{"id":6755,"date":"2021-07-18T17:41:26","date_gmt":"2021-07-18T15:41:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6755"},"modified":"2021-07-18T17:41:26","modified_gmt":"2021-07-18T15:41:26","slug":"una-storia-senza-fine-scordovillo-cronistoria-di-un-problema-irrisolvibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6755","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> UNA STORIA SENZA FINE: SCORDOVILLO CRONISTORIA DI UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>L\u2019Italia oggi \u00e8 l\u2019unico Paese in Europa ad aver creato, organizzato e consolidato un sistema abitativo per una specifica etnia che, nel nostro caso, assume forma architettonica nel \u201ccampo rom\u201d, uno \u201cspazio-contenitore\u201d all\u2019aria aperta posto lontano dal centro cittadino, realizzato per soggetti che, a\u00a0partire dall\u2019abitare, appaiono culturalmente incapaci\u00a0di intraprendere percorsi di inclusione. Il \u201csistema campo\u201d parte dal container dove sono concentrati\u00a0i rom per irradiarsi in tutta la citt\u00e0 plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche\u00a0accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all\u2019inadeguatezza dell\u2019alloggio o alle criticit\u00e0 di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensit\u00e0 e gravit\u00e0. (Associazione 21 luglio. Comunita' rom negli insediamenti formali e informali in italia. Rapporto 2019)\u00a0-Carlo Stasolla, presidente associazione 21 luglio onlus\u00a06 parallelo-<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente condivido ogni parola di quello che ha scritto Stasolla. Una sola cosa vorrei chiedergli, se anch&#8217;io e tutti i lametini abbiamo dei <strong>diritti umani<\/strong> da far valere, il primo dei quali \u00e8 quello di non esser vittima di una guerra chimica &#8220;ufficiosa&#8221;, cio\u00e8 non dichiarata. Se lo Stato ci riconosce questo diritto, vale a dire il diritto di non essere intossicati da fumi derivanti da incendi accesi da persone che si avvalgono dall&#8217;anonimato (in gergo si chiamano cecchini), allora si pu\u00f2 negoziare uno sgombero di Scordovillo fornendo al centinaio di nuclei familiari rom un altro alloggio dignitoso, senza per\u00f2 farli risiedere in un unico territorio, ma in varie zone della citt\u00e0.<br \/>\n<strong>Questa storia, che si ripresenta da decenni in moltissimi territori del paese, potrebbe essere titolata &#8220;Lo sgombero annunciato ed i proclami&#8221;. <\/strong><strong>Nonostante le proposte, i finanziamenti e gli innumerevoli interventi dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, la questione resta irrisolta. Direi, irrisolvibile. E lo sar\u00e0 anche dopo il rogo che ha invaso la Piana di Lamezia. Il 16 luglio 2021 il governatore ff Nino Spirl\u00ec ha dichiarato di avere \u00abconvocato, per la prossima settimana, un nutrito e competente tavolo di lavoro per risolvere, una volta per tutte, i problemi che ruotano attorno al campo di Scordovillo\u00bb. Non \u00e8 stato il primo, non sar\u00e0 l&#8217;ultimo. \u201cUna volta per tutte\u201d \u00e8 una frase che per i lametini ha ormai lo stesso significato che &#8220;riprova, non si sa mai&#8221; ha per un ludopatico.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abEmergenza \u00a0umanitaria e ambientale\u00bb<br \/>\n<\/strong>Il pubblico ministero dell&#8217;inchiesta &#8220;Quarta chiave&#8221; (giugno 2021) ha definito Scordovillo una situazione di \u00abemergenza umanitaria e ambientale da affrontare unicamente con lo sgombero immediato e la bonifica dell\u2019area interessata dal campo rom, non essendo ipotizzabili strumenti alternativi in considerazione della resistenza della popolazione rom ad integrarsi mediante l\u2019occupazione in attivit\u00e0 lecite ed in considerazione del fatto che il suo allontanamento dalla societ\u00e0 civile \u00e8 destinato a crescere in misura proporzionale alla crescita prevedibile della popolazione del campo e del correlato aumento dell\u2019elusione massiccia dell\u2019obbligo scolastico. La scuola, che potrebbe rappresentare la via maestra per l\u2019integrazione, non fa il suo