, da sempre, due Italie e venti <em>conventicole<\/em> che vanno ciascuna &#8211; mi sia consentito &#8211; per i <em>cazzi propri.<br \/>\n<\/em>E se han senso e ragione i <em>corsi e ricorsi <\/em>storici del Vico, stiamo per rivivere, se non nei fatti, quella stessa atmosfera che si percep\u00ec nel 1861 &#8211; data cara agli italiani veraci, non agli autoctoni &#8211; \u00a0che segn\u00f2 persecuzioni, dolori e lutti particolarmente per i calabresi.<br \/>\nAlludo al <strong>brigantaggio <\/strong>che, lo ricordo al colto ed all\u2019inclita, non era e non fu il padre della \u2018ndrangheta bens\u00ec <strong>espressione ed esasperazione<\/strong> delle misere condizioni vitali della classe dei contadini e dei pastori che non ebbero opzioni diverse: <strong>morire per fame o farsi giustizia con le proprie mani <\/strong>visto che dalle novelle istituzioni non veniva alcun mutamento del loro miserrimo status.<br \/>\nE qui finiscono le memorie storiche &#8211; bada bene mio attento lettore &#8211; da non confondere con i <strong>fattoidi, <\/strong>concetti di quattro amici al bar, entit\u00e0 virtuali che diventano propagandisticamente reali.<br \/>\nEbbene alla \u201ccartolina\u201d descritta 160 anni fa, lascia pure indenne il paesaggio, cambia solo fogge, modus vivendi e l\u2019inevitabile <em>work in progress. <\/em>Cosa ti ritrovi tra le mani?<br \/>\nUna <strong>regione<\/strong> il cui nome \u00e8 sinonimo di <strong>malavita, corruzione, malasanit\u00e0 e abbandono<\/strong>; una regione in cui il tasso di disoccupazione si stacca dal resto della Penisola di 11 punti percentuali, impennandosi particolarmente nella fascia di et\u00e0 giovanile e collocandosi fra le peggiori <strong>15 regioni europee;<\/strong> una regione il cui nome, anzich\u00e9 evocare i fasti della Magna Grecia, la ricchezza delle sue risorse naturali e artistiche, fa salire nell\u2019aria l\u2019odore acre ed il sapore amaro della sconfitta per quasi 2 milioni di persone, la cui unica colpa \u00e8 quella di essere nati in Calabria\u2026<br \/>\nS\u00ec, il 17 marzo \u00e8 stato l\u2019anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia (o annessione?), unita chiaramente solo sulla carta: noialtri, qui in Calabria, abbiamo ricordato 160 anni in cui differenze e spaccature si sono piuttosto evidenziate, le ferite incancrenite e l\u2019orgoglio lacerato.<br \/>\nLe alte cariche dello Stato potranno anche infarcirsi la bocca di belle parole ed affrancare l\u2019anima con buoni propositi, ma resta evidente che &#8211; come scrisse Orwell &#8211; \u201c<strong>tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono pi\u00f9 uguali degli altri\u201d.<br \/>\n<\/strong>Ebbene la misura \u00e8 colma e quel che pi\u00f9 rammarica \u00e8 la mancanza di un ruolo e di una visione organica e strutturata da dare a questa regione, da sempre gabellata con parole tipo \u201cprogrammazione, pianificazione, prevenzione, inserite nei programmi elettorali di politici, nazionali e regionali, ma poi subito dimenticate o svuotate di ogni significato. <em>Passata la festa gabbatu lu santu<\/em>, recita una celebre espressione dialettale.<br \/>\nE\u2019 stato cos\u00ec per il V Centro siderurgico, per l\u2019ex Sir (Societ\u00e0 italiana resine) da sogno industriale a grande disastro; \u00e8 cos\u00ec per il porto di Gioia Tauro, uno scandalo senza rimedio condannato ad un inesorabile triste destino. Mai visto da nessuna parte un porto senza marinai!<br \/>\nTralascio, poi, le operazioni di piccolo cabotaggio e gli interventi spot perch\u00e9 \u00a0\u00e8 acqua che non macina il mulino, ma mi ripeto, le cause sono sempre riconducibili alla mancata visione di un programma di sviluppo attagliato alle reali esigenze dei territori ed all\u2019incapacit\u00e0 dei politici di guardare oltre la siepe.<br \/>\nE la beffa continua: oggi qualche <em>cazzaro<\/em> torna a sventolare la bandiera del Ponte sullo Stretto ed il rilancio del Porto di Gioia Tauro terminal container, gi\u00e0 escluso dal piano dei porti transhipment (n.d.r. trasbordo) di Genova e Trieste, per i quali sono stati gi\u00e0 stanziati centinaia di milioni.