{"id":6359,"date":"2021-04-19T16:37:28","date_gmt":"2021-04-19T14:37:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6359"},"modified":"2021-04-19T16:37:28","modified_gmt":"2021-04-19T14:37:28","slug":"unanalisi-su-come-distinguere-i-riformisti-di-destra-o-di-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6359","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> UN\u2019ANALISI SU COME DISTINGUERE I RIFORMISTI DI DESTRA O DI SINISTRA<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Tutti i politici italiani da Meloni a Fratoianni giurano di essere riformisti. Eppure il riformismo nella storia italiana \u00e8 un pensiero e un movimento politico e culturale inequivocabilmente socialista che nasce e si afferma in opposizione al socialismo rivoluzionario e massimalista (o estremista). Caduti i sistemi comunisti e fascisti il sistema liberale non \u00e8 pi\u00f9 un menu fisso con sei pietanze costitutive ma \u00e8 diventato una sorta di \u201cbuffet\u201d dal quale ogni Stato decide cosa assumere<\/span>"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_6363\" aria-describedby=\"caption-attachment-6363\" style=\"width: 241px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/claudio-matello-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6363\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/claudio-matello-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/claudio-matello-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/claudio-matello-1.jpg 457w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6363\" class=\"wp-caption-text\">Claudio Martelli<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa in corso \u201cUnire i riformisti\u201d animata da varie personalit\u00e0, associazioni e circoli, segnatamente da Marco Bentivogli, Emma Bonino, Giorgio Gori, Irene Tinagli, Ivan Scalfarotto, Claudio Martelli e Christian Rocca, \u00e8 un evento cos\u00ec prezioso in Italia che va segnalato. Il presupposto \u00e8 capire cosa significa in Italia nel 2021 dichiararsi riformisti. Infatti tutti i politici italiani da Meloni a Fratoianni ci giurerebbero\u00a0 di essere riformisti. Come ha segnalato Claudio Martelli il riformismo nella storia italiana \u00e8 un pensiero e un movimento politico e culturale inequivocabilmente socialista che nasce e si afferma in opposizione al socialismo rivoluzionario. Se \u00e8 vero che al riformismo dal basso dei socialisti corrispose all\u2019inizio del \u2019900 il \u201criformismo dall\u2019alto\u201d del governo del liberale Giolitti non va dimenticato che un altro, diverso e autonomo riformismo dal basso fu quello animato dalle correnti pi\u00f9 avanzate del cattolicesimo e dalla dottrina sociale della Chiesa, in particolare dall\u2019originale lezione di don Luigi Sturzo. Anche a loro Giolitti tese la mano. Non a caso solo quarant\u2019anni dopo il riformismo socialista e quello cattolico si incontrarono fornendo la loro esperienza alle migliori stagioni del primo centro sinistra.<br \/>\nEssendo gli italiani un popolo che non ha mai nulla da apprendere dalle esperienze altrui, \u00e8 successo che neppure dopo la caduta del Muro i comunisti sono voluti diventare socialdemocratici e mai i cd liberali da Malagodi a Berlusconi si sono assimilati ai conservatori anglosassoni. Si pensi soltanto, lo ha ricordato Martelli, come fu Renzi a guidare il Partito democratico all\u2019approdo nel Partito Socialista Europeo, approdo che sino a quel momento sia Prodi, sia Rutelli, sia Veltroni avevano respinto. Insomma, la stessa edificazione dello Stato Sociale nel XX\u00b0 secolo \u2013 \u201cil secolo socialdemocratico\u201d secondo il liberale Dahrendorf \u2013 \u00e8 frutto dell\u2019azione del socialismo riformista spesso in alleanza coi liberali progressisti e sempre in guerra coi liberali conservatori.<br \/>\nTra questi ultimi Margaret Thatcher e Ronald Reagan ci ricordano che un riformismo puramente ed esclusivamente liberale o non \u00e8 mai esistito oppure ha connotato non un movimento progressista ma un movimento conservatore, re-azionario, restauratore dei principi e degli\u00a0<em>animal spirits\u00a0<\/em>del capitalismo.