ingresso nel mondo rom ed il campo rom, di converso, diventa ancor pi\u00f9 la palestra per l\u2019addestramento al crimine delle nuove generazioni. I finanziamenti periodici per le bonifiche e\/o le ristrutturazioni del campo si sono rivelati inefficaci quanto alla soluzione definitiva della questione rom, intesa nel suo significato complesso di fenomeno criminale ed umanitario, e di mero tamponamento di fortuna quanto all\u2019emergenza generata di volta in volta, nel frattempo, dalla mancanza di una sistematica osservazione e prevenzione dell\u2019involuzione delle dinamiche criminali interne alla popolazione rom\u00bb. La richiesta di sgombero del pm contiene in s\u00e9 l\u2019analisi di una situazione allo stremo nella quale una mai integrata popolazione rom vive senza rete fognaria e con allacci illegali alla rete elettrica, visto che gli allacci legali sono stati interrotti. Il campo rom \u00e8 un ambiente insalubre, a rischio incendi e con la scolarizzazione dei bambini ridotta all\u2019osso, sempre pi\u00f9 emarginato e mal tollerato dal resto della popolazione.<br \/>\n<strong>Il campo rom di Scordovillo \u00e8 una sorta di campo profughi in pieno centro citt\u00e0<\/strong>\u00bb.<br \/>\nPer noi lametini e per gli storici futuri sar\u00e0 un motivo di vanto o di disonore? Il motivo per il quale scrivo questo articolo lo ho pertanto annunciato in premessa. Una comunit\u00e0 capace di mettersi un campo profughi in centro, a due passi dall\u2019ospedale e dal suo comune (in tempo di pace e nel sistema capitalista) come la possiamo definire?<br \/>\nCi viene in soccorso un episodio del 1998 dei Simpson (Bart il giostraio): <em>Per ripagare dei danni causati in un luna park, Bart e Homer lavorano gratuitamente come giostrai, diventando amici di Cooder e suo figlio Spud. Involontariamente Homer fa s\u00ec che la polizia chiuda la giostra di Cooder, lasciando lui e suo figlio senza una casa. Per scusarsi Homer invita i due a stare a casa loro, nonostante Marge non sia d&#8217;accordo. Il giorno seguente la famiglia Simpson escono per far una visita guidata su una barca &#8220;dal fondo trasparente&#8221;, grazie ai biglietti donati loro da Cooder, ma al loro ritorno a casa scoprono che il giostraio ha cambiato la serratura ed ha preso possesso della loro abitazione.<br \/>\n<\/em>Scordovillo dimostra che noi lametini siamo la vera famiglia Simpson, capaci per mera cretinaggine di far diventare i rom padroni a casa nostra. Il 14 luglio 2021 \u00e8 una data che in tempo di pace dimostra come si possa diventare vittime di una guerra chimica a causa di un ricatto che 400 persone, diventati cittadini di Lamezia per votare qualche politico alle comunali, ci hanno fatto. Solo che non sappiamo cosa vogliono in cambio. Alessia Truzzolillo, con la sua abituale professionalit\u00e0, ha scritto sul Corriere della Calabria &#8220;<em>Scordovillo, storia del ghetto pi\u00f9 grande del Sud Italia e le \u00abaspettative deluse<\/em>\u00bb. Consigliando la lettura integrale dell&#8217;articolo, lo riassumo a partire dalle date fondamentali, per ragionare su quanto tempo abbiamo sprecato senza risolvere il problema. Non soltanto non lo ha saputo fare la politica locale, ma neppure noi cittadini siamo esenti da colpe, basti ricordare le resistenze che ogni volta si sono frapposte all&#8217;integrazione di nuclei familiari in qualche zona della citt\u00e0. Cos\u00ec come il passare del tempo ha reso evidente quanto l&#8217;azione di contrasto alla criminalit\u00e0 comune sia stata blanda. Il problema rom a Lamezia si \u00e8 incistato nella citt\u00e0 e nessuno pu\u00f2 chiamarsi fuori, tranne i cittadini inermi. Amministratori, giudici e polizia, come \u00e8 avvenuto in tutta Italia, hanno guardato e magari \u201cstudiato\u201d il fenomeno senza riuscire a risolverlo in senso democratico. Politica e istituzioni insieme dimostrano che questo come altri problemi sociali (le periferie, la disoccupazione e il collocamento, i servizi) non sono in grado di governarli e piuttosto li subiscono facendoli diventare col tempo vere bombe sociali. Quali elementi consentono di definire la questione Scordovillo una tragedia sociale gravissima e senza paragoni?