{"id":6770,"date":"2021-07-22T20:56:13","date_gmt":"2021-07-22T18:56:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=6770"},"modified":"2021-07-22T20:56:13","modified_gmt":"2021-07-22T18:56:13","slug":"landamento-della-popolazione-residente-in-italia-e-in-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=6770","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> L\u2019ANDAMENTO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE IN ITALIA E IN CALABRIA<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>I dati elaborati dall\u2019Istat a fine dicembre 2019 evidenziano da nord a sud stagnazione economica. Quelli relativi a Catanzaro, Lamezia Terme e Comprensorio lametino, per la prima volta scissi, non lasciano prevedere un futuro roseo se non verranno considerate le mutate condizioni demografiche<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Pandemia<\/strong> da Covid 19 non \u00e8 l\u2019unico disastro che si \u00e8 abbattuto sull\u2019Italia, ne \u00e8 solo l\u2019ultimo. Una precedente catastrofe \u00e8 costituita dalla stagnazione economica che, ci dicono le rilevazioni annuali dell\u2019Istat (Istituto nazionale di statistica), sta strangolando l\u2019Italia da venti anni. Stagnazione significa che il prodotto interno lordo (Pil), cio\u00e8 la ricchezza prodotta in un anno dal nostro Paese, \u00e8 cresciuto con valori bassissimi, prossimi allo zero. Le difficolt\u00e0 in cui versa l\u2019economia italiana risalta in tutta la sua gravit\u00e0 se il livello annuale lo si confronta con quello degli altri paesi dell\u2019Unione Europea, soprattutto con i paesi dell\u2019Eurozona. Ha scritto il presidente Draghi nella premessa al PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza): &lt;&lt; La crisi [pandemica] si \u00e8 abbattuta su un paese gi\u00e0 fragile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. Tra il 1999 e il 2019, il Pil in Italia \u00e8 cresciuto in totale del 7,9% [0,39% all\u2019anno]. Nello stesso periodo in Germania, Francia e Spagna \u00e8 aumentato rispettivamente del 30,2%, 32,4% e del 43,6% [\u2026..]. Dal 1999\u00a0 al 2019 il Pil per ora lavorata, in Italia \u00e8 cresciuto del 4,2%, mentre in Francia e Germania \u00e8 aumentato rispettivamente del 21,2% e del 21,3%.\u00a0 La produzione totale dei fattori, un indicatore che misura il grado di efficienza complessiva di un\u2019economia, \u00e8 diminuito del 6,2% tra il 2001 e il 2019, a fronte di un generale aumento a livello europeo&gt;&gt;.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-6772\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-22-alle-20.56.37.png\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-22-alle-20.56.37.png 425w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schermata-2021-07-22-alle-20.56.37-300x205.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/>Come<\/strong> conseguenza di questi 20 anni di mancata crescita della ricchezza globale, si \u00e8 andato dilatando a dismisura il debito pubblico, il cui rapporto con il reddito nazionale costituisce una rappresentazione chiaramente esplicativa delle difficolt\u00e0 in cui naviga tuttora l\u2019Italia. Prima che la pandemia da Covid 19 deflagrasse in tutta la sua potenza distruttiva, il debito pubblico, al 130,7%, costringeva il governo a pagare un\u2019elevata somma di interessi alle Banche e ad altri Enti possessori dei titoli di stato italiani (oltre 70 miliardi annui di interessi) per cui davvero poco restava al Paese per investimenti produttivi. Le regioni maggiormente colpite dalla crisi dell\u2019economia sono state quelle meridionali la cui forbice del divario, in termini di reddito pro-capite e di investimenti infrastrutturali, con le regioni del centro-nord si \u00e8 ulteriormente allargato. Altro che convergenza e coesione Nord-Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>A questi<\/strong> due catastrofici eventi, se n\u2019\u00e8 aggiunto un terzo che consiste nella continua decrescita della popolazione nazionale e, di conseguenza, del suo progressivo impoverimento e invecchiamento. La continua diminuzione demografica ha due cause; innanzitutto una bassa natalit\u00e0 che posiziona il nostro Paese tra i meno prolifici del mondo e, in secondo luogo, ai tanti cittadini italiani, soprattutto giovani di entrambi i sessi e soprattutto delle regioni del Mezzogiorno, che non trovando lavoro in Italia (il tasso di disoccupazione, in primo luogo giovanile e delle regioni del Sud, \u00e8 uno di pi\u00f9 alti dell\u2019Unione) preferiscono emigrare. Molti italiani, anche a tale riguardo soprattutto giovani e meridionali, non vedendo riconosciuto in Italia il merito che hanno acquisito studiando e formandosi, preferiscono emigrare in altri Paesi, innanzitutto dell\u2019Unione Europea, dove la meritocrazia, costituendo un valore \u00a0largamente diffuso ai vari livelli della societ\u00e0, consente a chi vale di pi\u00f9 di trovare agevolmente lavoro e occupare con facilit\u00e0 posizioni di rilievo nell\u2019apparato produttivo e in ambito sociale senza dover ricorrere, come si usa fare nelle regioni meridionali, ad alcuna raccomandazione con amici, amici degli amici, politici papponi o compari pi\u00f9 o meno legati alla malavita organizzata.