{"id":7596,"date":"2022-01-28T17:50:49","date_gmt":"2022-01-28T16:50:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wordpress\/?p=7596"},"modified":"2022-01-28T17:50:49","modified_gmt":"2022-01-28T16:50:49","slug":"il-gap-fra-produzione-di-rifiuti-e-la-capacita-impiantistica-di-trattarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/?p=7596","title":{"rendered":"<span style='color:#000000;font-size:16px; font-weight: bold; '> IL GAP FRA PRODUZIONE DI RIFIUTI E LA CAPACIT\u00c0 IMPIANTISTICA DI TRATTARLI<\/span> <br> <span style='font-style: normal; color:#a1325c;display: block; font-size: 14px;line-height: 16px;margin-top: 5px;font-style: italic;'>I rifiuti li puoi raccogliere in tanti modi, ma quel che \u00e8 certo \u00e8 che poi vanno trattati. E tutte le diverse tipologie raccolte hanno bisogno di filiere industriali e tecnologiche. Non mancano infatti solo gli impianti di destinazione finale, ma anche quelli di riciclo.<\/span>"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 5px; text-align: center;\"><em>prima parte<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2020 ogni calabrese ha prodotto in media 381,36 kg di rifiuti a differenza dei 405 kg dell\u2019anno precedente<\/strong><strong>. <\/strong>Un dato che ci posiziona al terzultimo posto della classifica nazionale dietro solo a Molise e Basilicata. In controtendenza con i dati europei, tra i pochi effetti collaterali positivi della pandemia c\u2019\u00e8 senza dubbio la riduzione della produzione dei rifiuti in tutta Italia. \u00c8 dal 2016 che i rifiuti dichiarati dai Comuni della Calabria sono in calo anno dopo anno. Il rapporto 2021 diffuso dall&#8217;Ispra, elaborato su un campione di 177 comuni calabresi su 404, ci illustra dati alla mano tutte le luci e le ombre del sistema.\u00a0Le province pi\u00f9 virtuose\u00a0nella produzione dei rifiuti sono state Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.<br \/>\n<strong>La Calabria nel 2020 \u00e8 riuscita a\u00a0differenziare ben il 52,2%\u00a0dei rifiuti prodotti<\/strong>. Un dato prodigioso se si pensa che\u00a0nel 2016 la percentuale di raccolta differenziata era appena il 33,2%. (dati: Valeria Esposito Vivino)<br \/>\nL\u2019idea di realizzare impianti di stoccaggio, come semplici\u00a0discariche, e trattamento dei rifiuti piace a non pochi amministratori perch\u00e9, si veda il caso di Pianopoli (CZ), attraverso la spazzatura, attraverso le concessioni e le tariffe, si possono ottenere entrate preziose per le esangui casse dei nostri enti locali oltre che creare qualche posto di lavoro. E&#8217; un rischio, pi\u00f9 o meno calcolato, ma gli oppositori ci sono sempre. <strong>E non \u00e8 solo un effetto del NIMBY, l&#8217;acronimo che ormai ogni vocabolario riporta come la &#8220;forma di protesta attuata da un gruppo di persone o da una comunit\u00e0 locale contro opere e attivit\u00e0 di interesse pubblico che hanno o potrebbero avere effetti negativi sulla loro area di residenza&#8221;.<\/strong> Nel 2019 c&#8217;\u00e8 stata una forte protesta nell\u2019area del Pollino, tra Frascineto e Castrovillari, verso la proposta avanzata dal sindaco di Castrovillari, Antonio Lo Polito, di realizzare un impianto per il trattamento dei rifiuti nel vecchio stabilimento di Italcementi. In occasione di quella protesta Ferdinando Laghi, attuale consigliere regionale di opposizione, indic\u00f2 dei parametri fondamentali per la realizzazione delle strutture di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti: distanza sufficiente (almeno pi\u00f9 di due chilometri) dall\u2019abitato, vicinanza a grosse arterie stradali per consentire un trasporto agevole, uso di tecnologie per il controllo delle emissioni.<br \/>\n<strong>Anche la protesta del \u201cComitato popolare tutela Savuto\u201d ha avuto successo.<\/strong> L\u2019ipotesi da evitare era quella di creare un ecodistretto con discarica di servizio a Grimaldi, piccolo Comune di poco pi\u00f9 di millecinquecento abitanti del Savuto, al confine tra Cosenza e Catanzaro. L\u2019idea dell\u2019impianto \u00e8 stata ritirata, come voleva il Comitato, proprio per la vicinanza al letto del Savuto. E&#8217; quello che succede in tutte le proteste antidiscarica degli ambientalisti calabresi. Quasi tutti gli impianti contestati sono vicini a zone \u201csensibili\u201d: corsi d\u2019acqua e falde acquifere, oppure al confine tra diversi Comuni. L&#8217;iniziativa di un Comune si scontra con l&#8217;opposizione dell&#8217;altro, oppure, come nel caso decennale di Scala Coeli, con altre <em>vicinanze<\/em>. L&#8217;aggettivo &#8220;vicino&#8221; \u00e8 il passe-partout a tutto.\u00a0Si pensi all\u2019idea di istituire eco-distretti, impianti e discariche in zone a bassa densit\u00e0 abitativa. <strong>La sindrome Nimby dovrebbe essere scongiurata<\/strong>, e invece no, l&#8217;argomento \u00e8 la &#8220;vicinanza&#8221;.