{"id":7593,"date":"2022-01-28T17:47:44","date_gmt":"2022-01-28T16:47:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=7593"},"modified":"2022-01-28T17:47:44","modified_gmt":"2022-01-28T16:47:44","slug":"gli-obiettivi-fissati-dallue-per-i-rifiuti-urbani-condivisi-dallitalia-vengono-sistematicamente-disattesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=7593","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> GLI OBIETTIVI FISSATI DALL\u2019UE PER I RIFIUTI URBANI, CONDIVISI DALL\u2019ITALIA, VENGONO SISTEMATICAMENTE DISATTESI<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>Il problema italiano \u00e8 che siamo ancora distanti dagli obiettivi Ue, in particolare sul fronte \u201cdiscariche\u201d: la nostra produzione di rifiuti urbani \u00e8 infatti di circa 30 milioni di tonnellate e il tasso di conferimento in discarica \u00e8 30 volte pi\u00f9 alto di quello dei Paesi benchmark europei (Svizzera, Svezia, Germania, Belgio e Danimarca). Nel frattempo le procedure d\u2019infrazione \u201caperte\u201d sono costate all\u2019Italia oltre 750 milioni di euro all\u2019erario, di cui 152 versati per sanzioni forfettarie e circa 600 a titolo di penalit\u00e0.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; margin: 5px;\"><em>seconda parte<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 5px;\">L\u2019economia circolare si nutre di filiere industriali e dei relativi impianti. La realt\u00e0 non pu\u00f2 essere esorcizzata. Gli obiettivi fissati dalla Ue per i rifiuti urbani e condivisi dall\u2019Italia sono noti: 65 per cento di riciclaggio e conferimento in discarica sotto il 10 per cento. Il che presuppone che il restante 25 per cento venga avviato a recupero di energia tramite combustione, i famosi inceneritori. E infatti la Lombardia \u00e8 la Regione che pi\u00f9 si avvicina a quel modello con circa il 60 per cento di materiale riciclato, meno del 10 per cento in discarica e il resto incenerito con recupero di energia. Eppure Milano ha conosciuto vent\u2019anni fa una crisi come quella romana di questi anni. Ora, quanti impianti per le varie tipologie sono in costruzione dalla Toscana in gi\u00f9? Nessuno. Il ministero dell\u2019Ambiente che dovrebbe dare vita a un immediato piano industriale che, secondo i calcoli di Assoambiente, richiede investimenti per circa 10 miliardi e sveltire procedure autorizzative che durano lustri, si culla nell\u2019illusione del \u00abpiccolo \u00e8 bello\u00bb. Mentre il ministro competente accoglie a braccia aperte ogni comitato che si opponga a qualsiasi impianto. L\u2019esatto contrario di quanto andrebbe fatto.<br \/>\n<strong>Servirebbero almeno 4,5 miliardi di euro di investimenti per risolvere il problema della gestione dei rifiuti in Italia, cio\u00e8 un quarto dei soldi con cui il nostro paese finanzia ogni anno i sussidi ambientalmente dannosi legati a combustibili fossili.<\/strong> Questi investimenti sono necessari per costruire nuovi impianti di recupero energetico e di frazione organica, che consentirebbero di generare fino a 11,8 miliardi di euro di indotto economico, con un gettito per lo Stato di 1,8 miliardi e una riduzione della Tari per le famiglie italiane superiore a 550 milioni. Dal punto di vista ambientale, la riduzione del deficit impiantistico porterebbe ad una riduzione di 3,7 milioni di tonnellate di emissione di CO2, pari al totale delle emissioni generate dai settori manifatturieri della produzione del metallo, del ferro e dell\u2019acciaio. FINE<br \/>\n<strong>Queste stime sono contenute nei \u201cmessaggi chiave\u201d numero 8 e 9, tra i dieci enunciati nel Position Paper<\/strong> elaborato da The European House \u2014 Ambrosetti in collaborazione con A2A, la pi\u00f9 grande multiutility italiana. Il documento (\u201cDa Nimby a Pimby. Economia circolare come volano della transizione ecologica e sostenibile del Paese e dei suoi territori\u201d), presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, si pone un duplice obiettivo: la definizione di uno scenario strategico per la gestione circolare dei rifiuti, quantificando prima il reale fabbisogno impiantistico delle Regioni italiane, e delineando poi un modello di sviluppo basato sul superamento della sindrome di Nimby (1 impianto contestato su 3 riguarda la gestione dei rifiuti) e su tempi certi per la realizzazione degli impianti. Tempi che scontano oggi una eccessiva lunghezza della fase di progettazione e autorizzazione che in media assorbe il 60%.Il tutto per rispondere ai diktat del Circular Economy Action Plan dell\u2019Unione europea, adottato lo scorso marzo 2021, che punta su una gestione dei rifiuti orientata al recupero e alla riduzione del ricorso alla discarica, fissando per il 2035 il target di riciclo effettivo di rifiuti urbani al 65% e di conferimento in discarica inferiore al 10%.