{"id":6473,"date":"2021-05-11T19:56:38","date_gmt":"2021-05-11T17:56:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6473"},"modified":"2021-05-11T19:56:38","modified_gmt":"2021-05-11T17:56:38","slug":"se-il-pd-diventasse-il-partito-delle-riforme-di-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6473","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> SE IL PD DIVENTASSE IL PARTITO DELLE RIFORME DI DRAGHI<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Anche con il passaggio da Zingaretti a Letta lo schema strategico del Pd non \u00e8 cambiato, al netto di qualche gioco di parole o di prestigio.<\/span>"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"color: #d10f39; font-size: 14pt;\"><strong>SE IL PD DIVENTASSE IL PARTITO DELLE RIFORME DI DRAGHI<\/strong><\/span><br \/>\n<em><span style=\"color: #006ca6;\">Anche con il passaggio da Zingaretti a Letta lo schema strategico del Pd non \u00e8 cambiato, al netto di qualche gioco di parole o di prestigio.<\/span><\/em><\/div>\n<div style=\"margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;\"><span style=\"font-family: inherit; font-size: 10pt; color: #000000;\">di Francesco Scoppetta <em>\u00a0 \u00a0 \/\u00a0 politica \u00a0 \/ 11 maggio 2021<\/em><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #006ca6;\">Per battere la destra occorre la sinistra e quindi quello che il solipsista Bersani chiama da decenni \u201cil campo\u201d, \u201cla tenda\u201d o come volete, altro non \u00e8 che l\u2019Ulivo, nel migliore dei casi perch\u00e9 significa che sia stato individuato il nuovo Prodi, oppure il BisConte, come prosaicamente si chiama l\u2019esperienza pi\u00f9 trasformista della recente storia repubblicana, la maschera di progressista che Conte si \u00e8 messa togliendosi quella reazionaria che portava prima, schiavo di Salvini e della sua politica di chiusura.<\/span><br \/>\n<\/em>Il presunto realismo di Goffredo Bettini, convinto che o ti mangi st\u00e0 minestra (l\u2019alleanza con il M5s) oppure vince facile Salvini alle prossime elezioni, \u00e8 riproposto tale e quale anche adesso che non un complotto internazionale (povero Mattarella cosa gli tocca sopportare) ma il venir meno della maggioranza per l\u2019uscita di <strong>Iv<\/strong>, ha portato al governo Mario Draghi, l\u2019unico italiano capace non solo, come si dice, di dialogare con i partner europei, ma anche di guidarli e spronarli come sta dimostrando in varie occasioni.<br \/>\nCome si sta comportando il Pd con Draghi? E\u2019 presto detto, lo considera neanche un governo \u201camico\u201d (che gi\u00e0 sarebbe il minimo) ma un governo di transizione, vale a dire un governo che oggi c\u2019\u00e8 e domani, dopo le elezioni, non ci sar\u00e0 pi\u00f9. Dunque, fare come se non ci fosse e incalzarlo su ci\u00f2 che interessa i ceti di riferimento del Pd (pensionati e pubblico impiego). Basterebbe elencare le richieste che il Pd e Landini portano al governo per capire che Draghi \u00e8 tirato dalla giacchetta soltanto per evitare che ascolti troppo Salvini.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-30-alle-21.55.24.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6426 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-30-alle-21.55.24-300x259.png\" alt=\"\" width=\"171\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-30-alle-21.55.24-300x259.png 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Schermata-2021-04-30-alle-21.55.24.png 364w\" sizes=\"auto, (max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/><\/a>Questi altro non \u00e8 in questo momento in Italia che il campione dell\u2019homo economicus, il politico che rappresenta tutti coloro i quali vogliono lavorare e aprire i negozi. Prima era quello che in Lombardia l\u2019anno scorso negava ci fosse la pandemia e non voleva zone rosse, oggi \u00e8 il portavoce di tutti quelli che non ce la fanno pi\u00f9 a tenere chiuse le attivit\u00e0, ristoratori, addetti al turismo e imprenditori. Cos\u00ec il Pd \u00e8 il partito di quelli che lavorano da casa, per esemplificare un cancelliere di tribunale, senza aver perso un euro dal marzo 2020; mentre la destra \u00e8 il partito di tutti quelli che la pandemia ha danneggiato sul piano economico. E\u2019 facile capire che i danneggiati alle prossime elezioni peseranno di pi\u00f9.