\u00a0 In primis, l\u2019accampamento rom pi\u00f9 grande del meridione si trova a Lamezia in localit\u00e0 Scordovillo su una superficie di circa due ettari che confina con l\u2019ospedale \u201cGiovanni Paolo II\u201d. Le due zone vengono separate dal terrapieno della ferrovia.<br \/>\nL\u2019area \u00e8 pubblica, \u00e8 comunale, mentre la strada d\u2019accesso al campo, da via Salvatore Miceli, \u00e8 di propriet\u00e0 delle Ferrovie dello Stato poich\u00e9 ricade nella fascia di rispetto del terrapieno della ferrovia che collega la stazione di Nicastro a quella di Sant\u2019Eufemia.<br \/>\nSecondo il Piano regolatore generale comunale, ancora vigente, l\u2019area del campo rom risulta essere \u201czona ospedaliera\u201d. Secondo il Piano strutturale comunale l\u2019area risulta classificata per attrezzature urbane ed in particolare usi ospedalieri complementari e integrati nella previsione di smantellamento del campo rom.<br \/>\nQuesti dati consentono di poter chiamare in causa non soltanto gli amministratori locali ma anche tre ministeri, quello degli Interni, quello della Salute e quello dell&#8217;Ambiente (per l&#8217;inquietante impatto ambientale di cui si parler\u00e0 in seguito).<br \/>\nAdesso raccontiamo la nostra (croni)storia da oggi al passato, per dimostrare come la storia non ci insegna mai nulla. Noi ricominciamo sempre da zero.<br \/>\n<strong>19 LUGLIO 2021:<\/strong> Venticinque anni di sopralluoghi parlano di \u00abemergenza umanitaria e ambientale\u00bb. Quello di luned\u00ec alle 17 davanti al palazzo Comunale di Lamezia Terme sar\u00e0 l\u2019ennesimo sit-in di iniziativa popolare per chiedere una soluzione al problema. Un gruppo di cittadini ha deciso di dire basta e reagire. Hanno creato la pagina Facebook \u201cClass action fumi tossici Lamezia Terme\u201d che conta oltre 4000 iscritti.<br \/>\n<strong>Luglio 2019: QUANTI SONO A SCORDOVILLO?\u00a0<\/strong> Un capitolo apposito nell\u2019ultimo DUP del Comune afferma che a Scordovillo si trovavano 419 cittadini italiani, divisi in 99 nuclei familiari, come da rilevazione dell\u2019Ufficio demografico comunale del mese di luglio 2019. 419 persone (lo 0,59%) sono capaci di ricattare 70mila e pi\u00f9 cittadini.<br \/>\nNel <strong>2011<\/strong> erano state censite 130 unit\u00e0 abitative (per un totale di circa 800 persone) ma \u00abla visualizzazione delle immagini satellitari dimostra la proliferazione di abusi edilizi, che hanno inciso significativamente sulla conformazione urbanistica del territorio, sebbene l\u2019ultima ordinanza di demolizione sia datata 15 maggio 2012\u00bb.<br \/>\nLe indagini dei carabinieri, in particolare, hanno permesso negli anni di tracciare la progressiva espansione dell\u2019accampamento, che ha visto la superficie estendersi da circa 14.000 metri quadri agli attuali <strong>25.000 metri quadri.<br \/>\n<\/strong><strong>14 LUGLIO 2021: <\/strong>\u00a0\u00c8 stato uno degli incendi pi\u00f9 vasti che si sia mai sviluppato. Le forze dell\u2019ordine hanno ricevuto segnalazioni delle esalazioni tossiche fino a Marcellinara. Oltre 200 copertoni sono stati divorati dalle fiamme, oltre a carcasse di automobili, resine sintetiche e rifiuti di ogni ordine e grado. Una vera discarica incontrollata posta, quale monumento all\u2019emergenza ambientale, proprio davanti al palazzo comunale e all\u2019ospedale cittadino. Una discarica nata con la complicit\u00e0 di ditte compiacenti e privati cittadini (cretini quanto e come Homer Simpson ) che smaltiscono copertoni e scarti lasciandoli al traffico illecito dei rifiuti praticato dai rom. Due giorni hanno impiegato i vigili del fuoco a spegnere l\u2019incendio e mettere in sicurezza un\u2019area pericolosamente impregnata di diossina.<br \/>\n<strong>18 giugno 2021, QUARTA CHIAVE (inchiesta):<\/strong> L\u2019area, circa 300 metri quadri, era stata posta sotto sequestro lo scorso 18 giugno nel corso dell\u2019operazione dei carabinieri e della Dda di Catanzaro denominata \u201cQuarta Chiave\u201d.