{"id":7186,"date":"2021-12-07T20:06:18","date_gmt":"2021-12-07T19:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=7186"},"modified":"2021-12-07T20:06:18","modified_gmt":"2021-12-07T19:06:18","slug":"leggi-52","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=7186","title":{"rendered":"Leggi &#8230;."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" style=\"padding-top: 1px; float: left; padding-right: 10px; padding-left: 3px;\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/news_Lamezia-2.png\" alt=\"\" width=\"92\" height=\"82\" \/><\/p>\n<div style=\"padding-left: 0px; margin: 5px;\">\n<strong><span style=\"font-size: 14pt;\">LA VOCE DELLA CITTA\u2019<\/span><\/strong><br \/>\n<b>L<\/b><strong>e notizie dell\u2019ultime ore<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 10pt;\">a cura di <em>Redazione di Lamezia 3.0<br \/>\nAttualit\u00e0 &#8211; 07\/12\/2021\u00a0<\/em><\/span>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<p><strong>PD IL PARTITO CHE NON C\u2019E\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>di Emilio Vescio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019art. 49 della Costituzione cos\u00ec recita: \u201cTutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale\u201d. Era il 1947.<br \/>\nCol nascere dei partiti, quelli con la \u201c<strong><em>P<\/em><\/strong>\u201d maiuscola s\u2019intende, si eleggeva il \u201c<strong><em>gruppo dirigente<\/em><\/strong>\u201d, formato da uomini competenti e capaci, cui era demandato il compito di suggerire la linea politica da utilizzare in quel determinato periodo storico. E tutto ruotava e si concretizzava su quella ben precisa e mirata linea politica. Si ascoltavano le tesi sostenute dai vari componenti, ci si confrontava, a volte anche con toni meno pacati ma mai volgari, e alla fine si adottava la strategia migliore per poi sottoporla, per l\u2019approvazione, alla base. E questo succedeva per qualsivoglia problematica. Insomma non si nascondeva nulla, si operava sempre e comunque per il bene comune rispettando le aspettative degli elettori iscritti e senza minimamente discostarsi dal programma elettorale precedentemente condiviso ed approvato dalla base. Erano queste le regole cui ci si doveva attenere.<br \/>\nOggi, purtroppo, il gruppo dirigente viene determinato dai \u201c<strong><em>cofanetti<\/em><\/strong>\u201d di voti e quasi sempre i \u201c<strong>prescelti<\/strong>\u201d non sono all\u2019altezza del compito loro affidato. Sono bravi, per\u00f2, a rappresentare e a parlare in nome di\u2026 senza comprendere una parola di quello che dicono. Tanto il discorso \u00e8 ben remunerato! In sostanza, pi\u00f9 voti hai pi\u00f9 comandi.<br \/>\nLa deriva dei partiti dipende proprio da questo malsano modo di fare. Nelle decisioni da prendere non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 chiarezza, solo convenienza. E la troppa e costante conflittualit\u00e0 interna, dovuta quasi sempre a ben \u201c<strong>concimare<\/strong>\u201d l\u2019orticello del \u201cqualunque\u201d, produce disastri insanabili. Dov\u2019\u00e8 il buon vecchio e chiaro dibattito? Utopia!<br \/>\nPu\u00f2 un pacato intervento su una reale e dimostrabile circostanza accaduta, scatenare una rissa chiassosa, indecente e volgare? Purtroppo si! \u00c8 quanto accaduto a Cosenza in una recente riunione del PD calabrese, presenti il commissario regionale Stefano Graziano e il lametino Italo Reale. Comportamenti assolutamente sconvenienti, in questa riunione, da parte di chi, ahim\u00e8, detiene il \u201c<strong>cofanetto<\/strong>\u201d di voti. E non \u00e8 la prima volta. Partito, quindi, sinonimo di comitato elettorale. Un panorama variegato, quello del PD calabrese, che indigna e provoca nostalgia e tanta frustrazione. Totale mancanza di senso etico e civico, menefreghismo imperante, poca attenzione al bene comune, politica incolore e senza scrupoli, sono le cause principali che costringono gli iscritti onesti a disertare sempre pi\u00f9 il partito. E fra questi ci sono tante persone che potrebbero dare lustro al partito. Peccato che la corrente degli onesti non possiede i \u201c<strong><em>cofanetti<\/em><\/strong>\u201d. Ecco perch\u00e9 il partito \u00e8 in coma irreversibile.<br \/>\nSe \u00e8 vero, come molti sostengono, che ci sono tante energie che potrebbero ridisegnare <em>nuovi percorsi politici<\/em> cerchiamo di dare loro un sostegno, attivo e fattivo, ripartendo da un \u201c<strong>modus operandi<\/strong>\u201d, scevro da compromessi ed idoneo al superamento dei famigerati \u201c<strong><u>cofanetti<\/u><\/strong>\u201d che hanno il magico potere di zittire, sempre e comunque, gli altri.<br \/>\nDobbiamo agire, essere conseguenziali. Ricominciamo a parlare e sostenere chi merita. Tracciamo, insomma, una nuova strada per l\u2019affermazione di una politica vera, sana e onesta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PD IL PARTITO CHE NON C\u2019E\u00a0\u00a0\u00a0&#8211; di Emilio Vescio &#8211; L\u2019art. 49 della Costituzione cos\u00ec recita: \u201cTutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale\u201d. Era il 1947.<br \/>\nCol nascere dei partiti, quelli con la \u201cP\u201d maiuscola s\u2019intende, si eleggeva il \u201cgruppo dirigente\u201d, formato da uomini competenti e capaci, cui era demandato il compito di suggerire la linea politica da utilizzare in quel determinato periodo storico. 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