<br \/>\nMa il Pd non se ne cura impegnato com\u2019\u00e8 ad andare dietro ai grillini. \u201c<em>Non \u00e8 polemica: \u00e8 un fatto che il Movimento in questo momento non sia niente, non dica niente, non produca niente, paralizzato da una querelle giuridica di scarso livello (a chi appartiene l\u2019elenco dei militanti, al partito o alla Casaleggio Associati, come si sarebbe detto un tempo, a Forza Italia o alla Fininvest?), un garbuglio che blocca l\u2019ascesa di Giuseppe Conte a leader del Movimento. Risultato, nessuno decide niente. E il Partito democratico ci fa la figura dell\u2019amante non respinto: nemmeno considerato<\/em>\u201d. In questo rincorrere quella che Mario Lavia ha definito su il Foglio \u201cl\u2019alleanza con Belfagor\u201d, il fantasma del Louvre, la strategia del Partito democratico alla caccia del Movimento cinque stelle rischia di produrre effetti imbarazzanti sul piano logico pi\u00f9 che su quello politico.<br \/>\nIn realt\u00e0, se non fosse bloccato su questo schema di alleanza, il Pd avrebbe l\u2019alternativa allo stato di cose, avrebbe Draghi e il suo riformismo (che per esemplificare riassumiamo nel Piano di ripresa) come proposta politica sino alle prossime elezioni. Sarebbe il draghismo la carta d\u2019identit\u00e0 del moderno riformismo che vuole vincere le elezioni. Quindi innanzitutto il Pd oggi dovrebbe escludere a priori che Draghi venga fatto assurgere al Colle (<em>promoveatur ut amoveatur<\/em>) e quindi dovrebbe dargli il tempo necessario per realizzare le riforme presentate all\u2019Europa. Mario Draghi infatti non pu\u00f2 farcela da solo senza l\u2019appassionato sostegno del Pd, alle prese con l\u2019emergenza della pandemia e l\u2019urgenza di una economia che da decenni \u00e8 bloccata e incapace di produrre ricchezza.<br \/>\nL\u2019impostazione che Mario Draghi ha dato al Piano di ripresa e resilienza \u00e8 genuinamente riformista ma non nel senso ideologico che conosciamo bene da una vita, vale a dire in senso anticapitalista e statalista (e oggi facendo diventare la decrescita infelice la bandiera dell\u2019ambientalismo). Il cuore della linea del presidente del Consiglio sta infatti nel voler adoperare le riforme strutturali come premessa per garantire la produttivit\u00e0 e la ricchezza: lo ha definito il debito buono. Si tratta pur sempre di un Piano di un governo di unit\u00e0 nazionale quindi non \u00e8 un documento di parte ma \u00e8 certo fortemente caratterizzato. E\u2019 facile prevedere che sar\u00e0 il momento della sua applicazione ad aprire qualche conflitto nella stessa maggioranza.<br \/>\nMa se il segno del draghismo \u00e8 evidentemente riformista e progressista quali sono le forze politiche, intellettuali, economiche che possono essere considerate di supporto? Le riforme che il presidente del Consiglio vorr\u00e0 e dovr\u00e0 realizzare pongono una domanda cruciale che si riassume in queste parole di Giorgio Tonini, gi\u00e0 fra i principali dirigenti e parlamentari del Partito democratico: <em>\u00ab\u00c8 possibile realizzare un cos\u00ec vasto e ambizioso programma riformatore, sia pure in un contesto reso favorevole dalle politiche espansive europee, senza un partito o una coalizione riformista che ne faccia la bandiera della sua lotta politica, che su quell\u2019ambizioso programma chieda e ottenga un mandato esplicito dalla maggioranza degli elettori? La storia d\u2019Italia ci dice che la risposta non pu\u00f2 che essere negativa\u00bb.