\u00a0Quello di Scala Coeli sarebbe un territorio ideale per realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti, perch\u00e9 \u00e8 un paese spopolato con poco pi\u00f9 di ottocento abitanti, con molto territorio a disposizione, quasi 68 chilometri quadrati. Per di pi\u00f9, l\u2019abitato \u00e8 arroccato su un monte, pertanto il Dipartimento ambiente della Regione aveva pensato nel 2010 a una discarica per rifiuti speciali non pericolosi di 93mila metri cubi. Ma Lega Ambiente si \u00e8 opposta\u00a0per la vicinanza della struttura al letto del fiume Nika, ai confini tra il basso Jonio cosentino e il Crotonese. La vicinanza al fiume non \u00e8 stato il solo problema, nella zona resistono ancora attivit\u00e0 agricole importanti e ci sono, quindi, vincoli territoriali.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7631\" src=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/inceneritore-.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/inceneritore-.jpg 408w, https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/inceneritore--242x300.jpg 242w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/>Nel 2015 l\u2019azienda concessionaria ha richiesto l\u2019ampliamento della cubatura cos\u00ec gli ambientalisti hanno scoperto che i terreni su cui \u00e8 stata realizzata la discarica non erano ancora sdemanializzati. I militanti di Legambiente si sono rivolti al Tar contro il Dipartimento agricoltura della Regione, che aveva dato parere<\/strong> positivo all\u2019ampliamento e, come se non bastasse, hanno denunciato il tutto anche alla Procura di Castrovillari (cit. Saverio Paletta). Tra azioni legali e proteste non interessa a nessuno dove finiscono i rifiuti prodotti. Spesso finiscono all&#8217;estero, con costi ingenti che pagano pur sempre i contribuenti, e trasporti su gomma che anch&#8217;essi inquinano. Ma &#8220;Occhio Che Non Vede&#8221; \u00e8 l&#8217;altra sindrome che affianca il Not In My Back Yard.<br \/>\nIn Sicilia oltre il 70 per cento dei rifiuti urbani continua a finire in discarica e buona parte delle regioni centro-meridionali esporta i suoi rifiuti al Nord o fuori dall\u2019Italia. In tutte le citt\u00e0 in cui i cassonetti rimangono saturi per giorni il problema non sta nella raccolta ma nel fatto che non si sa dove metterli.\u00a0Al Nord invece le situazioni critiche concernono i rifiuti di origine industriale, che non trovano sbocco negli impianti nazionali.<br \/>\n<strong>Questo scarto fra domanda e offerta \u00e8 risolto con metodi pratici dalle ecomafie sempre presenti dove ci sono guadagni facili e business realizzabili in breve tempo. Per tutti questi problemi c\u2019\u00e8 un\u2019unica soluzione assolutamente chiara ed evidente<\/strong> per chiunque sia dotato di buon senso, secondo Chicco Testa (Corsera, 12\/7\/2019): realizzare un numero di impianti adeguato che colmi il gap fra produzione di rifiuti e la capacit\u00e0 impiantistica di trattarli. Senza questo non sar\u00e0 certo l\u2019aumento della raccolta differenziata a risolvere il problema. <strong>I rifiuti li puoi raccogliere in tanti modi, ma quel che \u00e8 certo \u00e8 che poi vanno trattati. <\/strong>E tutte le diverse tipologie raccolte hanno bisogno di filiere industriali e tecnologiche. <strong>Non mancano infatti solo gli impianti di destinazione finale, ma anche quelli di riciclo.<\/strong>Per esempio della frazione umida che rappresenta circa il 40 per cento della raccolta differenziata, nonostante alcune eccellenti realt\u00e0 collocate quasi esclusivamente nel Nord del Paese. <strong>Sembra che per alcuni l\u2019espressione \u00abeconomia circolare\u00bb, la frontiera che l\u2019Ue ha stabilito per i prossimi decenni, sia una specie di mantra consolatorio che avrebbe la capacit\u00e0, se ripetuto pi\u00f9 volte e ad alta voce, di far scomparire i rifiuti.<br \/>\n<\/strong><em style=\"text-align: left;\">(continua)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"margin: 5px; text-align: center;\"><em>prima parte<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2020 ogni calabrese ha prodotto in media 381,36 kg di rifiuti a differenza dei 405 kg dell\u2019anno precedente. Un dato che ci posiziona al terzultimo posto della classifica nazionale dietro solo a Molise e Basilicata. In controtendenza con i dati europei, tra i pochi effetti collaterali positivi della pandemia c\u2019\u00e8 senza dubbio la riduzione della produzione dei rifiuti in tutta Italia. \u00c8 dal 2016 che i rifiuti dichiarati dai Comuni della Calabria sono in calo anno dopo anno. Il rapporto 2021 diffuso dall&#8217;Ispra, elaborato su un campione di 177 comuni calabresi su 404, ci illustra dati alla mano tutte le luci e le ombre del sistema.\u00a0Le province pi\u00f9 virtuose\u00a0nella produzione dei rifiuti sono state Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.<\/p>\n<p>\u2026 Leggi tutto \u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":7624,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-7596","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7596","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7596"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7596\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lameziaterzomillennio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}