{"id":6378,"date":"2021-04-25T16:53:56","date_gmt":"2021-04-25T14:53:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6378"},"modified":"2021-04-25T16:53:56","modified_gmt":"2021-04-25T14:53:56","slug":"cazzari-e-cazzimisti-alla-guida-di-una-regione-che-sta-cadendo-a-pezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6378","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> CAZZARI E CAZZIMMISTI ALLA GUIDA DI UNA REGIONE CHE STA CADENDO A PEZZI<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Corre Il Trecento, buona parte dell\u2019Europa \u00e8 afflitta dalla peste e dalla carestia. Bengodi paese nato dall\u2019immaginario del Boccaccio si reincarna in terra calabra con la trasfigurazione di un desiderio nell\u2019immagine di un luogo reale. Le esternazioni di Spirl\u00ec che  chiamano in causa tutti coloro che da decenni, ai posti di comando, scaldano la sedia.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oggi mi par di rivivere quella novella<\/strong>, narrata da Giovanni Boccaccio nel suo Decamerone, il Paese di Bengodi, che rappresentava pi\u00f9 la trasfigurazione di un desiderio che l\u2019immagine di un luogo reale. Corre il Trecento e buona parte dell\u2019Europa \u00e8 afflitta dalla peste, dalla fame e dalla carestia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/hqdefault.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6389\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/hqdefault.png\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/hqdefault.png 480w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/hqdefault-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Il toscanaccio, per\u00f2, cos\u00ec descrive Bengodi:<br \/>\n<span style=\"color: #3366ff;\"><em>\u201c\u2026si legano le vigne con le salsicce, e<br \/>\n<\/em><em>avevasi un\u2019oca a denaio e un papero<br \/>\n<\/em><em>giunta, ed eravi una montagna tutta di<br \/>\n<\/em><em>formaggio parmigiano grattugiato, sopra<br \/>\n<\/em><em>la quale stavan genti che niuna altra cosa<br \/>\n<\/em><em>facevan che far maccheroni e raviuoli, e<br \/>\n<\/em><em>cuocergli in brodo di capponi, e poi gli<br \/>\n<\/em><em>gittavan quindi gi\u00f9, e chi pi\u00f9 ne pigliava<br \/>\n<\/em><em>pi\u00f9 se ne aveva; e ivi presso correva un<br \/>\n<\/em><em>fiumicel di vernaccia, della migliore che<br \/>\n<\/em><em>mai si bevve, senza avervi entro gocciol<br \/>\n<\/em><em>d\u2019acqua\u201d. <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fin fine, per\u00f2 la novella non \u00e8 l\u2019apoteosi del cibo bens\u00ec la beffa di Maso, Bruno e Buffalmacco che spingono Calandrino a cercare l\u2019elitropia, una pietra che regala l\u2019invisibilit\u00e0.<br \/>\nLa mia fantasia galoppa ed un pensiero mi passa per la testa: Boccaccio doveva esser dotato di lungimirante chiaroveggenza se dopo sette secoli abbondanti il paese di Bengodi va a ricollocarsi, da immaginaria contrada di Berlinzone\u2026 al di sotto del 38^ parallelo, in Calabria che ha, come l\u2019elitropia di Calandrino, il dono, pregio o difetto, di rendersi invisibile e di vivere solo di promesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse il parallelo fra i due luoghi pu\u00f2 sembrare un po\u2019 forzato, per\u00f2 provate a sostituire ai maccheroni e ravioli del Boccaccio, i decantati <em>pipi e patati <\/em>del governatore, on. Spirl\u00ec; al posto di Maso, Bruno e Buffalmacco, senza distinzione alcuna tra destra, centro e sinistra, i componenti del parlamentino regionale, che vive ed opera \u201c<em>ppi \u2018lli cazzi sua<\/em>\u201d; al posto di Calandrino quasi due milioni di <em>\u201csmandrappati\u201d, <\/em>che tal vogliono essere, e come lo smarrito Calandrino, hanno una terribile confusione in testa, tal da non saper distinguere il concreto dall\u2019astratto. Vi sembra ancora azzardato il parallelo tra il Bengodi, nato dall\u2019immaginario boccaccesco, e la regione Calabria? \u00a0Allora sostituiamo anche il <em>fiumicel di vernaccia <\/em>con un altrettanto valido vinello autoctono &#8211; il magliocco &#8211; che bevuto nella giusta misura produce edonistiche, colpevoli sensazioni tali da far perdere il ben dell\u2019intelletto. \u00a0<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Calabria, ultima regione d\u2019Europa per sviluppo socio economico e qualit\u00e0 di vita sta cadendo inesorabilmente a pezzi dilaniata da <strong><em>cazzari verdi, ros\u00e8<\/em><\/strong> ed altri indefiniti colori della scala cromatica;<strong><em> da<\/em><\/strong><em> <strong>cazzimmisti quattro stagioni<\/strong><\/em> che<em>, <\/em>traduco\u2026 intendesi per tali quelli che predicano un giorno una teoria e un\u2019altra completamente opposta il d\u00ec che segue; da dogmatici e saccenti <strong><em>Soloni di farmacia<\/em><\/strong><em>, <\/em>cio\u00e8 quelli che hanno sempre pronta una soluzione al problema del giorno. Cade a fagiolo