{"id":6263,"date":"2021-03-26T18:01:08","date_gmt":"2021-03-26T17:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6263"},"modified":"2021-03-26T18:01:08","modified_gmt":"2021-03-26T17:01:08","slug":"la-storia-struggente-e-istruttiva-del-sindaco-gianni-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6263","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> LA STORIA STRUGGENTE E ISTRUTTIVA DEL SINDACO GIANNI SPERANZA<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Un sindaco non ha potere, pu\u00f2 solo tenere aperta la porta del Comune. Ed \u00e8 sempre solo. \u201cLa vita di una comunit\u00e0 come quella di Lamezia \u00e8 molto pi\u00f9 ricca della presenza della mafia. L\u2019amministrazione va oltre il tempo che le hanno concesso\u201d, si legge nel retro di copertina del lavoro di Speranza. Una testimonianza che rester\u00e0 negli anni per la sincerit\u00e0 e il coraggio del suo autore. Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell\u2019amministrazione quotidiana. L\u2019intervista di Gianfranco Manfredi approfondisce un racconto chiaro e ben organizzato per temi.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-6265\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Gianni-Speranza-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Gianni-Speranza-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Gianni-Speranza.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/>Mentre stavo leggendo il libro di Gianni Speranza (Una storia fuori dal Comune, Rubbettino, 2021) mi ha molto interessato un articolo di Boeri e Perotti su Repubblica. I due economisti scrivono \u201cA leggere il Pnnr sembrerebbe che tutti i problemi della Pubblica amministrazione siano nella mancata digitalizzazione. La vera riforma della PA consiste nello scegliere bene i suoi dirigenti, fissare per le amministrazioni nel loro complesso obiettivi verificabili, e reclutare persone competenti\u201d.<br \/>\nSpero si colga alla fine che cosa unisce questo libro, per me appassionante e anche drammatico, e un articolo in cui si riflette, secondo me, sulla questione politica pi\u00f9 importante dell\u2019amministrazione pubblica italiana: il \u201csaper scegliere le persone competenti\u201d.<br \/>\nAlla base del saggio c\u2019\u00e8 quella che Speranza definisce la \u201csolitudine del sindaco\u201d, <em>\u201cla sensazione di inadeguatezza ad affrontare le catastrofi che ti cadono addosso\u201d<\/em>. Ogni sindaco italiano coraggioso e generoso come Gianni \u00e8 solo, all\u2019inizio, nei periodi peggiori e sicuramente dopo la conclusione, perch\u00e8, egli scrive, non ha potere. Quel che ha \u201cpotuto\u201d e saputo fare, \u201cin dieci anni lunghi e brevi\u201d, Speranza lo descrive nei dettagli. Opere pubbliche, progetti, iniziative, legami intessuti con persone straordinarie (i ricordi struggenti di De Sena e Catrical\u00e0, della Borsellino, di Saffioti e Rosy De Sensi), ma soprattutto <em>\u201cstare sempre in mezzo alle persone e ascoltare quello che avevano da dirci\u201d.<br \/>\n<\/em>Questo libro ha un titolo che non \u00e8 un gioco di parole ma racconta per davvero una storia che tutti i lametini, in qualsiasi posto risiedano, dovrebbero conoscere e tramandare ai propri figli. Una esperienza civica e \u201camministrativa\u201d, che va dal 2005 al 2015, di un professore di storia che a 51 anni vince a sorpresa le elezioni comunali e riesce a portare a termine due mandati nonostante tutto e tutti, malgrado i consiglieri comunali e la politica e la mafia tentino pi\u00f9 volte di mandarlo a casa. Alla fine comunque non saranno i nemici ma un amico a interrompergli la carriera politica.