<br \/>\n<strong>2019<\/strong>\u00a0<strong>La terna commissariale<br \/>\n<\/strong>Di Scordovillo si era occupata anche la terna commissariale che ha lasciato via Perugini a fine 2019, ricordando che \u00abtra le misure individuate \u00e8 stata prevista la costruzione di alloggi, utilizzando le risorse previste dalle Strategie di Sviluppo Urbano Sostenibile \u2013 P.O.R. Calabria FESR FSE 2014 \u2013 2020 (Agenda Urbana), la destinazione di unit\u00e0 immobiliari di propriet\u00e0 comunale e di altre strutture da individuarsi con l\u2019acquisizione di forme di finanziamento o di intervento. In tal senso, in considerazione delle limitate capacit\u00e0 finanziarie dell\u2019Ente ed in ragione delle esigenze di risanamento ambientale dell\u2019area in parola, \u00e8 stato interessato il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha manifestato la possibilit\u00e0 di intervento, ricorrendone i presupposti di legge, previa Ordinanza del Presidente della Regione Calabria. Conseguentemente, la scrivente Commissione ha rivolto formale e puntuale richiesta di attivazione della procedura per l\u2019intervento operativo e finanziario da parte della Protezione Civile che possa definitivamente rimuovere le criticit\u00e0 surriferite\u00bb.(Lamezia informa, G. Gambardella, 14\/7\/21)<br \/>\n<strong>2018, un progetto da 700 mila euro mai realizzato<br \/>\n<\/strong>A <strong>giugno 2018<\/strong> ci fu una nuova operazione. Nuovi arresti per traffico illecito di rifiuti, discarica non autorizzata, inquinamento ambientale e violazione di sigilli. Il Comune cosa fa? Istituisce una \u201cUnit\u00e0 di Progetto\u201d, denominata \u201cRom Scordovillo\u201d, che ha come scopo il monitoraggio del campo rom e degli insediamenti abusivi; identificazione e il censimento di tutti gli abitanti, minori compresi; controllo della situazione economico patrimoniale di tutti i nuclei familiari, anche mediante l\u2019ausilio dell\u2019Agenzia delle Entrate e\/o i nuclei di polizia tributaria; sgombero e abbattimento immediato degli insediamenti abusivi; sgombero e abbattimento dei container dei cittadini rom residenti a Lamezia Terme aventi diritto alle misure agevolative per la risistemazione alloggiativa che dovr\u00e0 avvenire in modo graduale.<br \/>\nUn progetto faraonico che a <strong>marzo 2019<\/strong> porta l\u2019ente ad adottare un programma triennale dei lavori pubblici (2019\/2021) che prevede: \u201crealizzazione alloggi per cittadini rom\u201d per l\u2019importo di 700mila euro.<br \/>\n<strong>Il 2016 e l&#8217;inquietante impatto ambientale<br \/>\n<\/strong>A <strong>febbraio 2016<\/strong> il gip di Lamezia Terme, su richiesta della Procura, emette un\u2019ordinanza di arresto nei confronti di alcuni dimoranti nel campo rom ritenuti responsabili di plurimi incendi di rifiuti speciali pericolosi. Il giudice parla di \u00abinquietante impatto ambientale\u00bb. Dall\u2019analisi chimica di un campione di terreno superficiale \u00e8 emersa la presenza di concentrazioni superiori ai limiti di legge di metalli pesanti (antimonio, cadmio, piombo, rame, zinco), idrocarburi pesanti, \u00abche dimostrano, in maniera univoca, il rilascio di elementi tossici nella matrice suolo, con elevato rischio di inquinamento anche delle acque sotterranee\u00bb. \u00c8 l\u2019ennesima riprova dieci anni dopo le analisi del 2006.<br \/>\n<strong>Nel<\/strong> <strong>2011<\/strong> <strong>sequestro<br \/>\n<\/strong>Venne eseguito un nuovo sequestro preventivo questa volta dell\u2019intero accampamento, con differimento dello sgombero di circa 30 giorni per permettere agli interessati di arginare l\u2019emergenza abitativa. Pochi mesi dopo il sequestro, la relazione del Noe di Catanzaro, trasmessa alla Procura di Lamezia, relative ai campionamenti di terreno fatti nell\u2019accampamento rivel\u00f2 una \u00abelevata contaminazione da idrocarburi, piombo, cadmio e rame, con valori ben al di sopra della norma\u00bb.