l\u2019intervento del governatore f.f. Spirl\u00ec che il 19 aprile u.s. ha sostenuto, in sede di giunta, che la gravit\u00e0 dello status regionale calabrese sia addossabile non a chi si \u00e8 trovato nocchiero di un battello che fa acqua da tutte le parti, bens\u00ec a chi da decenni ha solamente scaldato gli scranni dei posti di comando. Discutibile, invece, il paragone che solo un consumato attore poteva utilizzare per dichiararsi estraneo alle note negativit\u00e0 del territorio addirittura chiamando in causa <strong>\u201c<em>quel ragazzino di duemila anni fa, che scappando dalle mani della madre e del pap\u00e0 putativo, si trov\u00f2 a parlare con i sapienti del tempio\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vivono e vegetano tutti costoro nella Cittadella degli Uffici<strong>, luogo magico<\/strong> dove non esiste pi\u00f9 il confronto tra destra, centro e sinistra bens\u00ec un <strong>tacito e condiviso accordo<\/strong> per il quale prima di tutto va difeso <strong>l\u2019interesse personale<\/strong> di ciascuno: l\u2019opportunit\u00e0 di seminare abbondantemente per falciare altrettanto abbondanti messi <em>il <strong>giorno del raccolto<\/strong><\/em>, vale a dire quello delle prossime elezioni regionali che, pandemia Covid permettendo, dovrebbero aver luogo<strong> nel prossimo autunno.<br \/>\n<\/strong>Intanto a Consiglio regionale \u201csciolto\u201d, quindi in carica solo per gli affari correnti vale a dire per l\u2019ordinaria amministrazione, sotto la guida di un presidente per caso, pi\u00f9 persuaso che convinto, stanno avvenendo <strong>infornate di assunzioni<\/strong> senza concorso sotto le mentite spoglie \u00a0\u201dlotta al precariato storico regionale\u201d. A dire il vero il nostro mago Spirl\u00ec ha preso le distanze da tal decisione sostenendo che un\u2019amministrazione ordinaria non pu\u00f2 risolvere questo problema. <strong>\u201c<em>Se \u00e8 possibile fare qualcosa sar\u00e0 cura di un presidente eletto e con pieni poteri\u201d.<br \/>\n<\/em><\/strong>Giova ricordare che il precariato storico calabrese, denunciato a suo tempo dalla Santelli, \u00e8 costituito dalle circa 800 persone retaggio di due carrozzoni, Calabresi nel Mondo e Calabria Etica che gi\u00e0 \u201ctanti lutti addussero agli Achei\u201d. A questi vanno poi aggiunti le assunzioni a tempo determinato di braccianti agricoli, baby sitter, bagnini, tabaccai, autisti, pizzaioli, barbieri, sindaci\/autisti e quant\u2019altro, senza l\u2019obbligo della presenza &#8211; come denunciato dal servizio redatto da Alessia Bausone e dalle Iene. Premetto che regolarizzare il precariato \u00e8 quanto mai sacrosanto; per\u00f2 a parte tutto mi sia consentito dubitare che l\u2019eredit\u00e0, lasciataci dai due gioielli della corona calabrese, Galati (Calabresi nel mondo) e Ruberto (Calabria Etica), sia proprio un esempio di moralit\u00e0 cristallina e di ferrea rigorosit\u00e0. Pertanto celebriamo o ci apprestiamo a celebrare l\u2019assunzione di precari veri e di nullafacenti tanti; un giochino che vale per noi, contribuenti calabresi, circa cinque milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo parlare poi degli stipendi d\u2019oro e dei premi dei dirigenti regionali calabresi? Compensi esorbitanti che non hanno raffronto con quelli dei pari grado di altre regioni.<br \/>\nNe contiamo dodici, ma erano ben sedici le postazioni dirigenziali calabresi!<br \/>\nSi va dai 240mila euro l\u2019anno alle 146mila. Il loro stipendio annuo lordo (diviso 13) \u00e8 pari a 45mila euro mensili. Per il contratto nazionale la retribuzione mensile dovrebbe assestarsi su di un range tra un minimo di 12mila euro e 45mila euro.<br \/>\nA parte i premi che complessivamente ammontano a 600mila euro e che vengono puntualmente distribuiti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati (<em>sticazzi!!!).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Amici \u201cconterronei\u201d, vi porgo il mio buongiorno carico di vergogna<\/em><\/strong> e ribadisco quanto ho scritto qualche \u00a0mese fa: <strong>SE FOSSE POSSIBILE MI DIMETTEREI DA CALABRESE<\/strong>; non che altrove si coltivino tulipani, rose e fiori, anzi di pi\u00f9 e peggio, per\u00f2 il maltolto \u00e8, forse, anche direttamente proporzionale al modus vivendi della vulgata. <strong>Alla fin fine, a parte i luoghi comuni italioti, mi rode il pensiero che questa terra sia una colonia in Patria e che comunque vadano le cose i calabresi si ritrovino senza ciliege e con i glutei <\/strong>\u00a0<strong>malmessi. <\/strong>(Vecchia pillola di saggezza popolare).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi mi par di rivivere quella novella, narrata da Giovanni Boccaccio nel suo Decamerone, il Paese di Bengodi, che rappresentava pi\u00f9 la trasfigurazione di un desiderio che l\u2019immagine di un luogo reale. 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