<br \/>\n<strong>I<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7618\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/sri_apertura.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/sri_apertura.jpg 800w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/sri_apertura-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/sri_apertura-768x397.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/>l problema italiano \u00e8 che siamo ancora distanti\u00a0dagli obiettivi Ue, in particolare sul fronte \u201cdiscariche\u201d: la nostra produzione di rifiuti urbani \u00e8 infatti di circa 30 milioni di tonnellate <\/strong>e il tasso di conferimento in discarica \u00e8 30 volte pi\u00f9 alto di quello dei Paesi benchmark europei (Svizzera, Svezia, Germania, Belgio e Danimarca) per un totale di 6,3 milioni di tonnellate annue, che equivalgono al totale conferito in discarica dalla Germania e da altri 15 Paesi Ue. In pratica, l\u2019Italia raggiunge una quota del 21% dei rifiuti e solo 4 Regioni \u2014 Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Campania \u2014 si posizionano al di sotto del 10% fissato dal Piano Ue. La maglia nera spetta alla Sicilia che utilizza le discariche per trattare pi\u00f9 della met\u00e0 (58%) dei rifiuti urbani generati. Nel complesso, il dato pi\u00f9 allarmante \u00e8 che la capacit\u00e0 residua delle discariche italiane si esaurir\u00e0 entro i prossimi 3 anni, con differenze significative tra Nord (4,5 anni) e Sud (1,5 anni). Chi sta peggio \u00e8 la Sardegna che presenta una vita residua delle proprie discariche pari a 0,5 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel frattempo le procedure d\u2019infrazione \u201caperte\u201d sono costate oltre 750 milioni di euro all\u2019erario, di cui 152 versati per sanzioni forfettarie e circa 600 a titolo di penalit\u00e0.<\/strong> Nel confronto europeo, siamo di gran lunga il paese che ha dovuto versare la cifra maggiore: Grecia (350 milioni), Spagna (122 milioni) e Francia (91 milioni) si collocano ben distanti. Tra i principali motivi di infrazione si annoverano: la presenza di discariche abusive (ancora quasi 200 attive); la gestione dei rifiuti in Campania (non in linea con gli standard europei per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti); e la mancata conformit\u00e0 delle infrastrutture di gestione e trattamento delle acque reflue (11% sul totale delle infrazioni nel decennio).Emblematico \u00e8 il caso degli impianti dedicati alla frazione organica: ad oggi, solo la met\u00e0 di questi rifiuti \u00e8 trattata secondo canoni avanzati che permettono il recupero combinato di materia (compost) e di energia (biogas).<br \/>\nPer raggiungere gli obiettivi europei, l\u2019Italia dovr\u00e0 ricorrere anche al recupero energetico di ulteriori 3,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 53% in pi\u00f9 del totale ad oggi. Il paese avr\u00e0 quindi bisogno di realizzare tra 6 e 7 nuovi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti urbani, con un investimento complessivo compreso tra 2,2 e 2,5 miliardi di euro<strong>. A ci\u00f2 si aggiunge il fabbisogno relativo ai fanghi di depurazione, il principale residuo dei trattamenti depurativi delle acque reflue:<\/strong> l\u2019ottimizzazione del trattamento dei fanghi ne consentirebbe di avviare a recupero energetico ulteriori 850 mila tonnellate, richiedendo la costruzione di 8 linee aggiuntive per il recupero energetico all\u2019interno di termoutilizzatori gi\u00e0 esistenti sul territorio nazionale, o previsti secondo le stime del Position Paper, per un controvalore di investimenti di circa 700 milioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center; margin: 5px;\"><em>seconda parte<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;margin: 5px;\">L\u2019economia circolare si nutre di filiere industriali e dei relativi impianti. La realt\u00e0 non pu\u00f2 essere esorcizzata. Gli obiettivi fissati dalla Ue per i rifiuti urbani e condivisi dall\u2019Italia sono noti: 65 per cento di riciclaggio e conferimento in discarica sotto il 10 per cento. Il che presuppone che il restante 25 per cento venga avviato a recupero di energia tramite combustione, i famosi inceneritori.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":7623,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-7593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}