{"id":6671,"date":"2021-07-02T14:41:03","date_gmt":"2021-07-02T12:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6671"},"modified":"2021-07-02T14:41:03","modified_gmt":"2021-07-02T12:41:03","slug":"la-lamezia-di-paride-leporace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6671","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> LA LAMEZIA DI PARIDE LEPORACE<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Sul Quotidiano del Sud Paride Leporace (con Pasqualino Rettura) ha pubblicato \u201cVent\u2019anni dopo risolto il delitto Ciriaco. Anatomia di Lamezia intorno a un cadavere eccellente\u201d.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante la stima incondizionata che nutro verso Leporace (che non conosco) e Pasqualino (che conosco), il ritratto di Lamezia mi \u00e8 sembrato stereotipato. Posso solo fornire a chi non l\u2019ha letto, dell\u2019intero articolo, tre piccoli esempi.<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Il cinema, il comune, Gianni Speranza e Doris Lo Moro. Oggi si vede il cinema a Lamezia grazie all\u2019acquisizione fatta dal Comune nella gestione di\u00a0Giannetto Speranza. La sua fu una giunta di rinnovamento, durata dieci anni dopo due scioglimenti per mafia. Un\u2019esperienza raccontata nel libro \u201cUna storia fuori dal comune\u201d in cui si rievoca il suo governo da anatra zoppa, avversato dalle \u2018ndrine che incendiarono il portone del Comune, dove si era appena insediato, per non far svolgere un consiglio comunale straordinario di protesta contro un attentato. Speranza fu emarginato dalla sinistra. Stessa sorte di\u00a0Doris Lo Moro, ex magistrato, parlamentare e anche lei sindaco di rinnovamento dopo il primo scioglimento per mafia del Comune. Anche per lei un libro: \u00abRacconto di un impegno\u00bb.<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo primo \u201cpassaggio\u201d da una parte \u00e8 comico (<em>Oggi si vede il cinema a Lamezia grazie all\u2019acquisizione fatta dal Comune nella gestione di\u00a0Giannetto Speranza)\u00a0<\/em>perch\u00e9 il cinema si vede solo ai Due Mari e il teatro non ho ancora capito per quale motivo sia stato acquistato (ma sono io tardo di comprendonio), dall\u2019altra \u00e8 \u201cretorico\u201d perch\u00e9 ricordare a noi lametini e al mondo intero che Giannetto (cos\u00ec lo chiama Leporace) e Doris sono stati due buoni sindaci \u00e8 retorico quanto ricordare ai romani i Petroselli o Veltroni: i ricordi servono a ben poco. Ma passo al secondo esempio.<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Vent\u2019anni per scoprire una verit\u00e0 giudiziaria ancora parziale. Lamezia Terme \u00e8 come un romanzo di Dumas.\u00a0La Procura per\u00f2 sapeva il fatto suo con quel presidente, Gabriella Reillo, che era stato segnalato nel casting del Pd per scegliere la donna presidente. In Appello \u00e8 emersa una nuova verit\u00e0. I killer hanno preso trent\u2019anni, erano loro, i Fruci indicati dal pentito e inchiodati dalla mamma di Panzarella. Il boss, presunto mandante dell\u2019omicidio, \u00e8 stato assolto. Non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza.Sappiamo per\u00f2 che il movente dell\u2019omicidio \u00e8 stata la cava. L\u2019avvocato \u00e8 stato vittima di una vendetta trasversale. Torquato aveva avuto il solo torto di essere troppo bravo e poco attento alle insidie del territorio in cui operava come consigliori legale.<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Lamezia \u00e8 come un romanzo di Dumas? Ma quando mai. Io pi\u00f9 modestamente ho scritto che \u00e8 un film di Damiano Damiani (1922-2013), l\u2019autore de\u00a0<em>Il giorno della civetta<\/em>\u00a0ma anche della prima stagione de\u00a0<em>La piovra<\/em>. Personaggi come d\u2019Artagnan e Edmond Dant\u00e8s non credo di averli mai incontrati per le strade di Lamezia che \u00e8 la tipica citt\u00e0 sicilianizzata (assomiglia a Catania) dove il dominio mafioso \u00e8 assoluto. La visione (e l\u2019analisi) di una societ\u00e0 sana ma oppressa, di una politica antagonista, altra, che lotta e resiste (come tanti emuli di Peppino Impastato) \u00e8 ormai, nel 2021, pura retorica, politica che aspira a diventare mito\u00a0e\/o immaginario