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Facendo<\/strong> ricorso ai dati dell\u2019Istat, e partendo dal censimento del 1971 (il primo dopo la nomina di Catanzaro quale citt\u00e0 capoluogo di regione e la creazione di Lamezia Terme di cui, quindi, si ha l\u2019andamento storico dei dati demografici) ho cercato di elaborare una messa a punto sistematica delle situazione demografica che mettesse in relazione la variazione della popolazione dell\u2019Italia, della Calabria,\u00a0 di Catanzaro, di Lamezia Terme, e dei paesi che concorrono a formare il\u00a0 Comprensorio lametino per avere una immagine complessiva e coerente delle citt\u00e0 e dei vari territori che ho menzionato. Tutto questo serve a comprendere verso dove si stia andando dal punto di vista demografico. Ci\u00f2 perch\u00e9, a mio avviso, \u00e8 importante che ci si renda consapevoli di quali potranno essere le condizioni di Lamezia fra alcuni anni se questa tendenza, decrescente in tutto il Paese, non verr\u00e0 invertita, ed attrezzarsi, culturalmente e politicamente, affinch\u00e9, per quanto ci riguarda, le amministrazioni che la governano oggi e la governeranno nel futuro, si mettano in grado di adeguare alle mutate condizioni demografiche le politiche urbanistiche, sociali, economiche e di sviluppo complessivo della citt\u00e0.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ITALIA<\/strong>. In 48 anni, dal censimento del 1971 al 31 dicembre 2019, la popolazione italiana \u00e8 cresciuta di 5.504.971 unit\u00e0, pari in percentuale al 9,70 con un aumento medio annuo di 114.687 unit\u00e0 residenti. Il numero massimo di popolazione \u00e8 stato raggiunto nel 2014 con 60.795.612 di persone residenti. Da allora, si \u00e8 verificata una inversione di tendenza con una lenta decrescita che continua fino ai giorni nostri. In un solo anno, dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019, la popolazione italiana ha subito un autentico tracollo passando da 59.816.673 a 59.641.488, con un saldo negativo di -175.185 unit\u00e0 residenti in valore assoluto e del -0,29 in percentuale. In un anno, cio\u00e8, la popolazione in Italia \u00e8 diminuita di una cifra pari, quasi, ad una volta e mezza a quella dell\u2019aumento annuale medio che si era verificato nel 48 anni precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CALABRIA<\/strong>. Nel 1971 in Calabria \u00e8 stato censito il numero di 1.988.051 abitanti residenti. Negli anni successivi, la popolazione \u00e8 aumentata fino a raggiungere nel 1991 il numero massimo con oltre 2milioni e 70mila abitanti (2.070.203). La differenza tra quell\u2019anno ed il censimento del 2019 (2.070.203 &#8211; 1.894.110 = 176.093) \u00e8 di -176.093 unit\u00e0 pari al -8,50%. Pertanto, in 28 anni, (dal 1991 al 2019) la Calabria ha perduto 6.289 unit\u00e0 residenti all\u2019anno. Si \u00e8 trattato di una diminuzione continua, che non si \u00e8 arrestata. La differenza negativa di unit\u00e0 residenti tra il 2018 ed il 2019\u00a0 \u00a0\u00e8 stata di -53.021, pari in percentuale al -2,72. In un anno, hanno lasciato la regione oltre 145 unit\u00e0 al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATANZARO.<\/strong> Nel decennio seguente alla nomina della citt\u00e0 quale Capoluogo di regione (1970), la popolazione nel comune di Catanzaro ebbe una forte impennata, raggiungendo la cifra record di abitanti residenti mai pi\u00f9 toccata: 100.832 (censimento del 1981). Nei decenni successivi, la popolazione residente catanzarese ha subito una inarrestabile decrescita, attestandosi, nel 2019 ad 87.397 abitanti. La differenza, in negativo, nei 38 anni intercorsi tra il censimento del 1981 e la rilevazione Istat del 31 dicembre 2019 \u00e8 di -13.435 unit\u00e0, pari al -13,32%. Questo dato significa una perdita di oltre 354 unit\u00e0 residenti all\u2019anno.Al 31 dicembre 2018, la popolazione residente nella citt\u00e0 dei Tre Colli ammontava a 89.065 unit\u00e0 residenti. Un anno dopo, al 31 dicembre 2019, essa ammontava a 87.397. Pertanto, in un anno, la popolazione catanzarese \u00e8 diminuita di -1.668 unit\u00e0 residenti (in valore assoluto), pari al -1,90%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6776\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/7-Lamezia-Terme-poplazione-residente.