<br \/>\nUn racconto che se non fosse vero (solo il dossier sull\u2019aeroporto lo trovo reticente) e dettagliato e scritto nella maniera pi\u00f9 chiara ed esaustiva possibile si potrebbe scambiare per un romanzo, invece \u00e8 autobiografia con spunti di memoir. Un primo cittadino senza una macchina amministrativa funzionante e senza maggioranza, al quale i lametini si affidano e che sar\u00e0 ricordato per sempre per la sua passione, il coraggio e l\u2019astuzia quasi machiavellica del grande politico capace di rimanere in sella pur impallinato da destra e da sinistra.<br \/>\nEcco, il ritratto dei lametini, del ceto politico e della intera nostra societ\u00e0 che vien fuori dal libro \u00e8 non solo convincente ma direi da film di Damiano Damiani (si veda Il giorno della civetta, tratto da Sciascia).<br \/>\nDa oggi per capire cosa sia la Lamezia reale, oltre alle sentenze della magistratura abbiamo il racconto dell\u2019esperienza \u201camministrativa\u201d di Gianni Speranza. \u00a0Come ho scritto ormai anni fa ogni lametino non si riconosce in una comunit\u00e0 ma si affida a S. Antonio e ad un suo protettore forestiero che gli dice cosa sia meglio per lui. Gianni lo chiama \u201cindividualismo\u201d, io l\u2019ho chiamato \u201cegotismo\u201d, ma la sostanza \u00e8 che ogni cittadino si fa prigioniero da solo, consegnandosi ai gruppi mafiosi e alle consorterie politiche. Di tanto in tanto noi prigionieri tentiamo di evadere (lo abbiamo fatto per venti lunghi anni con sindaci di sinistra) perch\u00e8 se l\u2019uomo non arriva al bordo del precipizio non gli cresceranno le ali sulla schiena. Le poche volte poi in cui i lametini hanno protestato insieme, la sinistra e la destra lo hanno pure accusato di campanilismo.<br \/>\nI due dossier per me pi\u00f9 importanti del libro sono quelli sul dissesto e quello sui rom. Quest\u2019ultimo \u00e8 un problema (creato dalla politica miope) che la citt\u00e0 ha dagli anni \u201960 e che nessuno, sindaci, procura, prefetti, governo, sa come risolvere come se fosse la congettura di Riemann. A cosa serve la politica o l\u2019amministrazione, se ogni problema sociale diventa impossibile e tutto il resto si sbriciola in favori minuti e personali?<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-5922\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Comune-Lamezia-625x350-1543655893-300x168.jpeg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Comune-Lamezia-625x350-1543655893-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Comune-Lamezia-625x350-1543655893.jpeg 625w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/>\u201cNelle lunghissime giornate succedeva di tutto, venivano in quelle stanze tantissime persone con orari assurdi e bisogni disparati\u201d.<br \/>\n<\/em>Un sindaco di Lamezia che riuscir\u00e0 con una breccia di Porta Pia a risolvere problemi come questo dopo settanta anni, avr\u00e0 il suo busto accanto ai Santi Pietro e\u00a0 Paolo? L\u2019altro problema irrisolvibile, evidenziato dal dissesto, \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di far pagare i tributi comunali. Come dicevo gi\u00e0 nel 1993 a Doris Lo Moro se un Comune non sa chi sono i suoi cittadini perch\u00e8 ha una anagrafe non aggiornata e gli uffici non comunicano digitalmente tra di loro le cartelle puoi inviarle ma ti tornano indietro (indirizzo sconosciuto). Nessuno dunque vuole un data-base dei cittadini e delle imprese, nessuno vuole una famiglia rom nella sua via, cos\u00ec come nessuno in Calabria vuole nel suo territorio una discarica o un termovalorizzatore. Infatti i rifiuti li dovremo mandare in Olanda come fa gi\u00e0 il rivoluzionario De Magistris a Napoli. Ecco la potenza del libro, la sua capacit\u00e0 di farci riflettere su quello che siamo (diventati) perch\u00e8 le questioni irrisolte da Gianni sono ancora i macigni che ingombrano le strade, le nostre spade di Damocle.