<br \/>\n<strong>2011-La Procura e Speranza<br \/>\n<\/strong>Il <strong>31 ottobre 2011<\/strong> la Procura di Lamezia Terme dispose l\u2019esecuzione dello sgombero del campo. Ma il Comune di Lamezia Terme \u2013 amministrazione Speranza \u2013 present\u00f2 un\u2019istanza di dissequestro alla Procura di Lamezia Terme, firmata del coordinatore dell\u2019ufficio speciale rom, con la quale comunicava l\u2019avvenuta presentazione di un progetto al ministero dell\u2019interno, denominato le \u201cTre Chiavi di Ciai\u00f2\u201d, finalizzato ad ottenere di un finanziamento nell\u2019ambito del Pon Sicurezza 2007 -2013 per potenziare e proseguire lo sgombero dell\u2019accampamento di Scordovillo.<br \/>\nUn anno dopo, a <strong>dicembre 2012<\/strong>, il sostituto procuratore Domenico Galletta, ritenuta condivisibile e affidabile l\u2019istanza, ordin\u00f2 il dissequestro del bene e la restituzione al Comune di Lamezia Terme per le ragioni e le finalit\u00e0 sopra indicate.<br \/>\n<strong>\u00abLe aspettative sono state deluse \u2013 scrive oggi la Dda di Catanzaro \u2013. Difatti, nessun provvedimento \u00e8 stato (ancora) adottato dall\u2019autorit\u00e0 pubblica per fronteggiare l\u2019emergenza\u00bb.<br \/>\n<\/strong><strong>21 novembre 2006, l\u2019allarme della Procura e le orecchie da mercante delle istituzioni<br \/>\n<\/strong>L\u2019allarme la Procura di Lamezia Terme lo sta lanciando dal 2006, quando il 21 novembre venne eseguito il primo sequestro preventivo dell\u2019area adiacente al campo che veniva usata come discarica e delle sue vie d\u2019accesso.<br \/>\n<strong>2021-1995 \u00a0il tempo dell\u2019ignavia<br \/>\n<\/strong><strong>Ma gli investigatori non possono che constatare amaramente che nel 2021 \u00abconsiderata l\u2019assenza di interventi concreti, permane quello stato di precariet\u00e0 ed irregolarit\u00e0 diffusa gi\u00e0 evidenziato all\u2019atto del sopralluogo eseguito nel maggio del 1995, che si riporta, aggravato da ulteriori 25 anni di espansione ed edilizia incontrollata<\/strong><strong>:<\/strong> \u201cle opere relative ai servizi primari quali l\u2019acqua potabile, la fognatura e l\u2019energia elettrica realizzate per il campo progettato in origine risultavano insufficienti e inidonei a causa della crescita incontrollata dell\u2019insediamento in termini di popolazione presente, cui \u00e8 corrisposta una crescita caotica e disordinata delle abitazioni, [\u2026omissis\u2026] la viabilit\u00e0 all\u2019interno del campo \u00e8 stata compromessa dagli ampliamenti successivi degli insediamenti, che hanno progressivamente ristretto la carreggiata stradale fino ad interromperla in alcuni punti. Le stradine interne originariamente bitumate, sono allo stato dissestate e prive di un\u2019adeguata canalizzazione per la raccolta delle acque superficiali\u201d\u00bb.<br \/>\n<strong>Se avete seguito questa storia scritta a ritroso, vi sarete resi conto che ognuno fa il suo dovere e fa quel che pu\u00f2 e deve, ma il problema \u00e8 irrisolvibile. Se sia un problema di ordine pubblico o politico rientra <\/strong>nel palleggio della questione. Le guerre chimiche 2021 si avvalgono anche dell\u2019incertezza delle parti che si interrogano: di chi \u00e8 la competenza ad affrontarle? <strong>Ma adesso c\u2019\u00e8 Spirl\u00ec<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Personalmente condivido ogni parola di quello che ha scritto Stasolla. Una sola cosa vorrei chiedergli, se anch&#8217;io e tutti i lametini abbiamo dei diritti umani da far valere, il primo dei quali \u00e8 quello di non esser vittima di una guerra chimica &#8220;ufficiosa&#8221;, cio\u00e8 non dichiarata. 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Il \u201csistema campo\u201d parte dal container dove sono concentrati\u00a0i rom per irradiarsi in tutta la citt\u00e0 plasmando menti, orientando politiche, ispirando studi, ricerche\u00a0accademiche, articoli di quotidiani, post sui social. Ogni azione di sgombero forzato, non finiremo mai di dirlo, rappresenta sempre e comunque una grave violazione dei diritti umani, senza mai rimediare all\u2019inadeguatezza dell\u2019alloggio o alle criticit\u00e0 di carattere igienico-sanitario, reiterandole invece altrove e con maggiore intensit\u00e0 e gravit\u00e0. (Associazione 21 luglio. Comunita&#8217; rom negli insediamenti formali e informali in italia. 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