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/7-Lamezia-Terme-poplazione-residente.jpg 580w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/7-Lamezia-Terme-poplazione-residente-300x124.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/>LAMEZIA TERME<\/strong>. La citt\u00e0 lametina ha raggiunto il suo massimo storico di unit\u00e0 residenti nel 2010, superando i 71mila abitanti ed attestandosi alla cifra di 71.286. Rispetto al censimento del 1971, immediatamente conseguente alla creazione della citt\u00e0, l\u2019incremento, in 48 anni, registrato al 31 dicembre 2019, \u00e8 stato di +12.188, (+254 unit\u00e0 all\u2019anno, cio\u00e8), pari in percentuale al +17,86. Nel 2019, la popolazione residente nella citt\u00e0 della Piana ammontava a 70.598 unit\u00e0. Un anno dopo, al 31 dicembre 2019, in cui \u00e8 stata registrata una popolazione residente di 68.206, la diminuzione \u00e8 stata di -3.080 unit\u00e0, pari al -4,3%. Una decrescita pi\u00f9 che doppia rispetto a quella di Catanzaro. Resta da comprendere i motivi del forte aumento di popolazione residente per Lamezia Terme nei 49 anni dal 1971 al 2019, atteso che nello stesso periodo di tempo, Catanzaro \u00e8 stata interessata da una crescita quasi insignificante di 1.113 unit\u00e0 (in valore assoluto), pari al +1,27% e con una crescita media annua 23,18 unit\u00e0 residenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LAMETINO<\/strong>. Esaminando la dinamica demografica della popolazione nei 21 paesi del Lametino che ho preso in considerazione nello stesso periodo di tempo che ho considerato per Lamezia Terme, si potr\u00e0 rispondere, almeno in parte, a questa domanda. Nel periodo di tempo, 1971-2019, i paesi del comprensorio lametino contavano una popolazione di 64.792 unit\u00e0 residenti. Al 31 dicembre 2019, ne contavano 54.417. Pertanto, nei 48 anni oggetto dell\u2019indagine, la popolazione \u00e8 diminuita di 10.375 unit\u00e0 residenti, (64.792 &#8211; 54.417 = -10.375), pari al -16,01% . Questa cifra \u00e8 pressappoco la medesima di quella di cui si \u00e8 accresciuta Lamezia Terme nello stesso periodo per cui \u00e8 ragionevole ipotizzare che la maggior parte dei cittadini del comprensorio si sia riversata in Lamezia Terme e qui abbia cominciato a vivere ed operare con la propria famiglia.<br \/>\nQuasi tutti i paesi del comprensorio hanno diminuito la loro popolazione, alcuni l\u2019hanno addirittura dimezzata. Come si pu\u00f2 vedere sulla tabella n. 3 solo in quattro paesi la popolazione \u00e8 aumentata: Curinga (+444 = +7,21%); Gizzeria (+750 = +17,13); Falerna (+261 = +7,42%); Pianopoli (+743 = + 40,24%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CITTADINI stranieri<\/strong> residenti in Italia. \u201cSono considerati cittadini stranieri le persone di cittadinanza italiana aventi dimora abituale in Italia\u201d (Istat). Al 1\u00b0 gennaio 2020 gli stranieri residenti in Italia ammontavano a 4.996.158 unit\u00e0 e rappresentavano l\u20198,4% della popolazione.<br \/>\nIn Calabria, gli stranieri residenti alla data sopra considerata erano 104.735, pari al 5,5% della popolazione. La comunit\u00e0 straniera pi\u00f9 numerosa \u00e8 quella proveniente dalla Romania (31,8%) di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dal Marocco (13,8%) e dalla Bulgaria (6.1%).<br \/>\nNella citt\u00e0 di Catanzaro, capoluogo della regione, gli stranieri residenti erano 2.972 unit\u00e0 pari in percentuale al 3,4 della popolazione. I cittadini stranieri residenti in Lamezia Terme, al 1\u00b0 gennaio 2020, erano 5.216, pari al 7,6%, di cui 2.816 (Maschi) e 2.390 (Femmine).<br \/>\nI cittadini africani erano 1.442; gli europei 754; gli asiatici 585; gli americani 41, i cittadini australiani 9. La comunit\u00e0 straniera pi\u00f9 numerosa in Lamezia \u00e8 quella proveniente dal Marocco con il 31,9% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalle comunit\u00e0 rumena (20,2%) e ucraina (8,9%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Pandemia da Covid 19 non \u00e8 l\u2019unico disastro che si \u00e8 abbattuto sull\u2019Italia, ne \u00e8 solo l\u2019ultimo. Una precedente catastrofe \u00e8 costituita dalla stagnazione economica che, ci dicono le rilevazioni annuali dell\u2019Istat (Istituto nazionale di statistica), sta strangolando l\u2019Italia da venti anni. 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