da romanzo d\u2019appendice (in questo senso accetterei Dumas). Basta leggere il libro di Speranza per capirlo, l\u2019ho definito struggente perch\u00e9 confessa\u00a0 in maniera crudele la solitudine di un sindaco che non vuole diventare uno strumento in mano ai pupari. Le \u201cprimavere\u201d di rinnovamento che abbiamo avuto a Lamezia hanno espresso soltanto due sindaci \u201csolitari\u201d, a dispetto di una societ\u00e0 che descriviamo sempre in termini molto lusinghieri. Se non riusciamo a capire che a Lamezia la politica, anche la migliore, gioca un suo ruolo marginale e periferico, mentre \u00a0l\u2019intero tessuto economico \u00e8 controllato dalla \u2018ndrangheta, ci sfugge la realt\u00e0: immaginiamo un ruolo salvifico, provvidenziale, del politico. Il fatto \u00e8 che ancora s\u2019insiste nell\u2019EDULCORARLA questa realt\u00e0, per farcela piacere, immaginando che tra mafia e societ\u00e0 sana vi siano i \u201ccollusi\u201d, zone grigie. Semplicemente non c\u2019\u00e8 nessuno, ad ogni professionista o imprenditore o insegnante basta far l\u2019esame del sangue, o stanno di qua o stanno di l\u00e0. I collusi sono una categoria che a Lamezia non esiste, il tempo l\u2019ha liquidata.<br \/>\nIl problema politico cruciale \u00e8 un altro, lo Stato (contrapposto all\u2019Antistato) piace a tutti, destra e sinistra, allo stesso modo. Come ha spiegato l\u2019economista Domenico Cersosimo in un talk su Repubblica \u201cl\u2019affermazione che in Calabria\u00a0<em>lo Stato sia assente\u00a0<\/em>\u00e8 totalmente falsa quando invece in Calabria lo Stato \u00e8 l\u2019unico attore presente perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 il mercato\u201d.<br \/>\nBasta enunciare questo termine, \u201cmercato\u201d, per provocare le ire contro il liberismo dei marxisti-leninisti ancora non andati in quiescenza. Eppure, dice Cersosimo, l\u201980% della vita dei calabresi dipende dallo Stato, in tutte le sue articolazioni, ma in prevalenza centrali. Si pensi alla spesa pensionistica, quasi 7,5 miliardi l\u2019anno per 750mila pensionati. L\u2019intera produzione agricola e manifatturiera calabrese sta sotto questa cifra. Le pensioni sono quasi 1\/5 del Pil regionale che ammonta a 33 miliardi. Pertanto la classe dirigente calabrese, imprenditoriale e non, ha\u00a0<strong><em>natura estrattiva<\/em><\/strong>, draga le risorse e ha una convenienza a mantenere lo status quo. Se l\u201980% del bilancio regionale riguarda la sanit\u00e0, tutti capiamo perch\u00e9 il buco sanitario regionale \u00e8 ancora imprecisato. Lo capite adesso perch\u00e9 il referendum del 2016 \u00e8 stato bocciato?<br \/>\nSe questo \u00e8 quanto, gli anticapitalisti che sparano contro il mercato e vogliono pi\u00f9 Stato anche in Calabria (tutto secondo loro dovrebbe essere pubblico, dagli ospedali alle imprese, insomma l\u2019Unione Sovietica di Lenin) sono gli stessi che, nel loro schema western (sceriffo buono VS cattivi) sono sempre alla ricerca del magistrato sceriffo di riferimento (il Gratteri o De Magistris di turno), che ai loro occhi diventa lo Stato (il Santo) al quale affidarsi. Gli allievi dei Violante, dei Davigo e Travaglio, amano uno Stato giustizialista dove la separazione dei poteri, principio giuridico fondamentale dello Stato di diritto e della democrazia liberale, non esista pi\u00f9 (v. Palamara &amp; C).<br \/>\nCersosimo ha spiegato anche che le persone serie calabresi si guardano bene dall\u2019impegnarsi in politica accontentandosi di far bene il proprio lavoro. A livello comunale infatti (<em>basta vedere il numero dei comuni dissestati<\/em>) arruoliamo sindaci umanisti parolai (<em>e infatti passano il tempo a girare per convegni quotidiani portando il saluto<\/em>), non in grado di capire un bilancio, di governare la macchina amministrativa, inconsapevoli, chesso, che a<strong>\u00a0<\/strong>Bologna, storicamente una delle best practice nazionali in termini di governo del territorio, sono riusciti nel 2020 a trovare una ricetta da saltimbanchi scovando gli evasori delle tasse comunali usando il petrolio di questo secolo: l\u2019uso qualitativo dei dati. Con un algoritmo predittivo che smaschera le anomalie, le segnala, le registra perch\u00e9 usa una piattaforma che integra le varie banche dati rendendole interoperabili (<em>catasto, anagrafe della popolazione, atti notarili sulle successioni, la riscossione dei tributi, il database dell\u2019Agenzia delle Entrate sui contratti di locazione, l\u2019anagrafe delle imprese e quella tributaria<\/em>). Equit\u00e0 fiscale, riassunto nel mantra: \u00abPagare meno, pagare tutti\u00bb.