<br \/>\nVogliamo poi parlare del Recovery Plan che penalizza ulteriormente il Mezzogiorno e la Calabria? E\u2019 sparita dai piani, finanche, l\u2019Alta Velocit\u00e0 ferroviaria Salerno \u2013 Reggio Calabria che, gi\u00e0 nel piano del Governo Conte, era diventata semplice velocizzazione della linea.<br \/>\n<strong>Dei 209 miliardi destinati all\u2019Italia<\/strong> per ossigenare il suo asfittico bilancio e riequilibrare la sperequazione territoriale Nord\/Sud (trasporti, collegamenti ferroviari e stradali, ammodernamento della pubblica amministrazione, potenziamento della assistenza sanitaria, ecc.) nella bozza discussa qualche settimana fa a Palazzo Chigi, la quota per lo sviluppo del Meridione, gi\u00e0 fissata al 34%, per il \u00a0criterio di scelta adottato &#8211; numero degli abitanti di ogni singola regione &#8211; \u00a0sicuramente sar\u00e0 rivista al ribasso.<br \/>\n<strong>Di conseguenza \u00e8 ovvio che la Calabria, come tutto il Sud, ne uscir\u00e0 ulteriormente penalizzata.<br \/>\n<\/strong><strong>Animati, quindi, i calabresi, da spirito rivendicazionista, disdegnano di vestire i panni di sacrificali e piagnucolosi agnelli e stanchi di rappresentare un sud nel sud, sono ben consapevoli che in questa spirale di responsabilit\u00e0 del governo centrale, vanno aggiunte quelle del ceto politico locale, della burocrazia, della \u2018ndrangheta, degli imprenditori collusi e perch\u00e9 no, di quel 45% di calabresi che vota certamente non per convinzione politica.<br \/>\n<\/strong>Non sto a tediarvi con quanto sta avvenendo \u2013 vergogna nazionale \u2013 ai vertici del parlamentino calabrese dove, oltre alle vicende giudiziarie che hanno interessato gli alti vertici, si \u00e8 scatenata la corsa alle assunzioni non solo degli eterni precari, ma di portavoce, di portaborse che appartengono all\u2019ampia schiera di questuanti e prosseneti, mentre l\u2019on. Spirl\u00ec, presidente per caso, riscuote solo la simpatia del suo Salvini.<br \/>\nNon so se quanto sta avvenendo rientri o meno nell\u2019ordinaria amministrazione &#8211; tanto \u00e8 demandato alla magistratura \u2013 per\u00f2, pandemia imperante, girano gli zebedei nel dover riscontrare lo stato confusionale che regna a livello dei dipartimenti regionali e della sanit\u00e0 in particolare.<br \/>\nSic stantibus rebus<em>, se a destra s\u2019ode uno squillo di tromba e a sinistra risponde uno squillo\u2026 <\/em>(non so se Manzoni volesse, del Conte di Carmagnola, farne un fascista o un comunista) non so proprio da che parte girarmi. Certo cos\u00ec non si pu\u00f2 andare avanti, per cui ci potrebbe salvare il ritorno alle origini: LA GRANDE BELLEZZA DELLA NATURA \u2013 e quel giorno il turismo non sar\u00e0 pi\u00f9 una parola senza significato &#8211; e la GENEROSIT\u00c0 di una terra fertile e prodiga di ogni bene.<br \/>\n<strong>Certamente le due Italie non sono nate perch\u00e9 al Sud, dopo la sua annessione spacciata per liberazione, vivano scansafatiche ed opportunisti bens\u00ec per pura scelta politica governativa perseguita, piaccia o non piaccia, da 160 anni. <\/strong><br \/>\n<strong>Finiamola, quindi, con la retorica di regime perch\u00e9 al di l\u00e0 della siepe alligna l\u2019esasperazione non la rassegnazione.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era proprio il 17 marzo del 1861 che vedeva la luce il Regno d\u2019Italia, stato unitario. Camera e Senato, riuniti a Palazzo Carignano di Torino, approvarono la legge 4671 del Regno di Sardegna, diventata poi la legge nr. 1 del Regno d\u2019Italia. Non sono qui n\u00e9 ad osannare l\u2019avveduta scaltrezza politica del Cavour n\u00e9, preso&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6258\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\"><span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> CALABRIA: MALGRADO TUTTO AUMENTA IL DIVARIO TRA LE DUE ITALIE<\/span> <br \/> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono pi\u00f9 uguali degli altri. E\u2019 necessario passare dalle parole ai fatti. Le disuguaglianze territoriali, economiche e sociali si sono aggravate. La misura \u00e8 colma: l\u2019esasperazione \u00e8 alla base di ogni doglianza. 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