<br \/>\n<\/em>Nell\u2019era della post-politica, dopo il fallimento della politica del Vaffa e dei No a tutto, qual \u00e8 il soggetto riformista capace di prendere questa bandiera tra le proprie mani?<br \/>\nIl problema si porr\u00e0 quando sulla realizzazione concreta del Piano ci sar\u00e0 da fare una lotta politica, con interessi da difendere e altri da attaccare, con scelte politiche insomma che non saranno neutre: \u00e8 molto probabile che sovente la destra sar\u00e0 contro Draghi, questo \u00e8 certo, ma chi lo sosterr\u00e0? Si possono fare due esempi.<br \/>\nDraghi al vertice europeo di Porto ha preso di petto la questione delle diseguaglianze in Italia, ricordando che i progetti e i tanti soldi del Piano sono strumenti per ridurle, ma indicando\u00a0nel fisco e nel mercato del lavoro i terreni giusti su cui combatterle. Vuol dire sottrarre il tema delle diseguaglianze alla propaganda di destra e sinistra, e farsene carico con un approccio nuovo. La visione di Draghi entrer\u00e0 in contrasto sia con quelli che con il decreto \u201cDignit\u00e0\u201d affermavano di aver sconfitto la povert\u00e0, sia con il populismo fiscale di chi propugna la flat tax.<br \/>\nOppure si pensi alla questione Ilva, davvero esemplare per la Transizione. Al contrario di quello che pensa Grillo, Cingolani per Ilva, pi\u00f9 di qualunque altro settore, indica un processo di modernizzazione che \u00e8 lungo, articolato e complesso, non di spegnimento e riaccensione, ma di transizione appunto: \u201cNon possiamo chiudere e mettere per strada migliaia di lavoratori, ma neanche possiamo pensare che lo stato possa intervenire su tutto.\u00a0Transizione \u2013 ha detto Cingolani \u2013 vuol dire garantire un compromesso tra ambiente e sostenibilit\u00e0 sociale.<br \/>\nInsomma per il Pd rompere la subalternit\u00e0 con il partito-Belfagor dell\u2019avvocato del popolo e diventare il partito delle riforme \u00e8 una necessit\u00e0 che gli attuali gruppi dirigenti non si sa quanto siano in grado di capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per battere la destra occorre la sinistra e quindi quello che il solipsista Bersani chiama da decenni \u201cil campo\u201d, \u201cla tenda\u201d o come volete, altro non \u00e8 che l\u2019Ulivo, nel migliore dei casi perch\u00e9 significa che sia stato individuato il nuovo Prodi, oppure il BisConte, come prosaicamente si chiama l\u2019esperienza pi\u00f9 trasformista della recente storia repubblicana, la maschera di progressista che Conte si \u00e8 messa togliendosi quella reazionaria che portava prima, schiavo di Salvini e della sua politica di chiusura.<br \/>\nIl presunto realismo di Goffredo Bettini, convinto che o ti mangi st\u00e0 minestra (l\u2019alleanza con il M5s) oppure vince facile Salvini alle prossime elezioni, \u00e8 riproposto tale e quale anche adesso che non un complotto internazionale (povero Mattarella cosa gli tocca sopportare) ma il venir meno della maggioranza per l\u2019uscita di Iv, ha portato al governo Mario Draghi, l\u2019unico italiano capace non solo, come si dice, di dialogare con i partner europei, ma anche di guidarli e spronarli come sta dimostrando in varie occasioni.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6476,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"on","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-6473","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6473"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6473\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}