<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Quello di Torquato fu un nuovo omicidio eccellente a Lamezia. A dieci anni prima risale quello del sovrintendente Aversa e della moglie. Con i suoi tragici e paradossali colpi di scena. Nel 1975 davanti l\u2019uscio di casa avevano invece ucciso Francesco Ferlaino, avvocato dello Stato. Sono cadaveri eccellenti anche due incolpevoli spazzini ricordati in effige da un murales. La mafia di questa zona \u00e8 diventata imprenditrice con i soldi di alcuni celebri rapimenti e con un traffico di droga di alto livello. Negli anni Ottanta avevano iniziato vendendo marijuana coltivata sul Reventino e nascosta sotto i poderi di campagna dei contadini. Poi sono passati all\u2019eroina. Passeggiando nel centro di Lamezia vent\u2019anni fa osservavo le insegne di oltre venti istituti bancari. I grandi gruppi arrivavano in massa per raccogliere denaro. Oggi il denaro sporco \u00e8 immerso nella finanza globalizzata.<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche questo ulteriore passaggio di Leporace mi lascia perplesso e tento di spiegare perch\u00e9. A Torquato ho avuto modo di conoscerlo abbastanza bene all\u2019universit\u00e0 e quando ho saputo della sua scomparsa la prima cosa a cui ho pensato \u00e8 stata questa: come \u00e8 stato possibile se era intelligente, prudente e mai avrebbe fatto qualcosa di avventato tale da esporre lui e la sua famiglia ad un pericolo? O non ho capito nulla di lui oppure la realt\u00e0 criminale lametina \u00e8 molto pi\u00f9 pericolosa, invasiva e terribile di come comunemente viene descritta. Tutte le vittime innocenti che abbiamo avuto, compreso Torquato e i due netturbini, dipendono da una generale sottovalutazione di un fenomeno mafioso che viene da lontano e, non so perch\u00e9, \u00e8 stato prima descritto come inesistente e \u201cinventato\u201d dalla sinistra e poi narrato come fronteggiabile da una societ\u00e0 civile sana che si ribellava ed esprimeva sindaci nuovi. Invece no, anche a Lamezia tutto cambia perch\u00e9 tutto resti com\u2019\u00e8, e tutti i benicomunisti che vorrebbero imprese di Stato, sussidi di Stato, acqua pubblica, salute pubblica, non hanno capito granch\u00e9, di Lamezia e della Calabria.<br \/>\nCaro Leporace, venti anni per condannare (con i pentiti) gli assassini di Torquato? Ma se in venti anni lo Stato (con tutti i suoi sceriffi buoni) non \u00e8 stato capace di fronteggiare i rom che stanno vicino l\u2019ospedale! Lamezia sar\u00e0 diversa quando ripristineremo il mercato, la concorrenza, quando una persona potr\u00e0 aprire un negozio o un\u2019attivit\u00e0 liberamente senza essere parente di\u2026 Quando nessuno potr\u00e0 impunemente permettersi di inquinare, derubare, spargere diossina in un territorio. A Lamezia abbiamo avuto l\u2019abusivismo e poi l\u2019inquinamento di necessit\u00e0.<br \/>\nUna citt\u00e0 ad incastro nata per intercessione di un Vescovo, senza alcuna Autorit\u00e0 statale credibile (i giornalisti perch\u00e9 non pubblicano l\u2019elenco del turn over incessante di commissari e capitani e prefetti?), depredata dai politici catanzaresi invidiosi, alla quale hanno tolto tutto, dalla universit\u00e0 alla sanit\u00e0 e all\u2019aeroporto, si dovrebbe riscattare con un buon Sindaco? Ma un povero sindaco, cercatelo di capire, conta molto meno del Vescovo, del Procuratore della Repubblica e del capitano dei Carabinieri.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante la stima incondizionata che nutro verso Leporace (che non conosco) e Pasqualino (che conosco), il ritratto di Lamezia mi \u00e8 sembrato stereotipato. Posso solo fornire a chi non l\u2019ha letto, dell\u2019intero articolo, tre piccoli esempi. Il cinema, il comune, Gianni Speranza e Doris Lo Moro. 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