<br \/>\nPer dieci anni, frequentando sin da bambino la meravigliosa famiglia Speranza, sono stato preoccupato per l\u2019incarico pericoloso che portava avanti. Vedevo che non riusciva a circondarsi di persone in grado di dargli una mano, che nominava assessori inadeguati o dirigenti non sempre capaci di risolvere problemi. Mi sembrava un apicoltore che si avvicina all\u2019alveare senza protezioni. Ma, per l\u2019appunto, saper scegliere le persone non \u00e8 facile, \u00e8 questo il vero grande problema della sinistra post comunista. Tra gli avvocati della Icom, ci ricorda a pag. 123, impegnati contro il comune di Lamezia, c\u2019era Guido Alpa e -guarda la combinazione\u00ad- il suo pupillo professore \u201cGiuseppi\u201d, poi diventato \u201cil punto di riferimento assoluto dei progressisti\u201d secondo Zingaretti. Il paradosso \u00e8 che proprio un vedovo di Conte, il giornalista Padellaro, del Fatto quotidiano, scrive la prefazione a questo libro. E\u2019 una semplice coincidenza per ricordare a tutti che \u201cdimmi con chi vai e ti dir\u00f2 chi sei\u201d.<br \/>\nCosa rimane oggi del Pci in cui Gianni \u00e8 cresciuto? Lo dico con le parole di Fabrizio Rondolino: \u201cNulla. Non rimane, ovviamente, l\u2019ideologia. Non rimane il riformismo. Non rimane tutto il senso di comunit\u00e0 e di appartenenza a una storia che \u00e8 polverizzato, anzi disintegrato da un ceto politico che si fa la guerra continuamente, che si scinde e si riscinde \u2013 adesso sono tre o quattro gli eredi del Pci, pi\u00f9 altre sigle quasi folkloristiche. \u00c8 completamente perso il senso della storia a cui i singoli pensavano di partecipare, quasi convinti di essere al servizio di un progetto pi\u00f9 grande. E sono venuti meno anche il rigore e la seriet\u00e0, cio\u00e8 l\u2019idea che, prima di parlare, si impara e si studia. Quindi, mi dispiace, non \u00e8 rimasto niente\u201d.<br \/>\nFinito tutto, non ci resta che saper pesare bene le persone. Infatti che cosa ha posto fine alla carriera politica di Gianni cominciata a Cosenza come segretario provinciale del Pci se non il tradimento di un suo vecchio amico, Oliverio, oltre che di altri suoi amici vendoliani?<br \/>\nLe persone per me contano pi\u00f9 delle idee e dei partiti. Anche nella pubblica amministrazione, come ricordavano all\u2019inizio Boeri e Perotti, i dirigenti vanno saputi scegliere. Per esempio, quando Speranza fece vicesindaco Francesco Cicione, amicissimo di Agazio Loiero, seppe scegliere. Con la persona giusta cambi\u00f2 la politica, il rapporto di Lamezia con il presidente che ci tolse l\u2019Asl divenne fruttuoso. Fare il sindaco di Lamezia non lo auguro a nessuno, ma, fateci caso, tutti quelli di sinistra che nel 2021 predicano \u201ccontro l\u2019uomo solo al comando\u201d quando \u00e8 toccato a loro hanno provato la solitudine pur giurando sempre di esser circondati da giovani, da tanta solidariet\u00e0, da grandi amici. Eppure hanno capito che chi deve firmare e decidere \u00e8 sempre solo, gli amici al massimo ti consigliano e la notte dormono tranquilli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre stavo leggendo il libro di Gianni Speranza (Una storia fuori dal Comune, Rubbettino, 2021) mi ha molto interessato un articolo di Boeri e Perotti su Repubblica. I due economisti scrivono \u201cA leggere il Pnnr sembrerebbe che tutti i problemi della Pubblica amministrazione siano nella mancata digitalizzazione. 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Con tutte le contraddizioni della sinistra non ideologica alle prese con i problemi irrisolvibili dell\u2019amministrazione quotidiana. 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