<br \/>\nDopo questo excursus storico che spiega come in Italia i liberal-socialisti alla Carlo Rosselli e Guido Calogero o il partito d\u2019Azione (PdA) sono rimasti sempre minoritari, schiacciati dai partiti di massa e dai piccoli partiti finanziati dalle lobby, intendo adesso soffermarmi brevemente sui \u201ccontenuti\u201d del sistema liberale.<br \/>\nVorrei richiamare quello che per me \u00e8 uno dei pi\u00f9 geniali intellettuali oggi nel mondo, Yuval Noah Harari (1976). Questo saggista e storico israeliano ha spiegato cosa sta succedendo. Sta succedendo che\u00a0<strong>il sistema liberale<\/strong> viene considerato come una sorta di un <strong>buffet<\/strong>, con diverse pietanze, e ciascun Stato decide cosa prendere e cosa lasciare.<br \/>\nLe pietanze sono le seguenti:<br \/>\n1. Economia di mercato, privatizzazioni, poche tasse.<br \/>\n2. Elezioni libere, Stato di diritto, diritti delle minoranze.<br \/>\n3. Libert\u00e0 di scelta, individualismo, diversit\u00e0, uguaglianza dei sessi.<br \/>\n4. Libero scambio, integrazione mondiale, diritti di dogana bassi.<br \/>\n5. Relazioni pacifiche, cooperazione multilaterale, diritto internazionale, organizzazioni internazionali.<br \/>\n6. Facilit\u00e0 di spostamento per le persone e facilit\u00e0 di immigrazione.<br \/>\nPer capirci, tutto il mondo in teoria desidera delle relazioni internazionali pacifiche. All\u2019inverso, la sola cosa che quasi nessuno vuole \u00e8 l\u2019immigrazione.\u00a0<strong>E\u2019 chiaro che il sistema liberale presuppone invece un menu fisso dove le sei pietanze siano presenti tutte e sei<\/strong>, ma stiamo assistendo ad un suo lento sgretolamento perch\u00e8 ciascun Stato intende rinunciare a qualche pietanza (l\u2019ungherese Orban vuole la democrazia ma senza diritti individuali; Trump voleva l\u2019economia di mercato ma sabotando il libero scambio a livello mondiale; la Cina vuole la liberalizzazione economica ma non la liberalizzazione politica, e cos\u00ec via\u2026) (<em>\u201cBenvenuti al buffet liberale\u201d da Repubblica, pag. 26, 10\/6\/2019<\/em>).<br \/>\nA queste sei pietanze vorrei aggiungere alcuni nostri ingredienti \u201ctricolori\u201d che nello scenario italiano sono davvero divisivi, molto molto di pi\u00f9 della inconsistente vecchia distinzione tra\u00a0<strong>destra<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>sinistra<\/strong>.<br \/>\n<strong>Essi sono:<\/strong><br \/>\n<strong>7. Anti capitalisti e\/o anti americani.<\/strong><br \/>\n<strong>8. Filo palestinesi (vs filo israeliani).<\/strong><br \/>\n<strong>9. Concorrenza (vs monopoli di Stato).<\/strong><br \/>\nL\u2019odio per l\u2019America, per esempio, ha da sempre unito stragisti fascisti e brigatisti rossi. Pertanto, due individui in Italia possono dichiararsi entrambi riformisti ed europeisti, ma sono avversari se uno odia l\u2019America e Israele, ama i palestinesi e l\u2019industria di Stato, mentre l\u2019altro preferisce l\u2019America, Israele e la libera concorrenza. Tutti a parole sono favorevoli ad una \u201ceconomia mista\u201d ma in pratica ci sono gli \u201cstatalisti\u201d convinti che il lavoro lo deve creare soprattutto lo Stato ed ogni azienda in crisi debba essere assorbita dallo Stato.<br \/>\nUna postilla per concludere. Se al contrario credete ancora alla distinzione destra-sinistra, tutto si fa molto pi\u00f9 semplice. Il riformismo non c\u2019entra nulla perch\u00e8 in Italia la sinistra rappresenta i garantiti (dipendenti pubblici e pensionati) e la destra i non garantiti (partite iva e lavoratori autonomi), tutto qui. Solo che ormai sono tutti \u201cpartiti dei territori\u201d (o delle regioni) e non ci sono pi\u00f9 \u201cpartiti-nazione\u201d. E tutti pretendono il welfare per\u00f2 senza voler abbattere l\u2019evasione fiscale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019iniziativa in corso \u201cUnire i riformisti\u201d animata da varie personalit\u00e0, associazioni e circoli, segnatamente da Marco Bentivogli, Emma Bonino, Giorgio Gori, Irene Tinagli, Ivan Scalfarotto, Claudio Martelli e Christian Rocca, \u00e8 un evento cos\u00ec prezioso in Italia che va segnalato. Il presupposto \u00e8 capire cosa significa in Italia nel 2021 dichiararsi riformisti. 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